Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 265 del 18/06/2014

PUPPATO (PD). Signora Presidente, spiace affrontare temi di questa rilevanza per il nostro Paese e per l'Europa, ma - vorrei dire - per il mondo intero, alla presenza di pochi colleghi, anche se immagino che la discussione sarà terminata domani mattina.

La strategia europea, come quella italiana, verso la cosiddetta decarbonizzazione che è stata decisa, come noto, con Obiettivo 2050, obbliga tutti noi a rivedere e a riaggiornare, alla luce di questa, le nostre scelte energetiche; infatti, la riduzione delle fonti fossili, insieme ai cambiamenti climatici sono - voglio ricordarlo, perché non sono stati citati negli interventi precedenti - la ragione prima e fondamentale per cui dobbiamo ripensare ad una strategia energetica. Dobbiamo quindi cercare il più possibile di riuscire ad avere energia pulita, evitando l'inquinamento che produce l'utilizzo di fonti fossili (a partire dal carbone, per finire con il petrolio e, in parte, anche il gas), aumentando - questa è la strategia europea, com'è noto - la quantità di fonti rinnovabili e, naturalmente, aumentando l'efficienza energetica.

Su efficienza energetica e fonti rinnovabili si impernierà, in particolare, la strategia mondiale, che dovrebbe vedere al tavolo anche due importanti riferimenti internazionali, fondamentali per una scelta che il pianeta possa vedere indirizzata sugli stessi obiettivi e sulla stessa base, cioè gli Stati Uniti d'America (la recente dichiarazione di Obama ne è senz'altro un esempio) e la Cina, la quale, com'è noto, ha sempre inteso attendere le scelte degli Stati Uniti d'America prima di prodursi in una decisione che potesse modificare il sistema industriale riducendone conseguentemente le emissioni.

Vado ora al merito delle mozioni. Le prime mozioni che abbiamo sentito oggi illustrare dai colleghi che si sono succeduti riguardano il tema dei rigassificatori e una questione che concerne la località di Civitavecchia, nella quale si stanno verificando situazioni di particolare criticità ambientale e sanitaria.

A fronte di questo, nella nostra mozione, com'è noto, abbiamo citato non solo la strategia Europa 2020, ormai nota a tutti, ma anche l'indirizzo emanato quest'anno dalla Commissione europea, con la richiesta per i Paesi europei di aumentare la quota di energie rinnovabili al 27 per cento e di ridurre del 40 per cento le emissioni di gas effetto serra entro il 2030. Tuttavia, andrei senz'altro ad accennare ad alcune questioni che sono state sollevate per rilevare (nonostante qualcuno ci dia lezioni volte a far comprendere come ci sia qualcuno che studia e qualcuno che studia meno) molte inesattezze che sono state comunicate e dare anche qualche informazione aggiuntiva, perché anche noi siamo dotati di qualche informazione.

Innanzitutto, sarebbe bene che ciascuno di noi facesse un buon passo indietro e decidesse per il bene di questo Paese di stabilire che, invece di proclamare tante certezze, quali quelle che per esempio vedono oggi rappresentare le navi metaniere come soluzione idilliaca e considerare invece i rigassificatori come una pessima soluzione, forse sarebbe il caso che andassimo ad affrontare tecnicamente, scientificamente, in modo decente questi temi, per esempio ascoltando quali sono i benefici, i costi e le soluzioni che arrivano in un senso e nell'altro rispetto alle ipotesi in campo. Dico questo perché il gas naturale, checché se ne dica, è senz'altro, quanto meno fino al 2040, una fonte che viene identificata, seppure in riduzione, dalla stessa Unione europea come parte necessaria di un mix naturale insieme alle fonti rinnovabili per riuscire a dare copertura ai bisogni energetici, nonostante la necessità immediata di attivare una buona competitività, accrescendo la ricerca nel settore dei materiali che possono consentire una riduzione delle emissioni di gas serra, ma anche in quello delle nuove energie rinnovabili e a forte efficientamento energetico. Il gas naturale è comunque, tra tutti i combustibili fossili, sicuramente quello che determina un minor appesantimento per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, visto che emana vapore acqueo e anidride carbonica in quantità di gran lunga inferiori rispetto a petrolio e carbone.

Rispetto ai rigassificatori, è necessario tenere in considerazione l'importanza delle infrastrutture di approvvigionamento nel loro carattere strategico, dovuto alla necessita di conseguire una maggior offerta di gas sul mercato nazionale a prezzi competitivi e più efficaci condizioni di concorrenza, nonché di aumentare la sicurezza sugli approvvigionamenti. Quest'ultima è una questione che per l'Italia non è affatto così tranquilla e definita, come taluni interventi lasciano intendere. Voglio dire che, quanto ai terminali di rigassificazione, è stato citato il gasdotto South Stream ma possiamo citare il TAP (Trans-adriatic pipeline) e anche il gasdotto GALSI dall'Algeria fino alla Sardegna che dal 2003 attende di essere completamente realizzato: ebbene, tutte queste vie di collegamento del gas ci dicono che la provenienza geopolitica, cioè la provenienza delle fonti dai Paesi produttori di energia, mette il nostro Paese in seria difficoltà. Il caso recentemente verificatosi con la guerra in Ucraina ha reso immediatamente evidente questo problema, e ci porta inevitabilmente a dover fare delle riflessioni interne al Paese, quanto meno per i prossimi vent'anni, in relazione alla modalità di offerta di gas sul mercato nazionale.

I terminali di rigassificazione, quindi, ci danno una flessibilità che le linee di gas non ci danno: non vincolano l'importazione a un unico fornitore estero e favoriscono l'ingresso diretto sul mercato italiano del gas naturale di nuovi operatori. Inoltre, essi possono produrre, con buoni acquisti, una diminuzione del prezzo del gas per il consumatore, come peraltro già evidenziato in sede di audizioni presso la 10ª Commissione del Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui prezzi dell'energia elettrica e del gas come fattore strategico per la crescita del sistema produttivo del Paese.

Dunque, il sistema di diversificazione, nelle modalità, nelle strumentazioni e anche nelle infrastrutture, è fondamentale per l'Italia, ma anche per l'Europa: è la stessa Europa che ci chiede di creare un hub mediterraneo per lo scambio di gas. L'Europa ha le stesse preoccupazioni che oggi vive l'Italia.

Credo quindi di poter dire senza tema di smentita che il nostro Paese si deve dotare certamente di terminali di gasdotti, insieme con i rigassificatori e le navi metaniere; ma, come ho detto, queste sono questioni molto tecniche, sulle quali andremo, io auspico, con le Commissioni ambiente e industria in particolare, a fare valutazioni puntuali, e non a sparare nel mucchio.

Rispetto alle questioni che riguardano le aree citate, ricordo che abbiamo un rigassificatore a Rovigo, uno a Livorno e uno a Panigaglia. In merito alla sicurezza degli impianti di rigassificazione esistenti e dei progetti in itinere dobbiamo dire - e lo scriviamo esplicitamente nella mozione che la maggioranza ha inteso stendere - che l'impianto di rigassificazione di Gioia Tauro non verrà realizzato se non con piena garanzia rispetto ai pericoli connessi alla sismicità del sito.

Per quanto riguarda invece i due progetti di terminali di rigassificazione nel golfo di Trieste, è opportuno informare i colleghi che per l'impianto on-shore è stato adottato un provvedimento di sospensione dell'efficacia del decreto VIA, mentre per quello off-shore l'altro si è data addirittura una valutazione di impatto ambientale negativa.

PRESIDENTE. Deve concludere, senatrice Puppato.

PUPPATO (PD). Questo significa che la normativa italiana, in termini di valutazione di impatto ambientale, è in grado di dire anche no, e lo sta dicendo.

Quella relativa a Civitavecchia è un'altra questione, e mi spiace che il tempo a mia disposizione stia finendo. Voglio tuttavia dire che si tratta certamente di impianti con notevoli problemi, tant'è vero che possiamo considerarli certamente più obsoleti rispetto a quello che dovrebbe essere un impianto con quelle caratteristiche.

Per quanto ci riguarda, siamo d'accordo a non considerarli idonei ad alcuna forma di riconversione in termovalorizzatori di rifiuti, sia con CSS che con CDR. Va anche detto che, per quanto riguarda le prescrizioni AIA relative all'impianto di Torrevaldaliga Sud del 5 aprile 2011 e le prescrizioni e compensazioni previste di recente nella VIA di Torrevadaliga Nord, arriva da quest'Aula una forte incentivazione a fare in modo che ENEL le rispetti e che siano assolutamente garantite.

Gli impegni che chiediamo di assumere al Governo li vedete riportati nella mozione.

PRESIDENTE. Dovrebbe concludere, senatrice: il tempo a sua disposizione è finito.

PUPPATO (PD). Dobbiamo certamente pensare a un'indagine epidemiologica nazionale in tutte le aree esposte all'inquinamento di impianti e di centrali a carbone esistenti, a un monitoraggio e a un controllo con particolare riferimento agli impianti industriali più inquinanti e ad una strategia di decarbonizzazione entro il 2050, che preveda obiettivi intermedi al 2020, al 2030 e al 2040.

Penso che tutte queste cose le possiamo senz'altro fare insieme, andando a ridurre, fino a cancellare, la strategia dei combustibili fossili, ma facendolo insieme, approfittandone anche per il semestre europeo che avremo, con l'Europa che ci attende.