Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 563 del 20/01/2016

BUEMI, Fausto Guilherme LONGO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

nell'estate del 2013, quando i primi focolai di disseccamento degli ulivi iniziano a diffondersi nel Salento, nella zona di Gallipoli (Lecce), gli scienziati del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari ricollegano la malattia alla presenza di un batterio, la "Xylella fastidiosa" e, in particolare, a una sua sottospecie detta "pauca", di cui trovano traccia sugli alberi colpiti dalla malattia. Secondo i ricercatori la Xylella sarebbe arrivata in Salento come ospite di piante ornamentali importate dall'America centrale e, in seguito, l'agente si sarebbe diffuso, grazie alle condizioni ambientali favorevoli e alla presenza di un insetto vettore (la cicalella, detta "sputacchina") in grado di trasportarlo rapidamente da un uliveto all'altro;

non esiste ancora una cura contro la Xylella e per fermare il contagio gli scienziati raccomandano l'abbattimento degli alberi infetti, previo indennizzo di 150 euro a pianta, e il ricorso ai trattamenti fitosanitari per cercare di arginare gli agenti patogeni. Per approntare i piani di contenimento dell'epidemia, il Governo ha nominato un commissario straordinario per l'emergenza Xylella in Puglia, il generale Giuseppe Silletti, ufficiale del Corpo forestale dello Stato, ora dimissionario;

il commissario Siletti si è dimesso, data l'impossibilità di proseguire nell'incarico, dopo l'inchiesta avviata dalla Procura di Lecce sull'attività della commissione. L'indagine, avviata nell'aprile del 2014, avrebbe contestato al commissario e ad altri 9, tra ricercatori, docenti universitari, funzionari della Regione e componenti dell'Osservatorio fitosanitario regionale, vari reati, tra cui diffusione di una malattia alle piante, violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale, falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Secondo la Procura, non vi è nessun nesso causale tra i fenomeni di disseccamento e l'infezione da "Xylella fastidiosa". Il terzo piano di approvazione, che avrebbe fatti ripartire i tagli il 16 dicembre 2015, è stato congelato;

nella puntata di "Presa diretta" in onda su Rai 3, del 17 gennaio 2016, è andato in onda il servizio "Il caso Xylella", che ha raccolto le voci dei protagonisti della vicenda, filmando come si inocula il batterio nella pianta sana, in laboratorio, per il test di patogeneticità, riportando le esperienze positive di ricercatori e coltivatori, che in tutta Italia provano a sconfiggere la Xylella senza abbattere le piante di olivo;

considerato che:

al momento, non esistono pubblicazioni scientifiche che correlino la Xylella al disseccamento, l'osservatorio fitosanitario ha soltanto applicato la ricetta europea che, nella versione iniziale, prevedeva un abbattimento delle piante nel raggio di 200 metri. La soluzione messa in atto sembra mostrare diversi punti oscuri, lo stesso commissario straordinario ammetterebbe che la ricerca è da approfondire e la legge non è coadiuvata da una base scientifica; il dottor Boscia, membro del comitato medico scientifico degli abbattimenti al Cnr, ritiene che gli abbattimenti non siano la migliore misura, ma soltanto l'unica carta tecnica a disposizione;

alcuni ricercatori stanno sperimentando prodotti fitosanitari con risultati incoraggianti, usando concimi, induttori di resistenza e stimolanti, per cui sarebbe necessaria una sperimentazione. Le risorse economiche a disposizione, però, sarebbero state impegnate in larga parte per l'abbattimento e per l'emergenza e solo in minima parte per la ricerca e per le cure, nonostante curare le piante sia vantaggioso in termini economici rispetto che tagliarle,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda far luce sui fatti esposti e, in particolare, sull'uso delle risorse economiche impiegate in larga parte per l'abbattimento delle piante malate e non, invece, in via prioritaria, per la ricerca scientifica finalizzata all'approfondimento delle cause primarie e determinanti del grave fenomeno esiziale per l'importante comparto oleario del nostro Paese.

(4-05105)