Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 563 del 20/01/2016

BENCINI, Maurizio ROMANI, MOLINARI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nell'ambito delle proprie prerogative istituzionali, esercita attività di controllo, accertamento e verifica sulla circolazione delle merci e sulla fiscalità intera, connessa agli scambi internazionali garantendone la riscossione (IVA e dazi). Verifica e controlla altresì scambi, produzione e consumo di prodotti e delle risorse naturali soggette ad accisa, provvedendo alla riscossione della stessa. Contrasta gli illeciti di natura extratributaria, quali traffico di droga, di armi, di beni del patrimonio culturale, di prodotti contraffatti e non rispondenti alle normative in materia sanitaria e di sicurezza, nonché il commercio internazionale di esemplari di specie animali e vegetali minacciate di estinzione e protette dalla Convenzione di Washington. Tra le altre essa svolge l'attività di analisi merceologica a fini istituzionali, offre servizi nei settori dell'industria dei prodotti organici, inorganici e alimentari compresi i prodotti transgenici (OGM) e i materiali gemmologici;

il 10 giugno 2015 sono state portate a termine le operazioni di trasferimento di sede dell'ufficio dell'Agenzia delle dogane di Firenze in via S. Croce all'Osmannoro 24, a Sesto fiorentino, da via Panciatichi 17 e 14, a Firenze. La decisione di procedere a tale trasferimento presso una sede che dista soli 300 metri dalla discarica di Case Passerini e dal termovalorizzatore di prossima costruzione, sarebbe stata presa, nonostante la ferma contrarietà dei lavoratori, di tutte le sigle sindacali, degli operatori doganali e delle associazioni di categoria, che più volte e pubblicamente hanno denunciato l'incomprensibile difesa da parte dell'amministrazione doganale di una scelta unilaterale, a giudizio degli interroganti palesemente sbagliata e dannosa per l'economia di settore dell'intera regione Toscana;

a seguito delle "motivate proteste degli operatori e delle perplessità espresse dal Corpo Forestale dello Stato" sull'idoneità della nuova sede dell'Osmannoro e il suo "magazzino", lo stesso direttore interregionale per la Toscana è stato costretto a rivedere alcune delle decisioni prese, siglando il 6 febbraio 2015 un'intesa con gli operatori, la società di gestione dell'aeroporto di Firenze ed il Corpo forestale dello Stato: il servizio di sdoganamento delle merci, sottoposte a preventivo controllo, da parte del nucleo operativo CITES del Corpo forestale, dal 10 giugno 2015, non verrà più svolto dal competente Ufficio controlli allo sdoganamento, sito presso la sede della dogana dell'Osmannoro, ma dalla SOT aeroporto, reputata dagli operatori e dal Corpo forestale sede maggiormente idonea rispetto a quella dell'Osmannoro per il corretto svolgimento del servizio;

è stata mantenuta invece la decisione di trasferire le restanti attività legate all'operatività doganale e accise nella sede dell'Osmannoro, nonostante la ragionevole proposta del dirigente, responsabile dell'Ufficio delle dogane di Firenze di trasferire tutta l'operatività presso gli uffici e i magazzini dell'aeroporto, maggiormente idonei, attrezzati e disponibili ad accoglierla, evitando un'inefficiente duplicazione del servizio su 2 sedi che, nello stato attuale, porterà ad un inevitabile aumento di costi a carico dell'utenza;

considerato che, a quanto risulta agli interroganti:

secondo il parere delle organizzazioni sindacali, ciò che più preoccupa sia la dirigenza locale che gli operatori economici, nonché le organizzazioni sindacali, è che le caratteristiche della nuova sede contrastano con la necessità dell'Ufficio doganale di disporre di un magazzino in cui depositare in sicurezza merci, anche di notevole qualità e valore: la zona, segnalata dalla Questura di Firenze come altamente pericolosa per la presenza di numerose attività criminali, è anche classificata come "area sensibile già vulnerata da fenomeni di inondazione e soggetta a rischio idraulico";

sempre a detta dei sindacati, i locali destinati a magazzino non sono accessibili da mezzi di grande capienza e la piattaforma esterna per lo scarico delle merci, oltre a non essere a norma dal punto di vista della sicurezza del lavoro, non è idonea allo scopo e non può essere utilizzata per lo sdoganamento per un grave errore di progettazione;

la vicinanza con il futuro termovalorizzatore desta preoccupazione nei lavoratori per i potenziali rischi per la salute di chi presta attività lavorativa in quell'area, cosa che ha portato la ASL Firenze Nord-Ovest, competente per territorio, a prevedere per tutta la popolazione che risiede e/o lavora nell'area di ricaduta degli inquinanti un piano di sorveglianza sanitaria e di monitoraggio dello stato di salute;

la nuova sede risulta inoltre di difficile accessibilità con i mezzi pubblici (accessibilità necessaria perché molti adempimenti comportano un contatto diretto e frequente con l'ufficio) ed è collocata in una zona interessata da vasti cantieramenti;

considerato infine che:

qualsiasi scelta che risulti non felice rispetto alla logistica e alla funzionalità dell'Ufficio delle dogane di Firenze comporterà l'allontanamento irreversibile dell'utenza. In particolare, rischia di deviare su altre regioni l'attività diretta ed indiretta legata alle operazioni doganali che quotidianamente interessano, a Firenze, i prodotti dell'industria del settore dell'alta moda e della pelletteria, il settore elettromeccanico e dell'alimentare, per non parlare del mercato delle opere d'arte;

non vi sono vincoli che impongano di rivolgersi all'Ufficio territoriale per le operazioni di sdoganamento, quindi professionisti e intermediari del settore, come già annunciato dalle associazioni di categoria, indirizzeranno le aziende verso realtà doganali più facilmente raggiungibili ed efficienti in termini di infrastrutture e servizi offerti,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare con urgenza l'opportunità di un intervento, per quanto di sua competenza, al fine di elaborare congiuntamente con tutti i soggetti istituzionali interessati soluzioni alternative, atte ad individuare una sede idonea e decorosa per l'Ufficio delle dogane di Firenze e non penalizzante per l'utenza, gli operatori, i lavoratori e per l'erario.

(4-05114)