Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 265 del 18/06/2014
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DE PETRIS (Misto-SEL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE PETRIS (Misto-SEL). Signor Presidente, noi non abbiamo approvato la proposta di calendario, per vari motivi.
Innanzitutto, anche noi siamo un po' costernati, avendo seguito la precedente Conferenza dei Capogruppo e avendo, in totale buona fede, accolto la tesi del Governo, ripresa dai Capigruppo di maggioranza, secondo la quale si fermava la procedura di esame in Commissione dei disegni di legge anticorruzione perché il Governo aveva annunciato la presentazione di un proprio provvedimento. Visti gli annunci televisivi, via Twitter e mediante tutto l'armamentario della comunicazione smart da parte del presidente del Consiglio Renzi, ci saremmo aspettati, o meglio, eravamo assolutamente fiduciosi, per non dire quasi convinti, che la riunione della Conferenza dei Capigruppo fosse stata convocata oggi espressamente per questo: per prevedere l'inserimento del disegno di legge anticorruzione nel calendario.
Ci siamo trovati invece, ancora una volta, di fronte a spiegazioni ed impegni vaghi da parte del Governo e, come lei sa perfettamente e tutti i colleghi senatori hanno sentito, non vi è alcun cenno a tale disegno di legge, se non il rinvio ad una prossima riunione dei Capigruppo della possibilità di capire quando quest'Assemblea lo potrà esaminare.
Signor Presidente, non stiamo parlando di una questione inessenziale: stiamo parlando di una questione che ha grande importanza, non solo in termini di propaganda, ma anche di interesse vero del Paese. Tra l'altro, il Governo, presente in Commissione, ha anche accennato ad una serie di giustificazioni, per lui sarebbero in corso consultazioni con i Gruppi dell'opposizione, consultazioni di cui noi non sappiamo assolutamente nulla e che pare siano svolte a richiesta.
A questo punto, non possiamo che rammaricarci del fatto che, in realtà, si è voluta bloccare l'iniziativa parlamentare. Allora, nonostante la retorica che si fa in quest'Aula sul fatto che noi siamo chiamati soltanto ad esaminare provvedimenti del Governo e/o conversioni di decreti-legge, ogni volta che abbiamo di fronte provvedimenti di iniziativa del Parlamento, con decisioni a maggioranza, in Conferenza dei Capigruppo e in quest'Aula, quindi con i diktat della maggioranza, l'iniziativa parlamentare viene puntualmente accantonata.
Tiro fuori la questione dell'iniziativa parlamentare, signor Presidente, perché lei sa che ho chiesto ripetutamente l'inserimento nel calendario - anche per la prima settimana di luglio, anche successivamente - della discussione del disegno di legge in tema di reati ambientali, in quanto questo poteva servire da stimolo al lavoro delle Commissioni riunite. Un disegno di legge, quello sui reati ambientali, che alla Camera peraltro è stato approvato all'unanimità. Non si trattava, quindi, che di lavorare proficuamente per poter dare il proprio contributo e fare la nostra parte come Senato.
Lei sa che in questo Paese l'introduzione dei reati ambientali si attende da decenni e lei personalmente si è adoperato in proposito. È quindi insopportabile che ancora una volta si rinvii a non si sa quando l'esame di quel provvedimento e che non si inseriscano in calendario questi due disegni di legge, che noi riteniamo assolutamente urgenti. Altrimenti non si sopporta più che ognuno si riempia la bocca sulla terra dei fuochi e ciò che ha comportato e sull'ecomafia: anzi, si chiede urgentemente e si rinvia anche la costituzione della Commissione, e poi, quando si può fare qualcosa di davvero utile, non ci si assume la responsabilità.
Invece di questi due disegni di legge, cosa si inserisce nel calendario? Per giovedì 3 luglio, il disegno di legge sulle riforme costituzionali.
Signor Presidente, in merito al disegno di legge di riforma costituzionale siamo ancora nella fase della illustrazione degli emendamenti, che sono 5.000, e non è stato ancora fissato il termine per la presentazione degli emendamenti dei relatori, che vengono annunciati da più parti, e si inserisce, su richiesta del capogruppo Zanda, all'ordine del giorno dell'Assemblea per giovedì 3 luglio il provvedimento sulle riforme costituzionali. È evidente a tutti che questo significherà poter utilizzare forme molto forti per accelerare la discussione e comprimere, quindi, lo stesso lavoro anche all'interno della Commissione. Stiamo parlando, tra l'altro, di un procedimento di revisione costituzionale.
Non mi risulta che ricorrano le condizioni previste per la procedura d'urgenza: forse ci siamo sbagliati. Se qualcuno ha urgenza, allora si deve assumere la responsabilità di far votare quel provvedimento dall'Aula, laddove in modo surrettizio si fanno pressioni solo perché il Presidente del Consiglio ha fatto un tweet con il quale ha annunciato, per mare e per monti che bisogna inserire l'esame del provvedimento nella seduta del 3 luglio. La stessa preoccupazione non viene manifestata per questioni assolutamente molto più importanti per gli interessi del nostro Paese, e mi riferisco alle questioni dell'anticorruzione e del danno permanente, continuo e costante, non solo ad opera della criminalità organizzata, ma in modo molto più vasto ai danni dell'ambiente, con il biocidio in corso nel nostro territorio.
Signor Presidente, noi proponiamo un calendario alternativo. Dal nuovo calendario dei lavori risulta che è stato inserito, nella seduta di giovedì 3 luglio, l'esame del disegno di legge sulle riforme costituzionali. Noi allora proponiamo che in quella stessa settimana possa essere inserito l'esame sia del disegno di legge sui reati ambientali - si ha la possibilità in dieci giorni di concludere il lavoro in Commissione, o comunque io sono anche disponibile a valutare il suo inserimento dal 7 luglio in poi - che del disegno di legge anticorruzione. (Applausi dai Gruppi Misto-SEL e Misto-ILC).