Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 563 del 20/01/2016

BERTOROTTA, SANTANGELO, PAGLINI, CAPPELLETTI, CATALFO, SERRA, SCIBONA, GIROTTO, PUGLIA, LEZZI, MARTON, CRIMI, COTTI, DONNO, GIARRUSSO, TAVERNA, MORONESE, MORRA, BUCCARELLA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute, della difesa e degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

da una notizia di stampa apparsa in data 18 gennaio 2016 sul quotidiano on line "Meridionews" si apprende che: «A dire se il Muos è pericoloso saranno gli americani. Rischia di concludersi con un paradosso la storia delle misurazioni delle onde elettromagnetiche nell'impianto satellitare di Niscemi. Dopo l'improvvisa sospensione dei test previsti per il 13 e 14 gennaio - decisa dalla Prefettura di Caltanissetta a causa dell'impossibilità di stabilire quali misure precauzionali prendere a tutela della popolazione -, l'ultima novità riguarda la decisione del collegio dei verificatori di basare le valutazioni esclusivamente sui dati forniti dall'ambasciata statunitense»;

da un articolo su "Siciliajournal" del 30 dicembre 2015 risulta agli interroganti, infatti, che «il collegio di periti nominati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa ha chiesto di attivare il Muos per testare la nocività dei campi elettromagnetici sulla salute, al fine di ottenere dei dati altamente attendibili da inserire nella relazione conclusiva»;

in riferimento al collegio peritale, l'articolo di Meridionews informa che: «L'équipe - nominata a novembre dal Consiglio di giustizia amministrativa, con l'obiettivo di stabilire le conseguenze per la salute che deriverebbero dall'accensione delle tre parabole, unite alle 46 antenne della base Usa - ha giustificato la scelta con i ritardi nel reperimento della strumentazione necessaria all'Arpa per effettuare le misurazioni. Vanificando così di fatto il proprio stesso compito. Ai cinque componenti - due scienziati e tre referenti dei ministeri Ambiente, Salute e Infrastrutture - è stato dato infatti il mandato di eseguire, in modo autonomo e per conto della giustizia italiana, delle rilevazioni sul campo. Ma così non sarà, almeno per il momento. A confermarlo è una lettera inviata il 13 gennaio dalla presidente del collegio, la professoressa Maria Sabrina Sarto, al Cga»;

inoltre, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) della Sicilia ha «"comunicato al collegio di verificazione che alcune delle strumentazioni necessarie per lo svolgimento delle misure sono state inviate per taratura alla ditta e che i tempi necessari sono almeno di 15 giorni. Questa circostanza - prosegue Sarto - rende impossibile la programmazione di una nuova data per lo svolgimento delle misure entro il termine previsto"»;

l'articolo riporta le dichiarazioni del dottor Antonio Santamaria del dipartimento ARPA Palermo, secondo il quale «"I tempi che ci sono stati dati sono stati strettissimi. (...) Alcuni strumenti siamo riusciti a tararli entro fine dicembre, altri invece no, anche a causa delle ferie natalizie. Quando abbiamo conosciuto la data delle misurazioni - continua - non potevamo inviare alcuno strumento. Perché la prima data utile per poterli spedire alla ditta era il 7 gennaio, e sarebbe stato impossibile averli indietro in meno di una settimana"»;

considerato che:

l'ARPA Sicilia, tra il dicembre 2008 e l'aprile 2010, ha effettuato una serie di rilievi sulle emissioni di onde elettromagnetiche generate dalla stazione, e tali misurazioni hanno evidenziato il raggiungimento della soglia di attenzione indicata dalla legislazione italiana (legge n. 36 del 2001 e decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003) nel valore di 6 V/m;

la zona di Niscemi (Caltanissetta) è già soggetta all'esposizione di onde elettromagnetiche da oltre 25 anni (stazione NRTF8, operativa dal 1991) e, in virtù di studi basati sui dati raccolti dall'ARPA Sicilia, è scientificamente fondato il timore che l'istallazione attuale superi già i limiti di legge imposti sulle emissioni elettromagnetiche;

risulta agli interroganti che la stessa ARPA, in persona del suo presidente Francesco Licata di Baucina, nel corso di un'audizione svolta all'Assemblea regionale siciliana, tenutasi nel febbraio 2013, avrebbe ammesso di non avere i dati necessari per effettuare tutte le misurazioni;

le rilevazioni delle onde elettromagnetiche, oltre a servire per individuare l'incidenza dei danni sulla salute umana, servivano per comprendere se il Muos (Mobile user objective system) possa mettere in pericolo la sicurezza del traffico aereo civile dell'aeroporto civile di Comiso (Ragusa) e aeree limitrofe;

a parere degli interroganti, non è accettabile la decisione assunta, che prevede di consegnare al Consiglio di giustizia amministrativa la relazione di verifica, unicamente sulla base dell'analisi dei dati forniti dall'ambasciata statunitense,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se corrisponda al vero che il lavoro del collegio peritale si fonderà sulle informazioni trasmesse dal Governo statunitense e che, quindi, per stabilire la pericolosità del Muos non si faranno prove sul campo, ma si guarderà alle proiezioni inserite nel progetto dell'impianto, ciò al fine precipuo di escludere impatti negativi sulla salute dei cittadini e sull'ambiente;

quali misure di competenza intendano adottare al fine di consentire nei tempi previsti la stesura della relazione di verificazione, considerati i dati attualmente disponibili e non aggiornati dall'ARPA per impedimenti sopraggiunti;

se ritengano opportuna, anche in ossequio al principio di precauzione di cui all'articolo 32 della Costituzione, la valutazione dell'ipotesi di disattendere l'accordo proposto dall'Avvocatura dello Stato per conto del Ministero della difesa, di sospendere l'attivazione del sistema Muos fin quando sarà pendente il giudizio presso il Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo.

(4-05110)