Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 563 del 20/01/2016

Allegato B

Testo integrale dell'intervento del senatore Scavone nella discussione generale del disegno di legge costituzionale n. 1429-D

E' trascorso più di un anno e mezzo da quando abbiamo esaminato per la prima volta il testo di questa riforma costituzionale. Un lasso di tempo in cui si è avuto modo di riflettere, ognuno nella propria compagine, sul volto finale che questo cammino costituente avrebbe assunto una volta che il testo fosse tornato nell'Aula di Palazzo Madama dopo il passaggio alla Camera.

Mi pare che al di là delle questioni procedurali che avevano caratterizzato i lavori d'Aula nel corso dei precedenti passaggi parlamentari e che pure avevano infiammato gli animi, due esigenze erano emerse forti :

1) superare il bicameralismo perfetto, accedendo ad un modello che ponesse fine al meccanismo farraginoso della "navetta" e che vedesse nel Senato una Camera di rappresentanza delle Regioni;

2) evitare di ridurre ulteriormente gli spazi di democrazia per gli elettori, consentendo ad essi la possibilità di esprimersi nell'individuazione dei componenti del futuro Senato.

Infatti uno snellimento del processo legislativo e la sua velocizzazione si impongono per consentire al Parlamento di tornare centrale nel contesto istituzionale.

Quello che accade con gli attuali assetti costituzionali, lo viviamo tutti i giorni: gran parte dei provvedimenti approvati dalle Camere sono di iniziativa governativa. Pochi disegni di legge di iniziativa parlamentare, molti decreti legge con l'apposizione di altrettante "fiducie" che sviliscono ulteriormente il ruolo del Parlamento.

Superare tale stato di cose significa quindi dare più concreta attuazione a quel sistema di pesi e contrappesi che si pone centrale nel dettato costituzionale, ma che nei fatti è costantemente bypassato.

Snellire, velocizzare, potenziare l'attività di formazione e approvazione delle norme equivale quindi ad attribuire all'emanazione della sovranità popolare quella centralità sostanziale che non si è forse mai concretamente realizzata nel sistema dei blocchi.

Il ruolo delle Regioni nei contesto di un'Assemblea rappresentativa nazionale è fondamentale per dare piena e completa attuazione al ruolo delle autonomie da un lato, e al principio costituzionale di indivisibilità della Repubblica, dall'altro.

E ancora, ferme restando le prerogative delle Regioni nelle materie di propria competenza, mirare ad una solida uniformità in materia di servizi ai cittadini, consentirebbe di superare alcune differenze territoriali sulle prestazioni in ben determinati settori (penso alla sanità), assottigliando in tal modo il gap che purtroppo spesso intercorre tra le singole Regioni.

Un Senato delle Regioni può assolvere a tale compito determinando una maggiore efficienza dell'intero sistema Paese.

Certo l'occasione di una nuova stagione costituente era e rimane importante per dotare il nostro Paese di una moderna Carta fondamentale ove tornare a fissare i principi cardini di una grande democrazia che, da un lato, si faccia carico del tema dell'efficienza delle istituzioni e dall'altro continui a stimare e a promuovere come valore, la partecipazione effettiva dei cittadini alla vita democratica dell'Italia e ai suoi processi decisionali.

Ebbene su questi punti ci siamo confrontati, abbiamo espresso a più riprese perplessità, motivati dall'esigenza di esitare un lavoro che avesse le caratteristiche della durevolezza, i cui effetti avrebbero avuto riverberi non solo sulla vita politica del futuro, ma anche sulla vita reale degli Italiani, alla luce della stagione di grandi trasformazioni che stiamo vivendo.

Ecco perché abbiamo più volte citato nelle discussioni tra di noi l'esigenza di non sottovalutare un principio fondamentale e cioè che un patto costituzionale non va stretto solo tra partiti o formazioni politiche, ma imprescindibile è il patto con i cittadini, con i quali va riannodato quel rapporto di fiducia che si è andato sfilacciando sempre più e che ha portato a livelli di disimpegno sempre più alti la partecipazione dei cittadini ai momenti elettorali, cioè alla fase di individuazione dei legittimi rappresentanti istituzionali.

Crediamo quindi che sul punto prima richiamato, cioè quello della trasformazione del Senato in una Camera di rappresentanza dei territori regionali, ci siano state la volontà e la capacità un pò di tutti di considerare questa istanza come un punto di non ritorno, giustificato anche dalla necessità di dare corpo reale a quell'Europa delle Regioni, di cui tante volte abbiamo invocato la compiuta realizzazione.

Certo, ci siamo occupati e preoccupati del rischio rilevato da tanti, che il Senato diventasse una Camera delle autonomie senza che però venisse garantita la legittimazione e la dignità elettorale dei cittadini e la conseguente legittimazione dei Senato medesimo.

Abbiamo temuto che con fare sbrigativo si cedesse agli umori della piazza fomentata dall'antipolitica e si mettesse in campo una riforma che prescindesse dalla ponderatezza e dal necessario atteggiamento di responsabilità.

Dobbiamo dire che nel passaggio di ottobre in Senato l'auspicio di una riconquistata moderazione, di un'esigenza di equilibrio, ma anche di uno scatto di dignità e di orgoglio cui ci eravamo appellati in passato, ha trovato una sua accettabile manifestazione che ci porta a sottolineare alcuni aspetti positivi di questa riforma:

a) Sostanziale consenso attorno ad alcune scelte - il vigente articolo 138 della Costituzione configura un percorso che si fonda sulla persistenza de! consenso in capo ad una maggioranza consolidata. La doppia deliberazione attiene, appunto, a questa esigenza. Ebbene, la vigente procedura della cosiddetta "doppia conforme" ha visto non solo il consolidamento del consenso, ma la sua progressiva estensione. I passaggi tra le due Camere hanno visto l'aggregazione attorno ad alcune scelte qualificanti che si pongono allora come regole comuni, parti essenziali e condivise, appunto, della "casa comune" (che era l'espressione di La Pira per l'assetto costituzionale condiviso realizzato nel 1947).

La soluzione attualmente definita per la composizione del Senato, che poi costituisce la novità decisiva, perché sia riconosciuta e valorizzata la scelta espressa dagli elettori in occasione del rinnovo dei consigli regionali armonizza in maniera originale l'elezione di secondo grado della Camera alta con la derivazione dal corpo elettorale: il nuovo Senato diviene così espressione dei territori in concreto, cioè delle donne e degli uomini che vivono nelle varie parti d'Italia. Ciò rende l'Assemblea estremamente autorevole e prestigiosa: il Senato delle autonomie è voce alta di quest'Italia.

b) Ampliamento delle funzioni del Senato - Risulta conseguente l'aumento delle funzioni del Senato, specie in ordine alla verifica dell'impatto delle politiche dell'Unione europea, come riguardo la valutazione delle politiche pubbliche e dell'attività delle pubbliche amministrazioni. Per la prima volta si ha la considerazione unitaria delle pubbliche amministrazioni: il pluralismo amministrativo, espressione del pluralismo sociale, che dagli anni trenta dello scorso secolo segna la nostra storia istituzionale non aveva trovato ancora una sintesi politica, e per la prima volta si afferma che la valutazione delle attività delle pubbliche amministrazione va fatta unitariamente. Ciò lo esige il principio di buon andamento dell'articolo 97 della Costituzione; lo richiede l'unità e la sostenibilità dei bilanci pubblici, sempre sanciti dall'articolo 97. E' normale che la valutazione vada fatta dal Senato delle autonomie, cioè dall'organo che esprime le istanze dei territori e delle relative popolazioni. Anche nel ridisegnato assetto di competenze, i servizi pubblici sono resi dalle amministrazioni locali (comuni, enti di area vasta e, appunto, Regioni): è naturale che la valutazione circa la loro attività, cioè a dire della qualità dei servizi prestati, vada fatta dal soggetto politico che per definizione rappresenta tali istanze. Lo stesso si può dire per l'attenzione prestata alle politiche dell'Unione europea, giacché il Senato concorre "all'esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l'UE. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi e delle politiche dell'UE. Valuta le politiche pubbliche e l'attività delle Pubbliche Amministrazioni e verifica l'impatto delle politiche dell'UE sui territori".

Dire che la dimensione europea sia fondamentale sotto ogni aspetto per la nostra esistenza è pressoché scontato: ma non può trascurarsi che per la prima volta nell'esperienza istituzionale italiana si individua (e si dota di funzioni) l'organo competente al raccordo tra i diversi livelli di governo, il soggetto destinato ad elaborare - sia in fase ascendente che discendente - quella visione integrata della normazione (regionale, statale, europea) e dell'amministrazione della quale da tempo avvertiamo il bisogno e che non siamo stati sinora capaci di costruire.

Disciplina legislativa ed attuazione amministrativa si fondono e devono considerarsi in maniera unitaria nella società dei servizi, dove il cittadino guarda appunto la qualità delle prestazione che gli vengono rese: il Senato che valuta le politiche pubbliche si pone appunto come il soggetto che ne offre la necessaria sintesi, nella tradizione e nella cultura delle Camere alte del parlamentarismo occidentale.

e) Recupero principio delle scelte dell'elettore - C'è stato un momento, a nostro modo di vedere importante, nei lavori da noi condotti nell'ottobre scorso e cioè l'approvazione dell'emendamento della presidente Finocchiaro all'articolo 2 con il quale si è realizzata quella "transazione", come da lei stessa affermato in più di un intervento, tra la necessità che il nuovo Senato sia il frutto di un'elezione di secondo grado (e cioè da parte dei consiglieri regionali) e la derivazione, cioè a dire la legittimazione dei senatori da parte dei cittadini elettori, giacché la successiva legge elettorale ordinaria dovrà indicare modalità che siano "in conformità alle scelte espresse dagli elettori".

Nel precedente passaggio, abbiamo votato questo emendamento convinti che possa rappresentare una buona via mediana di ricomposizione degli interessi, atteso che anche il Partito Democratico, anche la presidente Finocchiaro si sono resi conto che l'esigenza di non bypassare la scelta degli elettori (seppur non più con elezione a suffragio universale e diretto) è da definire certamente quale scelta saggia, da valorizzare appieno nel momento in cui dovremo occuparci della legge specifica che tratterà delle modalità concrete di elezione del nuovo Senato e sarà quella la sede in cui , quindi , dovremo verificare l'equilibrio della rappresentanza numerica dei senatori in rapporto alla popolazione regionale, così come da qualcuno sollecitato negli interventi di ieri.

Una notazione va fatta qui, e cioè che un Senato così concepito rafforza ed esprime a tutto tondo il pluralismo istituzionale e, più a monte, sociale del nostro Paese. Infatti, sfrondata dalla preoccupazione tutta politica del legame di fiducia con il Governo, il Senato delle autonomie diviene per definizione il soggetto del pluralismo istituzionale, legislativo ed amministrativo, oltretutto in una logica di continuità, espressione assieme di quel principio di unità della Repubblica e riconoscimento delle autonomie, che l'articolo 5 appunto sancisce tra i valori fondamentali della nostra convivenza.

Tenendo conto, quindi, di queste considerazioni che comunque forniscono una risposta importante sui punti che più ci stavano a cuore e nella consapevolezza che riforme di questa portata sono certamente perfettibili, va apprezzata la visione prospettica di un modello non caratterizzato dal criterio consumistico di ciò che può andar bene nel momento contingente ad una forza politica.

Alla fine si è adottata una prospettiva di lungo periodo, volta oggettivamente a trovare un giusto bilanciamento tra istanze di unità - o meglio ancora, equilibratrici - e la garanzia di una vera, efficace, autonomia dei territori, corroborata oltretutto da una rappresentatività autentica ed efficace.

Integrazione all'intervento della senatrice De Pin nella discussione generale del disegno di legge costituzionale n.1429-D

Sono tutte istituzioni non elettive che in questi anni ci hanno fatto credere che la crisi italiana fosse una crisi di debito pubblico quando si è sempre trattato di una crisi di debito privato, un debito che di certo non hanno creato e contratto i cittadini di questa Nazione; crisi alimentata da una unione monetaria generatrice di asimmetrie delle varie economie che ne fanno parte, legata al cambio fisso dell'euro, provocando uno spostamento di debiti da economie forti ad economie deboli, che diventeranno sempre più debitrici e fra poco, grazie a questa riforma costituzionale, ancora meno sovrani, con una sola Camera fatta da nominati a discapito della funzione rappresentativa.

Purtroppo di fronte all'ostinazione con cui la maggioranza parlamentare vuole intraprendere la strada della demagogia e dell'autoritarismo, non resta che confidare nella maturità del popolo italiano.

Il referendum rappresenterà il momento della verità e non dei ricatti continui di questo Governo e dei sotterfugi (mi riferisco al fatto di anteporre l'esame della riforma costituzionale al rinnovo delle Commissioni).

A dispetto della sproporzione delle forze non penso che l'esito elettorale sia scontato. Stanno ovunque formandosi nel Paese dei comitati per il NO.

Non è escluso che chi ha cantato vittoria troppo presto abbia modo di ricredersi.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Anitori, Bonaiuti, Bubbico, Cassano, Cattaneo, Ciampi, Della Vedova, De Poli, Divina, D'Onghia, Fedeli (dalle ore 13), Lezzi, Minniti, Monti, Nencini, Olivero, Paglini, Piano, Pizzetti, Rubbia, Serra, Stucchi, Turano, Uras, Vicari e Zavoli.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Casson, Crimi, Esposito Giuseppe e Marton, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Arrigoni, Orellana e Pepe, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Panizza, per attività dell'Assemblea parlamentare NATO.

Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione

La senatrice Gambaro ha comunicato di cessare di far parte del Gruppo Misto e di aderire al Gruppo parlamentare Alleanza Liberalpopolare - Autonomie.

Il Presidente del Gruppo Alleanza Liberalpopolare - Autonomie ha accettato tale adesione.

Commissioni permanenti, composizione

I Gruppi parlamentari hanno provveduto ad inviare alla Presidenza le designazioni dei propri rappresentanti nelle singole Commissioni permanenti, ai sensi dell'articolo 21, comma 7, del Regolamento. La nuova composizione delle Commissioni, in vigore a partire dalle ore 13 di giovedì 21 gennaio, è la seguente:

1a COMMISSIONE

(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione)

Bernini, Bisinella, Bruni, Calderoli, Campanella, Cociancich, Collina, Crimi, De Petris, Endrizzi, Fazzone, Finocchiaro, Gotor, Lo Moro, Malan, Mancuso, Mazzoni, Migliavacca, Morra, Naccarato, Pagliari, Palermo, Quagliariello, Repetti, Romano, Russo, Torrisi, Zanda

2a COMMISSIONE

(Giustizia)

Albertini, Bianconi (1), Buccarella, Buemi, Caliendo, Capacchione, Cappelletti, Cardiello, Casson, Ciampi, Cirinna', Cucca, D'Ascola, Di Maggio, Falanga, Filippin, Giarrusso, Ginetti, Giovanardi, Giro, Lo Giudice, Lumia, Mineo, Mussini, Pagliari (2), Palma, Stefani

(1) in sostituzione del Sottosegretario Cassano

(2) in sostituzione del Sottosegretario Pizzetti

3a COMMISSIONE

(Affari esteri, emigrazione)

Airola, Amoruso, Bertorotta, Bonfrisco, Casini, Chiti, Colucci, Compagna, Corsini, De Cristofaro, De Poli, Fattorini, Lucidi, Maran, Micheloni, Minzolini, Monti, Napolitano, Razzi, Romani Paolo, Sangalli, Stucchi, Tremonti, Tronti, Verducci, Zin

4a COMMISSIONE

(Difesa)

Alicata, Amati, Astorre (3), Battista, Buemi (4), Conti, Cotti, De Pietro, Divina, Fedeli, Gasparri, Gualdani, Latorre, Manassero (5), Manconi, Marton, Mastrangeli, Mauro Mario, Messina, Pegorer, Rossi Luciano, Santangelo, Tarquinio, Valentini (6), Vattuone

(3) in sostituzione del Sottosegretario Minniti

(4) in sostituzione del Viceministro Nencini

(5) in sostituzione del Ministro Giannini

(6) in sostituzione del Ministro Pinotti

5a COMMISSIONE

(Programmazione economica, bilancio)

Azzollini, Barani, Bellot, Boccardi, Broglia, Bulgarelli, Ceroni, Chiavaroli, Comaroli, D'Alì, Del Barba, Fravezzi, Guerrieri Paleotti, Lai, Lezzi, Lucherini, Mandelli, Mangili, Marino Luigi (7), Mauro Giovanni, Merloni, Milo, Santini, Sposetti, Tonini, Uras, Zanoni

(7) in sostituzione del Sottosegretario Vicari

6a COMMISSIONE

(Finanze e tesoro)

Bilardi, Bonaiuti, Bonfrisco, Bottici, Carraro, Esposito Giuseppe, Fornaro, Ghedini, Giacobbe, Guerra, Longo Eva, Marino Mauro, Molinari, Moscardelli, Pepe, Petrocelli, Ricchiuti, Rossi Gianluca, Sciascia, Susta, Tosato, Turano, Vacciano, Zeller

7a COMMISSIONE

(Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport)

Blundo, Bocchino, Bondi, Centinaio, Conte, Davico (8), Di Giorgi, Fasano, Ferrara Elena, Idem, Liuzzi, Marcucci, Marin, Martini, Montevecchi, Petraglia, Puglisi, Rubbia, Serra, Sibilia, Tocci, Viceconte, Zavoli

(8) in sostituzione del Sottosegretario D'Onghia

8a COMMISSIONE

(Lavori pubblici, comunicazioni)

Aracri, Borioli, Cantini, Cardinali, Cervellini, Ciampolillo, Cioffi, Crosio, Davico, Di Giacomo, Esposito Stefano, Filippi, Gentile, Gibiino, Langella, Matteoli, Orellana, Orrù, Pagnoncelli, Ranucci, Rossi Maurizio, Scibona, Sonego

9a COMMISSIONE

(Agricoltura e produzione agroalimentare)

Albano, Amidei, Bertuzzi, Candiani, Casaletto, Dalla Tor, Donno, Fasiolo, Fattori, Formigoni, Gatti, Margiotta, Panizza, Pignedoli, Rossi Mariarosaria, Ruta, Ruvolo, Saggese, Scoma, Stefano, Tarquinio, Valentini

10a COMMISSIONE

(Industria, commercio, turismo)

Astorre, Bocca, Caridi, Castaldi, Consiglio, Di Biagio, Fabbri, Fissore, Fucksia, Galimberti, Gambaro, Giacobbe (9), Girotto, Lanzillotta, Longo Fausto Guilherme, Marino Luigi, Mucchetti, Munerato, Pelino, Perrone, Scalia, Tomaselli, Valdinosi, Verdini

(9) in sostituzione del Viceministro Bubbico

11a COMMISSIONE

(Lavoro, previdenza sociale)

Angioni, Augello, Auricchio, Barozzino, Bencini, Berger, Bertacco, Catalfo, D'Adda, Divina, Favero, Ichino, Lepri, Manassero, Pagano, Paglini, Parente, Pezzopane, Piccinelli, Puglia, Sacconi, Serafini, Spilabotte, Villari, Zizza

12a COMMISSIONE

(Igiene e sanità)

Aiello, Anitori, Bianco, Cattaneo, D'Ambrosio Lettieri, D'Anna, De Biasi, Dirindin, Ferrara Mario, Floris, Gaetti, Granaiola, Mattesini, Maturani, Padua, Rizzotti, Romani Maurizio, Romano (10), Scavone, Silvestro, Simeoni, Taverna, Volpi, Zuffada

(10) in sostituzione del Viceministro Olivero

13a COMMISSIONE

(Territorio, ambiente, beni ambientali)

Arrigoni, Bianconi, Bignami, Caleo, Compagnone, Cuomo, Dalla Zuanna, De Pin, De Siano, Iurlaro, Lanièce, Marinello, Martelli, Mirabelli, Monti (11), Morgoni, Moronese, Nugnes, Piano, Piccoli, Puppato, Schifani, Scilipoti Isgrò, Sollo, Vaccari, Zizza

(11) in sostituzione del Sottosegretario Della Vedova

14a COMMISSIONE

(Politiche dell'Unione europea)

Anitori, Barani, Candiani, Cardinali, Carraro, Chiti, Cociancich, De Poli, Donno, Fattori, Fissore, Floris, Gambaro, Ginetti, Giro, Guerra, Guerrieri Paleotti, Lezzi, Liuzzi, Mancuso, Maran, Martini, Mauro Giovanni, Mirabelli, Molinari, Orellana, Palermo, Piccoli, Uras

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Dalla Tor Mario, Conte Franco

Istituzione dell'Osservatorio euro-mediterraneo - Mar Nero per l'informazione e la partecipazione nelle politiche ambientali e il sostegno alle azioni di sviluppo economico sostenibile locale per il rafforzamento della cooperazione regionale e dei processi di pace (2203)

(presentato in data 14/1/2016);

senatore Scilipoti Isgro' Domenico

Modifica del D.P.R. 602/1973 relativo alle disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito (2204)

(presentato in data 19/1/2016);

senatore Quagliariello Gaetano

Disposizioni in materia di istituti bancari, tutela del risparmio e responsabilità degli amministratori (2205)

(presentato in data 19/1/2016);

senatori Buemi Enrico, Longo Fausto Guilherme

Modifiche alla legge 6 maggio 2015, n. 52, recante "Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati" e delega al Governo per la definizione delle modalità di svolgimento delle prime elezioni della Camera dei deputati successive al 1° luglio 2016 (2206)

(presentato in data 20/1/2016).

Governo, trasmissione di atti e documenti

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 11 gennaio 2016, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - la comunicazione concernente il conferimento di un incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dottor Sylvain Bellenger, estraneo all'amministrazione, nell'ambito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Con lettere in data 13 gennaio 2016 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Petronà (Catanzaro), Torre di Ruggiero (Catanzaro), Rossano (Cosenza), Acquaviva d'Isernia (Isernia), Pescolanciano (Isernia), Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Torella dei Lombardi (Avellino), Peschiera Borromeo (Milano), Vittuone (Milano), Ripacandida (Potenza), Nichelino (Torino), Bracciano (Roma), Spotorno (Savona), Novedrate (Como).

Il Ministro dell'interno, con lettera in data 14 gennaio 2016, ha inviato, ai sensi dell'articolo 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121, dell'articolo 109 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dell'articolo 3, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e dell'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, la relazione sull'attività delle Forze di polizia, sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata, relativa all'anno 2014.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente (Doc. XXXVIII, n. 3).

Governo, trasmissione di atti concernenti procedure d'infrazione

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con lettera in data 19 gennaio 2016, ha inviato, in ottemperanza dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione sulla procedura d'infrazione n. 2015/0306, avviata - ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - relativa al mancato recepimento della direttiva 2014/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2001/110/CE concernente il miele.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 9a e alla 14a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 132/1).

Commissione europea, trasmissione di progetti di atti normativi per il parere motivato ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità

La Commissione europea, in data 18 gennaio 2016, ha inviato, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1406/2002 che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima (COM (2015) 667 definitivo).

Ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, l'atto è deferito alla 8ª Commissione permanente che, ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, esprimerà il parere motivato entro il termine del 25 febbraio 2016.

Le Commissioni 3ª e 14ª potranno formulare osservazioni e proposte alla 8ª Commissione entro il 18 febbraio 2016.

La Commissione europea, in data 19 gennaio 2016, ha inviato, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 562/2006 per quanto riguarda il rafforzamento delle verifiche nelle banche dati pertinenti alle frontiere esterne (COM (2015) 670 definitivo).

Ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, l'atto è deferito alla 1ª Commissione permanente che, ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, esprimerà il parere motivato entro il termine del 25 febbraio 2016.

Le Commissioni 3ª e 14ª potranno formulare osservazioni e proposte alla 1ª Commissione entro il 18 febbraio 2016.

La Commissione europea, in data 19 gennaio 2016, ha inviato, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla guardia costiera e di frontiera europea e che abroga il regolamento (CE) n. 2007/2004, il regolamento (CE) n. 863/2007 e la decisione 2005/267/CE del Consiglio (COM (2015) 671 definitivo).

Ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, l'atto è deferito alla 1ª Commissione permanente che, ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, esprimerà il parere motivato entro il termine del 25 febbraio 2016.

Le Commissioni 3ª e 14ª potranno formulare osservazioni e proposte alla 1ª Commissione entro il 18 febbraio 2016.

Mozioni, apposizione di nuove firme

Il senatore De Poli ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00509 della senatrice Bianconi ed altri.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

Il senatore Buccarella ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05101 della senatrice Bertorotta ed altri.

Mozioni

CROSIO, CENTINAIO, STEFANI, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, DIVINA, STUCCHI, TOSATO, VOLPI - Il Senato,

premesso che:

Ferrovie dello Stato SpA riveste un ruolo di primaria importanza nel panorama delle aziende pubbliche, gestendo opere e servizi nel trasporto ferroviario, che vengono utilizzati quotidianamente per lo spostamento di persone e merci sul territorio nazionale e internazionale;

l'azienda ha un fatturato di 8,4 miliardi, maggiorato di 2 punti percentuali rispetto al 2014, impiega circa 70.000 dipendenti per un totale di 16.700 chilometri di rete ferroviaria, di cui circa 1.000 ad alta velocità;

a fronte di questi numeri, che fanno del gruppo Ferrovie dello Stato una delle aziende italiane più appetibili dal punto di vista economico, l'azienda risulta comunque al dodicesimo posto nella classifica delle ferrovie europee per percorrenza media chilometrica per abitante: i settori più problematici, anche perché meno redditizi, sono quelli relativi al trasporto su treni intercity e regionali, e quindi quelli a servizio dei cittadini e dei tanti pendolari che utilizzano il treno come mezzo di trasporto privilegiato per raggiungere il posto di lavoro e di studio;

nonostante l'azienda abbia usufruito di cospicui contributi pubblici, la stessa non ha mai realmente investito nel migliorare la qualità dei servizi di trasporto ferroviario e le prestazioni gestionali, accumulando, negli anni, un gap rispetto alle concorrenti, il quale rappresenta oggi un ostacolo allo sviluppo competitivo del settore del trasporto, sia merci che passeggeri;

il comma 1 dell'articolo unico dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri esaminato dall'8a Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato prevede l'alienazione di una quota del 40 per cento della partecipazione detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze in Ferrovie dello Stato SpA, dando il via ad un processo di privatizzazione che suscita a parere dei proponenti perplessità per la mancanza di un quadro chiaro e completo sui futuri scenari che si andrebbero a delineare, soprattutto in termini di qualità del servizio offerto al pubblico;

infatti, sia Trenitalia (l'impresa di trasporto passeggeri e merci) sia Rete ferroviaria italiana (società che si occupa della gestione dell'infrastruttura) sono partecipate della società pubblica Ferrovie dello Stato e, quindi, sembra fondamentale che il progetto di privatizzazione chiarisca quali siano gli ambiti coinvolti nella vendita, per non incorrere nel rischio che si cedano alla proprietà privata gli asset a maggior redditività e rimangano in mano pubblica i rami diseconomici;

per evitare che sia solo un'operazione economico-finanziaria e divenga, invece, un momento di crescita e sviluppo per l'intero sistema del trasporto ferroviario, un'eventuale privatizzazione dovrebbe essere accompagnata da specifiche clausole a salvaguardia della qualità del servizio offerto agli utenti, soprattutto nei settori a maggior richiesta, che presentano attualmente profili di grosse criticità. A tal fine, sarebbe necessario che i futuri contratti di servizio prevedessero la garanzia di standard minimi nel numero e nella qualità dei servizi offerti ai cittadini e che i programmi e gli accordi europei, strategici per il nostro Paese, sul trasporto ferroviario di merci venissero salvaguardati e sostenuti nei futuri piani industriali;

sarebbe, altresì, fondamentale che la privatizzazione in atto non ostacolasse gli accordi già in essere, finalizzati al potenziamento delle linee trans europee, come il potenziamento delle adduttrici del Gottardo, in particolare il collegamento Arcisate-Stabio, che ha una grossa valenza strategica, la cui realizzazione è frutto di impegni assunti (e non onorati dal nostro Paese) con la Confederazione elvetica;

se la linea ad alta velocità sul territorio italiano è paragonabile, per qualità, a quella presente in altri Paesi europei, i servizi di trasporto merci e passeggeri sono drammaticamente sotto la media: eppure, il servizio del trasporto pubblico locale rappresenta un punto fondamentale, sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo sociale, perché, attraverso di esso, deve essere garantita la possibilità di effettuare gli spostamenti necessari per lo svolgimento delle attività principali della vita economica e sociale, assicurando, comunque, un livello adeguato di prestazioni su tutto il territorio;

le privatizzazioni in Italia hanno sempre diviso l'opinione pubblica per le numerose incognite e gli interessi che ne possono scaturire, che non sempre rispondono a criteri di maggiore efficienza e competitività, sia rischiando di non apportare reali benefici per gli utenti, sia mettendo a rischio l'universalità di un servizio che, seppur gestito da privati, svolge un ruolo di fondamentale importanza per il pubblico,

impegna il Governo:

1) a rendere noti i dettagli del programma di privatizzazione, che interessa la rete ferroviaria italiana, chiarendo in particolare quali siano i ricavi attesi dall'operazione, affinché gli stessi possano essere impiegati a favore del trasporto pubblico locale, garantendo che il servizio venga svolto su tutto il territorio nazionale, nel rispetto di più alti criteri di qualità e a prezzi sostenibili per i cittadini;

2) a tenere informato il Parlamento sull'evolversi della vicenda di cui in premessa e sui possibili scenari che da essa potrebbero scaturire, chiarendo, in particolare, quali siano gli ambiti coinvolti nella vendita, per non incorrere nel rischio che si cedano alla proprietà privata gli asset a maggior redditività e rimangano in mano pubblica i rami diseconomici;

3) ad assumere iniziative volte ad inserire nei prossimi contratti di servizio apposite clausole di impegno per l'ente gestore del servizio ferroviario, atte a garantire il mantenimento degli impegni già assunti dal nostro Paese, per la realizzazione e il potenziamento delle adduttrici del Gottardo;

4) a far valere, in qualità di azionista di riferimento, le decisioni che interessano strategie funzionali allo sviluppo del nostro Paese, nell'ambito dei programmi e degli accordi europei.

(1-00511)

Interrogazioni

CAMPANELLA, BOCCHINO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

in data 7 gennaio 2016, è stata pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Acireale (Catania) la programmazione del "Carnevale di Acireale e della Festa di san Sebastiano 2016", nella quale compare il 25 aprile;

in tale data ricorre l'anniversario della Liberazione d'Italia dal nazifascismo;

la decisione dell'amministrazione ha suscitato numerose critiche da parte dell'associazione nazionale partigiani d'Italia Sicilia e della Cgil di Catania, che, dopo aver richiesto formalmente al sindaco della città di Acireale la rivisitazione del calendario del carnevale 2016, inerente alla giornata del 25 aprile, hanno inviato al Prefetto ed al Questore di Catania una nota per chiedere un intervento, affinché si consenta un'adeguata celebrazione della giornata del 25 aprile, spostando ad altra data le manifestazioni legate al carnevale dei fiori;

considerato che:

il 25 aprire è un giorno fondamentale per la storia d'Italia, in cui si richiama alla memoria il sacrificio di migliaia di uomini e donne che hanno liberato, a prezzo della loro vita, la nazione dalle miserie del nazifascismo;

a giudizio degli interroganti il comportamento del sindaco e dell'amministrazione comunale di Acireale, oltre a rappresentare una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti di quanti hanno lottato per riconquistare la libertà e la democrazia nel nostro Paese, e delle loro famiglie, è altresì indice di ignoranza storica e di scarso senso civico,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e quali iniziative di propria competenza intenda assumere, al fine di evitare che eventi che nulla hanno a che fare con una ricorrenza che in Italia si celebra solennemente da 70 anni possano adombrare un momento dedicato alla memoria e al confronto su temi che oggi giorno rischiano di essere superati da un pressapochismo culturale che le Istituzioni non possono e non devono assecondare.

(3-02504)

GASPARRI - Al Ministro dell'interno - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

in data 22 novembre 2015, il signor Gianni Tonelli, in qualità di segretario generale del sindacato autonomo di Polizia (SAP), ha partecipato alla trasmissione televisiva "In Mezz'ora", in onda su Rai 3 e condotta da Lucia Annunziata, dove erano ospiti, anche, un Imam e il leader della Fiom (Federazione impiegati operai metallurgici), Maurizio Landini;

Tonelli ha partecipato al programma indossando una maglietta, non autentica, della Polizia di Stato avente le seguenti caratteristiche: acquistata a libero mercato, dunque non dell'amministrazione di pubblica sicurezza; è una polo in puro cotone, diversamente da quella in uso alla Polizia di Stato che è di materiale sintetico; la cromia del colore della maglietta è diverso dalle polo in uso alla Polizia di Stato; gli alamari non sono quelli della Polizia perché, al posto del simbolo "R.I." (Repubblica italiana), sono presenti 2 bottoni azzurri con il logo del sindacato SAP; nella parte frontale della maglietta, sotto la scritta "Polizia", è bene in evidenza il logo del SAP; la scritta "Polizia" è di libero uso e non registrata nell'ambito della convenzione di Parigi e del relativo decreto legislativo n. 30 del 2005 (dove altresì sono registrati il logo della Polizia di Stato, i fregi e gli alamari ufficiali); nella parte posteriore della maglietta compare la scritta "I Love Polizia" che di fatto la rende polo ufficiale del SAP e non della Polizia di Stato;

in data 7 gennaio 2016, a quanto risulta all'interrogante, la Questura di Bologna avrebbe notificato al segretario generale del SAP, Gianni Tonelli, una contestazione di addebiti, nella quale si leggerebbe testualmente: "nel corso della trasmissione televisiva "in mezz'ora" in onda su La 7 in data 22 novembre 2015 la S.V., libero dal servizio, ha indossato una polo facente parte del vestiario della Polizia di Stato, perfettamente riconoscibile dal pubblico televisivo sia per l'evidente presenza degli alamari sul bavero dell'indumento, sia per la scritta 'Polizia' con l'unica variante dell'apposizione sul velcro, dove in genere si applica il grado, di una targhetta riportante la denominazione SAP";

la nota prosegue definendo quella del signor Tonelli quale "condotta non conforme al decoro delle funzioni degli appartenenti ai ruoli della pubblica sicurezza" ipotizza altresì che si sia contravvenuto alla norma "che vieta l'uso promiscuo di capi della divisa con altri non pertinenti alla stessa". Viene pertanto proposta l'applicazione di una sanzione pecuniaria;

la proposta di sanzione disciplinare giunge direttamente dal Ministero dell'Interno, dal Dipartimento della pubblica sicurezza ed in particolare dal direttore centrale per le risorse umane, prefetto Massimo Maria Mazza. Il Questore di Bologna, pertanto, è stato 'caldamente' invitato a procedere, ma nei fatti non è a lui che occorre imputare l'azione disciplinare;

in data 10 gennaio 2016, il signor Tonelli è nuovamente intervenuto alla trasmissione "In Mezz'ora", indossando la medesima maglietta, che la conduttrice Lucia Annunziata ha certificato essere quella utilizzata nella precedente puntata. Tale maglietta è stata inquadrata da tutte le telecamere dimostrando, di fatto, come fosse impossibile confonderla con una polo della Polizia di Stato, in uso al personale;

considerato che a giudizio dell'interrogante:

la richiesta di sanzione disciplinare si configura come un pretesto, un vero e proprio accanimento contro un sindacato di polizia, il SAP, che da tempo denuncia l'inefficienza del sistema della sicurezza, i rischi che corrono gli operatori, nonché i cittadini stessi;

si vuol colpire uno degli scopi principali del sindacato di Polizia che, non avendo diritto di sciopero, ha nell'azione di denuncia il solo mezzo per la tutela dei diritti e degli interessi del personale, compresa la sicurezza sul posto di lavoro;

l'obiettivo latente sarebbe quello di limitare le libertà sindacali delle donne e degli uomini in divisa, in un momento storico in cui la classe politica e il Governo si giocano una partita importantissima in chiave elettorale, proprio sul tema sicurezza;

il SAP è colpevole unicamente di denunciare la gravissima debilitazione dell'apparato della sicurezza, colpito dagli scellerati tagli della spending review, messa in atto dagli ultimi tre Governi, non eletti dal popolo;

da notizie in possesso dell'interrogante, dopo aver accusato falsamente e sospeso ingiustamente un rappresentante sindacale SAP, per aver mostrato nella trasmissione televisiva "Ballarò" in onda su La7 materiale vetusto in uso alle pattuglie, fatto già denunciato con precedente atto di sindacato ispettivo 4-04996, al quale ancora non è stata data risposta, ora si tenterebbe di colpire il segretario generale del secondo sindacato della Polizia di Stato;

a giudizio dell'interrogante, non è attraverso la repressione della verità e di chi se ne fa portatore che si possono amministrare gli interessi di una comunità. Le vicende esposte non giovano né alla Polizia né all'Italia intera,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della sanzione disciplinare irrogata nei confronti del segretario generale del SAP, Gianni Tonelli, e, in caso affermativo, per quali ragioni abbia avallato tale scelta;

se non ritenga di sospendere il provvedimento disciplinare nei confronti del segretario generale, poiché il fatto commesso non costituisce, a parere dell'interrogante, né un illecito né un reato.

(3-02505)

PEZZOPANE, CUCCA, FAVERO, IDEM, LUCHERINI, ORRU', PELINO, VALENTINI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

dal 1° gennaio 2016, in seguito all'emanazione di alcuni decreti interministeriali di concerto tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministro dell'Economia e delle Finanze, sono entrati in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale, che vanno ad aggiungersi a quelli già effettuati l'anno precedente;

tali aumenti interessano diverse linee autostradali, tra cui la Roma-L'Aquila-Teramo (cosiddetta Strada dei Parchi), la Torino-Ivrea-Valle d'Aosta, Autostrade per l'Italia SpA; la Tangenziale est di Milano e la Pedemontana lombarda;

su 27 concessionarie autostradali italiane, solo 7 hanno previsto un aumento delle tariffe per i pedaggi; tra queste "Strada dei Parchi", che gestisce, per conto dell'ANAS, le tratte autostradali abruzzesi A 24 e A 25;

considerato che:

l'aumento dei pedaggi disposto da Strade dei Parchi SpA, pari al 3.4 per cento, risulta essere tra i più cari d'Italia per il 2016, seconda solo a Autostrada Torino Ivrea - Valle d'Aosta - ATIVA SpA. Stando alle informazioni pubblicate sul sito internet della stessa società Strada dei Parchi, i pedaggi sono aumentati del 4,78 per cento nel 2010; dell'8,14 per cento nel 2011; dell'8,06 per cento nel 2012; dell'8,28 per cento nel 2015. Nel 2016 il rincaro è del 3,45 per cento. La maggior parte degli aumenti deriva dal canone di concessione tra Anas e Strada dei Parchi;

il rincaro è stato applicato a una delle autostrade più costose e meno servite d'Italia; infatti, per percorrere la tratta Chieti Pascara - Roma, se prima erano necessari 18,5 euro, dopo gli aumenti, occorrono 19,10 euro; per la tratta L'Aquila est- Roma est si passa da 11,70 euro a 12,10 euro; per L'Aquila - Avezzano da 4,90 a 5,50; per la Teramo - Roma da 16,7 a 17,20 euro;

un balzello dunque a giudizio degli interroganti ingiustificato ed eccessivo, anche in considerazione della difficile crisi economica che il nostro Paese sta attraversando, che ricadrà soprattutto sui numerosi pendolari che quotidianamente si spostano lungo tale asse viario per motivi di lavoro e di studio, non potendo contare su un efficiente servizio ferroviario, viste le pessime condizioni della rete ferroviaria;

a parere degli interroganti, nel nostro Paese, il meccanismo di rivalutazione delle tariffe appare ancora sbilanciato in favore dei concessionari, essendo parametrato sui dati dell'inflazione, di obiettivi di efficienza, del traffico previsto e della qualità del servizio, senza alcuna capacità di rivalsa dello Stato persino in caso di inadempienze dei concessionari,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi che hanno determinato tali aumenti e quali criteri siano stati adottati per la determinazione delle tariffe;

se risulti ai Ministri in indirizzo quale sia l'elenco delle opere di ammodernamento realizzate dalle concessionarie e le tempistiche dei lavori ancora in fase di ultimazione;

quale sia l'organo responsabile del controllo sulla congruità dei costi e sulla qualità delle realizzazioni effettuate sulla suddetta autostrada e quali siano le valutazioni dei Ministri in merito;

se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non ritenga opportuno ed urgente convocare un Tavolo di confronto istituzionale, a cui lo stesso Governo si era impegnato, per rivedere, sia le normative vigenti, sia le stesse convenzioni con le concessionarie autostradali per una modifica, anche parziale, delle stesse;

se e come si intenda dare seguito alla nota del 2 gennaio 2016 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in cui si chiede a tutte le società concessionarie di prorogare al 31 dicembre 2016 l'agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l'autostrada, massimo 50 chilometri, per raggiungere il posto di lavoro, scaduta alla fine del 2015.

(3-02506)

CATALFO, BOTTICI, BERTOROTTA, CRIMI, CAPPELLETTI, CASTALDI, PAGLINI, MORONESE, BULGARELLI, DONNO, PUGLIA, GIARRUSSO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

risulta agli interroganti che, nel periodo in prossimità delle festività natalizie del 2015, il bilancio preventivo 2015 del Comune di Catania doveva ancora essere sottoposto all'approvazione del Consiglio comunale; i debiti fuori bilancio non sarebbero stati verificati, nei residui attivi sarebbero stati presenti valori riferiti a crediti probabilmente prescritti, perché risalenti a molti anni prima, i saldi debitori e creditori nei confronti delle società partecipate non sarebbero stati riconciliati, né asseverati dagli organi di controllo, sia del Comune che delle partecipate, come prescritto dall'art. 6, comma 4, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012. Inoltre, risulterebbe che la Sidra SpA (azienda per la fornitura dell'acqua) non aveva ancora approvato il Bilancio di esercizio del 2014;

nel corso dell'incontro avvenuto il 14 dicembre 2015, presso la sede dell'associazione "Cittainsieme" a Catania, l'assessore Girlando si sarebbe limitato ad assicurare che in futuro il bilancio sarebbe stato redatto in base agli schemi prescritti dal decreto legislativo n. 118 del 2011, per cui sarebbe stato più chiaro e trasparente e che in merito al piano di rientro il Comune avrebbe potuto usufruire del maggior termine di 30 anni concesso dalla legge di stabilità per il 2016 (legge n. 208 del 2015);

considerato che:

il quotidiano "La Sicilia" del 18 gennaio 2015, in un articolo a firma Giuseppe Bonaccorsi, afferma che la Giunta comunale di Catania, in data 31 dicembre 2015 (il giorno dopo l'approvazione del bilancio preventivo 2015 da parte del Consiglio comunale) avrebbe deliberato di prelevare dal fondo di riserva la somma di 2.100.000 euro, per aumentare gli stanziamenti di tre capitoli di spesa, che risultavano insufficienti, così indirettamente certificando che dette somme non erano state appostate in maniera corretta nel bilancio del Comune;

i revisori dei conti del Comune di Catania hanno trasmesso all'amministrazione comunale, in data 8 gennaio 2016, l'asseverazione, ai sensi dell'art. 6, comma 4, del decreto-legge n. 95 del 2012, dalla quale si rileverebbe che quasi tutti i saldi reciproci fra Comune e partecipate non sono corrispondenti, alcuni con discordanze notevoli (Asec SpA, Sidra SpA), altri non asseverati dagli organi di controllo delle società (Teatro Stabile di Catania, Azienda metropolitana trasporti in liquidazione, Acoset SpA, Sidra SpA);

a tale asseverazione è stato allegato un verbale, datato 29 dicembre 2015, dal quale emergerebbe che, in pari data, era stata convocata per le ore 10 una riunione fra l'assessore Girlando, il segretario generale, i revisori dei Conti del Comune di Catania e gli organi di amministrazione e di controllo della SIDRA SpA; questi ultimi non si sarebbero presentati all'incontro. Soltanto alle ore 10.30 sarebbe intervenuto il Presidente del Consiglio di amministrazione della SIDRA SpA (professor Emilio Giardina), dichiarando che non avrebbe partecipato alla riunione e rassegnando al tempo stesso le sue dimissioni. Tale comportamento sarebbe stato stigmatizzato dai presenti e verbalizzato, perché, come si legge nel verbale, non improntato al principio di leale collaborazione fra società partecipata ed ente proprietario. I presenti si sarebbero dichiarati dolenti anche del fatto che il collegio sindacale della SIDRA SpA, non solo non si sarebbe presentato alla riunione ma, altresì, non avrebbe fatto pervenire l'asseverazione sottoscritta dagli stessi sulla situazione debitoria/creditoria fra ente e società;

considerato inoltre che:

il compenso iscritto in bilancio per il 2013 (non risultando ad oggi approvato il bilancio 2014) per il collegio sindacale è di 119.664 euro. Tale cifra a giudizio degli interroganti è difficilmente riscontrabile in società di analoghe dimensioni;

a giudizio degli interroganti la situazione appare complessa, difatti la Corte dei conti è nuovamente intervenuta, con nota del 15 gennaio 2016, per sollecitare la documentazione relativa al rendiconto 2014;

il 16 dicembre 2015 la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l'interrogazione 3-02453, rivolta al Ministro dell'economia e delle finanze, per chiedere quali iniziative intenda assumere al fine di verificare la sussistenza dell'equilibrio di bilancio nel Comune di Catania; analoga interrogazione è stata presentata alla Camera da Giulia Grillo in data 15 gennaio 2016, tramite atto 5-07386,

si chiede si sapere:

quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di risolvere le criticità esposte in premessa;

se non ritengano di dover sollecitare un'ispezione da parte dei servizi di finanza pubblica volta a verificare la congruità finanziaria e contabile del bilancio previsionale, anche in considerazione delle numerose criticità emerse dalla relazione dei revisori dei conti del Comune di Catania, assieme alla carenza di documentazione.

(3-02507)

SANTINI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

Nek Srl di Monselice (Padova) è una società attiva nel settore della raccolta, trasporto e selezione dei rifiuti di tipo plastico e solido urbano (selezione della frizione secca dei rifiuti non pericolosi e assimilati urbani). Il core business dell'attività è rivolto al riciclaggio delle materie plastiche provenienti dalle seguenti linee di lavorazione: selezione di rifiuti di derivazione industriale, linea in quota a Corepla, Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica (selezione di tipologie di plastiche conferite dalla raccolta dei rifiuti differenziati urbani).

all'interno dell'area Nek, opera la cooperativa "Libera", che fornisce maestranze e personale;

in data 9 dicembre 2015, alcuni lavoratori hanno indetto uno sciopero per protestare contro la riduzione, da parte della cooperativa, del trattamento economico, per un valore di 80 euro, relativi ai buoni pasto; la decisione sarebbe stata adottata dall'azienda, in seguito all'approvazione dello "stato di crisi", che prevede, tra l'altro, il congelamento di alcune voci della retribuzione;

il 10 dicembre 2015 l'azienda ha dovuto sospendere la propria attività operativa, a causa del danneggiamento da parte di ignoti di alcuni macchinari;

sulla vicenda stanno indagando le autorità preposte;

in data 16 dicembre 2015 il presidente della cooperativa "Libera", a cui era stato impedito di entrare in azienda, a causa dello stato di agitazione e delle proteste di alcuni lavoratori, ha denunciato 24 operaie per violenza privata;

il 22 dicembre 2015 la cooperativa ha annunciato il licenziamento delle 24 operaie, oggetto della denuncia citata, escludendo in tal modo alcuni soci dalla stessa cooperativa;

nei giorni seguenti e durante le festività natalizie è proseguita ad oltranza la protesta dei lavoratori licenziati;

in data 4 gennaio 2016, presso la Prefettura di Padova, è stato siglato un accordo tra sindacati e cooperativa Libera, con cui sono stati previsti la tutela ed il mantenimento di 160 posti di lavoro ed il reintegro parziale della maggior parte dei lavoratori precedentemente licenziati;

nonostante l'accordo raggiunto, alcuni lavoratori, coordinati dal sindacato Cobas, hanno mantenuto lo stato di agitazione ed il presidio di protesta davanti all'azienda, chiedendo la revoca di tutti i licenziamenti;

nei giorni seguenti è stato dunque aperto un ulteriore Tavolo di confronto in Prefettura, tuttora operativo, dal quale, però, giungono, a mezzo stampa, preoccupanti notizie riguardanti ulteriori licenziamenti e la possibile chiusura del sito produttivo di Monselice,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato in premessa, circa la difficile situazione che si è venuta a determinare presso la Nek Srl di Monselice e quali siano le rispettive valutazioni in merito;

quali misure, ciascuno per quanto di competenza, intendano adottare con la massima sollecitudine, per tutelare i lavoratori della Nek Srl e scongiurare la chiusura del sito produttivo di Monselice, anche in considerazione del fatto che l'eventuale chiusura di tale sito comporterebbe il licenziamento di tutti i lavoratori, di quelli entrati in sciopero ad oltranza e di quelli che non hanno aderito ad uno sciopero promosso da una minoranza di lavoratori.

(3-02508)

BRUNI, LIUZZI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

ai sensi del comma 114 dell'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, recante "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti", il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca doveva bandire entro il 1° dicembre 2015 un concorso per titoli ed esami per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali, bando che peraltro non è ad oggi ancora stato emanato;

alcune graduatorie di merito del concorso 2012 per l'infanzia non si sono ancora esaurite, in particolare ciò è avvenuto in Sicilia, Campania, Lazio, Calabria e Puglia; inoltre, in Sicilia e nel Lazio dette graduatorie sono state pubblicate nel 2014, e nel complesso sono presenti soltanto 2.129 candidati;

il piano straordinario di assunzioni messo in atto con la fase C dalla legge n. 107, prevede l'immissione in ruolo di tutti gli iscritti nelle graduatorie di merito del concorso 2012, oltre che dei docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento che hanno richiesto di partecipare a tale fase. Da questa fase è stata esclusa la classe di concorso dell'infanzia, rinviando alla successiva delega da varare entro 18 mesi dall'entrata in vigore della legge (articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), punto 6), con la quale è prevista "l'istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, (...) attraverso (...) la copertura dei posti della scuola dell'infanzia per l'attuazione del piano di azione nazionale per la promozione del sistema integrato anche avvalendosi della graduatoria a esaurimento per il medesimo grado di istruzione";

il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante "Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado" (testo unico della scuola), disciplina in maniera chiara ed inequivocabile la procedura per l'assunzione in ruolo dei docenti nella scuola. In particolare l'articolo 399, comma 1, recita "L'accesso ai ruoli del personale docente della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d'arte, ha luogo, per il 50 per cento dei posti a tal fine annualmente assegnabili, mediante concorsi per titoli ed esami e, per il restante 50 per cento, attingendo alle graduatorie permanenti di cui all'articolo 401";

le graduatorie di merito del 2012 sono tutelate anche dal decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge il 30 ottobre 2013, n. 125, meglio conosciuto come "decreto D'Alia", nel quale all'art. 2 si evidenzia il principio fondante che bisogna assumere personale solo dove serve per migliorare il servizio offerto. Le pubbliche amministrazioni potranno assumere personale solo nelle aree che presentano disponibilità di posti in organico, mentre scatta il divieto di assunzione nelle qualifiche ed aree in cui esistono soprannumerari. Ed inoltre, all'art. 4, emerge la condizione che, fino al 31 dicembre 2016, le amministrazioni non possono avviare nuovi concorsi se prima: a) non hanno immesso in servizio tutti i vincitori di concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato collocati nelle proprie graduatorie vigenti; b) non hanno verificato l'assenza, nella stessa amministrazione, di idonei collocati nelle graduatorie vigenti e approvate a partire dal 1° gennaio 2007, relative alle professionalità necessarie;

considerato che:

di fatto tutti i docenti della scuola dell'infanzia, sia quelli iscritti nelle graduatorie di merito, che quelli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, non hanno potuto partecipare a nessun piano straordinario di assunzioni, in quanto non vi erano posti disponibili, poiché ai sensi della legge n. 107, tali docenti dovranno far parte di un piano di assunzioni, con l'istituzione del sistema integrato di istruzione da 0 a 6 anni, che avrà luogo successivamente a quello proposto in essere con la fase C;

in base ai dati pubblicati dal Ministero, nel settembre 2014, i vincitori del concorso 2012 non ancora assunti e non iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, ammontavano a circa 1.200 persone, mentre gli idonei, dopo le immissioni in ruolo dell'anno scolastico 2014-2015, comprendevano circa 6.300 persone; di conseguenza migliaia di idonei del concorso 2012, collocati oltre le graduatorie di merito e oltre i posti banditi, sono già stati immessi in ruolo, il che comporterebbe una disparità di trattamento rispetto agli "idonei" in graduatoria, ancora in attesa;

i docenti hanno superato un concorso ritenuto tra i più difficili, sottoponendosi ad una prova preselettiva, una prova scritta ed infine una prova orale resa pubblica appena 24 ore prima di sostenerla. Infatti, su 321.000 candidati soltanto il 7 per cento ha superato tutte e 3 le prove, dimostrando competenze linguistiche, informatiche, pedagogiche e didattiche;

le prove per il prossimo concorso, come emerge dalle anticipazioni sia del Ministero che nei libri già pubblicati per la preparazione di tale concorso, non potranno essere diverse da quelle già superate dai docenti nelle graduatorie di merito del 2012, poiché l'unico cambiamento avvenuto nel programma di studi è proprio costituito dalla legge n. 107 del 2015,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e come intenda agire al fine di evitare il formarsi di una situazione di pregiudizio verso una classe di docenti meritevoli che ormai da anni attendono l'immissione in ruolo, anche in considerazione del fatto che il nuovo bando di concorso non è stato emesso;

se intenda adottare provvedimenti legislativi urgenti, al fine di prevedere la proroga delle graduatorie di merito vigenti e la conseguente immissione in ruolo.

(3-02510)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

ORRU', CAPACCHIONE, CUCCA, TOMASELLI, MOSCARDELLI, LAI, PEZZOPANE, FABBRI - Ai Ministri dell'interno e della difesa - Premesso che:

Erice vetta (Trapani) nel 2014 è stata censita quale "ospite d'onore" tra i "borghi più belli d'Italia" da parte della consulta del turismo dell'ANCI;

dal 1963, per iniziativa del fisico Antonino Zichichi, Erice è sede della fondazione e del centro di cultura scientifica «Ettore Majorana», organizzazione scientifica, nota in tutto il mondo, fondata a Ginevra nel 1962. Per tale ragione, dal 2015, a seguito degli attentati terroristici di Parigi, Erice è stata individuata dalla Prefettura di Trapani quale "sito sensibile";

da oltre un anno ad Erice vetta e nella città di Trapani si assiste al moltiplicarsi di furti nelle abitazioni di residenti e villeggianti e negli esercizi commerciali. Nella cittadina di Erice, quasi una famiglia su due è stata vittima di rapine, talvolta anche subendo violenze fisiche e gli abitanti vivono ormai in uno stato perenne di allarme;

la situazione ha destato una tale preoccupazione al punto da spingere, nel mese di maggio 2015, un gruppo di abitanti di Erice ad inviare una petizione al Presidente della Repubblica con la quale si sollecitava un intervento mirato a stimolare una svolta nelle indagini ed una maggiore attenzione da parte delle istituzioni;

in questi ultimi giorni si sta registrando una recrudescenza criminale, che sta mettendo a dura prova la cittadina della vetta. Un'escalation preoccupante, culminata la notte dell'11 gennaio 2016 con l'effrazione dell'ufficio postale, dal quale i malviventi avrebbero sottratto la cassaforte, scivolata poi fuori dal mezzo utilizzato dai malviventi e recuperata sull'asfalto;

a quanto si apprende dalla stampa, i malviventi, prima di fare irruzione all'interno dell'edificio postale, avrebbero manomesso il sistema d'allarme, forzando quindi la porta d'ingresso. Il furto è stato segnalato al numero 112 da alcuni residenti che, insospettiti dai rumori, hanno chiesto l'intervento delle forze dell'ordine; la pattuglia è sopraggiunta soltanto ad evento concluso;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

durante la notte Erice si trova senza alcun presidio delle forze dell'ordine, poiché la caserma dei Carabinieri della vetta (situata, tra l'altro, proprio vicino all'ufficio postale) non è presidiata da militari, presenti solo a valle della città;

anche l'escalation di furti ai danni delle attività commerciali, nella città di Trapani e nella provincia, non si arresta. Mediamente si verificano quasi 2 rapine a notte e nessuna zona del capoluogo è immune al fenomeno, dal centro storico alla periferia. L'ultimo evento è stato registrato nella notte tra sabato e domenica 17 gennaio, proprio nella città di Trapani ai danni di un'attività commerciale ubicata in centro città;

per affrontare il problema sicurezza della città di Trapani, negli ultimi mesi, si sono svolte numerose riunioni in Prefettura ed il sindaco di Erice ha chiesto il potenziamento dei controlli. L'amministrazione comunale della vetta è stata infatti autorizzata ad installare nel borgo medievale delle telecamere particolari, che si aggiungono a quelle già in funzione; tuttavia, la presenza di densi banchi di nebbia, soprattutto durante le ore notturne, rischia di rendere del tutto insufficiente l'adozione di tali misure;

l'emergenza furti a Trapani e nel suo hinterland è stata, inoltre, al centro della giornata della legalità, svoltasi a novembre 2015, organizzata dalla Confcommercio, con cui si è voluto dare spazio e voce al malcontento, in particolare, dei commercianti che, nonostante gli sforzi delle forze dell'ordine, alle prese con l'ormai cronica carenza di personale, continuano ad essere vittime designate di ladri e rapinatori;

in questo contesto, a quanto si apprende da notizie di stampa, si sta pericolosamente delineando la costituzione di ronde notturne formate da cittadini intenzionati a presidiare il territorio,

si chiede di sapere:

quali misure i Ministri in indirizzo intendano adottare, ciascuno per quanto di competenza, per garantire sicurezza e legalità nel territorio trapanese;

se, a tal fine, non si ritengano necessari potenziare con la massima urgenza il presidio ed il controllo dell'intero territorio trapanese da parte delle forze dell'ordine, con particolare riguardo alle zone maggiormente colpite da eventi delittuosi.

(3-02509)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

CASALETTO - Al Ministro della salute - Premesso che a quanto risulta all'interrogante nel rapporto sulla situazione epidemiologica dei 55 Comuni della Campania, definiti come la "Terra dei fuochi", l'Istituto superiore di sanità sottolinea che ci si ammala e si muore di più per diverse patologie, collegate molto spesso allo smaltimento illegale dei rifiuti;

considerato che:

fra ì fattori di rischio accertati o sospetti dell'incidenza tumorale, dell'ospedalizzazione per diverse patologie, degli eccessi di mortalità, risalta l'esposizione ad agenti inquinanti emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e di combustione incontrollata di rifiuti solidi urbani;

le esposizioni rilevanti sembrano riguardare il genitore, il bambino nel grembo materno o il bambino dopo la nascita, poiché i tumori, in particolare quelli infantili, possono essere il risultato di una combinazione di cause genetiche ed ambientali;

i bambini che vivono in condizioni sociali sfavorevoli sembrano essere più vulnerabili rispetto a quelli che vivono in aree meno deprivate. Essi sono rivolti ad esposizioni multiple e cumulative e per questo sono più soggetti ad un'ampia varietà di sostanze tossiche ambientali;

risulta all'interrogante che, in età pediatrica e pediatrico-adolescenziale, ì tumori del sistema nervoso centrale siano in eccesso, sia come incidenza, che come numero di ricoverati nella provincia di Napoli, nella provincia di Caserta. Nella provincia di Caserta, risultano anche in eccesso le leucemie pediatriche;

rilevato che:

l'Istituto superiore di Sanità evidenzia che: occorrerebbe tutelare la salute nel periodo prenatale, perseguendo l'obiettivo di garantire alle donne in gravidanza un ambiente sicuro; rafforzare l'attività di prevenzione rispetto ai rischi ambientali per la salute infantile, evitando esposizioni dei bambini a inquinanti ambientali, con un'attenzione particolare della famiglia, della scuola e dei pediatri;

ritenuto che a giudizio dell'interrogante:

appare opportuno procedere con la messa a punto di percorsi di intervento, basati sul principio di precauzione, coerentemente con gli indirizzi raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità;

individuare percorsi di rapido accesso ai servizi sanitari e alla realizzazione di azioni specifiche volte all'ottimizzazione delle procedure diagnostiche e terapeutiche per l'infanzia;

attivare indagini analitiche di approfondimento epidemiologico, volte ad identificare le cause che hanno contributo a determinare le eccessive patologie evidenziate,

si chiede di conoscere:

se il Ministro in indirizzo non intenda promuovere, per quanto di competenza, e con la massima urgenza, la messa a punto di percorsi di intervento, basati sul principio di precauzione, di ottimizzazione delle procedure diagnostiche e terapeutiche per l'infanzia, coerentemente con gli indirizzi raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità;

se ritenga di dover avviare indagini analitiche di approfondimento epidemiologico, volte ad identificare le cause che hanno contributo a determinare gli eccessi evidenziati.

(4-05104)

BUEMI, Fausto Guilherme LONGO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

nell'estate del 2013, quando i primi focolai di disseccamento degli ulivi iniziano a diffondersi nel Salento, nella zona di Gallipoli (Lecce), gli scienziati del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari ricollegano la malattia alla presenza di un batterio, la "Xylella fastidiosa" e, in particolare, a una sua sottospecie detta "pauca", di cui trovano traccia sugli alberi colpiti dalla malattia. Secondo i ricercatori la Xylella sarebbe arrivata in Salento come ospite di piante ornamentali importate dall'America centrale e, in seguito, l'agente si sarebbe diffuso, grazie alle condizioni ambientali favorevoli e alla presenza di un insetto vettore (la cicalella, detta "sputacchina") in grado di trasportarlo rapidamente da un uliveto all'altro;

non esiste ancora una cura contro la Xylella e per fermare il contagio gli scienziati raccomandano l'abbattimento degli alberi infetti, previo indennizzo di 150 euro a pianta, e il ricorso ai trattamenti fitosanitari per cercare di arginare gli agenti patogeni. Per approntare i piani di contenimento dell'epidemia, il Governo ha nominato un commissario straordinario per l'emergenza Xylella in Puglia, il generale Giuseppe Silletti, ufficiale del Corpo forestale dello Stato, ora dimissionario;

il commissario Siletti si è dimesso, data l'impossibilità di proseguire nell'incarico, dopo l'inchiesta avviata dalla Procura di Lecce sull'attività della commissione. L'indagine, avviata nell'aprile del 2014, avrebbe contestato al commissario e ad altri 9, tra ricercatori, docenti universitari, funzionari della Regione e componenti dell'Osservatorio fitosanitario regionale, vari reati, tra cui diffusione di una malattia alle piante, violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale, falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Secondo la Procura, non vi è nessun nesso causale tra i fenomeni di disseccamento e l'infezione da "Xylella fastidiosa". Il terzo piano di approvazione, che avrebbe fatti ripartire i tagli il 16 dicembre 2015, è stato congelato;

nella puntata di "Presa diretta" in onda su Rai 3, del 17 gennaio 2016, è andato in onda il servizio "Il caso Xylella", che ha raccolto le voci dei protagonisti della vicenda, filmando come si inocula il batterio nella pianta sana, in laboratorio, per il test di patogeneticità, riportando le esperienze positive di ricercatori e coltivatori, che in tutta Italia provano a sconfiggere la Xylella senza abbattere le piante di olivo;

considerato che:

al momento, non esistono pubblicazioni scientifiche che correlino la Xylella al disseccamento, l'osservatorio fitosanitario ha soltanto applicato la ricetta europea che, nella versione iniziale, prevedeva un abbattimento delle piante nel raggio di 200 metri. La soluzione messa in atto sembra mostrare diversi punti oscuri, lo stesso commissario straordinario ammetterebbe che la ricerca è da approfondire e la legge non è coadiuvata da una base scientifica; il dottor Boscia, membro del comitato medico scientifico degli abbattimenti al Cnr, ritiene che gli abbattimenti non siano la migliore misura, ma soltanto l'unica carta tecnica a disposizione;

alcuni ricercatori stanno sperimentando prodotti fitosanitari con risultati incoraggianti, usando concimi, induttori di resistenza e stimolanti, per cui sarebbe necessaria una sperimentazione. Le risorse economiche a disposizione, però, sarebbero state impegnate in larga parte per l'abbattimento e per l'emergenza e solo in minima parte per la ricerca e per le cure, nonostante curare le piante sia vantaggioso in termini economici rispetto che tagliarle,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda far luce sui fatti esposti e, in particolare, sull'uso delle risorse economiche impiegate in larga parte per l'abbattimento delle piante malate e non, invece, in via prioritaria, per la ricerca scientifica finalizzata all'approfondimento delle cause primarie e determinanti del grave fenomeno esiziale per l'importante comparto oleario del nostro Paese.

(4-05105)

BUEMI, Fausto Guilherme LONGO - Al Ministro della salute - Premesso che:

nella puntata della trasmissione televisiva "Presa diretta" di Rai 3 del giorno 17 gennaio 2016 è andato in onda un servizio sui medici obiettori di coscienza nel nostro Paese, che ha rivelato dati inquietanti. Infatti, in Italia in media il 70 per cento dei medici e degli infermieri sono obiettori di coscienza, ma, in alcune regioni, l'obiezione è ancora più alta: 73 per cento in Calabria, 82 per cento in Campania, l'86 per cento in Puglia l'87,6 per cento in Sicilia, l'80 per cento nel Lazio, il 90 per cento in Basilicata e il 93,3 per cento nel Molise. In quasi tutte le regioni d'Italia, la metà dei medici si rifiutano di applicare la legge n. 194 del 22 maggio 1978, recante "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza", rendendo difficile e doloroso per le donne italiane esercitare quello che è, ai sensi della legge, un diritto;

a quanto risulta agli interroganti nella città di Ascoli Piceno, vige l'obiezione di struttura, ossia il 100 per cento dei medici rifiuta di applicare la legge; a Jesi, in provincia di Ancona, il servizio di interruzione volontaria di gravidanza per 9 mesi è stato sospeso, perché gli unici due medici che applicavano la legge n. 194 del 1978 sono diventati obiettori;

l'età dei medici che applicano la legge n. 194 del 1978 è molto alta e una percentuale cospicua di essi sceglie la strada dell'obiezione, pur di non subire discriminazioni sul posto di lavoro, pressioni psicologiche e mobbing da parte dei colleghi;

considerato che:

la possibilità di praticare l'interruzione di gravidanza negli ospedali pubblici italiani è minima: dal 1993 gli aborti spontanei sono cresciuti del 40 per cento. Secondo molti medici ginecologi, all'interno del dato dell'aborto spontaneo, si cela anche quello clandestino, iniziato a casa e finito con il ricovero in ospedale. internet offre molti siti dove acquistare in perfetto anonimato sia la "Ru 486" che il "Cytotec", farmaco per l'ulcera che ha come effetto collaterale forti contrazioni dell'utero che possono portare all'aborto. Nel 95 per cento dei casi, la donna, che ha assunto pillole, completa l'aborto in casa, senza nessuna complicazione; ma in altri, vi è la necessità di un successivo intervento del medico a causa di emorragie e, proprio in questi casi, l'aborto viene registrato dal medico come spontaneo;

in Francia, tutti gli ospedali pubblici hanno l'obbligo per legge di rendere disponibili i servizi di interruzione della gravidanza; nel Regno Unito è obiettore solo il 10 per cento dei medici, esistono centri di prenotazione aperti ogni giorno 24 ore su 24 e tutti gli operatori che decidono di lavorare nelle strutture di pianificazione familiare non possono dichiararsi obiettori; in Svezia, non esiste il diritto all'obiezione di coscienza;

nel marzo del 2014, il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa si è espresso, in merito al ricorso presentato nel novembre 2012 dalla Cgil insieme ad altre associazioni, tra cui l'International planned parenthood federation european network (Ippf), dichiarando che "A causa dell'elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza, l'Italia viola i diritti delle donne che, alle condizioni prescritte dalla legge 194 del 1978, intendono interrompere la gravidanza",

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario adottare misure urgenti (quali l'introduzione in ogni regione italiana di una quota obbligatoria di medici ospedalieri e infermieri non obiettori di coscienza) in modo da rendere prevalente un esercizio della funzione pubblica di assistenza medica ai cittadini, obbligatoria anche per questa prestazione specifica, a carico della struttura sanitaria ospedaliera pubblica;

se non ritenga opportuno vincolare alla disponibilità entro la citata quota la permanenza in sede per i medici ospedalieri obiettori di coscienza, esercitando invece i poteri ufficiosi in ordine alla destinazione del luogo di lavoro, in applicazione dell'istituto della mobilità obbligatoria geografica tra le strutture del servizio sanitario nazionale e tra le pubbliche amministrazioni, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e di cui alle normative di settore, in caso di saturazione della quota.

(4-05106)

DE POLI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

con l'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo n. 334 del 2000 è stato istituito il ruolo direttivo speciale della polizia di Stato: "1. Nell'ambito dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, tra i ruoli del personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia previsti dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335 e successive modifiche ed integrazioni, è istituito il ruolo direttivo speciale, articolato nelle seguenti qualifiche: vice commissario del ruolo direttivo speciale, limitatamente alla frequenza del corso di formazione; commissario del ruolo direttivo speciale; commissario capo del ruolo direttivo speciale; vice questore aggiunto del ruolo direttivo speciale"; il nuovo ruolo direttivo avrebbe dovuto essere costituito con 5 concorsi annuali, a partire dal 2001 e fino al 2005, per un totale di 1.300 posti riservati agli ispettori della Polizia di Stato, con anzianità di servizio, secondo le previsioni di cui agli articoli 24 e 25 del medesimo decreto legislativo;

in seguito, nella legge del 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006) l'articolo 1, comma 261, ha stabilito che «fino a quando non saranno approvate le norme per il riordinamento dei ruoli del personale delle forze di Polizia ad ordinamento civile e degli ufficiali di grado corrispondente delle forze di Polizia ad ordinamento militare e delle Forze armate, è sospesa l'applicazione dell'articolo 24 del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334, e successive modificazioni»;

in questo modo si stabilisce che, in via transitoria, fino a quando non saranno approvate le norme per il riordinamento dei ruoli del personale delle forze di Polizia ad ordinamento civile e degli ufficiali di grado corrispondente delle forze di Polizia ad ordinamento militare e delle Forze armate, è sospesa l'applicazione l'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo n. 334 del 2000 in materia di prima applicazione del ruolo direttivo speciale della Polizia di Stato;

la normativa in questione ha altresì previsto, sempre in via transitoria, la possibilità di soddisfare le esigenze di carattere funzionale dell'amministrazione, mediante l'affidamento agli ispettori superiori, sostituti ufficiali di pubblica sicurezza, sostituti commissari, delle funzioni di vice dirigente di uffici o unità organiche in cui, oltre al funzionario preposto, non vi siano altri funzionari del ruolo dei commissari o del ruolo direttivo speciale;

le suddette disposizioni di legge non sono state realizzate, poiché il Ministero dell'interno non ha mai bandito alcun concorso per la copertura della prevista dotazione organica del ruolo direttivo speciale, come viceversa è accaduto per le altre forze di Polizia ad ordinamento militare, quali Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia penitenziaria, recando così serio nocumento economico e di carriera agli appartenenti alla Polizia di Stato, con la grave conseguenza che, in molti uffici o unità organiche, gli appartenenti al ruolo degli ispettori sono costretti a svolgere, non soltanto le funzioni proprie del ruolo direttivo, ma, nei casi di assenza o impedimento del titolare dell'ufficio, anche quelle di vice-dirigente o addirittura di dirigente; e ciò senza che tale ufficio sia stato previamente individuato con decreto del capo della Polizia;

di recente, su questa grave anomalia, si è pronunciato anche il Consiglio di Stato che, con sentenza n. 5251/2015, ha osservato che, nella fattispecie, "non si ravvisa l'obbligo dell'Amministrazione, nella specie il Ministero dell'interno, di provvedere nei confronti del privato in quanto nel caso in esame l'amministrazione anzidetta se pure vincolata nell'"an" ad assumere l'invocato provvedimento non lo è nel 'quando'; di conseguenza, essendo la materia riservata al potere discrezionale dell'Amministrazione, nessun vincolo almeno nel 'quando', sussisterebbe in capo al Ministero dell'interno di emissione dell'invocato provvedimento», tuttavia ha di seguito precisato che, "logicamente, ciò non vuol dire che l'Amministrazione dell'Interno possa "sine die" rimanere inerte ed esimersi dal disciplinare gli adempimenti stabiliti dalla legge",

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno esaminare la delicata questione nelle opportune sedi legislative, affinché sia sanato tale vulnus all'interno di un apparato dello Stato, che sempre e comunque, ma soprattutto in tempi travagliati come quelli odierni, ricopre un ruolo fondamentale per la democrazia.

(4-05107)

RUSSO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

il 13 gennaio 2016 alcune testate giornalistiche hanno riportato la notizia di un documento delle Nazioni Unite, in cui si farebbe riferimento al Territorio Libero di Trieste;

in particolare, le testate affermerebbero che il segreterio generale dell'Onu, Ban Ki Moon, il 21 luglio 2015, avrebbe inviato una lettera al presidente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, per ricordare di aver segnalato in precedenza, e con forte preoccupazione, l'escalation di violenze tra Gaza ed Israele;

alla medesima lettera, il segretario generale ne avrebbe allegata un'altra, ricevuta il 13 luglio da parte del Presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas, il quale chiederebbe di porre sotto la protezione delle Nazioni Unite il popolo palestinese;

in una successiva lettera al Presidente del Consiglio di Sicurezza del 21 ottobre, il segretario generale dell'Onu avrebbe quindi rievocato alcuni precedenti utili ad esaminare la questione palestinese;

secondo quanto riportato dagli organi di stampa, la lettera del 21 ottobre conterrebbe anche un accenno alla questione triestina, affermando che gli unici 2 documenti determinanti lo status giuridico del Territorio Libero di Trieste sono la risoluzione XVI del 10 gennaio 1947 e il Trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947;

gli accordi di Osimo del 1975, attraverso i quali il territorio di Trieste è stato definitivamente ripartito tra Italia e Jugoslavia, non sarebbero pertanto presi in alcuna considerazione,

si chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti se gli avvenimenti richiamati in premessa corrispondano al vero;

se risulti quali siano i contenuti della lettera del segretario generale dell'Onu del 21 ottobre 2015, in modo particolare in ordine allo status giuridico di Trieste.

(4-05108)

GAMBARO - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il crowdfunding è una piattaforma o un'innovativa modalità di finanziamento collettivo, con cui tante persone, creando una rete (per l'appunto, una folla, "crowd" in inglese) donano o investono somme di denaro di qualsiasi entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di vario genere;

il proponente ha diverse opzioni per ricompensare il donatore: una donazione appunto, oppure l'oggetto stesso, ma a condizioni economiche più convenienti, o ancora azioni dell'impresa: una sorta di contratto siglato tra donatore e ricevente;

in Italia, oltre ad essere in palesemente ritardo, dal punto di vista tecnologico e mediatico, questo sistema di piattaforme rispetto a quelle anglosassoni e nordeuropee, non ha attecchito nel mondo del finanziamento collettivo, perché non funzionerebbe dal punto di vista fiscale;

non esiste nel nostro Paese una normativa chiara e completa, ed è necessario mediare tra le osservazioni del Ministero dell'economia e delle finanze, la Banca d'Italia, le direttive dell'Agenzia delle entrate, la Consob, per poi affidarsi ad un commercialista, per avere il quadro realistico ed evitare brutte sorprese tributarie;

nel nostro Paese la donazione al beneficiato (realizzatore di un progetto) viene considerata un reddito aggiuntivo, che va a sommarsi a quello personale; dunque, se si ha un reddito basso e improvvisamente si riceve una somma grazie alle donazioni, secondo il redditometro verrà applicata un'aliquota dal 23 per cento a 43 per cento a seconda del reddito, e verrà decurtato più della metà con i tributi, mentre, qualora si sia già significativamente benestanti, non incidendo le donazioni in modo significativo sul reddito, non scatteranno i controlli del fisco e la tassazione relativa;

in molti casi, i commercialisti sconsigliano ai giovani di utilizzare questo sistema innovativo, in quanto, in sostanza, il "crowdfunding all'italiana" funziona al contrario: favorisce chi i mezzi per belle idee già li possiede;

considerato che:

il crowdfunding è una vitale fonte di finanziamento per circa mezzo milione di progetti europei all'anno che, altrimenti, non riceverebbero mai i fondi;

tale formula di raccolta fondi, soprattutto presso i giovani privi di mezzi, conoscenze e che non vogliono o possono accedere a banche o fondi pubblici, sta avendo un successo enorme, laddove prevalgono le idee originali e la formula scelta per presentarle al pubblico;

nel mondo si finanzia di tutto e per qualsiasi somma: da tecnologie a basso costo per individuare mine antiuomo a campagne per salvare i pinguini, da linee di abbigliamento a concerti, negozi in crisi, realizzazione di film, libri, viaggi, ed imprese di vario genere;

secondo dati ufficiali, nel mondo il giro di denaro che tali iniziative riescono a muovere ha superato 2 miliardi di euro all'anno;

si stima che nel 2015, in Europa, siano stati raccolti fondi pari a circa un miliardo di euro e si calcolano aumenti esponenziali nel prossimo futuro, grazie alle potenzialità del web e della tecnologia;

secondo l'ultimo rapporto 2015 pubblicato dall'équipe di ricerca "Massolution", a fine dicembre 2014, le piattaforme di crowdfunding erano 1.250 (di cui 600 solo in Europa e 375 in Nord America) e registravano un volume di raccolta complessivo, pari a 16,2 miliardi di dollari, con un incremento del 167 per cento rispetto ai 6,1 miliardi del 2013;

la più moderna forma di crowdfunding, quella "civica", propugna il superamento della separazione concettuale tra le sfere del privato, del pubblico e dell'impresa, volto al raggiungimento di un bene e di un benessere comune;

nella moderna definizione di "civic economy" si includono persone, iniziative e comportamenti, che fondono modi innovativi di fare nelle sfere tradizionalmente distinte della società civile, del mercato e dello Stato; essa è fondata su valori, obiettivi sociali, e utilizza approcci di collaborazione per lo sviluppo, la produzione, la condivisione della conoscenza,

si chiede di sapere:

se il Governo non intenda disciplinare, attraverso una normativa chiara e precisa, il sistema del finanziamento collettivo privato, diventato importante in tutto il resto del mondo, onde evitare che nessuno acceda a tale modalità, per paura di incorrere nelle spire fin troppo oppressive di un fisco, insensibile a parere dell'interrogante alle innovazioni e al progresso sociale;

se si intenda introdurre delle misure fiscali meno rigide per i giovani che vogliono avvalersi di modalità di finanziamento collettivo, per realizzare impresa e progetti privati di rilevante importanza.

(4-05109)

BERTOROTTA, SANTANGELO, PAGLINI, CAPPELLETTI, CATALFO, SERRA, SCIBONA, GIROTTO, PUGLIA, LEZZI, MARTON, CRIMI, COTTI, DONNO, GIARRUSSO, TAVERNA, MORONESE, MORRA, BUCCARELLA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute, della difesa e degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

da una notizia di stampa apparsa in data 18 gennaio 2016 sul quotidiano on line "Meridionews" si apprende che: «A dire se il Muos è pericoloso saranno gli americani. Rischia di concludersi con un paradosso la storia delle misurazioni delle onde elettromagnetiche nell'impianto satellitare di Niscemi. Dopo l'improvvisa sospensione dei test previsti per il 13 e 14 gennaio - decisa dalla Prefettura di Caltanissetta a causa dell'impossibilità di stabilire quali misure precauzionali prendere a tutela della popolazione -, l'ultima novità riguarda la decisione del collegio dei verificatori di basare le valutazioni esclusivamente sui dati forniti dall'ambasciata statunitense»;

da un articolo su "Siciliajournal" del 30 dicembre 2015 risulta agli interroganti, infatti, che «il collegio di periti nominati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa ha chiesto di attivare il Muos per testare la nocività dei campi elettromagnetici sulla salute, al fine di ottenere dei dati altamente attendibili da inserire nella relazione conclusiva»;

in riferimento al collegio peritale, l'articolo di Meridionews informa che: «L'équipe - nominata a novembre dal Consiglio di giustizia amministrativa, con l'obiettivo di stabilire le conseguenze per la salute che deriverebbero dall'accensione delle tre parabole, unite alle 46 antenne della base Usa - ha giustificato la scelta con i ritardi nel reperimento della strumentazione necessaria all'Arpa per effettuare le misurazioni. Vanificando così di fatto il proprio stesso compito. Ai cinque componenti - due scienziati e tre referenti dei ministeri Ambiente, Salute e Infrastrutture - è stato dato infatti il mandato di eseguire, in modo autonomo e per conto della giustizia italiana, delle rilevazioni sul campo. Ma così non sarà, almeno per il momento. A confermarlo è una lettera inviata il 13 gennaio dalla presidente del collegio, la professoressa Maria Sabrina Sarto, al Cga»;

inoltre, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) della Sicilia ha «"comunicato al collegio di verificazione che alcune delle strumentazioni necessarie per lo svolgimento delle misure sono state inviate per taratura alla ditta e che i tempi necessari sono almeno di 15 giorni. Questa circostanza - prosegue Sarto - rende impossibile la programmazione di una nuova data per lo svolgimento delle misure entro il termine previsto"»;

l'articolo riporta le dichiarazioni del dottor Antonio Santamaria del dipartimento ARPA Palermo, secondo il quale «"I tempi che ci sono stati dati sono stati strettissimi. (...) Alcuni strumenti siamo riusciti a tararli entro fine dicembre, altri invece no, anche a causa delle ferie natalizie. Quando abbiamo conosciuto la data delle misurazioni - continua - non potevamo inviare alcuno strumento. Perché la prima data utile per poterli spedire alla ditta era il 7 gennaio, e sarebbe stato impossibile averli indietro in meno di una settimana"»;

considerato che:

l'ARPA Sicilia, tra il dicembre 2008 e l'aprile 2010, ha effettuato una serie di rilievi sulle emissioni di onde elettromagnetiche generate dalla stazione, e tali misurazioni hanno evidenziato il raggiungimento della soglia di attenzione indicata dalla legislazione italiana (legge n. 36 del 2001 e decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003) nel valore di 6 V/m;

la zona di Niscemi (Caltanissetta) è già soggetta all'esposizione di onde elettromagnetiche da oltre 25 anni (stazione NRTF8, operativa dal 1991) e, in virtù di studi basati sui dati raccolti dall'ARPA Sicilia, è scientificamente fondato il timore che l'istallazione attuale superi già i limiti di legge imposti sulle emissioni elettromagnetiche;

risulta agli interroganti che la stessa ARPA, in persona del suo presidente Francesco Licata di Baucina, nel corso di un'audizione svolta all'Assemblea regionale siciliana, tenutasi nel febbraio 2013, avrebbe ammesso di non avere i dati necessari per effettuare tutte le misurazioni;

le rilevazioni delle onde elettromagnetiche, oltre a servire per individuare l'incidenza dei danni sulla salute umana, servivano per comprendere se il Muos (Mobile user objective system) possa mettere in pericolo la sicurezza del traffico aereo civile dell'aeroporto civile di Comiso (Ragusa) e aeree limitrofe;

a parere degli interroganti, non è accettabile la decisione assunta, che prevede di consegnare al Consiglio di giustizia amministrativa la relazione di verifica, unicamente sulla base dell'analisi dei dati forniti dall'ambasciata statunitense,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se corrisponda al vero che il lavoro del collegio peritale si fonderà sulle informazioni trasmesse dal Governo statunitense e che, quindi, per stabilire la pericolosità del Muos non si faranno prove sul campo, ma si guarderà alle proiezioni inserite nel progetto dell'impianto, ciò al fine precipuo di escludere impatti negativi sulla salute dei cittadini e sull'ambiente;

quali misure di competenza intendano adottare al fine di consentire nei tempi previsti la stesura della relazione di verificazione, considerati i dati attualmente disponibili e non aggiornati dall'ARPA per impedimenti sopraggiunti;

se ritengano opportuna, anche in ossequio al principio di precauzione di cui all'articolo 32 della Costituzione, la valutazione dell'ipotesi di disattendere l'accordo proposto dall'Avvocatura dello Stato per conto del Ministero della difesa, di sospendere l'attivazione del sistema Muos fin quando sarà pendente il giudizio presso il Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo.

(4-05110)

GASPARRI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

sul settimanale "l'Espresso" del 14 gennaio 2016, nell'ambito dell'inchiesta riguardante le fondazioni presiedute da esponenti politici, in riferimento alla fondazione "Italia Protagonista" di cui l'interrogante è presidente, viene affermato che: «la finalità dichiarata è difendere "i valori delle civiltà europee e dell'Occidente cristiano". Non è un proclama generico: come direttore della fondazione compare un missionario della confraternita che s'ispira al beato La Salle, Amilcare Boccuccia, e come vice un suo confratello spagnolo. Tra i soci di Italia Protagonista viene ammesso anche Alvaro Rodriguez Echeverria, esperto e uditore del sinodo 2012 in Vaticano, nonché fratello dell'ex presidente del Costarica»;

esterrefatto dall'affermazione infondata, l'interrogante ha provveduto a contattare, nella mattinata di venerdì 8 gennaio 2016, il direttore della testata giornalistica, il quale ha mostrato meraviglia ed ha garantito una celere verifica sulla notizia pubblicata dal proprio settimanale;

l'interrogante inoltre, attraverso i social network, ha pubblicamente biasimato la pubblicazione di notizie false e tendenziose;

nel corso della giornata di venerdì 8 gennaio, sul sito de "l'Espresso", è apparso un documento, rilasciato dalla Prefettura di Roma, in cui venivano riportati, quali esponenti di vertice della fondazione "Italia Protagonista", Amilcare Boccuccia, Alvaro Rodriguez Echeverria e Pedro Manuel Arrambide Iriazabal;

preso atto che "L'Espresso" asseriva di aver utilizzato documenti ufficiali, l'interrogante ha contattato, nella giornata di sabato 9 gennaio, la Prefettura di Roma, che in un primo momento ha affermato di non poter compiere celeri verifiche, poiché il sabato gli uffici erano chiusi;

dopo una più che giustificata insistenza, vista la diffusione di notizie false in riferimento alla fondazione che l'interrogante presiede, gli accertamenti sono stati effettuati nella stessa giornata di sabato;

successivamente la Prefettura, in risposta alla seguente lettera de "l'Espresso": «Gentile dottoressa Mascolo, mi scuso per il disturbo, sono il giornalista dell'Espresso che ha avuto accesso agli atti delle fondazioni conservati presso il suo ufficio. Il senatore Gasparri ha contestato la parte di articolo che riguarda la fondazione Italia Protagonista, accusandoci di aver "falsificato" i nomi degli altri tre amministratori. In realtà noi abbiamo trascritto fedelmente i quattro nomi che compaiono nell'atto che identifica gli amministratori in carica e che avevamo fotocopiato in originale nella vostra prefettura. Dopo la contestazione di Gasparri, abbiamo ricontrollato la copia in nostro possesso di tale documento, ma i nomi sono proprio quelli che abbiamo scritto: in particolare nel documento, sotto la corretta intestazione Fondazione Italia Protagonista, è riportato il numero 802, che dovrebbe essere il numero di registro assegnato a quella fondazione, e tra i quattro amministratori compare proprio Maurizio Gasparri con la carica di presidente. Le è possibile controllare nuovamente il contenuto del documento in questione e confermarci che è autentico e non contiene errori? Resto in attesa di una cortese risposta, cordiali saluti», ha inviato a "l'Espresso" e all'interrogante, il seguente testo: «La prefettura di Roma utilizza da più di dieci anni un sistema informatico dove vengono inseriti i componenti degli organi amministrativi delle fondazioni che hanno ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica con contestuale iscrizione e attribuzione di un numero d'ordine nel registro cartaceo delle persone giuridiche, secondo le disposizioni dell'art. 3 del D.P.R 361/2000. Il sistema informatico, per la prima e unica volta, da quando è in uso - più di 10 anni- ha per un mero errore tecnico, associato i componenti degli organi amministrativi di due fondazioni iscritte nello stesso giorno (6 giugno 2011), aventi un numero progressivo consecutivo ovvero l'802/2011- numero attribuito alla fondazione "Italia Protagonista"- e l'803/2011- numero attribuito ad altro ente denominato "Fondazione De La Salle Solidarietà Internazionale Onlus". In ogni caso l'atto costitutivo (redatto in data 28 luglio 2010, repertorio 67045, rogito 10084, dal notaio Giancarlo Castorina di Roma), atto ufficiale consegnato alla S.V. in copia, in data 26 novembre 2015, a seguito di formale richiesta di accesso agli atti, unitamente ad altra documentazione, nonché la documentazione contenuta nel fascicolo della fondazione Italia Protagonista, riportano correttamente la composizione del Consiglio di amministrazione della fondazione Italia Protagonista che risulta costituita da: Sig. Gasparri Maurizio presidente e rappresentante legale, Sig.La Russa Ignazio Benito Maria consigliere di diritto,Sig.ra Luciani Cristiana consigliere, Sig. Manzini Renato consigliere, Sig. Giordano Antonio consigliere»;

a giudizio dell'interrogante, la Prefettura di Roma ha ammesso, solo perché sollecitata in maniera pressante dall'interrogante, di avere commesso un grave errore,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di chi ricopra il ruolo di dirigente responsabile del registro delle persone giuridiche presso la Prefettura di Roma e se, alla luce del clamoroso errore, ritenga la persona all'altezza dell'incarico;

se il sistema informatico, a cui è stato attribuito l'errore, sia fornito da una società esterna al Ministero;

quanti casi di errori nella tenuta del registro delle persone giuridiche si siano verificati nel corso degli ultimi anni;

se, ogni volta che viene richiesto un accesso ai dati presso la Prefettura, i diretti interessati vengano informati e se, prima di rilasciare dati, questi vengano ricontrollati;

se il prefetto di Roma in carica, attese le funzioni istituzionali dell'interrogante, fosse stato informato della richiesta di accesso ai dati e delle informazioni rilasciate in merito alla fondazione "Italia Protagonista";

per quali ragioni il comunicato divulgato dalla Prefettura di Roma non sia stato pubblicato sul sito internet della medesima;

se sia consapevole del fatto che la Prefettura di Roma abbia divulgato dati errati, dando prova di approssimazione, superficialità e scarsa puntualità, certamente non consoni al ruolo importante e alle funzioni che l'ufficio di rappresentanza del Governo della Repubblica deve assolvere.

(4-05111)

CIOFFI, CAPPELLETTI, SANTANGELO, PAGLINI, MORRA, PUGLIA, BERTOROTTA, DONNO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

in data 20 ottobre 2015 il territorio comunale di Castel San Giorgio (Salerno) è stato interessato da forti fenomeni alluvionali, che hanno causato lo straripamento e la rottura degli argini del torrente Solofrana, un affluente del fiume Sarno;

tale situazione ha provocato allagamenti di terreni e abitazioni in numerose zone del territorio comunale;

lo straripamento e la rottura degli argini hanno interessato il torrente Solofrana, inquinato nelle acque sia superficiali che di falda. Per anni nel Solofrana sono transitati gli scarichi del polo conciario di Solofra, che hanno fortemente contribuito a far diventare il fiume Sarno il fiume più inquinato d'Europa;

in via precauzionale, con provvedimento sindacale n. 182 del 2 dicembre 2015, il sindaco di Castel San Giorgio ha ordinato, per un periodo di 30 giorni, il divieto di raccolta, commercializzazione e consumo di prodotti agricoli provenienti dal territorio alluvionato, nonché il divieto dell'utilizzo delle acque dei pozzi ubicati nelle zone alluvionate, sia per uso domestico, che per l'irrigazione;

considerato che l'amministrazione comunale avrebbe sollecitato l'ARPAC (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania) ad effettuare i sopralluoghi nell'area in questione; risulta agli interroganti che alla data del 12 gennaio 2016 non vi sia stato alcun riscontro;

considerato inoltre che i suddetti divieti continuano ad insistere e secondo notizie di stampa ("Puntoagronews" del 16 gennaio 2016) potrebbero riguardare anche i comuni di Nocera e Roccapiemonte, in quanto il torrente Solofrana attraversa i territori che, partendo dal comune di Solofra, arrivano fino al comune di Nocera Inferiore, interessando quindi la pianura dell'agro nocerino-sarnese, da sempre interessata da produzioni agricole di elevata qualità,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se non ritenga di dover sollecitare l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, affinché ottemperi alla richiesta espressa da parte del Comune interessato.

(4-05112)

CALDEROLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

a seguito degli ultimi casi di legionella accertati nel carcere di Alba (Cuneo), il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha reso noto di aver "tempestivamente avviato tutte le procedure per la bonifica dell'impianto idrico della casa circondariale". Due i casi di contagio già accertati. Uno dei detenuti è ricoverato in coma farmacologico in ospedale;

in una nota diffusa da Roma, l'amministrazione penitenziaria ha precisato che, per la tutela della salute del personale penitenziario e della popolazione detenuta, il Provveditorato regionale e la Direzione generale detenuti ha provveduto al trasferimento dei 122 detenuti presso gli istituti penitenziari del Piemonte, nel pieno rispetto del principio della territorialità della pena;

al fine di tutelarne la salute, anche il personale penitenziario sarà temporaneamente reimpiegato presso altre strutture, in attesa di determinazioni sulla mobilità che dovranno avvenire in seguito ad incontri tra l'amministrazione penitenziaria ed i rappresentanti sindacali;

allo stato attuale non è possibile conoscere l'entità dei lavori e la conseguente durata, il che comporta disagi ai dipendenti, ed alle loro famiglie, che, grazie alla lunga anzianità di servizio, si sono radicati da decenni nel tessuto sociale del territorio di Alba;

meno di 2 anni fa, nel medesimo carcere, erano stati ultimati i lavori per la creazione di una struttura adibita ai detenuti collaboratori, con un costo di circa un milione e mezzo di euro, con una capienza di 34 detenuti, una delle più grandi del Nord Italia,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, essendo a conoscenza della situazione, intenda intervenire garantendo tempi certi e rapidi per il finanziamento e il completamento dei lavori che, superata la fase emergenziale, hanno necessità di interventi più marcati e strutturali, al fine di restituire sia la piena funzionalità ad una struttura fondamentale nel sistema carcerario del Nord Italia, sia per l'eliminazione dei disagi che necessariamente dovranno sopportare il personale penitenziario e loro famiglie.

(4-05113)

BENCINI, Maurizio ROMANI, MOLINARI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nell'ambito delle proprie prerogative istituzionali, esercita attività di controllo, accertamento e verifica sulla circolazione delle merci e sulla fiscalità intera, connessa agli scambi internazionali garantendone la riscossione (IVA e dazi). Verifica e controlla altresì scambi, produzione e consumo di prodotti e delle risorse naturali soggette ad accisa, provvedendo alla riscossione della stessa. Contrasta gli illeciti di natura extratributaria, quali traffico di droga, di armi, di beni del patrimonio culturale, di prodotti contraffatti e non rispondenti alle normative in materia sanitaria e di sicurezza, nonché il commercio internazionale di esemplari di specie animali e vegetali minacciate di estinzione e protette dalla Convenzione di Washington. Tra le altre essa svolge l'attività di analisi merceologica a fini istituzionali, offre servizi nei settori dell'industria dei prodotti organici, inorganici e alimentari compresi i prodotti transgenici (OGM) e i materiali gemmologici;

il 10 giugno 2015 sono state portate a termine le operazioni di trasferimento di sede dell'ufficio dell'Agenzia delle dogane di Firenze in via S. Croce all'Osmannoro 24, a Sesto fiorentino, da via Panciatichi 17 e 14, a Firenze. La decisione di procedere a tale trasferimento presso una sede che dista soli 300 metri dalla discarica di Case Passerini e dal termovalorizzatore di prossima costruzione, sarebbe stata presa, nonostante la ferma contrarietà dei lavoratori, di tutte le sigle sindacali, degli operatori doganali e delle associazioni di categoria, che più volte e pubblicamente hanno denunciato l'incomprensibile difesa da parte dell'amministrazione doganale di una scelta unilaterale, a giudizio degli interroganti palesemente sbagliata e dannosa per l'economia di settore dell'intera regione Toscana;

a seguito delle "motivate proteste degli operatori e delle perplessità espresse dal Corpo Forestale dello Stato" sull'idoneità della nuova sede dell'Osmannoro e il suo "magazzino", lo stesso direttore interregionale per la Toscana è stato costretto a rivedere alcune delle decisioni prese, siglando il 6 febbraio 2015 un'intesa con gli operatori, la società di gestione dell'aeroporto di Firenze ed il Corpo forestale dello Stato: il servizio di sdoganamento delle merci, sottoposte a preventivo controllo, da parte del nucleo operativo CITES del Corpo forestale, dal 10 giugno 2015, non verrà più svolto dal competente Ufficio controlli allo sdoganamento, sito presso la sede della dogana dell'Osmannoro, ma dalla SOT aeroporto, reputata dagli operatori e dal Corpo forestale sede maggiormente idonea rispetto a quella dell'Osmannoro per il corretto svolgimento del servizio;

è stata mantenuta invece la decisione di trasferire le restanti attività legate all'operatività doganale e accise nella sede dell'Osmannoro, nonostante la ragionevole proposta del dirigente, responsabile dell'Ufficio delle dogane di Firenze di trasferire tutta l'operatività presso gli uffici e i magazzini dell'aeroporto, maggiormente idonei, attrezzati e disponibili ad accoglierla, evitando un'inefficiente duplicazione del servizio su 2 sedi che, nello stato attuale, porterà ad un inevitabile aumento di costi a carico dell'utenza;

considerato che, a quanto risulta agli interroganti:

secondo il parere delle organizzazioni sindacali, ciò che più preoccupa sia la dirigenza locale che gli operatori economici, nonché le organizzazioni sindacali, è che le caratteristiche della nuova sede contrastano con la necessità dell'Ufficio doganale di disporre di un magazzino in cui depositare in sicurezza merci, anche di notevole qualità e valore: la zona, segnalata dalla Questura di Firenze come altamente pericolosa per la presenza di numerose attività criminali, è anche classificata come "area sensibile già vulnerata da fenomeni di inondazione e soggetta a rischio idraulico";

sempre a detta dei sindacati, i locali destinati a magazzino non sono accessibili da mezzi di grande capienza e la piattaforma esterna per lo scarico delle merci, oltre a non essere a norma dal punto di vista della sicurezza del lavoro, non è idonea allo scopo e non può essere utilizzata per lo sdoganamento per un grave errore di progettazione;

la vicinanza con il futuro termovalorizzatore desta preoccupazione nei lavoratori per i potenziali rischi per la salute di chi presta attività lavorativa in quell'area, cosa che ha portato la ASL Firenze Nord-Ovest, competente per territorio, a prevedere per tutta la popolazione che risiede e/o lavora nell'area di ricaduta degli inquinanti un piano di sorveglianza sanitaria e di monitoraggio dello stato di salute;

la nuova sede risulta inoltre di difficile accessibilità con i mezzi pubblici (accessibilità necessaria perché molti adempimenti comportano un contatto diretto e frequente con l'ufficio) ed è collocata in una zona interessata da vasti cantieramenti;

considerato infine che:

qualsiasi scelta che risulti non felice rispetto alla logistica e alla funzionalità dell'Ufficio delle dogane di Firenze comporterà l'allontanamento irreversibile dell'utenza. In particolare, rischia di deviare su altre regioni l'attività diretta ed indiretta legata alle operazioni doganali che quotidianamente interessano, a Firenze, i prodotti dell'industria del settore dell'alta moda e della pelletteria, il settore elettromeccanico e dell'alimentare, per non parlare del mercato delle opere d'arte;

non vi sono vincoli che impongano di rivolgersi all'Ufficio territoriale per le operazioni di sdoganamento, quindi professionisti e intermediari del settore, come già annunciato dalle associazioni di categoria, indirizzeranno le aziende verso realtà doganali più facilmente raggiungibili ed efficienti in termini di infrastrutture e servizi offerti,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare con urgenza l'opportunità di un intervento, per quanto di sua competenza, al fine di elaborare congiuntamente con tutti i soggetti istituzionali interessati soluzioni alternative, atte ad individuare una sede idonea e decorosa per l'Ufficio delle dogane di Firenze e non penalizzante per l'utenza, gli operatori, i lavoratori e per l'erario.

(4-05114)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

1a Commissione permanente(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione):

3-02504, dei senatori Campanella e Bocchino, sulla programmazione del carnevale 2016 nel Comune di Acireale (Catania);

3-02505, del senatore Gasparri, su un provvedimento disciplinare irrogato nei confronti di un dirigente sindacale della Polizia di Stato;

3-02507, della senatrice Catalfo ed altri, sulla verifica dell'equilibrio di bilancio nel Comune di Catania;

8a Commissione permanente(Lavori pubblici, comunicazioni):

3-02506, della senatrice Pezzopane ed altri, sui rincari autostradali ad inizio 2016;

11a Commissione permanente(Lavoro, previdenza sociale):

3-02508, del senatore Santini, sullo stato di agitazione dei lavoratori della Nek Srl di Monselice (Padova).

Interrogazioni, ritiro

È stata ritirata l'interrogazione 4-05067, della senatrice Bulgarelli ed altri.