Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 646 del 14/12/2011

LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, un popolo di risparmiatori e di formichine come gli italiani è diventato oggetto di un attacco speculativo senza precedenti da parte di una cricca finanziaria composta dagli artefici della crisi sistemica, iniziata il 7 luglio 2007 con l'esplosione dei mutui subprime, della bolla immobiliare, dei prodotti derivati e del denaro dal nulla, ma anche in una fase di crisi di leadership politica globale da parte dei Governi, che hanno delegato importanti funzioni ad una ristretta cerchia di oligarchi e tecnocrati irresponsabili, cedendo loro pezzi di sovranità, come è accaduto in Europa con la costituzione di quel mostro giuridico denominato Banca centrale europea.

È una crisi lunga e difficile, più grave, per intensità e durata, della depressione del 1929, che ha devastato l'economia reale, distrutto il risparmio delle famiglie, falcidiato 40 milioni di posti di lavoro nell'economia globalizzata, ipotecato il futuro dei giovani e di quell'esercito ricattato di precari, che invecchiano senza un futuro e che si ribellano in tutto il mondo e stanno protestando contro le cattedrali della finanza, di banche, borse e banchieri centrali, veri e propri criminali seriali, massimi responsabili della crisi sistemica: come diceva Karl Marx, fotografando le condizioni dei proletari di fine Ottocento, i giovani, privati del futuro, lottano perché non hanno da perdere che le loro catene. In questi ultimi anni è cambiato il mondo, sono peggiorate le condizioni di vita e di lavoro di centinaia di milioni di uomini e donne, sono cresciute le disuguaglianze, sono state trasferite le ricchezze, è crollata l'illusione salvifica della finanza e dell'ideologia del debito, con una dozzina di persone, composta da banche di affari, agenzie di rating e banchieri centrali, che decide in segreto dove indirizzare i flussi monetari di swap, derivati, credit default swap (CDS), emettendo pagelle ad orologeria, e quale debba essere il futuro dell'umanità, in un Far West finanziario globale privo di regole, senza che l'Europa abbia decifrato in tempo i cambiamenti ed abbia affrontato, con una stringente regolamentazione e severe sanzioni, l'attacco speculativo dei mercati, che ha come obiettivo finale la dissoluzione dell'euro.

Nessun Paese, neppure la Germania, è al riparo da una speculazione quotidiana di veri e propri pirati della finanza, se non si decidono nuove regole e severe sanzioni contro banchieri e pescecani, che sono poi la stessa cosa, ai quali i Governi democraticamente eletti hanno ceduto pezzi di sovranità; essi non hanno risposto in tempo agli attacchi dell'antipolitica, fomentati dagli stessi banchieri responsabili della crisi e da mezzi di informazione afflitti da quella sindrome, ben descritta da Paolo Sylos Labini e definita «cupidigia del servilismo», malattia contagiosa che sta toccando istituzioni e mass media, in una gara spasmodica per chi arriva prima nel lodare il nuovo padrone del vapore, identificato nel Presidente del Consiglio.

Non ritengo che la manovra varata, che non contiene tagli e non contiene riduzione consistenti dei costi, vada nella giusta direzione del pareggio di bilancio. Anzi, definirei il decreto «salva Italia», un decreto «salva banche», con la garanzia statale sui bond bancari, contenuta nell'articolo 8 (Applausi dal Gruppo LNP) e con l'obbligo di aprire un conto corrente imposto a 6 o 7 milioni di cittadini e di pensionati scambiati per evasori, che hanno il diritto di libera scelta se cadere o meno nelle grinfie dei banchieri: con la garanzia statale - lo ripeto - lo Stato dovrà garantire per centinaia di miliardi di euro le obbligazioni o i prodotti tossici o semitossici delle banche.

Abbiamo visto che il debito pubblico è cresciuto. Come dimostra uno studio, nel periodo che va dal 1996 al 2001, esso è stato incrementato di 2,7 miliardi di euro al mese, nel periodo dal 2001 al 2006 è cresciuto di 3,8 miliardi di euro al mese, tra il 2006 al 2008 è aumentato di 3,9 miliardi al mese, e l'ultimo Governo Berlusconi, dal maggio del 2008 al giugno del 2011, lo ha incrementato di 6,4 miliardi di euro al mese. Questi dati dimostrano che, negli ultimi 15 anni, i Governi di centrodestra hanno aumentato il debito pubblico in misura maggiore dei Governi di centrosinistra. Il debito pro capite è arrivato a 31.700 euro ad abitante, mentre nel 1996, quindici anni prima, era di 19.503 euro ad abitante.

Voglio ricordare anche che la madre di tutti i derivati, di tutti quei prodotti tossici è da ricercare proprio in questo debito pubblico, i cui costi sono addossati alle nuove generazioni, senza futuro e senza speranza.

Per questo bisogna perseguire il pareggio di bilancio, che è l'esatto contrario di norme assurde nel decreto «salvabanche», non «salva Italia», varato dal Governo dei banchieri - e mi si consentirà dalle mafiomassonerie di Bilderberg e Goldman Sachs (Applausi dal Gruppo LNP) il quale non ha capito che per combattere la crisi non serve l'istigazione al debito e il ricorso massivo all'uso delle carte di credito per ingrassare le banche ed insegnare l'arte di vivere, indebitati per sempre (Applausi dal Gruppo LNP), ma nuovi modelli di austerità, senso della misura con il denaro reale e guadagni certi, non con il denaro virtuale e l'illusione salvifica della moneta di plastica.

La filosofia di vita al debito e al di fuori delle proprie possibilità è foriera di gravi disastri che stiamo pagando a caro prezzo, e che soprattutto pagheranno quelle generazioni che protestano (anche a Wall Street, dove mi sono recato il 3 dicembre per una intera serata) per decidere sul loro destino, ipotecato da politici distratti e da oligarchi irresponsabili.

La crisi sistemica è il frutto avvelenato della finanza derivata, dell'azzardo morale dei banchieri, dell'ideologia del debito: vivere a credito dà dipendenza come poche altre droghe, e decenni di abbondante disponibilità di una droga non possono che portare ad uno shock, a un trauma, quando la disponibilità cessa. Oggi ci viene proposta dal Governo dei banchieri una via d'uscita apparentemente semplice, dallo shock che affligge sia i tossicodipendenti che gli spacciatori: riprendere con auspicabile regolarità la fornitura di droga, ossia delle carte di debito. Andare alle radici del problema non significa risolverlo all'istante, è però l'unica soluzione che possa rivelarsi adeguata all'enormità del problema e a sopravvivere alle intense, seppur relativamente brevi, sofferenze delle crisi di astinenza.

Nessuno, neppure lo Stato può imporre ai cittadini l'obbligo di aprire un conto corrente bancario, che - lo voglio ricordare - costa in Italia 295,66 euro, contro una media di 114 euro dell'Europa a 27, o di utilizzare una carta di credito. Questa non è libertà, è costrizione: quella costrizione che serve ad ingrassare i signori banchieri che, dopo aver provocato la crisi, sfornano ricette a loro uso e consumo per addossare i costi a lavoratori e pensionati in regola con gli adempimenti fiscali, continuando a perpetrare l'ideologia del debito ed un principio di imprudenza e di avventatezza economica che consente di ipotecare il reddito che si guadagnerà dopo decenni ed addirittura quello dei propri figli, con l'uso massivo della monetica.

Non vedo in quella manovra il pareggio di bilancio. Anche noi, come Italia dei Valori, abbiamo presentato una proposta per il pareggio di bilancio. Temo che si farà il pareggio di bilancio delle banche e dei banchieri, e non quello della povera gente. (Applausi dal Gruppo IdV).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mura. Ne ha facoltà.