Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 265 del 18/06/2014

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

AUGELLO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

nell'aprile 2014 il Tribunale di Firenze ha condannato in primo grado per falso ed appropriazione indebita il signor Marcello Zuinisi, presidente dell'associazione "Nazione rom";

secondo i magistrati, Zuinisi avrebbe prodotto false attestazioni e commesso altri reati allo scopo di assumere il controllo dell'Opera nomadi di Firenze-altra Toscana;

fermo restando il pregiudizio di innocenza, che va riconosciuto ad ogni cittadino della Repubblica fino all'ultimo grado di giudizio, è singolare notare che nonostante la condanna, il signor Zuinisi è stato chiamato a far parte di un importante tavolo istituzionale che dovrebbe occuparsi delle politiche di inclusione dei rom, al quale partecipano, tra gli altri, la Regione Lazio ed il Comune di Roma;

il 21 giugno 2014, presso la sala della protomoteca del Comune di Roma, il signor Zuinisi, forte anche di questa veste istituzionale, presenterà un suo programma contro il razzismo. L'iniziativa è patrocinata dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Firenze e dal Comune di Lucca;

non è dato all'interrogante di sapere se questo programma conterrà implementazioni delle tesi fin qui espresse dal signor Zuinisi: tuttavia, fino ad oggi, Zuinisi è stato un convinto assertore del fatto che in Italia sia in atto una "pulizia etnica", nonché operazioni di "deportazione di massa" della popolazione rom. Con questi termini, a parere dell'interrogante esagerati, si fa esplicito riferimento alle decisioni di alcune amministrazioni comunali, tra le altre La Spezia, Roma e Firenze, in materia di politiche sui campi nomadi;

a prescindere dalle ragioni di opportunità che rendono paradossale la presenza in un tavolo istituzionale di un condannato in primo grado, per reati commessi proprio nel tentativo di rafforzare una posizione nel panorama associativo che si occupa di problemi dei rom, suona quantomeno stravagante ammettere alla concertazione per le politiche di inclusione un signore che non esita ad accusare di tentato genocidio le amministrazioni comunali italiane, sfidando ad un tempo il senso del ridicolo e la memoria delle vittime degli autentici genocidi, che in altre epoche hanno colpito minoranze etniche e religiose,

si chiede di sapere:

quali siano le ragioni per cui la Regione Lazio ha riconosciuto e riconosce al signor Zuinisi il ruolo di interlocutore presso il tavolo istituzionale che si occupa delle politiche di inclusione dei rom;

quali siano gli altri contesti istituzionali in cui egli sia coinvolto in un ruolo di concertazione o di codecisione;

quali siano le ragioni che hanno indotto la Regione Lazio ed il Comune di Roma a non riconoscere, sul piano della mera opportunità, la possibilità di sospendere, almeno provvisoriamente, ogni forma di collaborazione o patrocinio istituzionale con il signor Zuinisi.

(4-02353)

SAGGESE - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

con il decreto del direttore generale della giustizia civile del 27 dicembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale n. 2 del 10 gennaio 2012, è stato indetto il concorso pubblico, per esami, a 150 posti di notaio;

le prove scritte del concorso si sono svolte nei giorni 14, 15 e 16 novembre 2012, mentre i risultati delle correzioni sono stati resi noti il 22 ottobre 2013;

172 candidati sono stati ammessi alle prove orali, che si sono svolte nel periodo compreso tra il 5 dicembre 2013 e il 7 febbraio 2014;

decorsi ormai diversi mesi dalla conclusione dei lavori della procedura concorsuale non è stata ancora stilata e pubblicata la graduatoria dei vincitori del concorso;

a seguito di legittime richieste di chiarimento da parte dei candidati, il Ministero della giustizia, settore notariato, ha risposto che «le procure ancora non hanno inviato tutti i dati necessari»;

considerato che, come per gli anni passati, i tempi necessari per la conclusione dell'intero iter amministrativo di nomina ed assegnazione delle sedi a cura dei competenti uffici sono "irragionevolmente" lunghi per cui i vincitori del concorso, dopo svariati anni di studio e dopo il superamento di una complessa procedura concorsuale, saranno costretti ad attendere ulteriori mesi prima di acquisire il titolo di notaio ed esercitare la loro professione,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi del ritardo della pubblicazione della graduatoria dei vincitori del concorso di notaio emesso con decreto del 27 dicembre 2011;

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno procedere, nel più breve tempo possibile, alla pubblicazione della graduatoria, in considerazione del fatto che i candidati vincitori non possono neanche svolgere la funzione di coadiutori, in quanto per lo svolgimento di tale funzione occorre essere in possesso del certificato di idoneità, rilasciato dal Ministero solo a seguito della formazione della graduatoria dei vincitori;

quali interventi intenda assumere per restituire fiducia e diritto ai vincitori, futuri notai, evitando di contribuire ulteriormente al loro ritardo di inserimento nel mondo del lavoro;

quali interventi intenda assumere a fronte delle diverse sedi notarili attualmente sprovviste della figura di notaio e che potrebbero essere invece ricoperte dagli stessi vincitori del concorso.

(4-02354)

SAGGESE - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dei beni e delle attività culturali e del turismo e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

da diversi anni il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani del Comune di Forio nell'isola d'Ischia (Napoli) è caratterizzato da forte inefficienza;

si registrano, tra l'altro, il travaso dei rifiuti per strada, il parcheggio dei camion della nettezza urbana nei luoghi non dedicati e la mancata conformità dei camion alla normativa vigente;

la situazione determina danni per l'ambiente e per il turismo, ma anche per la sicurezza dei lavoratori addetti al servizio;

sono state raccolte numerose segnalazioni da parte di albergatori, tassisti, turisti e cittadini che denunciano svariati problemi non ancora risolti e che danneggiano l'economia locale e la sicurezza dei lavoratori;

i camion della nettezza urbana sostano quotidianamente e per tutta la notte in due piazzole site sul lungomare di Citara, sotto gli occhi di residenti e di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo che percorrono quotidianamente questa strada, impedendo la vista del panorama riconosciuto da tutti come uno dei più belli al mondo;

la nauseante puzza che fuoriesce dai camion, vecchi, sporchi e maleodoranti, costringe tutti coloro che attraversano la zona a turarsi il naso e ad indossare mascherine;

la situazione peggiora ovviamente d'estate, in presenza di temperature elevate;

durante il giorno, i lavoratori effettuano spesso operazioni di travaso manuale di rifiuti dai piccoli automezzi che raccolgono la spazzatura nelle vie di Forio ai grossi camion della spazzatura diretti in discarica, per cui può facilmente capitare che i rifiuti fuoriescano dai sacchetti giacendo sull'asfalto,

si chiede di sapere:

quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per consentire ai turisti di tutto il mondo e ai cittadini di Forio di riappropriarsi delle piazzole del lungomare di Citara occupate dai camion della nettezza urbana e godere nuovamente della loro "vista mare", e per assicurare che la salute e la sicurezza dei cittadini, dei turisti e dei lavoratori vengano garantite con opportuni controlli e iniziative al fine di ovviare alle criticità esposte;

se intendano esercitare, in un'ottica di prevenzione e tutela ambientale, un'attività di monitoraggio puntuale e costante della situazione attraverso gli enti competenti, onde verificare la corretta gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani del Comune di Forio.

(4-02355)

RIZZOTTI, ALBERTI CASELLATI - Al Ministro della salute - Premesso che:

l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il 28 e 29 aprile 2014 ha convocato a Ginevra un apposito comitato d'emergenza per fare il punto sulla lotta alla poliomielite;

a seguito della diffusione straordinaria del virus registrata nel 2014, del rischio di salute pubblica che questa pone a livello internazionale e della necessità di intervenire con azioni coordinate, il 5 maggio 2014, il direttore generale dell'OMS ha dichiarato un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;

l'allarme è scattato a seguito di diversi casi di poliomielite provenienti da Camerun, Pakistan e Siria nei primi mesi del 2014, un periodo climaticamente sfavorevole alla diffusione della malattia. Si teme perciò che il virus possa essere reintrodotto da persone in fuga da questi Paesi in conflitto e nei quali le scarse condizioni igieniche e il basso tasso di vaccinazioni ha permesso la diffusione della malattia;

la poliomielite è una malattia virale acuta, altamente contagiosa e dalle gravi conseguenze, soprattutto di tipo neurologico irreversibile;

nel 2013 i casi totali sono stati 417, di cui il 60 per cento esportati. In particolare, per evitare che la poliomielite lasci i Paesi in cui è presente, l'OMS ha emanato alcune raccomandazioni valide per i tre Stati esportatori secondo le quali tutti i viaggiatori in uscita dovrebbero essere vaccinati e avere un certificato che attesti l'immunizzazione;

considerato che:

la conclusione del comitato di dichiarare l'emergenza sanitaria mondiale è stata unanime e rappresenta il massimo livello di allarme sanitario possibile. È la seconda volta nella storia dell'OMS che viene dichiarato questo tipo di emergenza (la prima è stata con l'epidemia influenzale di H1N1);

già nel novembre 2013 la rivista medica inglese "The Lancet", una tra le prime 5 e più autorevoli a livello internazionale in campo medico, aveva dichiarato l'inadeguatezza del sistema europeo di prevenzione contro la poliomielite a garantire l'immunità della popolazione, e che sarebbe stato quindi opportuno rafforzare i sistemi di controllo e prevenzione;

la priorità per tutti gli Stati "polio-affetti" deve essere quella di interrompere la trasmissione del virus selvaggio all'interno dei loro confini, il più rapidamente possibile e attraverso azioni immediate;

la vaccinazione rappresenta una delle misure di sanità pubblica più efficaci per la protezione della salute sia individuale che collettiva;

tenuto conto che:

in Italia viene utilizzato il vaccino esavalente, il cui ciclo di base è costituito da 3 dosi, da praticare entro il primo anno di vita, seguite da un richiamo tra il quinto e il sesto anno di vita;

sebbene in Italia la vaccinazione contro la poliomielite, così come quella contro la difterite, l'epatite B e il tetano, faccia parte delle vaccinazioni obbligatorie per i nuovi nati, si registra un forte calo di persone vaccinate dal virus della poliomielite, soprattutto nella fascia compresa tra i 30 ed i 40 anni;

prima della vaccinazione obbligatoria, introdotta nel 1957, ogni anno in Italia si verificavano tra i 1.000 e i 10.000 casi di poliomielite paralitica e da allora la malattia si è drasticamente ridotta proprio grazie alla campagna vaccinale;

il 23 ottobre 2013, lo European center for disease prevention and control ha dichiarato che in Europa vi è una percentuale di popolazione non immunizzata, stimando che circa 12 milioni di persone sotto i 29 anni non sono mai state vaccinate o non hanno completato il ciclo primario di vaccinazione;

la maggior parte delle manifestazioni per infezione sono subcliniche e che solo l'1 per cento dei contagi si manifesta come malattia riconoscibile clinicamente con un tempo di incubazione che generalmente varia tra 7-14 giorni,

si chiede di sapere:

quali siano le misure che il Ministro in indirizzo sta attuando e intenda attuare per controllare i profughi extracomunitari, in particolare quelli siriani, che entrano nella UE;

se i bambini provenienti dai Paesi a rischio siano stati vaccinati contro il virus della poliomielite e se sono stati sottoposti ad uno screening completo che escluda qualsiasi forma di incubazione del virus a lungo termine;

quali urgenti iniziative intenda assumere al fine di estendere la vaccinazione obbligatoria alle persone non immunizzate in fascia di età avanzata;

se non ritenga necessario intraprendere azioni conoscitive e campagne informative sull'argomento;

se non ritenga importante cogliere l'occasione del semestre europeo per inserire nella definizione delle politiche sanitarie europee anche il tema dei vaccini.

(4-02356)

RIZZOTTI, ALBERTI CASELLATI - Al Ministro della salute - Premesso che:

l'Agenzia europea dei medicinali (EMEA) il 13 ottobre 2000, con decisione C (2000) n. 2827, ha approvato la commercializzazione di "Actos-pioglitazone" per il trattamento dei pazienti affetti da diabete mellito di tipo II;

il 18 ottobre 2007, il Comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia (CHMP), a termine della revisione sui medicinali antidiabetici contenenti pioglitazone, ha sollevato preoccupazioni sul rapporto tra benefici e rischi per coloro che assumono il medicinale;

l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), nel Bollettino di informazione sui farmaci n. 6/2007, prendeva atto di tale rapporto tra rischi e benefici dei farmaci contenenti principio attivo pioglitazone;

il 17 settembre 2010, l'Agenzia americana per gli alimenti e i medicinali (Food and drug administration) informava di usare con cautela il pioglitazone in pazienti con pregressa storia di carcinoma alla vescica;

la Commissione europea, ai sensi dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 726/2004, il 16 marzo 2011 ha avviato una revisione dei medicinali contenenti pioglitazone in seguito ad un aumento nel numero di segnalazioni spontanee di cancro alla vescica;

il 9 giugno 2011, l'Agenzia per la sicurezza sanitaria francese (AFSSAPS) ha deciso di sospendere l'uso di pioglitazone, sulla base dei risultati di uno studio condotto dalla Caisse nationale d'assurance maladie, che ha confermato come l'utilizzo di pioglitazione sia correlato a un aumento del rischio di carcinoma della vescica;

successivamente, ha disposto la stessa ordinanza l'omologa agenzia tedesca;

l'Aifa, il 1° agosto 2011, in una nota congiunta con le autorità regolatorie europee, ha diffuso nuovi dati epidemiologici ed un'analisi di studi clinici randomizzati che indicano un reale aumento del rischio di carcinoma della vescica a coloro che usano medicinali contenenti pioglitazone;

il 21 ottobre 2011, il CHMP ha disposto che il pioglitazone può rimanere disponibile in commercio, preferibilmente come alternativa terapeutica e tenendo presente i fattori di rischio prima di iniziare qualunque terapia antidiabetica;

all'inizio del 2013 lo IARC (International agency for research on cancer), nell'ambito dell'Organizzazione mondiale della sanità ha classificato il pioglitazone all'interno del "gruppo 2A" (probably carcinogenic to humans), al secondo posto come pericolosità dopo il "gruppo 1" (carcinogenic to humans);

tenuto conto che:

il 17 marzo 2014, la Corte federale della Louisiana ha condannato la Takeda pharmaceutical Co. e la Eli Lilly & Co. (le due case farmaceutiche produttrici dell'Actos) ad una multa di 9 miliardi di dollari, per aver tenuto consapevolmente nascosto l'effetto cancerogeno del loro farmaco;

Actos è tuttora prescrivibile in Italia, nonostante in altri Paesi del mondo la sua vendita sia stata vietata e sebbene la correlazione tra pioglitazone e cancro della vescica sia comunque indicata nella scheda tecnica del farmaco;

in Italia è stato avviato uno studio sperimentale dal nome TOSCA (Thiazolidinediones or sulphonylureas and cardiovascular accidents), finanziato dall'Aifa nell'ambito del progetto per la ricerca indipendente del 2006 (protocollo FARM - 6T9CET);

lo studio, promosso dalla Società italiana di diabetologia (SID) e condotto in collaborazione con l'Associazione medici diabetologi (AMD) e l'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (ANMCO), avrebbe dovuto valutare gli effetti sull'incidenza di eventi cardiovascolari dell'aggiunta di pioglitazone alla metformina in pazienti con diabete mellito di tipo II;

la ricerca, partita nel luglio 2008 nei centri "pilota" di Napoli e Palermo, e nel 2009 nella maggior parte degli altri centri partecipanti, prevedeva una fase di follow-up di massimo 5 anni;

l'indagine ha arruolato circa 5.000 pazienti con diabete di tipo II i cui criteri di inclusione erano: uomini e donne con diabete mellito di tipo II da almeno 2 anni, età compresa tra 50 e 75 anni e trattamento stabile con metformina in monoterapia da almeno 3 mesi;

ad oggi, sul sito della SID, nella sezione dedicata al progetto Tosca, non risultano più aggiornamenti in merito alla ricerca, sui costi sostenuti fino ad oggi né sull'ammontare del finanziamento erogato da parte dell'Aifa,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, vista la comprovata pericolosità cancerogena dall'utilizzo del pioglitazone negli esseri umani, non voglia procedere al più presto al ritiro del farmaco, come già accaduto in Francia e Germania;

quanti dei pazienti inseriti nello studio Tosca abbiano firmato il consenso per sottoporsi alle terapie, se siano stati preventivamente informati degli effetti collaterali derivante dall'uso del pioglitazone e quale sia il loro attuale stato di salute;

quale sia il costo della sperimentazione, e se siano disponibili, e dove, i risultati parziali;

quali siano gli accordi tra AIFA e la Takeda pharmaceutical Co. sulla sperimentazione del prodotto e quale sia il rapporto tra costi e benefici finora ottenuto.

(4-02357)