Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 338 del 23/10/2014
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CROSIO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
nell'ambito dell'accordo italo-svizzero per la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Mendrisio-Varese attuativo della convenzione bilaterale firmata a Basilea il 2 novembre 1999 ed inserito nell'APO Malpensa, è stato approvato il progetto del collegamento ferroviario tra Arcisate e Stabio che consiste nella realizzazione di un nuovo raccordo a due binari di connessione tra la linea Varese-Porto Ceresio e il tronco ferroviario Stabio-Mendrisio in territorio elvetico;
il progetto prevede inoltre il raddoppio e la riqualificazione della tratta ferroviaria esistente Arcisate-Induno Olona, la realizzazione di una nuova fermata al confine di Stato (in località Gaggiolo, nel comune di Cantello) e il ripristino del ramo Porto Ceresio-Arcisate con la realizzazione di una nuova fermata in comune di Besano;
il raccordo ferroviario Arcisate-Stabio si pone a servizio di un territorio dove vivono circa 600.000 persone con continui spostamenti tra la frontiera italiana e quella svizzera e rende attivabili collegamenti transfrontalieri tra Varese e Lugano, tra Varese e Como, e collegamenti a lunga percorrenza tra il Canton Ticino e l'aeroporto di Malpensa;
i lavori sono iniziati nel maggio del 2009 ma, a distanza di 4 anni, il cantiere italiano è fermo, tra problemi burocratici, economici e ambientali;
da quanto riporta il "Giornale del Ticino", al momento, nonostante l'impegno profuso in primisdalla Regione Lombardia, ma anche da Rete ferroviaria italiana (RFI) e dal gruppo Claudio Salini, in considerazione degli innumerevoli rinvii alla ripresa dei lavori che perdurano da oltre 3 anni, con conseguente abnorme difficoltà ormai non più gestibile di tutti gli attori partecipanti alla realizzazione di una così importante opera pubblica (banche, fornitori, subappaltatori, eccetera), l'impresa esecutrice dei lavori conferma che "non sussistono più le condizioni per una prosecuzione del rapporto di lavoro", in quanto sono scaduti i termini di cui all'accordo sottoscritto il 19 febbraio 2014, senza che siano arrivate entro il 30 settembre le autorizzazioni amministrative per procedere con il riavvio della totalità delle opere dell'appalto;
il progetto è di grande rilievo sia nazionale che internazionale, visto che la nuova linea passeggeri fa parte del rafforzamento dei collegamenti tra Italia e Svizzera inserito all'interno delle reti Ten-T, in particolare del corridoio Genova-Rotterdam. Si tratta di un collegamento con direttrici di traffico a valenza internazionale (Gottardo e Sempione) e quindi opportunità di collegamento tra l'Italia e le città della Svizzera occidentale (Losanna, Ginevra e Berna) ed orientale (Lugano) con interscambio nella stazione di Gallarate (Varese); il raccordo permette l'istituzione di relazioni viaggiatori dirette tra l'aeroporto di Malpensa e le città della Svizzera meridionale e centrale, attraverso le linee Gallarate-Milano e Milano-Saronno-Malpensa della società FNM;
nel corso degli anni il cantiere ha purtroppo subito numerosi fermi, causando incertezza ai lavoratori coinvolti e gravi disagi alla popolazione della Valceresio interessati dall'opera; la popolazione locale è in protesta in quanto deve affrontare i disagi dei lavori fermi e il disappunto delle autorità svizzere; le amministrazioni locali hanno ripetutamente segnalato alle diverse autorità coinvolte l'esasperazione dei cittadini;
uno dei problemi maggiori è stata la presenza di materiale inquinante nelle terre, come ad esempio l'arsenico, che ha reso impossibile il conferimento delle terre e rocce da scavo nel sito inizialmente previsto dalla ditta esecutrice, ICS Salini, che in data 30 aprile 2013 ha presentato di fronte al tribunale di Roma richiesta di rescissione del contratto a Rete ferroviaria italiana. Le indagini condotte nell'estate 2013 dalla Regione ed ARPA, con il supporto di Rete ferroviaria italiana, hanno consentito l'individuazione di due nuovi siti di stoccaggio delle terre di risulta nelle località di Arcisate e Viggiù;
la struttura tecnica di missione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha prospettato un iter amministrativo lunghissimo per l'approvazione di una variante progettuale per lo smaltimento delle terre e rocce da scavo nei due nuovi siti, ai fini della riapprovazione del progetto dal CIPE;
in data 22 ottobre 2013 è stato sottoscritto tra Regione, ICS e RFI un «protocollo di intenti» al fine di risolvere la situazione di stallo; a tale protocollo ha fatto seguito l'accordo siglato tra RFI appaltatore e Regione Lombardia in data 19 febbraio 2014, utile a chiudere il contenzioso avanzato dall'impresa e procedere con le lavorazioni ed il ripristino delle viabilità interrotte;
in data 12 settembre 2014 la Regione ha approvato il progetto di individuazione dei nuovi siti di stoccaggio delle terre di risulta;
la conseguente delibera del CIPE circa il provvedimento relativo ai siti di stoccaggio definitivi è fondamentale per la ripresa a pieno regime delle attività di scavo, la prosecuzione dei lavori e l'attivazione della linea, attualmente prevista per giugno 2016;
ulteriori rinvii dell'esecuzione delle opere causerebbero un aggravio dei disagi sofferti dalla popolazione e ritarderebbero il completamento di una tratta ferroviaria ampiamente riconosciuta come fondamentale per i collegamenti Italia-Svizzera,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non intenda appurare i motivi che hanno impedito fino ad oggi la deliberazione del CIPE che era prevista inizialmente per il mese di settembre e che tiene bloccata la conclusione dei lavori e la messa in esercizio del tratto italiano della linea Arcisate-Stabio;
quali interventi urgenti intenda adottare per dare attuazione concreta al progetto di individuazione dei siti di conferimento delle terre e rocce da scavo approvato dalla Regione, in data 12 settembre 2014, e porre fine ai disagi cui è sottoposta la popolazione dei comuni interessati dall'opera.
(3-01343)