Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 002 del 16/03/2013

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVII LEGISLATURA ------

2a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

SABATO 16 MARZO 2013

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Presidenza del presidente provvisorio COLOMBO,

indi del presidente GRASSO

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del presidente provvisorio COLOMBO

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 11,09).

Invito il senatore Segretario provvisorio a dare lettura del processo verbale.

SPILABOTTE, segretario provvisorio, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Sul 35° anniversario del rapimento di Aldo Moro
e dell'uccisione dei componenti della sua scorta

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea). Prima di iniziare la seduta odierna, vorrei ricordare che questo giorno coincide con il 35° anniversario del rapimento di Aldo Moro e della barbara uccisione degli uomini della sua scorta. Li ricordo: Oreste Leonardi, Raffaele Jozzino, Francesco Zizzi, Giulio Rivera, Domenico Ricci, caduti per la difesa della nostra democrazia e della Repubblica.

Il loro sacrificio, la barbara uccisione degli uomini della scorta e, successivamente, di Moro ci invitano ad operare permanentemente per consolidare la nostra democrazia, cioè per non interrompere mai quel filo del dialogo di cui abbiamo parlato ieri introducendo questa Assemblea e dare sempre come punto di riferimento e invito permanente allo svolgersi della nostra attività politica la capacità di dialogo.

Come una volta fu ricordato in quest'Aula, la gioia più alta... (Segni di commozione del Presidente. Applausi). ...la gioia più alta che ciascuno di noi può provare è quella di riconoscere nel pensiero del proprio avversario il proprio pensiero.

Vi invito ad un minuto di raccoglimento. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio. Applausi).

Richiamo al Regolamento

CALDEROLI. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CALDEROLI. Signor Presidente, innanzitutto vorrei ringraziarla per le parole pronunciate e il ricordo che ha appena svolto, in quanto sono ampiamente condivisi non solo da me ma da tutta l'Assemblea.

Signor Presidente, vorrei richiamarmi all'articolo 4 del Regolamento del Senato, ai sensi del quale oggi siamo riuniti, e al combinato disposto con l'articolo 13 del Regolamento stesso, che recita: «I Senatori chiamati a far parte del Governo cessano dalle cariche del Consiglio di Presidenza».

Dovendo procedere ora ad un'elezione che credo possa essere più fortunata o comunque più determinante di quelle della giornata precedente, le chiedo come debba interpretarsi questo articolo, leggendolo al contrario, nel caso tra i nostri banchi sieda e possa venir votata una persona che è già rappresentante del Governo e che lettura dia lei dell'articolo 13.

La mia personale lettura è che letteralmente ci si trovi di fronte a una condizione di ineleggibilità e, nel caso, la Presidenza dovrebbe dare comunicazione degli ineleggibili presenti prima di procedere alla votazione, ovvero che lo stesso possa dimettersi dal suo incarico. Altra ipotesi è che ci si trovi in una condizione di incompatibilità e quindi, una volta eletto, lo stesso debba dare le dimissioni dalla propria carica nel Governo.

Però, leggendo gli articoli 92 e 94 della Costituzione, mi viene il dubbio di quale sarà il Governo che gestisce l'ordinaria amministrazione fino all'insediamento del definitivo Governo e, a questo punto, se ci sia la necessità da parte del Presidente della Repubblica di nominare un nuovo Presidente del Consiglio, perché Presidente del Consiglio, Ministri e Consiglio dei ministri sono organi necessari, indefettibili e garantiti costituzionalmente, per cui sicuramente si tratta di applicare il primo comma dell'articolo 94 - quindi un'ulteriore espressione della fiducia - per avere un Governo che gestisca l'ordinaria amministrazione e ci conduca alla fiducia che è ancora in dubbio rispetto al Governo politico che si andrà in futuro ad insediare.

Credo che l'argomento avrebbe potuto essere oggetto dell'esame della Giunta per il Regolamento, cosa che lei non può fare in quanto la Giunta per il Regolamento ancora non è stata costituita. Pertanto, dall'ingorgo istituzionale ci siamo infilati in un cul-de-sac istituzionale e appare evidente a tutti, con le poche parole che ora ho espresso, come Regolamenti, Costituzione (una sua parte per lo meno) e le stesse leggi ordinarie, che ci portano poi a questo stato di cose, debbano essere riscritti. Con l'eterogenea composizione di queste Camere, se non lo facciamo in questa legislatura, quand'è che andremo a farlo? (Applausi da alcuni senatori eletti nelle liste «Lega Nord»).

CASINI. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASINI. Signor Presidente, non ho una conoscenza del Regolamento del Senato così corretta come quella che, evidentemente, avrà il senatore Calderoli.

Mi sembra, però, del tutto improprio questo intervento, anche perché noi, in questa sede, non abbiamo la possibilità d'intervenire, ed è chiaro che questo è un intervento di carattere politico.

La fattispecie, semmai, verrà esaminata nel momento in cui dovesse verificarsi, non certamente adesso, influenzando comunque l'autonomia del Senato nell'atto, solo e unico, dell'elezione del Presidente: votazione senza dibattito. (Applausi da alcuni senatori eletti nelle liste «Con Monti per l'Italia»).

PRESIDENTE. Io devo ricordare che vi è una costante applicazione dell'articolo 4 del Regolamento, applicazione che va in direzione di evitare che in Assemblea, in questa fase, si facciano discussioni, perché l'Assemblea, in questo momento, agisce e si muove come seggio elettorale, e quindi non sono ammesse indicazioni o controindicazioni relative a candidature.

Pertanto, richiamo i precedenti relativi all'interpretazione dell'articolo 4 del Regolamento, che vanno tutti in questa direzione.

Per prassi consolidata, non ammetto quindi ora, come non sono state ammesse, discussioni che non sono altro che dichiarazioni di voto.

A questo proposito, vi è una analoga decisione adottata nella seduta del 29 aprile 2008, dall'allora presidente provvisorio, senatore Andreotti. Pertanto, il richiamo al Regolamento è inammissibile.

Votazione per l'elezione del Presidente (ore 11,26)

PRESIDENTE. L'ordine delgiorno reca: «Votazione per l'elezione del Presidente».

Ricordo che nella seduta di ieri nessun senatore ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato, prescritta dall'articolo 4 del Regolamento per l'elezione del Presidente in sede di prima e di seconda votazione. Occorre pertanto procedere ad una terza votazione, per la quale è richiesta, ai fini dell'elezione del Presidente, la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche.

Analogamente a quanto avvenuto nella seduta di ieri (quindi ormai è un'esperienza consolidata), i colleghi senatori, prima di entrare nella cabina, riceveranno dagli assistenti parlamentari una scheda che, dopo il voto, depositeranno nell'apposita urna all'uscita della cabina stessa.

Dichiaro aperta la votazione a scrutinio segreto.

Invito il senatore Segretario provvisorio a procedere all'appello dei senatori in ordine alfabetico.

(Il senatore segretario Crimi e, successivamente, la senatrice segretario Spilabotte fanno l'appello).

Prendono parte alla votazione i senatori:

Aiello, Airola, Albano, Alberti Casellati, Albertini, Alicata, Amati, Amoruso, Angioni, Anitori, Aracri, Arrigoni, Astorre, Augello, Azzollini

Barani, Barozzino, Battista, Bellot, Bencini, Berger, Bernini, Bertorotta, Bertuzzi, Bianco, Bianconi, Bignami, Bilardi, Bisinella, Bitonci, Blundo, Bocca, Bocchino, Bonaiuti, Bondi, Bonfrisco, Borioli, Bottici, Broglia, Bruni, Bruno, Bubbico, Buccarella, Bulgarelli

Calderoli, Caleo, Caliendo, Campanella, Candiani, Cantini, Capacchione, Cappelletti, Cardiello, Cardinali, Caridi, Carraro, Casaletto, Casini, Cassano, Casson, Castaldi, Catalfo, Centinaio, Ceroni, Cervellini, Chiavaroli, Chiti, Ciampolillo, Cioffi, Cirinnà, Cociancich, Collina, Colombo, Colucci, Comaroli, Compagna, Compagnone, Consiglio, Conte, Conti, Corsini, Cotti, Crimi, Crosio, Cucca, Cuomo

D'Adda, D'Alì, Dalla Tor, Dalla Zuanna, D'Ambrosio Lettieri, D'Anna, D'Ascola, Davico, De Biasi, De Cristofaro, De Monte, De Petris, De Pietro, De Pin, De Poli, De Siano, Del Barba, Della Vedova, Di Biagio, Di Giorgi, Di Maggio, Dirindin, Divina, D'Onghia, Donno

Endrizzi, Esposito Giuseppe, Esposito Stefano

Fabbri, Falanga, Fasano, Fattori, Fattorini, Favero, Fazzone, Fedeli, Ferrara Elena, Ferrara Mario, Filippi, Filippin, Finocchiaro, Fissore, Floris, Formigoni, Fornaro, Fravezzi, Fucksia

Gaetti, Galimberti, Gambaro, Garavaglia, Gasparri, Gatti, Gentile, Ghedini Niccolò, Ghedini Rita, Giacobbe, Giannini, Giarrusso, Gibiino, Ginetti, Giovanardi, Giro, Girotto, Gotor Facello, Granaiola, Grasso, Gualdani, Guerra, Guerrieri Paleotti

Ichino, Idem, Iurlaro

Lai Bachisio, Langella, Laniece, Lanzillotta, Latorre, Lepri, Lezzi, Liuzzi, Lo Giudice, Lo Moro, Longo Eva, Longo Fausto Guilherme, Lucherini, Lucidi, Lumia

Manassero, Manconi, Mancuso, Mandelli, Mantovani, Maran, Marcucci, Margiotta, Marin, Marinello, Marino Ignazio, Marino Luigi, Marino Mauro Maria, Martelli, Martini, Marton, Mastrangeli, Mattesini, Maturani, Mauro Giovanni, Mauro Mario Walter, Mazzoni, Merloni, Messina, Micheloni, Migliavacca, Milo, Mineo, Minniti, Minzolini, Mirabelli, Molinari, Montevecchi, Monti, Morgoni, Moronese, Morra, Moscardelli, Mucchetti, Munerato, Mussini, Mussolini

Nencini, Nugnes

Olivero, Orellana, Orrù

Padua, Pagano, Pagliari, Paglini, Palermo, Palma, Panizza, Parente, Pegorer, Pelino, Pepe, Perrone, Petraglia, Petrocelli, Pezzopane, Piccoli, Pignedoli, Pinotti, Pizzetti, Puglia, Puglisi, Puppato

Quagliariello

Ranucci, Razzi, Repetti, Ricchiuti, Rizzotti, Romani Maurizio, Romani Paolo, Romano, Rossi Gianluca, Rossi Maurizio Giuseppe, Russo, Ruta, Ruvolo

Sacconi, Saggese, Sangalli, Santangelo, Santini, Scalia, Scavone, Schifani, Sciascia, Scibona, Scilipoti, Scoma, Serafini, Serra, Sibilia, Silvestro, Simeoni, Sollo, Sonego, Spilabotte, Sposetti, Stefani, Stefano, Stucchi, Susta

Tarquinio, Taverna, Tocci, Tomaselli, Tonini, Torrisi, Tremonti, Tronti, Turano

Uras

Vaccari, Vacciano, Valentini, Vattuone, Verdini, Verducci, Verro, Vicari, Viceconte, Villari, Volpi

Zanda, Zanettin, Zanoni, Zavoli, Zeller, Zin, Zizza, Zuffada.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e dispongo che l'Ufficio di Presidenza provvisorio proceda allo spoglio delle schede in seduta pubblica.

Invito due senatori Segretari a portare l'urna sul banco della Presidenza.

(I senatori Segretari provvisori procedono allo spoglio delle schede. Il Presidente provvisorio procede alla lettura delle schede che gli vengono passate dal Segretario generale e le porge a sua volta ai senatori Segretari provvisori che prendono nota dei voti espressi).

Invito i senatori Segretari provvisori a procedere al computo dei voti.

(I senatori Segretari provvisori procedono al computo dei voti).

Risultato di votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto per l'elezione del Presidente del Senato:

Senatori presenti

311

Senatori votanti

311

Maggioranza assoluta dei presenti

156

Hanno ottenuto voti i senatori:

Grasso

120

Schifani

111

Orellana

52

Finocchiaro

2

Marin

2

Casini

1

Quagliariello

1

Schede bianche

22

Poiché nessun senatore ha conseguito la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, occorre procedere, ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento, al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto nello scrutinio testé conclusosi il maggior numero dei voti, cioè i senatori Grasso e Schifani.

Tale votazione avrà luogo questo pomeriggio alle ore 16,30.

Sospendo pertanto la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 13,52, è ripresa alle ore 16,39).

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Sull'ordine dei lavori

CALDEROLI. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CALDEROLI. Signor Presidente, non vorrei essere superstizioso, ma la XVII legislatura sta un po' segnando il passo, quindi sarebbe stato meglio chiamarla forse XVI-bis per i nostri auspici per il futuro. Le Camere si sono insediate alle Idi di marzo, siamo nel 2013 e alla quarta votazione, per il ballottaggio, abbiamo le schede viola: se ce la stiamo cercando... Vuol dire proprio che ce la cerchiamo! (Applausi dai banchi del centrodestra).

PRESIDENTE. Senatore Calderoli, trovo molto spiritoso questo suo intervento, ma la superstizione non deve avere posto nei nostri lavori. (Applausi dai banchi del centrosinistra).

Votazione per l'elezione del Presidente (ore 16,40)

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, procediamo ora al ballottaggio.

Ricordo che all'esito dello scrutinio svolto questa mattina nessun senatore ha riportato la maggioranza assoluta dei voti dei presenti. Occorre pertanto procedere al ballottaggio tra i due candidati che in tale scrutinio hanno ottenuto il maggior numero di voti, e cioè i senatori Grasso e Schifani.

Sarà proclamato eletto colui che conseguirà la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti sarà eletto il più anziano di età.

Analogamente a quanto avvenuto stamattina i colleghi senatori, immediatamente prima di entrare nella cabina, riceveranno dagli assistenti parlamentari una scheda che, dopo il voto, depositeranno nell'apposita urna all'uscita della cabina stessa.

Dichiaro aperta la votazione a scrutinio segreto.

Invito il senatore Segretario provvisorio a procedere all'appello dei senatori.

(Il senatore segretario Verducci e, successivamente, il senatore segretario Airola fanno l'appello).

Prendono parte alla votazione i senatori:

Aiello, Airola, Albano, Alberti Casellati, Albertini, Alicata, Amati, Amoruso, Angioni, Anitori, Aracri, Arrigoni, Astorre, Augello, Azzollini

Barani, Barozzino, Battista, Bellot, Bencini, Berger, Berlusconi, Bernini, Bertorotta, Bertuzzi, Bianco, Bianconi, Bignami, Bilardi, Bisinella, Bitonci, Blundo, Bocca, Bocchino, Bonaiuti, Bondi, Bonfrisco, Borioli, Bottici, Broglia, Bruni, Bruno, Bubbico, Buccarella

Calderoli, Caleo, Caliendo, Campanella, Candiani, Cantini, Capacchione, Cappelletti, Cardiello, Cardinali, Caridi, Carraro, Casaletto, Casini, Cassano, Casson, Catalfo, Centinaio, Ceroni, Cervellini, Chiavaroli, Chiti, Ciampolillo, Cioffi, Cirinnà, Cociancich, Collina, Colombo, Colucci, Comaroli, Compagna, Compagnone, Consiglio, Conte, Conti, Corsini, Cotti, Crimi, Crosio, Cucca, Cuomo

D'Adda, D'Alì, Dalla Tor, Dalla Zuanna, D'Ambrosio Lettieri, D'Anna, D'Ascola, Davico, De Biasi, De Cristofaro, De Monte, De Petris, De Pietro, De Poli, De Siano, Del Barba, Della Vedova, Di Biagio, Di Giorgi, Di Maggio, Dirindin, Divina, D'Onghia, Donno

Endrizzi, Esposito Giuseppe, Esposito Stefano

Fabbri, Falanga, Fasano, Fattori, Fattorini, Favero, Fazzone, Fedeli, Ferrara Elena, Ferrara Mario, Filippi, Filippin, Finocchiaro, Fissore, Floris, Formigoni, Fornaro, Fravezzi, Fucksia

Gaetti, Galimberti, Gambaro, Garavaglia, Gasparri, Gatti, Gentile, Ghedini Niccolò, Ghedini Rita, Giacobbe, Giannini, Giarrusso, Gibiino, Ginetti, Giovanardi, Giro, Girotto, Gotor Facello, Granaiola, Grasso, Gualdani, Guerra, Guerrieri Paleotti

Ichino, Idem, Iurlaro

Lai Bachisio, Langella, Laniece, Lanzillotta, Latorre, Lepri, Lezzi, Liuzzi, Lo Giudice, Lo Moro, Longo Eva, Longo Fausto Guilherme, Lucherini, Lucidi, Lumia

Malan, Manassero, Manconi, Mancuso, Mandelli, Mantovani, Maran, Marcucci, Margiotta, Marin, Marinello, Marino Ignazio, Marino Luigi, Marino Mauro Maria, Martelli, Martini, Marton, Mastrangeli, Matteoli, Mattesini, Maturani, Mauro Giovanni, Mauro Mario Walter, Mazzoni, Merloni, Messina, Micheloni, Migliavacca, Milo, Mineo, Minniti, Minzolini, Mirabelli, Molinari, Montevecchi, Monti, Morgoni, Moronese, Morra, Moscardelli, Mucchetti, Munerato, Mussini, Mussolini

Nencini, Nugnes

Olivero, Orellana, Orrù

Padua, Pagano, Pagliari, Paglini, Palermo, Palma, Panizza, Parente, Pegorer, Pelino, Pepe, Perrone, Petraglia, Petrocelli, Pezzopane, Piccoli, Pignedoli, Pinotti, Pizzetti, Puglia, Puglisi, Puppato

Quagliariello

Ranucci, Razzi, Repetti, Ricchiuti, Rizzotti, Romani Maurizio, Romani Paolo, Romano, Rossi Gianluca, Rossi Luciano, Rossi Mariarosaria, Rossi Maurizio Giuseppe, Russo, Ruta, Ruvolo

Sacconi, Saggese, Sangalli, Santangelo, Santini, Scalia, Scavone, Schifani, Sciascia, Scibona, Scilipoti, Scoma, Serafini, Serra, Sibilia, Silvestro, Simeoni, Sollo, Sonego, Spilabotte, Sposetti, Stefani, Stefano, Stucchi, Susta

Tarquinio, Taverna, Tocci, Tomaselli, Tonini, Torrisi, Tremonti, Tronti, Turano

Uras

Vaccari, Vacciano, Valentini, Vattuone, Verdini, Verducci, Verro, Vicari, Viceconte, Villari, Volpi

Zanda, Zanettin, Zanoni, Zavoli, Zeller, Zin, Zizza, Zuffada.

(Nel corso delle operazioni di voto la senatrice Alberti Casellati richiama l'attenzione della Presidenza sulla necessità che i senatori escano dalla cabina di voto con la scheda già piegata).

(I senatori eletti nelle liste «Il Popolo della Libertà» applaudono al momento del voto del senatore Berlusconi).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

Richiamo al Regolamento

CALDEROLI. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CALDEROLI. Signor Presidente, non voglio far perdere del tempo, ma credo che il quesito che le sottoporrò debba essere attentamente valutato.

Credo che l'articolo 4 proprio bene non sia scritto, a partire dal primo periodo; tuttavia, al penultimo periodo (tralascio la prima parte), si dice: «e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa». Se ci fosse stato scritto «a maggioranza dei voti», apparirebbe evidente che basterebbe un voto in più perché uno dei due prevalga; l'aver aggiunto la formula «anche se relativa», comporta il conteggio anche delle schede bianche, quindi la previsione di una maggioranza relativa rispetto ai voti espressi.

Esiste un unico precedente, quello del 1994, dove i senatori presenti nella sfida tra Scognamiglio Pasini e Spadolini erano 325 e venne proclamato eletto Scognamiglio Pasini con 162 voti. Lei potrebbe pertanto rispondermi che non era necessaria la presenza della maggioranza relativa. Tuttavia, se lei approfondisce, vedrà che c'è una scheda nulla. Quindi, la maggioranza non sarebbe più di 163, ma di 162 voti, che effettivamente Scognamiglio Pasini prese.

Questo è quanto risulta dalla lettura letterale del nostro Regolamento (lo dico prima che si sia proceduto allo spoglio e quindi senza che risulti a vantaggio o a svantaggio di alcuno), vorrei che ci fosse una sua interpretazione prima di procedere. Per quanto riguarda la mia lettura, è necessario che ci sia la maggioranza relativa e che quindi vengano computate anche le schede bianche: se poi non ce ne saranno, meglio così, ma se dovesse esserci un certo numero di schede bianche io credo che la votazione vada annullata. E non dico che abbiano sbagliato nel 1994, ma la presenza in quella occasione di una scheda nulla fece abbassare a 162 la maggioranza relativa: quindi anche allora si rispettò il Regolamento. (Applausi dai senatori eletti nelle liste «Popolo della Libertà» e «Lega Nord»).

ZANDA. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ZANDA. Signor Presidente, mi dispiace dover contraddire il senatore Calderoli, ma credo che la sua interpretazione del Regolamento non possa essere accolta e che esso vada interpretato in modo esattamente opposto.

L'articolo 4 prevede un sistema di votazione per la carica del Presidente del Senato con gradini successivi per la prima, la seconda, la terza e infine la quarta votazione. Nella quarta votazione concorrono alla carica soltanto i due senatori che hanno ricevuto il maggior numero di voti al terzo scrutinio: quindi, la parte del Regolamento citata dal senatore Calderoli non può che essere interpretata nel senso che viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza relativa tra i due senatori che concorrono. (Commenti dai senatori eletti nelle liste «Lega Nord»).

Pertanto, il precedente che lo stesso senatore Calderoli ricorda va interpretato nel senso che nel 1994 hanno ben deciso e, allo stesso modo, credo che occorra ben decidere anche adesso, nel 2013. (Applausi dai senatori eletti nelle liste «Partito Democratico»).

PALMA. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PALMA. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione l'intervento del senatore Calderoli e immediatamente dopo quello del senatore Zanda, ma vorrei ricordare al senatore Zanda che nella fattispecie di cui all'articolo 4 del Regolamento del Senato, mentre nei primi tre passaggi degli scrutini relativi alla votazione per il Presidente del Senato si fa un chiaro riferimento ai voti espressi, con riferimento invece all'ultimo passaggio, cioè alla quarta votazione, credo abbia ragione il senatore Calderoli quando richiama che l'assenza di un raccordo con i voti, così come vi è negli altri tre passaggi, imponga sostanzialmente sotto il profilo interpretativo che la maggioranza relativa debba essere computata anche con riferimento alle schede bianche.

È inutile che io ricordi al senatore Zanda quei vecchi brocardi latini che sono a presidio dell'interpretazione (in particolare, quello che dice "Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit"). E nel caso di specie, ci troviamo di fronte ad un'inversione netta di tendenza rispetto alla prima parte dell'articolo 4, sicché, per dare una spiegazione seria e ragionevole all'ultimo inciso dell'articolo 4, secondo cui «viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza» - non più dei voti - ma «anche se relativa», credo che il rilievo del senatore Calderoli sia apprezzabile e come tale meritevole di approfondimento e, dal mio personale e modestissimo punto di vista, addirittura meritevole di accoglimento.

Da ciò deriva, a mio avviso, che alla proclamazione si potrà arrivare con la maggioranza, ma considerando nel complesso dei voti anche le schede bianche. (Applausi dai senatori eletti nelle liste «Popolo della Libertà» e «Lega Nord»).

PRESIDENTE. In questa fase dei lavori, onorevole senatore Calderoli, non avrei dovuto darle la parola. (Applausi dai senatori eletti nelle liste «Partito Democratico»). Ma il dubbio da lei sollevato sta circolando - a quanto mi si riferisce - anche tra le agenzie di stampa e richiede un definitivo chiarimento da parte della Presidenza, al fine di fugare qualsiasi ombra sulla regolarità di questa importantissima seduta.

È stata, infatti, sollevata una questione interpretativa circa il penultimo periodo dell'articolo 4 del Regolamento, nella parte - come lei ha ricordato - in cui si prevede che il Senato procede «al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa».

In realtà, tale periodo non menziona le schede bianche, che invece, nel periodo precedente, relativo alla terza votazione, sono considerate ai fini del calcolo della maggioranza richiesta, in contrapposizione alla maggioranza assoluta stabilita nelle prime due votazioni. (Applausi dai senatori eletti nelle liste «Partito Democratico»).

Ma, anche a voler prescindere da una interpretazione letterale del Regolamento, occorre tenere presente l'interpretazione adottata nell'unico caso della storia del Senato in cui si è svolta una votazione di ballottaggio per l'elezione del Presidente (che è stato qui anche ricordato). Mi riferisco alla seduta del 16 aprile 1994. Dal Resoconto stenografico si evince che il presidente provvisorio De Martino, a seguito della votazione di ballottaggio tra i due candidati più votati nel terzo scrutinio, ha letto il seguente risultato: «Senatori presenti: 325. Senatori votanti: 325. Scognamiglio Pasini: 162 voti. Spadolini: 161 voti. Schede bianche: 1. Schede nulle: 1». Nel verbale di scrutinio non si fa menzione di maggioranza relativa. Si fa presente che all'inizio di quella legislatura - la XII - il plenum del Senato si componeva di 326 senatori. Al ballottaggio erano presenti e votanti, come già detto, 325 senatori. Il Presidente è stato allora proclamato eletto con 162 voti, laddove la maggioranza relativa, calcolata sulla base dei votanti, come dalla interpretazione ipotizzata nel richiamo al Regolamento, sarebbe stata di 163 voti.

Il risultato non fu oggetto di alcuna contestazione allora, né può esserlo certamente oggi, a quasi vent'anni di distanza. Venne, infatti, logicamente ritenuto che con le parole «maggioranza relativa» il Regolamento si riferisse al raggiungimento del maggior numero di voti tra i due candidati.

Pertanto, alla luce di un precedente così autorevole, il richiamo al Regolamento non può essere accolto.(Applausi dai senatori eletti nelle liste «Partito Democratico»).

Votazione per l'elezione del Presidente (ore 18,14)

PRESIDENTE. Dispongo che l'Ufficio di Presidenza provvisorio proceda allo spoglio delle schede in seduta pubblica.

Invito due senatori Segretari a portare l'urna sul banco della Presidenza.

(I senatori Segretari provvisori procedono allo spoglio delle schede. Il Presidente provvisorio procede alla lettura delle schede che gli vengono passate dal Segretario generale e le porge a sua volta ai senatori Segretari provvisori che prendono nota dei voti espressi).

(Vivi, prolungati applausi dei senatori eletti nelle liste «Partito Democratico» all'indirizzo del senatore Grasso nel corso dello spoglio delle schedei. Congratulazioni).

Prego i senatori di attendere la proclamazione del risultato definitivo.

Invito i senatori Segretari provvisori a procedere al computo dei voti.

(I senatori Segretari provvisori procedono al computo dei voti. Il senatore Schifani si avvicina al banco del senatore Grasso e si congratula con lui. Vivi, prolungati applausi dei senatori eletti nelle liste «Partito Democratico». Applausi dei senatori eletti nelle liste «Il Popolo della Libertà»).

Risultato di votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato del ballottaggio per l'elezione del Presidente del Senato:

Senatori presenti

313

Senatori votanti

313

Il senatore Grasso ha ottenuto

137 voti

Il senatore Schifani ha ottenuto

117 voti

Schede bianche

52

Schede nulle

7

Proclamo eletto Presidente del Senato il senatore Pietro Grasso. (L'Assemblea si leva in piedi. Vivi, prolungati applausi dei senatori eletti nelle liste «Partito Democratico». Applausi dei senatori eletti nelle liste «Il Popolo della Libertà» e «Con Monti per l'Italia»).

Sospendo brevemente la seduta per comunicare il risultato della votazione al Presidente eletto e per consentirgli di prendere il suo posto.

(La seduta, sospesa alle ore 18,50, è ripresa alle ore 19).

Insediamento del Presidente

PRESIDENTE. Invito il presidente neo eletto, senatore Pietro Grasso, ad assumere la Presidenza del Senato.

(Il presidente Pietro Grasso sale al banco presidenziale e stringe la mano al senatore Colombo). (Vivi, prolungati applausi dei senatori eletti nelle liste «Partito Democratico», «Il Popolo della Libertà» e «Con Monti per l'Italia»).

Presidenza del presidente GRASSO

PRESIDENTE. (Si leva in piedi). Care senatrici, cari senatori, mi scuserete ma voglio rivolgere questo primo discorso soprattutto a quei cittadini che stanno seguendo i lavori di quest'Aula con apprensione e con speranza per il futuro di questo Paese.

Il Paese mai come oggi ha bisogno di risposte rapide ed efficaci, all'altezza della crisi economica, sociale e politica che sta vivendo. Mai come ora, la storia italiana si intreccia con quella europea, e i destini sono comuni. Mai come oggi il compito della politica è quello di restituire ai cittadini la coscienza di questa sfida.

Quando ieri sono entrato per la prima volta da senatore in quest'Aula mi ha colpito l'affresco sul soffitto, che vi invito a guardare. Riporta quattro parole, che sono state sempre di grande ispirazione per la mia vita e che spero lo saranno ogni giorno per ciascuno di noi nei lavori che andremo ad affrontare: giustizia, diritto, fortezza e concordia. Quella concordia, quella pace sociale di cui il Paese ha ora disperatamente bisogno.

Domani è l'anniversario dell'Unità d'Italia, quel 17 marzo di 152 anni fa in cui è cominciata la nostra storia come comunità nazionale dopo un lungo e difficile cammino di unificazione. Nei 152 anni della nostra storia, soprattutto nei momenti più difficili, abbiamo saputo unirci, superare le differenze, affermare con fermezza i nostri valori comuni e trovare insieme un sentiero condiviso.

Il primo pensiero va sicuramente alla fase costituente della nostra Repubblica, quando uomini e donne di diversa cultura hanno saputo darci quella che ancora oggi è considerata una delle Carte costituzionali più belle e più moderne del mondo. (Applausi).

Lasciatemi in questo momento ricordare Teresa Mattei. (L'Assemblea si leva in piedi. Vivi, prolungati applausi). Teresa Mattei, che ci ha lasciato pochi giorni fa e che dell'Assemblea costituente fu la più giovane donna eletta, per tutta la vita è stata attiva per affermare e difendere i diritti delle donne, troppo spesso calpestati anche nel nostro Paese.

Siamo davanti a un passaggio storico straordinario: abbiamo il dovere di esserne consapevoli, il diritto e la responsabilità di indicare un cambiamento possibile, perché è in gioco la qualità della democrazia che stiamo vivendo. Allo stesso tempo dobbiamo avviare un cammino a lungo termine, dobbiamo davvero iniziare una nuova fase costituente che sappia stupire e stupirci.

Oggi è il 16 marzo, e non posso che ringraziare il presidente Colombo che stamattina ci ha commosso con il ricordo dell'anniversario del rapimento di Aldo Moro (L'Assemblea si leva in piedi. Vivi, prolungati applausi) e della strage di via Fani dove trovarono la morte - come lui stesso ha ricordato - i cinque agenti di scorta Raffaele Jozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Al loro sacrificio di servitori dello Stato va il nostro omaggio deferente e commosso.(Generali applausi).

Oggi bisogna ridare dignità e risorse alle forze dell'ordine e alla magistratura. Sono trascorsi 35 anni da quel tragico giorno, che non fu solo il dramma di un uomo e di una famiglia, ma dell'intero Paese. In Aldo Moro il terrorismo brigatista individuò il nemico più consapevole di un progetto davvero riformatore: l'uomo e il dirigente politico che aveva compreso il bisogno e le speranze di rigenerazione che animavano dal profondo e tormentavano la società italiana.

Come Moro scrisse in un suo saggio giovanile, «Forse il destino dell'uomo non è di realizzare pienamente la giustizia, ma di avere perpetuamente della giustizia fame e sete. Ma è sempre un grande destino».

Oggi, inoltre, migliaia di giovani a Firenze hanno partecipato alla Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia. (Applausi). Vi confesso che mi è molto dispiaciuto non poter essere con loro, come ogni anno. Hanno pronunciato e ascoltato gli oltre 900 nomi di vittime della criminalità organizzata: nomi di cittadini, appartenenti alle forze dell'ordine, sindacalisti, politici, amministratori locali, giornalisti, sacerdoti, imprenditori, magistrati, persone innocenti uccise nel pieno della loro vita. Il loro impegno, il loro sacrificio, il loro esempio dovrà essere il nostro faro.

Ho dedicato la mia vita alla lotta alla mafia in qualità di magistrato e devo dirvi che, dopo essermi dimesso dalla magistratura, pensavo di poter essere utile al Paese in forza della mia esperienza professionale nel mondo della giustizia. Ma la vita riserva sempre delle sorprese.

Oggi interpreto questo mio nuovo e imprevisto impegno con spirito di servizio, per contribuire alla soluzione dei problemi di questo Paese.

Ho sempre cercato verità e giustizia e continuerò a cercarle da questo scranno, auspicando che venga istituita una nuova Commissione d'inchiesta su tutte le stragi irrisolte del nostro Paese. (Applausi).

Se oggi, davanti a voi, dovessi scegliere un momento in cui raccogliere la storia della mia vita professionale precedente non vorrei limitarmi a menzionare gli amici e i colleghi caduti in difesa della democrazia e dello Stato di diritto, che io ho conosciuto: non c'è, infatti, un solo nome, un volto, che può racchiuderli tutti e purtroppo, se dovessi citarli tutti, la lista sarebbe - ahimè! - troppo lunga.

Mi viene, piuttosto, in mente e nel cuore un momento che li abbraccia a uno a uno: è il ricordo della voce e delle parole di una giovane donna. Mi riferisco al dolore straziato di Rosaria Costa, la moglie dell'agente Vito Schifani, morto insieme ai colleghi Rocco Dicillo e Antonino Montinaro nella strage di Capaci del 22 maggio 1992, in cui persero la vita anche Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Non ho dimenticato le sue parole il giorno dei funerali del marito, quel microfono strappato ai riti e alle convenzioni delle cerimonie. (I senatori eletti nelle liste «Movimento 5 Stelle Grillo» si levano in piedi). «Chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c'è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare. (...) loro non cambiano (...) loro non vogliono cambiare. (...) Vi chiediamo (...) di operare anche voi per la pace, la giustizia, la speranza e l'amore per tutti (...)». (L'Assemblea si leva in piedi. Vivi, prolungati applausi).

Giustizia e cambiamento: questa è la sfida che abbiamo davanti. Ci attende un intenso lavoro comune, per rispondere con i fatti alle attese dei cittadini che chiedono anzitutto più giustizia sociale, più etica, nella consapevolezza che il lavoro è uno dei principali problemi di questo Paese. Penso alle risposte che al più presto - ed è già tardi - dovremo dare ai disoccupati, ai cassaintegrati, agli esodati, alle imprese, a tutti quei giovani che vivono una vita a metà, hanno prospettive incerte, lavori (chi ce l'ha) poco retribuiti. Quando riescono a uscire dalla casa dei genitori, vivono in appartamenti che non possono comprare, cercando di costruire una famiglia che non sanno come sostenere.

Penso all'insostenibile situazione delle carceri del nostro Paese, che hanno bisogno di interventi prioritari. (Applausi). Penso a una giustizia che oggi va riformata in modo organico, agli immigrati che cercano qui da noi una speranza di futuro, ai diritti in quanto tali che non possono essere elargiti col ricatto del dovere e che non possono conoscere limiti, altrimenti diventano privilegi. (Applausi).

Penso alle istituzioni sul territorio, ai sindaci dei Comuni che stanno soffrendo e faticano per garantire i servizi essenziali ai loro cittadini. (Applausi). Sappiano che lo Stato è dalla loro parte e che il nostro impegno sarà di fare il massimo sforzo per garantire loro l'ossigeno di cui hanno bisogno.

Penso al mondo della scuola, nelle cui aule ogni giorno si affaccia il futuro del nostro Paese, e agli insegnanti che fra mille difficoltà si impegnano a formare cittadini attivi e responsabili.

Penso alla nostra posizione sullo scenario europeo. Siamo tra i Paesi fondatori dell'Unione e il nostro compito è portare nelle istituzioni comunitarie le esigenze e i bisogni dei cittadini. L'Europa non è solo moneta ed economia: deve essere anche l'incontro di popoli e di culture. (Applausi dei senatori eletti nelle liste «Partito Democratico»).

Penso a questa politica, alla quale mi sono appena avvicinato, che ha bisogno di essere cambiata e ripensata dal profondo nei suoi costi, nelle sue regole, nei suoi riti, nelle sue consuetudini, nella sua immagine, rispondendo ai segnali che i cittadini ci hanno mandato, ci mandano e ci continuano a mandare in ogni occasione. Sogno che quest'Aula diventi una casa di vetro e che questa scelta possa contagiare tutte quante le altre istituzioni. (Applausi).

Quanto radicale e urgente sia il tempo del cambiamento lo dimostra la scelta del nuovo Pontefice, Papa Francesco (L'Assemblea si leva in piedi. Prolungati applausi), i cui primi atti hanno evidenziato un'attenzione prioritaria verso i bisogni reali delle persone.

Voglio, in conclusione, rivolgere a nome dell'Assemblea dei senatori e mio personale un deferente saluto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (L'Assemblea si leva in piedi ed applaude, ad eccezione dei senatori eletti nelle liste «Movimento 5 Stelle Grillo»), supremo garante della Costituzione e dell'unità italiana, che con saggezza e salda cultura istituzionale esercita il suo mandato di Capo dello Stato.

Desidero anche ringraziare il mio predecessore, il senatore Renato Schifani, per l'impegno profuso al servizio di questa Assemblea. (L'Assemblea si leva in piedi, ad eccezione dei senatori eletti nelle liste «Movimento 5 Stelle Grillo». Applausi all'indirizzo del senatore Schifani).

Un omaggio speciale e un indirizzo di saluto al Presidente emerito della Repubblica, agli altri senatori a vita, fra cui Emilio Colombo (L'Assemblea si leva in piedi. Applausi all'indirizzo del senatore Colombo), che ha presieduto con inesauribile energia la fase iniziale di questa XVII legislatura: lui, che ha visto nascere la Repubblica partecipando ai lavori dell'Assemblea costituente.

Concludo ricordando cosa mi disse il capo dell'ufficio istruzione del tribunale di Palermo, Antonino Caponnetto (Applausi), poco prima di entrare nell'aula del maxiprocesso contro la mafia: «Fatti forza, ragazzo, vai avanti a schiena diritta e testa alta e segui soltanto la voce della tua coscienza». Sono certo che in questo momento e in quest'Aula l'avrebbe ripetuto anche a tutti noi. (L'Assemblea si leva in piedi. Vivi, prolungati applausi).

Ancora un attimo di pazienza. La giornata è stata lunga ed emozionante.

Prego gli onorevoli colleghi di voler prestare attenzione alle comunicazioni che seguono.

Gruppi parlamentari, convocazione

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 15 del Regolamento, i Gruppi parlamentari sono convocati per martedì 19 marzo alle ore 15, per procedere alla propria costituzione, ove non lo avessero fatto in precedenza.

Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocazione

PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è convocata per la giornata di martedì 19 marzo alle ore 17.

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 21 marzo 2013

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica giovedì 21 marzo, alle ore 15, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 19,22).

Allegato B

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatore Tonini Giorgio

Riforma della disciplina legislativa sulla cooperazione allo sviluppo e la solidarietà internazionale (211)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatrice Comaroli Silvana Andreina

Disposizioni per l'adeguamento dei trattamenti pensionistici spettanti ai congiunti dei caduti e degli invalidi di guerra (212)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatrice Comaroli Silvana Andreina

Modifiche alla Tabella F allegata alla legge 8 agosto 1995, n. 335 (213)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatrice Comaroli Silvana Andreina

Modifiche all'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in materia di ricongiunzione pensionistica (214)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatrice Comaroli Silvana Andreina

Modifica all'articolo 13 del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, in materia di erogazione dei trattamenti pensionistici di reversibilità (215)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatrice Comaroli Silvana Andreina

Modifiche alla legge 3 dicembre 1999, n. 493, in materia di assicurazione contro gli infortuni domestici (216)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatrice Comaroli Silvana Andreina

Modifiche agli articoli 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, in materia di requisiti per la fruizione delle deroghe in materia di accesso al trattamento pensionistico (217)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatrice Comaroli Silvana Andreina

Modifiche all'articolo 11 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, concernente le deduzioni agli effetti dell'imposta regionale sulle attività produttive, all'articolo 5 della legge 8 marzo 2000, n. 53, concernente i congedi per la formazione, in favore dei lavoratori studenti, nonché all'articolo 20 della legge 2 dicembre 1991, n. 390, in materia di diritto degli studenti stranieri agli studi universitari (218)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatrice Comaroli Silvana Andreina

Disposizioni temporanee in materia di contratti di lavoro, concernenti l'introduzione di clausole di flessibilità oraria e di modificazione delle mansioni del lavoratore con l'applicazione di misure indennitarie e l'attuazione di programmi di formazione professionale (219)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatrice Comaroli Silvana Andreina

Disposizioni per l'adeguamento dei trattamenti pensionistici spettanti ai mutilati e agli invalidi di guerra (220)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatori Marinello Giuseppe Francesco Maria, Ceroni Remigio, Gibiino Vincenzo

Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica (221)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatori Marinello Giuseppe Francesco Maria, Ruvolo Giuseppe, Ceroni Remigio, Gibiino Vincenzo

Ripristino del divieto di prospezioni petrolifere entro il limite di 12 miglia marine dalla costa (222)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatore D'Ambrosio Lettieri Luigi

Norme per la tutela dei consumatori rispetto ai rischi connessi con l'uso di contenitori di plastica contenenti alcool denaturato (223)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatore D'Ambrosio Lettieri Luigi

Disposizioni in materia di insegnamento del primo soccorso nelle scuole secondarie di secondo grado (224)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatore D'Ambrosio Lettieri Luigi

Disposizioni in materia di riconoscimento della medicina omeopatica (225)

(presentato in data 16/3/2013 ) ;

senatore D'Ambrosio Lettieri Luigi

Modifiche ed integrazioni alla legge 11 gennaio 1994, n. 29 "Norme a favore dei terapisti della riabilitazione non vedenti" (226)

(presentato in data 16/3/2013 ) .

Mozioni, apposizione di nuove firme

Le senatrici Pezzopane, Amati e Pinotti hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00001 dei senatori Cuomo ed altri.

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

SCAVONE, COMPAGNONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

il decreto-legge 2 novembre 2012, n. 187, recante "Misure urgenti per la ridefinizione dei rapporti contrattuali con la Società Stretto di Messina S.p.A. ed in materia di trasporto pubblico locale", non convertito in legge, all'art. 1 disponeva: «1. In considerazione dell'attuale condizione di tensione dei mercati finanziari internazionali che impone, a tutela della finanza pubblica, particolari esigenze di cautela nella verifica della sostenibilità del piano economico-finanziario del collegamento stabile viario e ferroviario tra Sicilia e Continente (di seguito Ponte), anche in relazione alle modalità di finanziamento previste, la Società Stretto di Messina S.p.A. ed il Contraente generale stipulano apposito atto aggiuntivo al contratto vigente per l'attuazione delle disposizioni contenute nel presente articolo. 2. Entro 60 giorni dalla stipula dell'atto aggiuntivo la Società Stretto di Messina S.p.A. presenta al CIPE, ai fini di un primo esame in linea tecnica del progetto definitivo dell'opera, unitamente agli elaborati tecnici nonché ai necessari pareri e autorizzazioni, i piani economico finanziari accompagnati da una completa e dettagliata analisi dell'intervento che attesti la sostenibilità dell'investimento, con riguardo sia alle condizioni praticate nel mercato dei capitali sia alle varie ipotesi di finanziamento pubblico. Il CIPE in sede di esame tecnico può valutare parti progettuali dotate di autonoma funzionalità. 3. In esito all'esame in linea tecnica del progetto definitivo dell'intervento, la società Stretto di Messina S.p.a. avvia le necessarie iniziative per la selezione della migliore offerta di finanziamento dell'infrastruttura con capitali privati, senza che ciò dia luogo ad impegni contrattuali vincolanti per la concessionaria. In caso di mancata individuazione del soggetto finanziatore entro il termine per l'esame del progetto definitivo di cui al comma 4, sono caducati tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, nonché le convenzioni ed ogni altro rapporto contrattuale stipulato dalla società concessionaria. In tale circostanza, a definitiva e completa tacitazione di ogni diritto e pretesa, gli effetti della caducazione dei vincoli contrattuali comportano esclusivamente il riconoscimento di un indennizzo costituito dal pagamento delle prestazioni progettuali contrattualmente previste e direttamente eseguite e dal pagamento di una ulteriore somma pari al 10 per cento dell'importo predetto. 4. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino all'approvazione del progetto definitivo da parte del CIPE delle opere come individuate dal comma 2, entro e non oltre i 540 giorni successivi al completamento dell'esame del progetto in linea tecnica, tutti gli effetti dei contratti stipulati dalla Società Stretto di Messina S.p.A. con il Contraente generale e gli altri soggetti affidatari dei servizi connessi alla realizzazione dell'opera sono sospesi e per il periodo di sospensione non potranno essere avanzate dai contraenti pretese risarcitorie o di altra natura a nessun titolo. Sono altresì sospesi gli adeguamenti economici a qualsiasi titolo previsti. Per le parti progettuali non esaminate dal CIPE la sospensione degli effetti contrattuali permane, con le modalità sopra indicate, fino al reperimento della integrale copertura finanziaria. Le parti dovranno improntare il loro comportamento secondo i principi della buona fede. 5. La mancata approvazione del progetto definitivo dell'opera da parte del CIPE, ai sensi del comma 4, comporta la caducazione di tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, nonché le convenzioni ed ogni altro rapporto contrattuale stipulato dalla società concessionaria, secondo le modalità e per gli effetti di cui al comma 3. 6. La Società Stretto di Messina S.p.A. può essere autorizzata, previa approvazione dei progetti definitivi da parte del CIPE, ad eseguire lavori infrastrutturali funzionali all'esigenza dell'attuale domanda di trasporto anche in caso di mancata realizzazione del Ponte, ricompresi nel progetto definitivo generale, a carico del bilancio dello Stato nei limiti delle risorse che saranno individuate con successivi provvedimenti. 7. Con atto di indirizzo del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono impartite direttive finalizzate all'immediato contenimento dei costi di gestione e di personale della società Stretto di Messina S.p.A. 8. Nel caso in cui l'atto aggiuntivo di cui al comma 1 non venga stipulato entro il termine perentorio del 1° marzo 2013 sono caducati, con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto, tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, nonché le convenzioni ed ogni altro rapporto contrattuale stipulato dalla società concessionaria secondo le modalità e per gli effetti di cui al comma 3. 9. Nei casi di caducazione di cui ai commi 3, 5 e 8, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la Società Stretto di Messina S.p.a. è posta in liquidazione e, per lo svolgimento delle attività liquidatorie, è nominato un commissario liquidatore che dovrà concludere le operazioni entro e non oltre un anno dalla nomina. 10. Agli oneri derivanti dagli eventuali indennizzi conseguenti all'attuazione del presente articolo si provvede mediante utilizzo dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successivi rifinanziamenti, relativa al Fondo per lo sviluppo e la coesione. A tale fine le risorse del Fondo sono coerentemente riprogrammate dal CIPE a valere sulle assegnazioni destinate al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti»;

la legge 24 dicembre 2012, n. 228, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità per il 2013)", prevede, all'articolo 1, comma 213, l'assegnazione al Fondo per lo sviluppo e la coesione di una dotazione finanziaria aggiuntiva di 250 milioni di euro per l'anno 2013 da destinare alla attuazione delle misure urgenti per la ridefinizione dei rapporti contrattuali con la società Stretto di Messina SpA. Ulteriori risorse fino alla concorrenza di 50 milioni di euro sono destinate alla medesima finalità a valere sulle risorse rivenienti dalle revoche di cui all'articolo 32, commi 2, 3 e 4, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111;

l'articolo 1, comma 2, della legge 17 dicembre 2012, n. 221, di conversione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (cosiddetto decreto-legge sviluppo), dispone «Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base delle norme del decreto-legge 2 novembre 2012, n. 187, recante misure urgenti per la ridefinizione dei rapporti contrattuali con la società Stretto di Messina S.p.A. ed in materia di trasporto pubblico locale, non convertite in legge";

il ponte sullo stretto è un'opera compresa nel Programma delle infrastrutture strategiche (PIS) di cui all'articolo 1, comma 1, della legge n. 443 del 2001 (cosiddetta legge obiettivo);

il 26 febbraio 2013, in sede di Consiglio dei ministri, il Ministro delle infrastrutture e trasporti ha svolto una relazione sul ponte sullo stretto di Messina, sottolineando l'assenza delle condizioni necessarie per l'adozione di un decreto-legge di proroga del termine per la stipula dell'atto aggiuntivo (fissato al 1° marzo 2013 dal citato decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179), come era stato richiesto dal contraente generale;

in assenza della proroga e non essendo stata possibile la stipula dell'atto aggiuntivo, anche in considerazione delle condizioni poste, il 1° marzo 2013 si è determinata la caducazione, cioè la perdita di efficacia giuridica, dei contratti in essere stipulati e della concessione;

la decisione del Governo di rendere nei fatti impossibile la costruzione del ponte sullo stretto determinerà penali che, a parere degli interroganti, potrebbero oscillare tra i 500 e i 1.200 milioni di euro, ossia all'incirca la cifra che la parte pubblica avrebbe dovuto spendere per la costruzione del ponte (cifra stimata di spesa per lo Stato: un miliardo e 500.000 euro);

insieme al ponte viene meno anche la possibilità di dare occupazione per diversi anni ad oltre 10.000 persone e di dare respiro all'economia dell'isola che vive un momento di enorme difficoltà;

a giudizio degli interroganti si conferma la scelta di non costruire nel Sud l'unica vera grande opera che avrebbe consentito un parziale riequilibrio infrastrutturale, di tipo perequativo, tra il Sud e il Nord. Si tratta di una scelta che, nei fatti, divide l'Italia e separa la Sicilia dal resto del Paese,

si chiede di sapere se il Governo non ritenga doveroso adottare un decreto-legge di proroga del termine del 1° marzo 2013, consentendo così al prossimo Governo di assumere ogni decisione relativa al ponte sullo stretto.

(4-00004)

DE CRISTOFARO - Ai Ministri per la coesione territoriale e dello sviluppo economico - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

la società Tess-Costa del Vesuvio è una società nata nel febbraio 1994 per la gestione del contratto d'area Torrese/Stabiese e, successivamente, ha acquisito funzioni, competenze e servizi per conto dei Comuni dell'area caratterizzandosi sempre più come una vera e propria Agenzia di sviluppo territoriale;

la società Tess è partecipata per il 51 per cento dalla regione Campania, per il 10 per cento dalla provincia di Napoli e per un altro 10 per cento da Invitalia; la restante quota è suddivisa tra i Comuni dell'area;

nel gennaio del 2012, l'assemblea dei soci, su proposta della Giunta regionale, socio di maggioranza, ha votato la messa in liquidazione, sottoscrivendo un accordo con le organizzazioni sindacali per un impegno alla ricollocazione delle 28 professionalità operanti in Tess;

dopo mesi di discussioni si è venuti ad un accordo, firmato e verbalizzato presso la Cabina per la gestione delle crisi della Giunta regionale, per una ricollocazione dei 28 lavoratori suddivisi per quota parte tra tutti i soci. Accordo per il quale, successivamente, da parte di alcuni soci di minoranza (Comuni e Invitalia), veniva ritirata la disponibilità sottoscritta;

il 26 febbraio il commissario liquidatore, in accordo con il socio di maggioranza, avviava la procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori (legge n. 223 del 1991), mentre era in corso un confronto tra le parti per individuare soluzioni per la ricollocazione di tutti e 28 i dipendenti, e non solo quelli rientranti nella quota parte della Regione, così come ribadito nei verbali di accordo oltre che nelle dichiarazioni pubbliche del Presidente della Giunta regionale Stefano Caldoro (si veda, ad esempio, "Il Gazzettino vesuviano" del 28 gennaio 2013);

considerato che a quanto risulta all'interrogante:

nel mese di gennaio la Giunta regionale ha annunciato l'accordo con il Dipartimento per la coesione territoriale per lo sblocco di 150 milioni di euro per le aree di crisi della Campania di cui 40 destinati all'area Torrese/Stabiese;

con delibera n. 30 del 29 gennaio 2013 la Giunta regionale affidava la gestione per il monitoraggio e la valutazioni di tutte le attività connesse, che su quell'area erano state sempre appannaggio della Tess, alla società partecipata regionale Sviluppo Campania;

la società Invitalia fa capo direttamente al Ministero dello sviluppo economico,

si chiede di sapere:

se il Ministro della coesione territoriale, alla luce di quanto esposto, non ritenga doveroso sollecitare, per quanto di propria competenza, la Giunta regionale della Campania affinché, nell'ambito delle attività previste per il monitoraggio di tali investimenti, possano essere utilizzate tutte le professionalità dei lavoratori della Tess attraverso la loro ricollocazione immediata nella società Sviluppo Campania;

se il Ministro dello sviluppo economico ritenga corretto e leale che una società, che rappresenta il braccio operativo del Ministero, possa venir meno agli impegni presi, anche in considerazione del fatto che lo sforzo ad essa richiesto, essendo per quota parte, rappresenta, a parere dell'interrogante, davvero poca cosa, e se non reputi che, come l'interrogante ritiene, tali atteggiamenti non solo offuscano la serietà e l'affidabilità del management di Invitalia, ma possono contribuire ad incrinare ulteriormente la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni;

se non ritenga doveroso intervenire presso i vertici di Invitalia affinché la società non si sottragga alle proprie responsabilità e mantenga gli impegni presi.

(4-00005)

COMUNICAZIONI RELATIVE AD ATTI E DOCUMENTI DELLA XVI LEGISLATURA

Governo, trasmissione di documenti

Il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, con lettera in data 7 marzo 2013, ha inviato, ai sensi dell'articolo 53, comma 16, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la relazione - riferita agli anni 2010 e 2011 - contenente i dati raccolti attraverso l'anagrafe delle prestazioni e degli incarichi conferiti ai pubblici dipendenti e a consulenti e collaboratori esterni.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. CLI, n. 5).

Il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, con lettera in data 7 marzo 2013, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 591, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la relazione contenente i dati relativi alla partecipazione da parte delle amministrazioni pubbliche a consorzi e società, aggiornata al dicembre 2012.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Doc. CCXXVI, n. 4).

Avviso di rettifica

Nel Resoconto stenografico della 1a seduta pubblica del 15 marzo 2013, a pagina 6, eliminare il primo capoverso.