Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 265 del 18/06/2014
Azioni disponibili
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Anitori, Astorre, Bignami, Bitonci, Bubbico, Caleo, Cassano, Cattaneo, Ciampi, Compagna, Della Vedova, De Monte, De Pietro, De Pin, De Poli, D'Onghia, Fattori, Fedeli, Longo Fausto Guilherme, Maturani, Minniti, Monti, Nencini, Olivero, Palermo, Piano, Pizzetti, Ricchiuti, Rizzotti, Romani Maurizio, Romani Paolo, Tocci, Valentini, Vicari, Volpi e Zin.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Casini, per attività della 3ª Commissione permanente; Latorre, per attività della 4a Commissione permanente; Mucchetti, per attività della 10a Commissione permanente; Casson, Crimi, Esposito Giuseppe, Marton e Stucchi, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Amoruso, per attività dell'Assemblea parlamentare del Mediterraneo; Floris, Panizza e Scilipoti, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO.
Governo, trasmissione di atti e documenti
Il Ministro della difesa, con lettera in data 13 giugno 2014, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, la relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dallo stesso Ministero, relativa all'anno 2013, corredata dal rapporto sull'attività di analisi e revisione delle procedure di spesa e dell'allocazione delle relative risorse in bilancio, di cui all'articolo 9, comma 1-ter e 1-quater, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 4a e alla 5a Commissione permanente (Doc. CLXIV, n. 13).
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 13 giugno 2014, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, la relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dallo stesso Ministero, relativa all'anno 2013.
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 5a e alla 6a Commissione permanente (Doc. CLXIV, n. 14).
Il Ministro della salute, con lettera in data 16 giugno 2014, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8 della legge 14 dicembre 2000, n. 376, la relazione sullo stato di attuazione della legge concernente "Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping" e sull'attività svolta dalla Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, relativa all'anno 2013.
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7a e alla 12a Commissione permanente (Doc. CXXXV, n. 2).
Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettera in data 11 giugno 2014, ha inviato - ai sensi dell'articolo 11, comma 5, della decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 - la comunicazione concernente la nomina della professoressa Anna Maria Ajello a Presidente dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI) (n. 29).
Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 7a Commissione permanente.
Corte dei conti, trasmissione di documentazione
Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 16 giugno 2014, ha inviato, ai sensi dell'articolo 17, comma 9, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, la relazione, approvata dalla Corte stessa a Sezioni riunite il 30 maggio 2014, sulla tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri relativamente alle leggi pubblicate nel quadrimestre gennaio-aprile 2014 (Doc. XLVIII, n. 6).
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente.
Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 10 giugno 2014, ha inviato, ai sensi dell'articolo 13, comma 5, del decreto-legge 22 dicembre 1981, n. 786, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1982, n. 51, e della legge 5 giugno 2003, n. 131, la relazione, approvata dalla Sezione delle autonomie della Corte stessa con deliberazione n. 15/2014 in data 27 maggio 2014, sugli organismi partecipati degli enti territoriali.
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Atto n. 327).
Regioni e province autonome, trasmissione di relazioni
Il Difensore civico della regione Veneto, con lettera in data 20 maggio 2014, ha inviato, ai sensi dell'articolo 16, comma 2, della legge 15 maggio 1997, n. 127, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2013 e nel primo trimestre 2014.
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. CXXVIII, n. 20).
Interrogazioni, apposizione di nuove firme
I senatori Lo Giudice, Cucca, Puglisi e Giacobbe hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-01045 della senatrice Orrù ed altri.
I senatori Morra, Mangili, Bottici, Bertorotta, Girotto, Taverna, Catalfo, Bulgarelli, Montevecchi, Castaldi e Endrizzi hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-02339 del senatore Airola ed altri.
Mozioni
SERRA, BERTOROTTA, VACCIANO, PETROCELLI, BLUNDO, GAETTI, MOLINARI, SANTANGELO, MANGILI, PUGLIA, BUCCARELLA, PAGLINI, CATALFO, GIROTTO, NUGNES, MORONESE, AIROLA, TAVERNA, BOTTICI, DONNO, FATTORI, LEZZI, BULGARELLI, LUCIDI, CIAMPOLILLO, MARTELLI, GIARRUSSO, CASTALDI - Il Senato,
premesso che:
Saras raffinerie sarde SpA è una società per azioni italiana, fondata nel 1962 da Angelo Moratti, operativa nel settore della raffinazione del petrolio e nella produzione di energia elettrica;
Saras è uno dei principali operatori europei nella raffinazione del petrolio grezzo e vanta la raffineria più grande del Mediterraneo per capacità produttiva e uno dei 6 super site, per complessità, in Europa occidentale che conta circa 2.000 dipendenti;
l'attività della società si è sempre concentrata nel settore della raffinazione petrolifera, presso la raffineria di Sarroch (Cagliari), nella costa sud occidentale della Sardegna, a circa 20 chilometri dal capoluogo di regione, con una capacità di lavorazione di circa 15 milioni di tonnellate annue (300.000 barili al giorno) e rappresenta circa il 15 per cento della capacità di raffinazione italiana;
l'agglomerato industriale di Sarroch si estende su una superficie di 734,56 ettari, occupati per il 90 per cento dalla raffineria di petrolio della Saras e dalle attività petrolchimiche e di servizio collegate;
gli impianti di raffineria e le attività petrolchimiche della società sono da anni oggetto della preoccupata attenzione dei cittadini e recentemente degli organi istituzionali per questioni che riguardano la salute pubblica;
il Comune di Sarroch è impegnato da molti anni in un'importante campagna di monitoraggio ambientale e controllo sulla salute della popolazione residente e, pertanto, sono state avviate negli anni diverse indagini epidemiologiche;
uno studio effettuato nell'anno 2007, su incarico e per conto del Comune di Sarroch nell'ambito del progetto "Sarroch ambiente e salute", in collaborazione con eminenti studiosi e docenti universitari, con il coordinamento scientifico del professor Annibale Biggeri, ha evidenziato l'alta incidenza di malattie respiratorie e di tumori del polmone e della pleura;
nel febbraio 2012 il dottor Pierluigi Cocco (del Dipartimento di sanità pubblica, Sezione di medicina del lavoro, dell'università degli studi di Cagliari) ha pubblicato uno studio su "Epidemiologia & prevenzione" (sulla rivista dell'Associazione italiana di epidemiologia), nel quale viene testualmente affermato riguardo all'incidenza dei linfomi non-Hodgkin per il periodo 1974-1993 "che la popolazione maschile, ma non quella femminile, residente nel distretto sanitario di Cagliari ovest, escludendo la città di Cagliari, presentava un rischio elevato di emolinfopatiemaligne, e in particolare di leucemie. I rischi più elevati di leucemie si manifestavano nel Comune di Pula, Sarroch e Assemini";
i rischi per la salute sono confermati dal "Rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti in aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna" e dal rapporto "Sentieri" (cioè Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinanti), promosso dal Ministero della salute e pubblicato nel 2012;
il 27 febbraio 2013 sulla rivista internazionale di epidemiologia dell'università di Oxford "Mutagenesis" sono stati pubblicati i risultati di una ricerca svolta da un gruppo internazionale di ricercatori, condotta tra il 2006 e il 2007. Lo studio ha comparato i livelli di alcuni parametri fisiologici di 75 bambini residenti nell'area industriale di Sarroch con quelli di 73 bambini, risiedenti nell'area rurale di Burcei. Nelle stesse aree sono stai fatti campionamenti di misurazione dei tipici inquinanti industriali;
i risultati della ricerca dell'università di Oxford hanno messo in evidenza che a fronte di più alte concentrazioni di inquinanti quali benzene, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici, corrispondeva un maggior tasso di alterazioni del DNA nell'epitelio nasale dei soggetti analizzati;
considerato che:
questi risultati sono in linea con quanto evidenziato in studi condotti presso la centrale termica di Taichung in Taiwan e Pancevo in Serbia, luoghi con alte concentrazioni di inquinanti atmosferici e di incidenza tumorale;
secondo gli ultimi dati disponibili dall'European pollutant release and transfer register (E-PRTR), la raffineria Saras rilascia direttamente in aria, tra l'altro, oltre 20 tonnellate di benzene, oltre 22 chili di cadmio, circa 11 tonnellate di cloro, oltre 35 chili di mercurio, 2 tonnellate di cromo, 1.890 tonnellate di composti organici volatili e 275 tonnellate di PM10;
alla luce dei dati riportati, l'impatto sanitario ed ambientale delle zone circostanti al polo industriale risulta essere devastante con un rischio di insorgenza di patologie tumorali e affezioni croniche dell'apparato respiratorio molto più alto che nel resto del Paese;
considerato inoltre che:
la Saras è una realtà aziendale e rappresenta 50 anni di cultura imprenditoriale e operaia che offre migliaia di posti di lavoro, tuttavia non si può non tener conto della salute dei cittadini e dei bambini che vivono vicino all'area industriale;
la Sardegna è la regione con l'area contaminata più vasta d'Italia, pari a 445.000 ettari secondo il dato diffuso nel 2011 da Greenpeace;
la Sardegna è una regione che vive di turismo, grazie alla sua bellezza paesaggistica: è dunque necessario intervenire in modo decisivo per mettere in sicurezza territorio, lavoratori e tutti i cittadini che vivono nei dintorni del polo industriale di Sarroch;
impegna il Governo:
1) ad avviare indagini e approfondimenti epidemiologici necessari a definire l'entità dell'impatto ambientale e sanitario posto in essere dalla raffineria della Saras;
2) a mettere in atto da subito misure concrete per ridimensionare le emissioni e a svolgere un controllo più accurato sulla compatibilità delle attività del polo industriale di Sarroch con la salute della popolazione residente nell'area di ricaduta degli inquinanti atmosferici;
3) ad attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze, affinché la Regione Sardegna proceda alla istituzione immediata del registro tumori nei territori ad alta concentrazione di attività industriali e la pubblicazione dei dati disaggregati di incidenza tumorale.
(1-00281)
Interrogazioni
NUGNES, MORONESE, PUGLIA, CASTALDI, ENDRIZZI, PAGLINI, CAPPELLETTI, MORRA, PETROCELLI, BERTOROTTA, SANTANGELO, MANGILI, SERRA, CIOFFI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
in data 21 dicembre 2009 sono stati approvati dalla Giunta regionale della Campania, a chiusura di una conferenza dei servizi, il masterplan generale per la riqualificazione della costa di Pozzuoli (da Licola a La Pietra) e la proposta preliminare del piano attuativo per la riqualificazione e riconversione delle aree denominate ex Sofer;
il masterplan è stato commissionato al gruppo di progetto (Eisenman Architects, P.C. capogruppo, Interplan Seconda Srl, AZ Studio) dalla Waterfront flegreo SpA (partecipata da Pirelli & C. Real estate SpA, dalla Milano investimenti SpA, e per diritto di opzione, dalla Finmeccanica group Real estate SpA, che ha acquistato dall'Ansaldo-Breda gli stabilimenti industriali della ex Sofer), come effetto del protocollo di intesa firmato col Comune di Pozzuoli il 22 novembre 2007;
tale protocollo riguarda le azioni di sviluppo ambientale, urbano, infrastrutturale e socio-economico che il Comune di Pozzuoli (Napoli) avrebbe posto in essere successivamente sull'intera fascia costiera. In particolare esso ha previsto l'avvio di una serie di interventi straordinari: il piano intermodale per l'area flegrea, il recupero del rione Terra, il potenziamento delle linee ferroviarie locali attraverso il collegamento al sistema metropolitano regionale, l'ampliamento e la riqualificazione del porto;
l'ex sito industriale Ansaldo-Sofer integrato nel sito d'interesse nazionale (Sin) del litorale domizio-flegreo e agro aversano, oggi declassato a sito d'interesse regionale (Sir), è stato oggetto di una serie di prescrizioni dettate dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare formulate nel corso della conferenza decisoria svoltasi in data 7 ottobre 2008, in cui è stato approvato il piano di caratterizzazione dell'area ex Sofer di proprietà Waterfront flegreo SpA, cui è seguita la definizione di un piano tecnico di dettaglio con l'Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania) comprensivo del cronoprogramma delle attività predisposto dal Ministero. Di tali analisi non risulta agli interroganti che sia stato reso noto alcun risultato;
con delibera Arpac n. 431 del 25 settembre 2012 veniva approvato lo schema di convenzione con la Waterfront flegreo SpA al fine di disciplinare la "caratterizzazione ed eventuale bonifica dell'area ex Sofer ubicata in Pozzuoli (Napoli) alla Via Fasano, 37". A parere degli interroganti da ciò si deduce che al settembre 2012 le attività non erano state effettuate;
con delibera commissariale n. 20 del 28 marzo 2011, il commissario straordinario del Comune di Pozzuoli ha adottato il piano urbanistico attuativo (PUA) d'iniziativa privata Waterfront flegreo SpA relativo all'ex complesso industriale dismesso Ansaldo-Sofer. Si tratta di un intervento di riqualificazione, seppur limitato ad un chilometro di costa, avente una profonda ricaduta sull'ambiente e sull'assetto del territorio considerando la sua posizione strategica nel centro storico di Pozzuoli e della trentennale destinazione industriale quale motore pulsante dell'economia cittadina;
nonostante l'importanza del progetto e la sua collocazione sull'area costiera, il progetto è stato scarsamente partecipato dalla città che ha potuto presentare osservazioni solo in fase di approvazione del PUA, e non nella fase preliminare che a fronte dell'inerzia dell'amministrazione puteolana ha avuto impulso su iniziativa privata. Il soggetto privato, in quanto proprietario in percentuale dei suoli interessati, ha predisposto autonomamente la proposta di PUA, poi approvata dal commissario straordinario e non dal Consiglio comunale, istituzione rappresentativa dei cittadini locali;
l'art. 5 della legge regionale della Campania n. 16 del 2004 prevede che "Alle fasi preordinate all'adozione ed all'approvazione degli strumenti di pianificazione sono assicurate idonee forme di pubblicità, di consultazione e di partecipazione dei cittadini, anche in forma associata, in ordine ai contenuti delle scelte di pianificazione". Tale partecipazione preventiva sarebbe invece mancata;
considerato che, a giudizio degli interroganti:
il Comune di Pozzuoli ha abdicato al suo ruolo di guida nella predisposizione delle linee d'indirizzo di un progetto fondamentale per la città e per l'economia del territorio, permettendo con la sua inerzia che il progetto fosse redatto da un privato pur interessando alcune aree demaniali e in particolare la linea di costa;
il PUA contiene uno squilibrio in favore di attività commerciali ed attività edilizie, non ben identificate, che mal si concilia con il piano paesistico del Comune di Pozzuoli che all'art. 15 delle norme di attuazione riporta "Le aree rese disponibili dalla dismissione delle attività industriali devono essere sottoposte a recupero paesistico ambientale e destinate ad attività compatibili con il carattere e le vocazioni specifiche di ciascuna di esse nell'ambito del comprensorio dei Campi Flegrei (scientifico-tecnologiche; culturali; turistiche; produttive; infrastrutturali; ricettive e per il tempo libero)";
considerato inoltre che:
gli aspetti ambientali costituiscono una delle principali criticità del progetto. Nel progetto della riqualificazione non è presente alcun piano di bonifica dell'area, nonostante in quel sito per 30 anni si sia lavorato amianto. È possibile riscontrare unicamente un richiamo alle norme penalistiche circa la responsabilità dei soggetti che hanno provocato l'inquinamento;
il progetto non è stato sottoposto a valutazione ambientale strategica in quanto la sua adozione, rimessa alla valutazione dell'ufficio ex art. 2, comma 7, del decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania n. 17/2009, è stata discrezionalmente derogata dall'amministrazione, come si evince nelle considerazioni conclusive del piano sottoscritte dal dirigente del Servizio gestione e tutela del territorio;
a parere degli interroganti non sarebbero stati valutati gli interventi necessari alla bonifica dell'area e gli effetti significativi dell'intervento sulle criticità ambientali dell'area di riferimento (per esempio, gli effetti del carico aggiunto sulle dinamiche del traffico; le ripercussioni sulle "vie di fuga" ovvero della possibilità di evacuazione dell'area in caso di criticità sismica; le ripercussioni sul sistema economico preesistente del centro storico basato sulla distribuzione al dettaglio e sulle "botteghe" artigiane tradizionali);
considerato infine che:
nel mese di luglio 2011 nell'area sono stati condotti alcuni lavori di movimentazione di residui ferrosi o metallici che, stando a quanto è dato sapere agli interroganti, non rientravano nelle operazioni di caratterizzazione indispensabili e propedeutiche a qualsiasi tipo di intervento da attuare nel sito;
non risulta agli interroganti se nell'area siano state condotte analisi per accertare lo stato d'inquinamento dell'ex sito industriale e se siano state prese misure di tutela della salute pubblica nonché di quella dei lavoratori che hanno effettuato tali interventi nell'estate 2011, ovvero se sia stato predisposto un piano di bonifica dell'area,
si chiede di sapere:
se risulti al Ministro in indirizzo se siano state effettuate analisi di caratterizzazione delle matrici ambientali nel sito ex Sofer, quale esito ne sia derivato e se sia stato di conseguenza predisposto un piano di bonifica dell'area;
se siano state adottate tutte le dovute precauzioni per tutelare la popolazione da rischi di esposizione ad agenti inquinanti altamente nocivi in considerazione delle lavorazioni contenenti amianto effettuate nell'area.
(3-01050)
FUCKSIA, SIMEONI, BLUNDO, CAPPELLETTI, PUGLIA, MOLINARI, PAGLINI, BOTTICI - Al Ministro della salute - Premesso che:
i farmaci in Italia sono suddivisi secondo indicazione della Commissione unica del farmaco (CUF), sostituita nel 2003 dall'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), in 3 classi: classe A, farmaci essenziali e farmaci per malattie croniche; classe B, farmaci di rilevante interesse terapeutico diversi da quelli in classe A; classe C, farmaci privi delle citate caratteristiche e non rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale (SSN). Quest'ultima classe, la C, include farmaci soggetti a prescrizione medica, farmaci senza obbligo di prescrizione medica (SOP), farmaci OTC (dall'inglese over the counter, vicino alla cassa) o "farmaci da banco", ovvero quelli che possono essere utilizzati senza diagnosi, prescrizione o sorveglianza medica nel corso del trattamento; prodotti per l'automedicazione (disinfettanti, cerotti, fasciature, kit di pronto soccorso); prodotti di cosmesi ed omeopatia; prodotti per l'infanzia e per l'igiene;
il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante "Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché, interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale", convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, meglio noto come decreto Bersani, nell'ambito di un processo di liberalizzazione commerciale, ha autorizzato la vendita al pubblico dei "farmaci da banco" e di tutti i farmaci o prodotti non soggetti a prescrizione medica anche alle parafarmacie, ovvero agli esercizi commerciali diversi dalle farmacie, definiti specificatamente all'articolo 5, comma 1;
successivamente, il decreto-legge del Governo Monti del 6 dicembre 2011, n. 201, recante "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici", convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, all'articolo 32, ha operato un'ulteriore liberalizzazione, aumentando, di fatto, il numero di farmaci che possono essere venduti anche nelle parafarmacie nel territorio di comuni aventi popolazione superiore a 12.500 abitanti e, comunque, al di fuori delle aree rurali come individuate dai piani sanitari regionali, in possesso dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi fissati. Infatti la normativa citata, impegna il Ministero della salute ad aggiornare, con decreto e secondo una lista stilata dall'AIFA, l'elenco dei medicinali di fascia C vendibili negli esercizi commerciali senza ricetta medica e quello dei medicinali per i quali permane l'obbligo di ricetta e, dunque, cedibili solo in farmacia;
l'AIFA, in taluni casi, ha dapprima inserito dei farmaci originariamente con obbligo di prescrizione nell'elenco dei farmaci senza obbligo di prescrizione, consentendone così la vendita anche alle parafarmacie, e poi, inspiegabilmente, è tornata sui suoi passi, trasferendo i medesimi nel vecchio elenco, determinando così la riserva di vendita alle sole farmacie;
tale passaggio ha interessato, recentemente, anche due farmaci, la "gentamicina betametasone" marchio "Sterozinil" e la soluzione fisiologica "Fresenius", comportando ovvie conseguenze per il mercato farmaceutico: un danno economico alle parafarmacie ed un conseguente vantaggio economico alle farmacie. Infatti, il Ministero, sulla base delle indicazione dell'AIFA, con decreto ministeriale del 21 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2014, ha aggiornato l'elenco dei medicinali di fascia C vendibili negli esercizi commerciali senza ricetta medica (allegato B), includendo nella lista i citati farmaci. Qualche mese dopo però il Ministero, con altro decreto, dell'8 maggio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2014, ha di nuovo provveduto a spostarli, senza chiara motivazione, nell'elenco dei farmaci di fascia C, vendibili con obbligo di prescrizione;
l'AIFA, in ragione della sua funzione di revisore periodico della lista dei farmaci di fascia C, con facoltà di declassamento di quelli con obbligo di prescrizione a farmaci SOP, incide di fatto sul mercato farmaceutico e ricopre, innegabilmente, un ruolo chiave nella determinazione del bacino di clientela delle farmacie e delle parafarmacie, in evidente concorrenza tra loro;
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno rendere noti quali siano i criteri ed i parametri che guidano l'attività di valutazione dell'AIFA nello stilare, nell'ambito dei farmaci di fascia C, la lista di quelli la cui vendita prevede l'obbligo di prescrizione e quella dei farmaci vendibili senza ricetta;
se sia a conoscenza della vicenda dei 2 prodotti farmaceutici citati in premessa e non ritenga di approfondire le motivazioni alla base della scelta dell'AIFA di renderli nuovamente farmaci con obbligo di prescrizione, e dunque, con vendita riservata esclusivamente alle farmacie;
quali misure e forme o sistemi di controllo siano state adottate o si ritenga di assumere per garantire che l'attività di valutazione dell'AIFA dei farmaci sia ispirata effettivamente a canoni di assoluta trasparenza e "terzietà" rispetto agli operatori del settore, in concorrenza.
(3-01052)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
LAI, CALEO, CUCCA, ANGIONI, MANCONI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
E.ON è una delle più grandi aziende a capitale interamente privato al mondo specializzata nel settore dell'energia elettrica e del gas. L'azienda opera in Europa, in Russia e in nord America, con oltre 62.000 dipendenti e con un fatturato di quasi 122,5 miliardi di euro in riferimento all'anno 2013;
per quanto concerne il polo energetico del nord della Sardegna, la società multinazionale E.ON ha proceduto alla chiusura del primo e del secondo gruppo in data 31 dicembre 2013 dopo diversi anni nel corso dei quali era stata autorizzata al mantenimento in servizio in deroga, nonostante gli stessi gruppi fossero stati dichiarati fuori dai limiti di emissioni imposti dall'Unione europea;
l'autorizzazione integrata ambientale (AIA), con la quale si disponeva il mantenimento in servizio con successivi rinvii e deroghe sino al termine ultimo del 31 dicembre 2013, prevede l'immediata demolizione e smaltimento con conseguenti bonifiche e ripristino del terreno sul quale i gruppi sono situati;
i lavori di demolizione, il cui importo indicato dalla stessa E.ON è pari a circa 20 milioni di euro, dovrebbero concludersi in un periodo di 12-18 mesi;
l'intervento pareva ormai avviato, a seguito della predisposizione di un bando a cui si auspicava la partecipazione di aziende locali, data la grave crisi occupazionale che interessa l'area industriale e l'intero territorio adiacente. Ad oggi però non si hanno notizie dell'avvio delle procedure di cantiere o di demolizioni e vi è una forte preoccupazione nel territorio per un possibile rinvio delle operazioni;
tra i soggetti tenuti a verificare i processi il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare costituisce la massima autorità, in grado di sanzionare i soggetti. Occorre prevenire situazioni come quelle verificatesi con l'Ilva di Taranto che hanno richiesto l'intervento della magistratura per avviare procedure volte alla tutela ambientale;
la Regione Sardegna, che ha compiti non esclusivi in campo ambientale, non ha strumenti sanzionatori né persuasori nei confronti della multinazionale tedesca;
considerato che:
sarebbe stata aperta una procedura ufficiale di vendita dell'intero parco di generazione di E.ON in Italia, tra cui la centrale di Fiumesanto (Sassari), che dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno;
il mancato avvio delle demolizioni e delle bonifiche del sito su cui insistono il primo e il secondo gruppo potrebbe compromettere la vendita della centrale, perché sarebbero non calcolabili, per i potenziali acquirenti, gli eventuali costi per l'intervento richiesto;
rilevato che:
il 16 giugno 2014, nel corso dell'inaugurazione dello stabilimento di Matrica a Porto Torres (Sassari), il Ministro in indirizzo, su sollecitazione dei rappresentanti degli enti locali, si è impegnato a convocare rapidamente un tavolo presso il Ministero per verificare lo stato del processo di bonifica del sito industriale di ENI a Porto Torres. Tale sito si trova a pochi chilometri dalla centrale termoelettrica di Fiumesanto;
occorre estendere inderogabilmente e parallelamente la verifica dello stato delle bonifiche di entrambi i siti per garantire tempi rapidi di attuazione, sia per il valore degli interventi sia per consentire il ripristino delle aree,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione che interessa il sito di Fiumesanto e degli obblighi per la multinazionale E.ON previsti nell'AIA;
quali siano i tempi previsti nel programma consegnato al Ministero nel novembre 2013 e se tali tempi siano stati rispettati;
se le normative esistenti siano sufficienti a garantire il controllo e l'intervento pubblico nelle operazioni di tutela ambientale e di bonifica dei siti anche considerando la recente esperienza dell'Ilva a Taranto;
quali iniziative intenda adottare per garantire la massima celerità delle operazioni e la conclusione in tempi rapidi della demolizione e bonifica del sito.
(3-01051)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
AUGELLO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
nell'aprile 2014 il Tribunale di Firenze ha condannato in primo grado per falso ed appropriazione indebita il signor Marcello Zuinisi, presidente dell'associazione "Nazione rom";
secondo i magistrati, Zuinisi avrebbe prodotto false attestazioni e commesso altri reati allo scopo di assumere il controllo dell'Opera nomadi di Firenze-altra Toscana;
fermo restando il pregiudizio di innocenza, che va riconosciuto ad ogni cittadino della Repubblica fino all'ultimo grado di giudizio, è singolare notare che nonostante la condanna, il signor Zuinisi è stato chiamato a far parte di un importante tavolo istituzionale che dovrebbe occuparsi delle politiche di inclusione dei rom, al quale partecipano, tra gli altri, la Regione Lazio ed il Comune di Roma;
il 21 giugno 2014, presso la sala della protomoteca del Comune di Roma, il signor Zuinisi, forte anche di questa veste istituzionale, presenterà un suo programma contro il razzismo. L'iniziativa è patrocinata dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Firenze e dal Comune di Lucca;
non è dato all'interrogante di sapere se questo programma conterrà implementazioni delle tesi fin qui espresse dal signor Zuinisi: tuttavia, fino ad oggi, Zuinisi è stato un convinto assertore del fatto che in Italia sia in atto una "pulizia etnica", nonché operazioni di "deportazione di massa" della popolazione rom. Con questi termini, a parere dell'interrogante esagerati, si fa esplicito riferimento alle decisioni di alcune amministrazioni comunali, tra le altre La Spezia, Roma e Firenze, in materia di politiche sui campi nomadi;
a prescindere dalle ragioni di opportunità che rendono paradossale la presenza in un tavolo istituzionale di un condannato in primo grado, per reati commessi proprio nel tentativo di rafforzare una posizione nel panorama associativo che si occupa di problemi dei rom, suona quantomeno stravagante ammettere alla concertazione per le politiche di inclusione un signore che non esita ad accusare di tentato genocidio le amministrazioni comunali italiane, sfidando ad un tempo il senso del ridicolo e la memoria delle vittime degli autentici genocidi, che in altre epoche hanno colpito minoranze etniche e religiose,
si chiede di sapere:
quali siano le ragioni per cui la Regione Lazio ha riconosciuto e riconosce al signor Zuinisi il ruolo di interlocutore presso il tavolo istituzionale che si occupa delle politiche di inclusione dei rom;
quali siano gli altri contesti istituzionali in cui egli sia coinvolto in un ruolo di concertazione o di codecisione;
quali siano le ragioni che hanno indotto la Regione Lazio ed il Comune di Roma a non riconoscere, sul piano della mera opportunità, la possibilità di sospendere, almeno provvisoriamente, ogni forma di collaborazione o patrocinio istituzionale con il signor Zuinisi.
(4-02353)
SAGGESE - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
con il decreto del direttore generale della giustizia civile del 27 dicembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale n. 2 del 10 gennaio 2012, è stato indetto il concorso pubblico, per esami, a 150 posti di notaio;
le prove scritte del concorso si sono svolte nei giorni 14, 15 e 16 novembre 2012, mentre i risultati delle correzioni sono stati resi noti il 22 ottobre 2013;
172 candidati sono stati ammessi alle prove orali, che si sono svolte nel periodo compreso tra il 5 dicembre 2013 e il 7 febbraio 2014;
decorsi ormai diversi mesi dalla conclusione dei lavori della procedura concorsuale non è stata ancora stilata e pubblicata la graduatoria dei vincitori del concorso;
a seguito di legittime richieste di chiarimento da parte dei candidati, il Ministero della giustizia, settore notariato, ha risposto che «le procure ancora non hanno inviato tutti i dati necessari»;
considerato che, come per gli anni passati, i tempi necessari per la conclusione dell'intero iter amministrativo di nomina ed assegnazione delle sedi a cura dei competenti uffici sono "irragionevolmente" lunghi per cui i vincitori del concorso, dopo svariati anni di studio e dopo il superamento di una complessa procedura concorsuale, saranno costretti ad attendere ulteriori mesi prima di acquisire il titolo di notaio ed esercitare la loro professione,
si chiede di sapere:
quali siano i motivi del ritardo della pubblicazione della graduatoria dei vincitori del concorso di notaio emesso con decreto del 27 dicembre 2011;
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno procedere, nel più breve tempo possibile, alla pubblicazione della graduatoria, in considerazione del fatto che i candidati vincitori non possono neanche svolgere la funzione di coadiutori, in quanto per lo svolgimento di tale funzione occorre essere in possesso del certificato di idoneità, rilasciato dal Ministero solo a seguito della formazione della graduatoria dei vincitori;
quali interventi intenda assumere per restituire fiducia e diritto ai vincitori, futuri notai, evitando di contribuire ulteriormente al loro ritardo di inserimento nel mondo del lavoro;
quali interventi intenda assumere a fronte delle diverse sedi notarili attualmente sprovviste della figura di notaio e che potrebbero essere invece ricoperte dagli stessi vincitori del concorso.
(4-02354)
SAGGESE - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dei beni e delle attività culturali e del turismo e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
da diversi anni il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani del Comune di Forio nell'isola d'Ischia (Napoli) è caratterizzato da forte inefficienza;
si registrano, tra l'altro, il travaso dei rifiuti per strada, il parcheggio dei camion della nettezza urbana nei luoghi non dedicati e la mancata conformità dei camion alla normativa vigente;
la situazione determina danni per l'ambiente e per il turismo, ma anche per la sicurezza dei lavoratori addetti al servizio;
sono state raccolte numerose segnalazioni da parte di albergatori, tassisti, turisti e cittadini che denunciano svariati problemi non ancora risolti e che danneggiano l'economia locale e la sicurezza dei lavoratori;
i camion della nettezza urbana sostano quotidianamente e per tutta la notte in due piazzole site sul lungomare di Citara, sotto gli occhi di residenti e di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo che percorrono quotidianamente questa strada, impedendo la vista del panorama riconosciuto da tutti come uno dei più belli al mondo;
la nauseante puzza che fuoriesce dai camion, vecchi, sporchi e maleodoranti, costringe tutti coloro che attraversano la zona a turarsi il naso e ad indossare mascherine;
la situazione peggiora ovviamente d'estate, in presenza di temperature elevate;
durante il giorno, i lavoratori effettuano spesso operazioni di travaso manuale di rifiuti dai piccoli automezzi che raccolgono la spazzatura nelle vie di Forio ai grossi camion della spazzatura diretti in discarica, per cui può facilmente capitare che i rifiuti fuoriescano dai sacchetti giacendo sull'asfalto,
si chiede di sapere:
quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per consentire ai turisti di tutto il mondo e ai cittadini di Forio di riappropriarsi delle piazzole del lungomare di Citara occupate dai camion della nettezza urbana e godere nuovamente della loro "vista mare", e per assicurare che la salute e la sicurezza dei cittadini, dei turisti e dei lavoratori vengano garantite con opportuni controlli e iniziative al fine di ovviare alle criticità esposte;
se intendano esercitare, in un'ottica di prevenzione e tutela ambientale, un'attività di monitoraggio puntuale e costante della situazione attraverso gli enti competenti, onde verificare la corretta gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani del Comune di Forio.
(4-02355)
RIZZOTTI, ALBERTI CASELLATI - Al Ministro della salute - Premesso che:
l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il 28 e 29 aprile 2014 ha convocato a Ginevra un apposito comitato d'emergenza per fare il punto sulla lotta alla poliomielite;
a seguito della diffusione straordinaria del virus registrata nel 2014, del rischio di salute pubblica che questa pone a livello internazionale e della necessità di intervenire con azioni coordinate, il 5 maggio 2014, il direttore generale dell'OMS ha dichiarato un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;
l'allarme è scattato a seguito di diversi casi di poliomielite provenienti da Camerun, Pakistan e Siria nei primi mesi del 2014, un periodo climaticamente sfavorevole alla diffusione della malattia. Si teme perciò che il virus possa essere reintrodotto da persone in fuga da questi Paesi in conflitto e nei quali le scarse condizioni igieniche e il basso tasso di vaccinazioni ha permesso la diffusione della malattia;
la poliomielite è una malattia virale acuta, altamente contagiosa e dalle gravi conseguenze, soprattutto di tipo neurologico irreversibile;
nel 2013 i casi totali sono stati 417, di cui il 60 per cento esportati. In particolare, per evitare che la poliomielite lasci i Paesi in cui è presente, l'OMS ha emanato alcune raccomandazioni valide per i tre Stati esportatori secondo le quali tutti i viaggiatori in uscita dovrebbero essere vaccinati e avere un certificato che attesti l'immunizzazione;
considerato che:
la conclusione del comitato di dichiarare l'emergenza sanitaria mondiale è stata unanime e rappresenta il massimo livello di allarme sanitario possibile. È la seconda volta nella storia dell'OMS che viene dichiarato questo tipo di emergenza (la prima è stata con l'epidemia influenzale di H1N1);
già nel novembre 2013 la rivista medica inglese "The Lancet", una tra le prime 5 e più autorevoli a livello internazionale in campo medico, aveva dichiarato l'inadeguatezza del sistema europeo di prevenzione contro la poliomielite a garantire l'immunità della popolazione, e che sarebbe stato quindi opportuno rafforzare i sistemi di controllo e prevenzione;
la priorità per tutti gli Stati "polio-affetti" deve essere quella di interrompere la trasmissione del virus selvaggio all'interno dei loro confini, il più rapidamente possibile e attraverso azioni immediate;
la vaccinazione rappresenta una delle misure di sanità pubblica più efficaci per la protezione della salute sia individuale che collettiva;
tenuto conto che:
in Italia viene utilizzato il vaccino esavalente, il cui ciclo di base è costituito da 3 dosi, da praticare entro il primo anno di vita, seguite da un richiamo tra il quinto e il sesto anno di vita;
sebbene in Italia la vaccinazione contro la poliomielite, così come quella contro la difterite, l'epatite B e il tetano, faccia parte delle vaccinazioni obbligatorie per i nuovi nati, si registra un forte calo di persone vaccinate dal virus della poliomielite, soprattutto nella fascia compresa tra i 30 ed i 40 anni;
prima della vaccinazione obbligatoria, introdotta nel 1957, ogni anno in Italia si verificavano tra i 1.000 e i 10.000 casi di poliomielite paralitica e da allora la malattia si è drasticamente ridotta proprio grazie alla campagna vaccinale;
il 23 ottobre 2013, lo European center for disease prevention and control ha dichiarato che in Europa vi è una percentuale di popolazione non immunizzata, stimando che circa 12 milioni di persone sotto i 29 anni non sono mai state vaccinate o non hanno completato il ciclo primario di vaccinazione;
la maggior parte delle manifestazioni per infezione sono subcliniche e che solo l'1 per cento dei contagi si manifesta come malattia riconoscibile clinicamente con un tempo di incubazione che generalmente varia tra 7-14 giorni,
si chiede di sapere:
quali siano le misure che il Ministro in indirizzo sta attuando e intenda attuare per controllare i profughi extracomunitari, in particolare quelli siriani, che entrano nella UE;
se i bambini provenienti dai Paesi a rischio siano stati vaccinati contro il virus della poliomielite e se sono stati sottoposti ad uno screening completo che escluda qualsiasi forma di incubazione del virus a lungo termine;
quali urgenti iniziative intenda assumere al fine di estendere la vaccinazione obbligatoria alle persone non immunizzate in fascia di età avanzata;
se non ritenga necessario intraprendere azioni conoscitive e campagne informative sull'argomento;
se non ritenga importante cogliere l'occasione del semestre europeo per inserire nella definizione delle politiche sanitarie europee anche il tema dei vaccini.
(4-02356)
RIZZOTTI, ALBERTI CASELLATI - Al Ministro della salute - Premesso che:
l'Agenzia europea dei medicinali (EMEA) il 13 ottobre 2000, con decisione C (2000) n. 2827, ha approvato la commercializzazione di "Actos-pioglitazone" per il trattamento dei pazienti affetti da diabete mellito di tipo II;
il 18 ottobre 2007, il Comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia (CHMP), a termine della revisione sui medicinali antidiabetici contenenti pioglitazone, ha sollevato preoccupazioni sul rapporto tra benefici e rischi per coloro che assumono il medicinale;
l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), nel Bollettino di informazione sui farmaci n. 6/2007, prendeva atto di tale rapporto tra rischi e benefici dei farmaci contenenti principio attivo pioglitazone;
il 17 settembre 2010, l'Agenzia americana per gli alimenti e i medicinali (Food and drug administration) informava di usare con cautela il pioglitazone in pazienti con pregressa storia di carcinoma alla vescica;
la Commissione europea, ai sensi dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 726/2004, il 16 marzo 2011 ha avviato una revisione dei medicinali contenenti pioglitazone in seguito ad un aumento nel numero di segnalazioni spontanee di cancro alla vescica;
il 9 giugno 2011, l'Agenzia per la sicurezza sanitaria francese (AFSSAPS) ha deciso di sospendere l'uso di pioglitazone, sulla base dei risultati di uno studio condotto dalla Caisse nationale d'assurance maladie, che ha confermato come l'utilizzo di pioglitazione sia correlato a un aumento del rischio di carcinoma della vescica;
successivamente, ha disposto la stessa ordinanza l'omologa agenzia tedesca;
l'Aifa, il 1° agosto 2011, in una nota congiunta con le autorità regolatorie europee, ha diffuso nuovi dati epidemiologici ed un'analisi di studi clinici randomizzati che indicano un reale aumento del rischio di carcinoma della vescica a coloro che usano medicinali contenenti pioglitazone;
il 21 ottobre 2011, il CHMP ha disposto che il pioglitazone può rimanere disponibile in commercio, preferibilmente come alternativa terapeutica e tenendo presente i fattori di rischio prima di iniziare qualunque terapia antidiabetica;
all'inizio del 2013 lo IARC (International agency for research on cancer), nell'ambito dell'Organizzazione mondiale della sanità ha classificato il pioglitazone all'interno del "gruppo 2A" (probably carcinogenic to humans), al secondo posto come pericolosità dopo il "gruppo 1" (carcinogenic to humans);
tenuto conto che:
il 17 marzo 2014, la Corte federale della Louisiana ha condannato la Takeda pharmaceutical Co. e la Eli Lilly & Co. (le due case farmaceutiche produttrici dell'Actos) ad una multa di 9 miliardi di dollari, per aver tenuto consapevolmente nascosto l'effetto cancerogeno del loro farmaco;
Actos è tuttora prescrivibile in Italia, nonostante in altri Paesi del mondo la sua vendita sia stata vietata e sebbene la correlazione tra pioglitazone e cancro della vescica sia comunque indicata nella scheda tecnica del farmaco;
in Italia è stato avviato uno studio sperimentale dal nome TOSCA (Thiazolidinediones or sulphonylureas and cardiovascular accidents), finanziato dall'Aifa nell'ambito del progetto per la ricerca indipendente del 2006 (protocollo FARM - 6T9CET);
lo studio, promosso dalla Società italiana di diabetologia (SID) e condotto in collaborazione con l'Associazione medici diabetologi (AMD) e l'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (ANMCO), avrebbe dovuto valutare gli effetti sull'incidenza di eventi cardiovascolari dell'aggiunta di pioglitazone alla metformina in pazienti con diabete mellito di tipo II;
la ricerca, partita nel luglio 2008 nei centri "pilota" di Napoli e Palermo, e nel 2009 nella maggior parte degli altri centri partecipanti, prevedeva una fase di follow-up di massimo 5 anni;
l'indagine ha arruolato circa 5.000 pazienti con diabete di tipo II i cui criteri di inclusione erano: uomini e donne con diabete mellito di tipo II da almeno 2 anni, età compresa tra 50 e 75 anni e trattamento stabile con metformina in monoterapia da almeno 3 mesi;
ad oggi, sul sito della SID, nella sezione dedicata al progetto Tosca, non risultano più aggiornamenti in merito alla ricerca, sui costi sostenuti fino ad oggi né sull'ammontare del finanziamento erogato da parte dell'Aifa,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, vista la comprovata pericolosità cancerogena dall'utilizzo del pioglitazone negli esseri umani, non voglia procedere al più presto al ritiro del farmaco, come già accaduto in Francia e Germania;
quanti dei pazienti inseriti nello studio Tosca abbiano firmato il consenso per sottoporsi alle terapie, se siano stati preventivamente informati degli effetti collaterali derivante dall'uso del pioglitazone e quale sia il loro attuale stato di salute;
quale sia il costo della sperimentazione, e se siano disponibili, e dove, i risultati parziali;
quali siano gli accordi tra AIFA e la Takeda pharmaceutical Co. sulla sperimentazione del prodotto e quale sia il rapporto tra costi e benefici finora ottenuto.
(4-02357)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
13a Commissione permanente(Territorio, ambiente, beni ambientali):
3-01050, della senatrice Nugnes ed altri, sulla bonifica del sito ex Sofer di Pozzuoli (Napoli).