Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 265 del 18/06/2014
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CENTINAIO (LN-Aut). Signor Presidente, l'assenza di materie prime nel nostro Paese ci ha storicamente posti in una posizione deficitaria rispetto a tutto il resto del mondo. Di conseguenza il nostro Paese, per quanto riguarda le risorse energetiche, ha sempre dovuto basarsi su fonti provenienti da altri Paesi, rimanendo sempre in una posizione soccombente e dipendente da altri. L'esempio lampante è stata la rivoluzione industriale, nata nei Paesi anglosassoni, visto e considerato che loro il carbone ce lo avevano e noi purtroppo no.
Se fossimo stati un Paese avveduto, moderno, all'avanguardia, in base alla nostra posizione geografica avremmo storicamente utilizzato le fonti energetiche alternative ed ecologiche presenti naturalmente nel nostro terrritorio. Purtroppo - e sottolineo purtroppo - storicamente l'Italia ha sempre preferito fare altro, utilizzare fonti energetiche provenienti da combustibili fossili, e nel momento in cui si è cercato di beneficiare di fonti energetiche alternative i risultati non sono stati quelli sperati. Infatti, come hanno detto giustamente i miei colleghi, i risultati sono andati a pesare sulle bollette energetiche dei nostri concittadini.
Ancora una volta abbiamo perso un treno, perdendo una possibile opportunità per le prossime generazioni. In quale situazione ci ritroviamo, quindi? I quattro quinti dell'energia che usiamo arrivano dall'estero, ma anche da centrali nucleari che producono energia elettrica a pochi chilometri da casa nostra: noi, che con un referendum abbiamo deciso di non avere il nucleare in Italia, ce l'abbiamo in realtà a qualche chilometro di distanza, dove andiamo a comprare energia elettrica, sapendo benissimo che l'energia che acquistiamo arriva anche da quelle centrali nucleari.
Cosa ci chiediamo, dunque, in questo momento? Ci chiediamo perché non creare finalmente un serio progetto di politica energetica, di cui abbiamo bisogno, perché l'Italia ne ha bisogno: a chiederlo sono infatti il nostro Paese, ma soprattutto le aziende e la vostra Europa, quella che nella recente campagna elettorale molti di voi hanno elogiato ed esaltato; poi, però, quando si tratta di andare a vedere i problemi concreti, siamo sempre deficitari, come al solito. In questo momento, quindi, una politica energetica ci viene richiesta.
Abbiamo avuto l'opportunità di iniziare a dibattere su una vera politica energetica, nel momento in cui, durante il Governo Letta, abbiamo trattato ed approvato il progetto del gasdotto TAP (Trans adriatic pipeline), grazie al quale l'Italia diventerà un hub europeo per quanto riguarda l'arrivo del gas da Paesi extraeuropei. Avevamo questa possibilità, come pure quella di interloquire da protagonisti con i partner europei, di dire la nostra e, in quel momento, di iniziare a ragionare su una vera politica energetica. Purtroppo non l'abbiamo fatto, e abbiamo ragionato sempre in situazioni di emergenza: dovevamo votare alla velocità della luce, l'abbiamo fatto e poi siamo passati ad altro, forse qualcosa di più impellente. Oggi, quello che chiediamo è di ragionare su di una politica energetica.
Altro fatto importante che dobbiamo evidenziare è che il 90 per cento del gas che utilizziamo arriva dall'estero, ossia dai nostri fornitori storici, come la Russia, la Libia e l'Algeria, Stati che al momento ci danno grandissime quantità di gas, ma che hanno situazioni politiche interne ad altissimo rischio. Di conseguenza, sappiamo benissimo tutti che, a causa della politica di quegli Stati, soprattutto nordafricani, noi come Italia non possiamo avere una politica energetica di medio e lungo periodo. In alcuni casi, dobbiamo anzi dipendere dagli umori dei nostri partner, che molto spesso non sono i migliori nei confronti dell'Europa - e l'Italia, ahimè, ne fa parte - con il rischio che ogni volta ci minaccino di chiuderci i rubinetti se non facciamo quello che vogliono.
In questo caso, quale può essere una proposta alternativa? La soluzione sta nei rigassificatori, ma in un'ottica futura e moderna, cercando di non fare il solito ragionamento con centrali obsolete e strutture che in questo momento guardano al passato. Vi sono tecnologie moderne per quanto riguarda l'utilizzo di questa forma di energia, ci sono le navi metaniere, e attraverso queste - come sappiamo benissimo e come ha detto benissimo il collega Consiglio - riusciamo ad applicare delle nuove tecnologie. Facciamolo, però, ragioniamo, andiamo in quella direzione, altrimenti andremo sempre verso la costruzione di una centrale che alla fine creerà problemi e disagi nella collettività.
Oltre a questo, lo ribadiamo, e questo lo dico al Ministro e al Governo, abbiamo bisogno di una politica energetica. Però, fateci capire qual è la vostra politica energetica, se c'è. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Nugnes. Ne ha facoltà.