Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 265 del 18/06/2014

SONEGO (PD). Signora Presidente, cari colleghi, prendo la parola su questa materia un po' per passione, un po' in quanto persona informata dei fatti, come si usa dire in questi giorni.

Intervengo per richiamare all'attenzione di tutti noi il fatto che l'Italia, che è un grande Paese e, in particolare, un grande Paese industriale, deve assolutamente garantire a se stessa e a tutta la comunità nazionale la certezza e la sostenibilità economica dell'approvvigionamento energetico. Noi non siamo in condizione oggi di dire, anche a causa di complicate situazioni di carattere internazionale (pensiamo alle complesse temperie che ci sono a Est del nostro Paese, ai confini dell'Unione europea), che questa certezza ci sia. E tale incertezza, che sussiste, rappresenta un elemento consistente di debolezza per la vita del Paese.

Qualche anno fa, in una situazione ancora più complicata, di fronte ad una interruzione delle forniture del gas russo, un Ministro della Repubblica ebbe la singolare trovata di dichiarare che le famiglie italiane non avevano motivo di temere perché, nell'eventualità di una situazione critica, si sarebbe interrotta la fornitura non alle famiglie (che non sarebbero rimaste al freddo) ma soltanto alle imprese. Come se un Paese come il nostro si potesse permettere un'eventualità di questa natura.

Mi rivolgo allora, oltre che a tutti i colleghi del Senato, anche al Governo, per incoraggiare tutta la compagine governativa, ed in particolare i Dicasteri che hanno una parte rilevante in questa partita, a camminare con molto speditezza e determinazione sulla linea di politica energetica che è stata definita e decisa dall'Unione europea.

Faccio soltanto alcuni esempi di iniziative ed opzioni importantissime che riguardano il nostro Paese per stare proprio lungo la scia di quella politica comunitaria.

In primo luogo, è urgente accelerare il processo di ricostituzione delle scorte strategiche. Oggi non siamo in grado di dire che le scorte strategiche di gas del Paese sono state ricostituite al 100 per cento: siamo circa al 60 per cento, ed è urgente arrivare al completamento della ricostituzione di quelle scorte.

In secondo luogo, è necessario che la quantità di stoccaggio di cui il Paese dispone cresca in maniera significativa e rapida: traducendo, bisogna assolutamente aumentare, in termini significativi e - ripeto - in tempi rapidi, la quantità dei depositi sotterranei in grado di migliorare e di aumentare la capacità delle nostre riserve strategiche.

In terzo luogo, è necessario aumentare il grado di diversificazione nell'approvvigionamento energetico. Cito soltanto un titolo, in questo caso, che vuole dire molte cose, che non starò a richiamare perché tutti quelli che si occupano di questa materia sanno perfettamente a cosa alludo: l'opzione dell'aumento della diversificazione nell'approvvigionamento rimane per noi una scelta strategica. So che il Governo è su questa linea, ma ho preso la parola proprio per incoraggiare il Governo su questa strada.

C'è un altro passaggio che credo coincida con l'impostazione politica e strategica della compagine governativa italiana. Noi dobbiamo puntare molto sull'opzione della overcapacity, che non è un'opzione miope ed antieconomica perché considerata come il frutto di una logica autarchica (overcapacity rispetto al mercato interno): l'overcapacity è necessaria nel nostro Paese perché ci sia effettivamente la possibilità di disporre di un mercato comunitario dell'energia. Vi sono Paesi che, se non altro per il fatto che dispongono di lunghe coste e di opportunità di attracco, sono in grado di garantire al mercato europeo questa overcapacity. La Svizzera non è in grado di farlo e non possiamo chiedere a quel Paese di svolgere questa funzione di carattere continentale: questa è una funzione che può svolgere il nostro Paese. È per questo che la politica e la strategia comunitaria ci chiedono questo contributo.

Vengo, in conclusione, alla questione della necessità di un vero mercato europeo dell'energia, che è una questione di sicurezza ma anche una questione di carattere economico, di prezzi al consumo.

Presidenza del vice presidente GASPARRI (ore 18,19)

(Segue SONEGO). Perché ci sia un vero mercato europeo dell'energia, è necessaria una politica delle infrastrutture in materia energetica, che sono sicuramente le pipeline, per quanto riguarda i prodotti petroliferi ed anche il gas, ma anche infrastrutture in campo elettrico. La magliatura elettrica a cavallo delle Alpi è uno di questi elementi portanti.

Signor Presidente, cari colleghi, mentre noi ragioniamo in maniera autarchica sulle questioni dell'energia, questo nostro strabismo finisce per influire in maniera negativa anche sulla nostra politica estera. Penso ad esempio - è un caso clamoroso - alle vicende dell'Europa centrorientale; più vicino a noi, penso ad esempio al fatto che questa nostra politica molto improntata all'autarchia finisce per porgere il destro a politiche un po' nazionaliste e non sempre perfettamente in regola con l'acquis comunitario di vicini Stati confinanti (penso alla Slovenia e alla Croazia).

Segnalo che, mentre c'è una discussione a volte stucchevole, spesso molto disinformata e fondata su presupposti tecnici a dir poco fallaci a proposito di rigassificatori, la vicina Repubblica di Croazia sta costruendo un rigassificatore nell'isola di Krk, in località Omišalj, ovviamente non con risorse proprie, ma sulla base di un aiuto molto consistente di grandi gruppi finanziari ed energetici della Repubblica federale tedesca. In questo modo, non solo noi rinunciamo ad una politica energetica, ma sbagliamo anche tratti essenziali della politica estera. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Girotto. Ne ha facoltà.