Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 265 del 18/06/2014

PELINO (FI-PdL XVII). Signora Presidente, signora Sottosegretario, onorevoli colleghi, la politica climatica ed energetica deve perseguire tre obiettivi fondamentali: sicurezza degli approvvigionamenti, raggiungimento degli obiettivi ambientali e competitività dell'industria. Sono politiche che vanno inquadrate in un contesto mondiale, se è vero che l'Europa è responsabile solo del 14 per cento delle emissioni globali. Su queste basi si fonda il nostro ragionamento, che non può essere limitato al problema momentaneo di un rigassificatore o di una centrale.

La centrale di Civitavecchia rappresenta uno dei più grandi poli energetici del Paese. Essa soddisfa oltre il 50 per cento del fabbisogno energetico della regione Lazio. La prospettata riduzione delle attività della centrale, che si ricavano come conseguenza delle mozioni presentate da SEL e dal Movimento 5 Stelle, potrebbe determinare ricadute pesanti e difficilmente gestibili su circa 1.000 lavoratori, tra diretti e indiretti, e su un largo indotto legato alle attività della centrale.

Siamo ben consapevoli che la salute dei cittadini viene prima di ogni cosa: quindi, ben vengano tutte le informazioni che possano fugare ogni dubbio sulla pericolosità degli impianti, a tutela della salute delle popolazioni. Ma qui è in gioco anche il futuro di migliaia di famiglie di lavoratori e non possiamo non tenerne ugualmente conto. Per questo invitiamo tutti gli attori coinvolti a non assumere posizioni di principio, ma a monitorare che la centrale ENEL rispetti, come ha fatto negli anni precedenti, tutti gli obblighi e le garanzie che la legge prescrive.

È utile ricordare alcuni dati. Rispetto al precedente impianto ad olio combustibile, tutte le emissioni della nuova centrale sono state fortemente ridotte: meno 61 per cento quelle di ossidi di azoto e meno 88 per cento quelle di polveri e di anidride solforosa (inferiori del 50 per cento rispetto ai limiti posti a tutela della salute e dell'ambiente dalle stringenti norme europee).

Dobbiamo considerare che l'Italia ha urgente bisogno di diversificare ed equilibrare il mix delle fonti primarie per la generazione elettrica, per sostenere la competitività e ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici.

La necessità è quella di ridurre gradualmente gli incentivi alle rinnovabili, oggi pari a 9 miliardi di euro annui, che già pesano in maniera consistente sulle bollette di imprese e cittadini.

Il consumo di gas per approvvigionare la produzione di energia ha del resto raggiunto quella che viene considerata una soglia massima. Il nostro Paese dipende dal gas per la produzione di energia elettrica per oltre il 60 per cento. Su questo va fatta una riflessione.

Ricordiamo che la crescita economica rappresenta la principale urgenza del Paese a livello sia economico che sociale. Questa richiede anche una riduzione dei costi dell'energia elettrica di almeno il 30 per cento, per favorire la competitività delle aziende italiane.

Per tornare alla centrale di Civitavecchia, va certamente fatta una verifica in modo che gli standard produttivi e di sicurezza di Torrevaldaliga Nord siano a livelli di efficienza adeguati. Del resto, su quella centrale sono stati fatti investimenti (circa 2 miliardi) che non si possono buttare via così a cuor leggero.

Con la nostra mozione chiediamo al Governo: tenuto conto della comunicazione della Commissione del 13 novembre 2008 intitolata «Efficienza energetica: conseguire l'obiettivo del 20 per cento» (di riduzione di energia primaria), di evidenziare gli eventuali ostacoli in Italia per l'attuazione di misure efficaci volte a tale obiettivo e le misure sino ad oggi adottate, e che si adotteranno, per superarli; di elencare tutti i siti di produzione di energia che rappresentano un serio problema per la salute dell'uomo in termini di aumento di malattie e di decessi e le strategie, o proposte, che sino ad oggi i Ministeri competenti (sviluppo economico e salute) hanno sinergicamente elaborato, per quei siti, al fine di salvaguardare la produzione di energia e tutelare la salute dell'uomo; di valutare se le modalità di gestione degli incentivi per il fotovoltaico abbiano rappresentato uno sperpero di risorse finanziarie pubbliche, con scarsi benefici sui costi dell'elettricità prodotta, con una crescita delle bollette, con problemi di smaltimento degli impianti a fine vita, o abbiano realmente contributo e contribuiscano in maniera rilevante ad un'efficienza energetica per l'Italia. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).