Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 563 del 20/01/2016
Azioni disponibili
Interrogazioni
CAMPANELLA, BOCCHINO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
in data 7 gennaio 2016, è stata pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Acireale (Catania) la programmazione del "Carnevale di Acireale e della Festa di san Sebastiano 2016", nella quale compare il 25 aprile;
in tale data ricorre l'anniversario della Liberazione d'Italia dal nazifascismo;
la decisione dell'amministrazione ha suscitato numerose critiche da parte dell'associazione nazionale partigiani d'Italia Sicilia e della Cgil di Catania, che, dopo aver richiesto formalmente al sindaco della città di Acireale la rivisitazione del calendario del carnevale 2016, inerente alla giornata del 25 aprile, hanno inviato al Prefetto ed al Questore di Catania una nota per chiedere un intervento, affinché si consenta un'adeguata celebrazione della giornata del 25 aprile, spostando ad altra data le manifestazioni legate al carnevale dei fiori;
considerato che:
il 25 aprire è un giorno fondamentale per la storia d'Italia, in cui si richiama alla memoria il sacrificio di migliaia di uomini e donne che hanno liberato, a prezzo della loro vita, la nazione dalle miserie del nazifascismo;
a giudizio degli interroganti il comportamento del sindaco e dell'amministrazione comunale di Acireale, oltre a rappresentare una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti di quanti hanno lottato per riconquistare la libertà e la democrazia nel nostro Paese, e delle loro famiglie, è altresì indice di ignoranza storica e di scarso senso civico,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e quali iniziative di propria competenza intenda assumere, al fine di evitare che eventi che nulla hanno a che fare con una ricorrenza che in Italia si celebra solennemente da 70 anni possano adombrare un momento dedicato alla memoria e al confronto su temi che oggi giorno rischiano di essere superati da un pressapochismo culturale che le Istituzioni non possono e non devono assecondare.
(3-02504)
GASPARRI - Al Ministro dell'interno - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:
in data 22 novembre 2015, il signor Gianni Tonelli, in qualità di segretario generale del sindacato autonomo di Polizia (SAP), ha partecipato alla trasmissione televisiva "In Mezz'ora", in onda su Rai 3 e condotta da Lucia Annunziata, dove erano ospiti, anche, un Imam e il leader della Fiom (Federazione impiegati operai metallurgici), Maurizio Landini;
Tonelli ha partecipato al programma indossando una maglietta, non autentica, della Polizia di Stato avente le seguenti caratteristiche: acquistata a libero mercato, dunque non dell'amministrazione di pubblica sicurezza; è una polo in puro cotone, diversamente da quella in uso alla Polizia di Stato che è di materiale sintetico; la cromia del colore della maglietta è diverso dalle polo in uso alla Polizia di Stato; gli alamari non sono quelli della Polizia perché, al posto del simbolo "R.I." (Repubblica italiana), sono presenti 2 bottoni azzurri con il logo del sindacato SAP; nella parte frontale della maglietta, sotto la scritta "Polizia", è bene in evidenza il logo del SAP; la scritta "Polizia" è di libero uso e non registrata nell'ambito della convenzione di Parigi e del relativo decreto legislativo n. 30 del 2005 (dove altresì sono registrati il logo della Polizia di Stato, i fregi e gli alamari ufficiali); nella parte posteriore della maglietta compare la scritta "I Love Polizia" che di fatto la rende polo ufficiale del SAP e non della Polizia di Stato;
in data 7 gennaio 2016, a quanto risulta all'interrogante, la Questura di Bologna avrebbe notificato al segretario generale del SAP, Gianni Tonelli, una contestazione di addebiti, nella quale si leggerebbe testualmente: "nel corso della trasmissione televisiva "in mezz'ora" in onda su La 7 in data 22 novembre 2015 la S.V., libero dal servizio, ha indossato una polo facente parte del vestiario della Polizia di Stato, perfettamente riconoscibile dal pubblico televisivo sia per l'evidente presenza degli alamari sul bavero dell'indumento, sia per la scritta 'Polizia' con l'unica variante dell'apposizione sul velcro, dove in genere si applica il grado, di una targhetta riportante la denominazione SAP";
la nota prosegue definendo quella del signor Tonelli quale "condotta non conforme al decoro delle funzioni degli appartenenti ai ruoli della pubblica sicurezza" ipotizza altresì che si sia contravvenuto alla norma "che vieta l'uso promiscuo di capi della divisa con altri non pertinenti alla stessa". Viene pertanto proposta l'applicazione di una sanzione pecuniaria;
la proposta di sanzione disciplinare giunge direttamente dal Ministero dell'Interno, dal Dipartimento della pubblica sicurezza ed in particolare dal direttore centrale per le risorse umane, prefetto Massimo Maria Mazza. Il Questore di Bologna, pertanto, è stato 'caldamente' invitato a procedere, ma nei fatti non è a lui che occorre imputare l'azione disciplinare;
in data 10 gennaio 2016, il signor Tonelli è nuovamente intervenuto alla trasmissione "In Mezz'ora", indossando la medesima maglietta, che la conduttrice Lucia Annunziata ha certificato essere quella utilizzata nella precedente puntata. Tale maglietta è stata inquadrata da tutte le telecamere dimostrando, di fatto, come fosse impossibile confonderla con una polo della Polizia di Stato, in uso al personale;
considerato che a giudizio dell'interrogante:
la richiesta di sanzione disciplinare si configura come un pretesto, un vero e proprio accanimento contro un sindacato di polizia, il SAP, che da tempo denuncia l'inefficienza del sistema della sicurezza, i rischi che corrono gli operatori, nonché i cittadini stessi;
si vuol colpire uno degli scopi principali del sindacato di Polizia che, non avendo diritto di sciopero, ha nell'azione di denuncia il solo mezzo per la tutela dei diritti e degli interessi del personale, compresa la sicurezza sul posto di lavoro;
l'obiettivo latente sarebbe quello di limitare le libertà sindacali delle donne e degli uomini in divisa, in un momento storico in cui la classe politica e il Governo si giocano una partita importantissima in chiave elettorale, proprio sul tema sicurezza;
il SAP è colpevole unicamente di denunciare la gravissima debilitazione dell'apparato della sicurezza, colpito dagli scellerati tagli della spending review, messa in atto dagli ultimi tre Governi, non eletti dal popolo;
da notizie in possesso dell'interrogante, dopo aver accusato falsamente e sospeso ingiustamente un rappresentante sindacale SAP, per aver mostrato nella trasmissione televisiva "Ballarò" in onda su La7 materiale vetusto in uso alle pattuglie, fatto già denunciato con precedente atto di sindacato ispettivo 4-04996, al quale ancora non è stata data risposta, ora si tenterebbe di colpire il segretario generale del secondo sindacato della Polizia di Stato;
a giudizio dell'interrogante, non è attraverso la repressione della verità e di chi se ne fa portatore che si possono amministrare gli interessi di una comunità. Le vicende esposte non giovano né alla Polizia né all'Italia intera,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della sanzione disciplinare irrogata nei confronti del segretario generale del SAP, Gianni Tonelli, e, in caso affermativo, per quali ragioni abbia avallato tale scelta;
se non ritenga di sospendere il provvedimento disciplinare nei confronti del segretario generale, poiché il fatto commesso non costituisce, a parere dell'interrogante, né un illecito né un reato.
(3-02505)
PEZZOPANE, CUCCA, FAVERO, IDEM, LUCHERINI, ORRU', PELINO, VALENTINI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
dal 1° gennaio 2016, in seguito all'emanazione di alcuni decreti interministeriali di concerto tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministro dell'Economia e delle Finanze, sono entrati in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale, che vanno ad aggiungersi a quelli già effettuati l'anno precedente;
tali aumenti interessano diverse linee autostradali, tra cui la Roma-L'Aquila-Teramo (cosiddetta Strada dei Parchi), la Torino-Ivrea-Valle d'Aosta, Autostrade per l'Italia SpA; la Tangenziale est di Milano e la Pedemontana lombarda;
su 27 concessionarie autostradali italiane, solo 7 hanno previsto un aumento delle tariffe per i pedaggi; tra queste "Strada dei Parchi", che gestisce, per conto dell'ANAS, le tratte autostradali abruzzesi A 24 e A 25;
considerato che:
l'aumento dei pedaggi disposto da Strade dei Parchi SpA, pari al 3.4 per cento, risulta essere tra i più cari d'Italia per il 2016, seconda solo a Autostrada Torino Ivrea - Valle d'Aosta - ATIVA SpA. Stando alle informazioni pubblicate sul sito internet della stessa società Strada dei Parchi, i pedaggi sono aumentati del 4,78 per cento nel 2010; dell'8,14 per cento nel 2011; dell'8,06 per cento nel 2012; dell'8,28 per cento nel 2015. Nel 2016 il rincaro è del 3,45 per cento. La maggior parte degli aumenti deriva dal canone di concessione tra Anas e Strada dei Parchi;
il rincaro è stato applicato a una delle autostrade più costose e meno servite d'Italia; infatti, per percorrere la tratta Chieti Pascara - Roma, se prima erano necessari 18,5 euro, dopo gli aumenti, occorrono 19,10 euro; per la tratta L'Aquila est- Roma est si passa da 11,70 euro a 12,10 euro; per L'Aquila - Avezzano da 4,90 a 5,50; per la Teramo - Roma da 16,7 a 17,20 euro;
un balzello dunque a giudizio degli interroganti ingiustificato ed eccessivo, anche in considerazione della difficile crisi economica che il nostro Paese sta attraversando, che ricadrà soprattutto sui numerosi pendolari che quotidianamente si spostano lungo tale asse viario per motivi di lavoro e di studio, non potendo contare su un efficiente servizio ferroviario, viste le pessime condizioni della rete ferroviaria;
a parere degli interroganti, nel nostro Paese, il meccanismo di rivalutazione delle tariffe appare ancora sbilanciato in favore dei concessionari, essendo parametrato sui dati dell'inflazione, di obiettivi di efficienza, del traffico previsto e della qualità del servizio, senza alcuna capacità di rivalsa dello Stato persino in caso di inadempienze dei concessionari,
si chiede di sapere:
quali siano i motivi che hanno determinato tali aumenti e quali criteri siano stati adottati per la determinazione delle tariffe;
se risulti ai Ministri in indirizzo quale sia l'elenco delle opere di ammodernamento realizzate dalle concessionarie e le tempistiche dei lavori ancora in fase di ultimazione;
quale sia l'organo responsabile del controllo sulla congruità dei costi e sulla qualità delle realizzazioni effettuate sulla suddetta autostrada e quali siano le valutazioni dei Ministri in merito;
se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non ritenga opportuno ed urgente convocare un Tavolo di confronto istituzionale, a cui lo stesso Governo si era impegnato, per rivedere, sia le normative vigenti, sia le stesse convenzioni con le concessionarie autostradali per una modifica, anche parziale, delle stesse;
se e come si intenda dare seguito alla nota del 2 gennaio 2016 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in cui si chiede a tutte le società concessionarie di prorogare al 31 dicembre 2016 l'agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l'autostrada, massimo 50 chilometri, per raggiungere il posto di lavoro, scaduta alla fine del 2015.
(3-02506)
CATALFO, BOTTICI, BERTOROTTA, CRIMI, CAPPELLETTI, CASTALDI, PAGLINI, MORONESE, BULGARELLI, DONNO, PUGLIA, GIARRUSSO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
risulta agli interroganti che, nel periodo in prossimità delle festività natalizie del 2015, il bilancio preventivo 2015 del Comune di Catania doveva ancora essere sottoposto all'approvazione del Consiglio comunale; i debiti fuori bilancio non sarebbero stati verificati, nei residui attivi sarebbero stati presenti valori riferiti a crediti probabilmente prescritti, perché risalenti a molti anni prima, i saldi debitori e creditori nei confronti delle società partecipate non sarebbero stati riconciliati, né asseverati dagli organi di controllo, sia del Comune che delle partecipate, come prescritto dall'art. 6, comma 4, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012. Inoltre, risulterebbe che la Sidra SpA (azienda per la fornitura dell'acqua) non aveva ancora approvato il Bilancio di esercizio del 2014;
nel corso dell'incontro avvenuto il 14 dicembre 2015, presso la sede dell'associazione "Cittainsieme" a Catania, l'assessore Girlando si sarebbe limitato ad assicurare che in futuro il bilancio sarebbe stato redatto in base agli schemi prescritti dal decreto legislativo n. 118 del 2011, per cui sarebbe stato più chiaro e trasparente e che in merito al piano di rientro il Comune avrebbe potuto usufruire del maggior termine di 30 anni concesso dalla legge di stabilità per il 2016 (legge n. 208 del 2015);
considerato che:
il quotidiano "La Sicilia" del 18 gennaio 2015, in un articolo a firma Giuseppe Bonaccorsi, afferma che la Giunta comunale di Catania, in data 31 dicembre 2015 (il giorno dopo l'approvazione del bilancio preventivo 2015 da parte del Consiglio comunale) avrebbe deliberato di prelevare dal fondo di riserva la somma di 2.100.000 euro, per aumentare gli stanziamenti di tre capitoli di spesa, che risultavano insufficienti, così indirettamente certificando che dette somme non erano state appostate in maniera corretta nel bilancio del Comune;
i revisori dei conti del Comune di Catania hanno trasmesso all'amministrazione comunale, in data 8 gennaio 2016, l'asseverazione, ai sensi dell'art. 6, comma 4, del decreto-legge n. 95 del 2012, dalla quale si rileverebbe che quasi tutti i saldi reciproci fra Comune e partecipate non sono corrispondenti, alcuni con discordanze notevoli (Asec SpA, Sidra SpA), altri non asseverati dagli organi di controllo delle società (Teatro Stabile di Catania, Azienda metropolitana trasporti in liquidazione, Acoset SpA, Sidra SpA);
a tale asseverazione è stato allegato un verbale, datato 29 dicembre 2015, dal quale emergerebbe che, in pari data, era stata convocata per le ore 10 una riunione fra l'assessore Girlando, il segretario generale, i revisori dei Conti del Comune di Catania e gli organi di amministrazione e di controllo della SIDRA SpA; questi ultimi non si sarebbero presentati all'incontro. Soltanto alle ore 10.30 sarebbe intervenuto il Presidente del Consiglio di amministrazione della SIDRA SpA (professor Emilio Giardina), dichiarando che non avrebbe partecipato alla riunione e rassegnando al tempo stesso le sue dimissioni. Tale comportamento sarebbe stato stigmatizzato dai presenti e verbalizzato, perché, come si legge nel verbale, non improntato al principio di leale collaborazione fra società partecipata ed ente proprietario. I presenti si sarebbero dichiarati dolenti anche del fatto che il collegio sindacale della SIDRA SpA, non solo non si sarebbe presentato alla riunione ma, altresì, non avrebbe fatto pervenire l'asseverazione sottoscritta dagli stessi sulla situazione debitoria/creditoria fra ente e società;
considerato inoltre che:
il compenso iscritto in bilancio per il 2013 (non risultando ad oggi approvato il bilancio 2014) per il collegio sindacale è di 119.664 euro. Tale cifra a giudizio degli interroganti è difficilmente riscontrabile in società di analoghe dimensioni;
a giudizio degli interroganti la situazione appare complessa, difatti la Corte dei conti è nuovamente intervenuta, con nota del 15 gennaio 2016, per sollecitare la documentazione relativa al rendiconto 2014;
il 16 dicembre 2015 la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l'interrogazione 3-02453, rivolta al Ministro dell'economia e delle finanze, per chiedere quali iniziative intenda assumere al fine di verificare la sussistenza dell'equilibrio di bilancio nel Comune di Catania; analoga interrogazione è stata presentata alla Camera da Giulia Grillo in data 15 gennaio 2016, tramite atto 5-07386,
si chiede si sapere:
quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di risolvere le criticità esposte in premessa;
se non ritengano di dover sollecitare un'ispezione da parte dei servizi di finanza pubblica volta a verificare la congruità finanziaria e contabile del bilancio previsionale, anche in considerazione delle numerose criticità emerse dalla relazione dei revisori dei conti del Comune di Catania, assieme alla carenza di documentazione.
(3-02507)
SANTINI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:
Nek Srl di Monselice (Padova) è una società attiva nel settore della raccolta, trasporto e selezione dei rifiuti di tipo plastico e solido urbano (selezione della frizione secca dei rifiuti non pericolosi e assimilati urbani). Il core business dell'attività è rivolto al riciclaggio delle materie plastiche provenienti dalle seguenti linee di lavorazione: selezione di rifiuti di derivazione industriale, linea in quota a Corepla, Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica (selezione di tipologie di plastiche conferite dalla raccolta dei rifiuti differenziati urbani).
all'interno dell'area Nek, opera la cooperativa "Libera", che fornisce maestranze e personale;
in data 9 dicembre 2015, alcuni lavoratori hanno indetto uno sciopero per protestare contro la riduzione, da parte della cooperativa, del trattamento economico, per un valore di 80 euro, relativi ai buoni pasto; la decisione sarebbe stata adottata dall'azienda, in seguito all'approvazione dello "stato di crisi", che prevede, tra l'altro, il congelamento di alcune voci della retribuzione;
il 10 dicembre 2015 l'azienda ha dovuto sospendere la propria attività operativa, a causa del danneggiamento da parte di ignoti di alcuni macchinari;
sulla vicenda stanno indagando le autorità preposte;
in data 16 dicembre 2015 il presidente della cooperativa "Libera", a cui era stato impedito di entrare in azienda, a causa dello stato di agitazione e delle proteste di alcuni lavoratori, ha denunciato 24 operaie per violenza privata;
il 22 dicembre 2015 la cooperativa ha annunciato il licenziamento delle 24 operaie, oggetto della denuncia citata, escludendo in tal modo alcuni soci dalla stessa cooperativa;
nei giorni seguenti e durante le festività natalizie è proseguita ad oltranza la protesta dei lavoratori licenziati;
in data 4 gennaio 2016, presso la Prefettura di Padova, è stato siglato un accordo tra sindacati e cooperativa Libera, con cui sono stati previsti la tutela ed il mantenimento di 160 posti di lavoro ed il reintegro parziale della maggior parte dei lavoratori precedentemente licenziati;
nonostante l'accordo raggiunto, alcuni lavoratori, coordinati dal sindacato Cobas, hanno mantenuto lo stato di agitazione ed il presidio di protesta davanti all'azienda, chiedendo la revoca di tutti i licenziamenti;
nei giorni seguenti è stato dunque aperto un ulteriore Tavolo di confronto in Prefettura, tuttora operativo, dal quale, però, giungono, a mezzo stampa, preoccupanti notizie riguardanti ulteriori licenziamenti e la possibile chiusura del sito produttivo di Monselice,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato in premessa, circa la difficile situazione che si è venuta a determinare presso la Nek Srl di Monselice e quali siano le rispettive valutazioni in merito;
quali misure, ciascuno per quanto di competenza, intendano adottare con la massima sollecitudine, per tutelare i lavoratori della Nek Srl e scongiurare la chiusura del sito produttivo di Monselice, anche in considerazione del fatto che l'eventuale chiusura di tale sito comporterebbe il licenziamento di tutti i lavoratori, di quelli entrati in sciopero ad oltranza e di quelli che non hanno aderito ad uno sciopero promosso da una minoranza di lavoratori.
(3-02508)
BRUNI, LIUZZI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
ai sensi del comma 114 dell'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, recante "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti", il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca doveva bandire entro il 1° dicembre 2015 un concorso per titoli ed esami per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali, bando che peraltro non è ad oggi ancora stato emanato;
alcune graduatorie di merito del concorso 2012 per l'infanzia non si sono ancora esaurite, in particolare ciò è avvenuto in Sicilia, Campania, Lazio, Calabria e Puglia; inoltre, in Sicilia e nel Lazio dette graduatorie sono state pubblicate nel 2014, e nel complesso sono presenti soltanto 2.129 candidati;
il piano straordinario di assunzioni messo in atto con la fase C dalla legge n. 107, prevede l'immissione in ruolo di tutti gli iscritti nelle graduatorie di merito del concorso 2012, oltre che dei docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento che hanno richiesto di partecipare a tale fase. Da questa fase è stata esclusa la classe di concorso dell'infanzia, rinviando alla successiva delega da varare entro 18 mesi dall'entrata in vigore della legge (articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), punto 6), con la quale è prevista "l'istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, (...) attraverso (...) la copertura dei posti della scuola dell'infanzia per l'attuazione del piano di azione nazionale per la promozione del sistema integrato anche avvalendosi della graduatoria a esaurimento per il medesimo grado di istruzione";
il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante "Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado" (testo unico della scuola), disciplina in maniera chiara ed inequivocabile la procedura per l'assunzione in ruolo dei docenti nella scuola. In particolare l'articolo 399, comma 1, recita "L'accesso ai ruoli del personale docente della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d'arte, ha luogo, per il 50 per cento dei posti a tal fine annualmente assegnabili, mediante concorsi per titoli ed esami e, per il restante 50 per cento, attingendo alle graduatorie permanenti di cui all'articolo 401";
le graduatorie di merito del 2012 sono tutelate anche dal decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge il 30 ottobre 2013, n. 125, meglio conosciuto come "decreto D'Alia", nel quale all'art. 2 si evidenzia il principio fondante che bisogna assumere personale solo dove serve per migliorare il servizio offerto. Le pubbliche amministrazioni potranno assumere personale solo nelle aree che presentano disponibilità di posti in organico, mentre scatta il divieto di assunzione nelle qualifiche ed aree in cui esistono soprannumerari. Ed inoltre, all'art. 4, emerge la condizione che, fino al 31 dicembre 2016, le amministrazioni non possono avviare nuovi concorsi se prima: a) non hanno immesso in servizio tutti i vincitori di concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato collocati nelle proprie graduatorie vigenti; b) non hanno verificato l'assenza, nella stessa amministrazione, di idonei collocati nelle graduatorie vigenti e approvate a partire dal 1° gennaio 2007, relative alle professionalità necessarie;
considerato che:
di fatto tutti i docenti della scuola dell'infanzia, sia quelli iscritti nelle graduatorie di merito, che quelli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, non hanno potuto partecipare a nessun piano straordinario di assunzioni, in quanto non vi erano posti disponibili, poiché ai sensi della legge n. 107, tali docenti dovranno far parte di un piano di assunzioni, con l'istituzione del sistema integrato di istruzione da 0 a 6 anni, che avrà luogo successivamente a quello proposto in essere con la fase C;
in base ai dati pubblicati dal Ministero, nel settembre 2014, i vincitori del concorso 2012 non ancora assunti e non iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, ammontavano a circa 1.200 persone, mentre gli idonei, dopo le immissioni in ruolo dell'anno scolastico 2014-2015, comprendevano circa 6.300 persone; di conseguenza migliaia di idonei del concorso 2012, collocati oltre le graduatorie di merito e oltre i posti banditi, sono già stati immessi in ruolo, il che comporterebbe una disparità di trattamento rispetto agli "idonei" in graduatoria, ancora in attesa;
i docenti hanno superato un concorso ritenuto tra i più difficili, sottoponendosi ad una prova preselettiva, una prova scritta ed infine una prova orale resa pubblica appena 24 ore prima di sostenerla. Infatti, su 321.000 candidati soltanto il 7 per cento ha superato tutte e 3 le prove, dimostrando competenze linguistiche, informatiche, pedagogiche e didattiche;
le prove per il prossimo concorso, come emerge dalle anticipazioni sia del Ministero che nei libri già pubblicati per la preparazione di tale concorso, non potranno essere diverse da quelle già superate dai docenti nelle graduatorie di merito del 2012, poiché l'unico cambiamento avvenuto nel programma di studi è proprio costituito dalla legge n. 107 del 2015,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e come intenda agire al fine di evitare il formarsi di una situazione di pregiudizio verso una classe di docenti meritevoli che ormai da anni attendono l'immissione in ruolo, anche in considerazione del fatto che il nuovo bando di concorso non è stato emesso;
se intenda adottare provvedimenti legislativi urgenti, al fine di prevedere la proroga delle graduatorie di merito vigenti e la conseguente immissione in ruolo.
(3-02510)