Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 265 del 18/06/2014

FILIPPI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FILIPPI (PD). Signor Presidente, ho chiesto di parlare per sottoporre all'attenzione della Presidenza e dell'Aula alcuni risvolti connessi allo smaltimento del relitto della Costa Concordia non proprio trascurabili e irrilevanti per gli atti che il Parlamento e il Governo hanno fino ad oggi assunto.

La conversione del decreto-legge n. 147 del 26 aprile del 2013 fu il primo atto che assumemmo in quest'Aula. Esso recava disposizioni urgenti per il rilancio dell'area industriale di Piombino, e al comma 7 dell'articolo 1 stanziava circa 50 milioni di euro, di cui ben 40 a carico dello Stato, per lavori di adeguamento del porto di Piombino finalizzati, oltre che al rilancio dell'area industriale come area di crisi industriale complessa, anche in previsione dell'accoglienza e del successivo smantellamento e smaltimento del relitto della Costa Concordia. Infatti, precedentemente, con delibera del Consiglio dei ministri dell'8 marzo 2013, il commissario delegato, in accordo con il Ministro dell'ambiente e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, fu autorizzato ad adottare tutti i provvedimenti necessari a consentire il trasporto della nave da crociera Costa Concordia presso il porto di Piombino per lo smantellamento, utilizzando risorse già stanziate ed effettivamente disponibili.

In ultimo, il decreto-legge n. 73 del 12 maggio scorso, convertito in legge con l'Atto Senato n. 1469, all'articolo 3-bis, aggiunto dai relatori su indicazione del Governo, ha prorogato il ruolo e le funzioni del commissario in coerenza con gli atti assunti.

Appare, pertanto, fuori da ogni logica il comportamento del capo della protezione civile Franco Gabrielli, che ha convocato una conferenza dei servizi sullo smaltimento della Costa Concordia, prevista per il 25 giugno prossimo venturo, escludendo a priori il porto di Piombino ed includendo quello di Genova. Viene il sospetto che il commissario abbia agito - o il Governo abbia fatto agire il commissario - nel prevalente interesse della compagnia Carnival, che vuole portare il relitto a Genova, mentre è ancora vigente un decreto del Governo italiano che prevede lo smaltimento nel porto di Piombino.

Noi restiamo convinti che la scelta migliore sia sempre il porto toscano, mentre ci rimane il sospetto che il relitto venga portato a Genova solo per essere poi trasportato e smantellato altrove. In questo senso, proprio per fugare ragionevoli dubbi e legittimi sospetti, ci permettiamo di sensibilizzare la Presidenza affinché avanzi richiesta al Governo di venire a riferire nelle sedi parlamentari competenti sul reale stato dell'arte e sulle reali intenzioni, le conseguenze e le determinazioni che intende assumere e far assumere. Noi riteniamo che di questa vicenda il Parlamento debba essere informato, possibilmente non ad atti compiuti.