Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 265 del 18/06/2014

CIOFFI (M5S). Signora Presidente, vorrei ripartire dalle ultime affermazioni del senatore Martelli, il quale ha detto che dobbiamo spendere bene le risorse che abbiamo, e questo è un punto fondamentale. Poiché dobbiamo spendere bene le risorse che abbiamo, e in questa mozione parliamo di rigassificatori, nel corso dell'illustrazione chiarirò perché i rigassificatori non servono. Essi non solo non servono all'Italia, ma neanche all'Europa. Visto che parliamo tanto di Europa - da poco abbiamo fatto le elezioni europee ed eletto un nuovo Parlamento europeo - sarà il caso di allargare la nostra visione all'Europa e vedere se questa ha davvero bisogno di un rigassificatore.

Conosciamo tutti l'evoluzione dello scenario energetico. Siamo passati attraverso un'evoluzione generale da un forte utilizzo di petrolio al gas e, come ci ha ricordato poco fa il senatore Martelli, abbiamo anche ripreso una fonte antica, il carbone, per motivi squisitamente economici. Qualcuno in Italia ha detto che si tratta di differenziare le fonti, ma il problema è che se differenziamo le fonti ma non riflettiamo su quello che facciamo non stiamo facendo bene il nostro lavoro. La nostra prospettiva, infatti, è ricordarci che l'Europa, e l'Italia in particolare, introita fonti energetiche dall'estero: l'86 per cento delle fonti energetiche l'Italia le compra dall'estero. L'Italia, però, ha molte cose, e soprattutto molto sole (lo sappiamo), come pure un discreto vento: potremmo quindi riflettere su questi punti.

Voglio però ritornare al discorso sui rigassificatori: in questa sede, mi preme molto fare un'analisi squisitamente economica, perché so che è un tema che vi appassiona maggiormente. Mettiamoci di fronte ai numeri che ci vengono dati da vari enti, come la Commissione europea o l'ENI - e che quindi non sono inventati da noi, ma sono ufficiali - ed usiamoli per dimostrare che rigassificare non serve. Per far questo, dobbiamo prendere in esame tre punti, con riferimento all'Europa: i consumi, la produzione interna e la capacità d'importazione.

Per quello che riguarda i consumi, sappiamo che in Europa abbiamo utilizzato 530 miliardi di metri cubi di gas nel 2005, ma i dati sono scesi, perché nel 2011 ne abbiamo utilizzati 468 e nel 2013 ne abbiamo utilizzati 462. Questi sono dati di Eurogas, l'associazione che riunisce tutti i distributori di gas, che ci dice che cioè nel 2035, cioè tra 21 anni, l'incremento della richiesta di gas in Europa sarà del 7 per cento superiore rispetto al 2010. Diciamo che questo è un dato di fatto: prendiamolo per buono.

Anche in Italia abbiamo ridotto il consumo di gas, passando dagli 84 miliardi di metri cubi del 2005 ai 70 del 2013 e, per il 2023, la SNAM stima una domanda pari a 74 miliardi di metri cubi, quindi inferiore a quella del 2003 (ecco dunque lo scenario che prospetta la SNAM - quindi non noi - per il 2023).

Quanto gas produce l'Europa? Vediamo la produzione interna: l'ultimo dato disponibile, che è del 2012, riporta 157 miliardi di metri cubi. Facciamo una previsione al 2035, visto che abbiamo una richiesta per tale data, ed ipotizziamo che produrremo 100 miliardi di metri cubi, quindi molti di meno, considerando che le fonti tendono ad esaurirsi.

Qual è dunque la capacità d'importazione di gas in Europa? Lo importiamo via tubo o tramite i rigassificatori. Mi sono andato a studiare due cartine dell'Europa molto belle - che si trovano anche su Internet, e se studiate vi fa bene - la prima delle quali rappresenta tutti i tubi presenti in Europa e la capacità di transito europea, mentre la seconda riporta tutti i terminali di rigassificazione europea, quelli in esercizio e quelli previsti (anche in questo caso, se studiate vi fa bene). Io me le sono studiate, e secondo il dato del 2012, la capacità d'importazione è pari a 530 miliardi di metri cubi via pipeline, mentre per i rigassificatori ad oggi è di 197 miliardi di metri cubi: pertanto abbiamo in totale 720 miliardi di metri cubi. Dal momento però che la richiesta - come vi ho detto prima - è pari al risultato della sottrazione dei 100 miliardi di metri cubi da quei 570, che fa 470, ad oggi, con le infrastrutture che abbiamo, siamo in grado di importare in Europa un volume di gas superiore del 54 per cento alla previsione del 2035. (Applausi dal Gruppo M5S).

Allora, ragazzi, visto che i numeri non sono mai stati un'opinione, e quelli che ho usato sono ufficiali, non li ho inventati io, spiegatemi perché dobbiamo fare un rigassificatore. Qual è il motivo? Vogliamo spendere bene i soldi? Allora, ragioniamo: se ad oggi possiamo importare il 54 per cento in più di gas rispetto alle previsioni per il 2035, spiegatemi perché volete fare un rigassificatore.

Vi sono altre cose interessanti da fare. La Penisola iberica, ad esempio, ha sette rigassificatori, che funzionano al 30 per cento della loro potenzialità. Sapete che fa il gas? Arriva in Francia con la nave, viene scaricato e, dal momento che il tubo che collega la Francia è piccolo, viene rimesso sulla nave e viene portato da altre parti. Non sarebbe più importante fare un tubo per collegare i rigassificatori esistenti in Francia? Forse sì, ma allora magari possiamo fare questo.

Altro punto importante di rigassificazione è il Regno Unito, che pure ha una grande capacità d'importazione del gas: la nostra SNAM ha acquisito tutta la rete di gas del Sud della Francia, rilevandolo dalla Total, e ha stipulato il primo accordo per realizzare un'infrastruttura transeuropea, l'Interconnector, che collegherà il Belgio alla Gran Bretagna. La SNAM, allora, sta facendo cose importanti, basta che le seguiate: andate a studiarvele, perché, se lo fa, probabilmente ha già ragionato su questi numeri.

Se questi sono i dati e i fatti di cui stiamo parlando, ci continuiamo a chiedere perché volete realizzare un rigassificatore a Gioia Tauro e a Trieste. A chi serve? Sapete a chi serve? Serve perché noi garantiamo il minimo, anche se quell'impianto non va in esercizio. Noi gli garantiamo il minimo, ma sapete chi paga? Ebbene, signori, i soldi li cacciano i cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S).

Con questa politica, infatti, noi continuiamo a fare infrastrutture inutili e a metterle in carico alla bolletta. Noi chiediamo di fare delle misure razionali, che è quello che vuole l'Europa: ad esempio, incrementando le interconnessioni esistenti (delle interconnessioni dell'elettrico parleremo un'altra volta).

E poi vi invitiamo ad osare, se vogliamo uscire da questo loop. Come abbiamo tutti letto, la Tesla Motors ha compiuto un atto fantastico. Ha preso i brevetti dell'azienda e li ha resi open source: i brevetti sono a disposizione di tutti i cittadini del mondo per andare bene con l'elettrico. (Applausi dal Gruppo M5S).

Se noi - sto parlando di trasporti - non abbiamo la forza e la volontà di cambiare questo sistema e di renderci conto che l'unico modo che abbiamo è utilizzare le nostre risorse endogene, per non essere più schiavi del gas che ci dà Putin (diciamolo, tanto per capirci) e di quel vecchio imperialismo che veniva da oltreoceano, se noi non usciamo da questa logica, l'Europa che forza ha? Parlate sempre di Europa, ma vogliamo dare forza a quest'Europa? Altrimenti, di cosa stiamo parlando? Dobbiamo avere il coraggio di osare! (Applausi dal Gruppo M5S).

Cerchiamo di andare oltre. Ma che non finisca come finisce di solito: noi ve lo abbiamo detto e poi voi non fate le stesse cose. Imparate dunque a stare attenti e a ragionare. Soprattutto, come sempre, vi esorto a studiare. Noi cerchiamo di studiare, e il nostro consiglio è sempre di studiare, perché dalla conoscenza, come diciamo sempre, deriva anche la visione politica. Forse, però, voi avete smesso di studiare. È ora che ricominciate. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni. Commenti dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Consiglio per illustrare la mozione n. 1-00277.