Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 646 del 14/12/2011
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TANCREDI (PdL). Il disegno di legge costituzionale che introduce il principio del pareggio di bilancio si inserisce nel quadro degli impegni scaturiti dal patto euro-plus e rafforzati dal patto fiscale approvato la scorsa settimana. L'obiettivo di stabilità e integrità dell'Unione economica e monetaria è ampiamente condiviso, ma non vi è unanimità tra gli Stati sul modo di raggiungerlo. Al di là del vincolo europeo e dell'urgenza imposta dai partner dell'Unione, la revisione dell'articolo 81 della Costituzione è necessaria in considerazione della storia del debito pubblico italiano: per lungo tempo i disavanzi di bilancio sono stati svincolati da valutazioni etiche, oggi soppiantate da principi giuridici, e le decisioni di spesa sono state assunte in base a benefici visibili e immediati, che hanno occultato i costi futuri. Anche il precedente Governo, nell'ambito della nuova governance europea, ha perseguito il pareggio di bilancio nel 2013, traguardo cui non è stato possibile giungere a causa dell'attacco dei mercati finanziari e della riduzione delle previsioni di crescita. La modifica costituzionale avrebbe meritato un approfondimento maggiore: è fondato infatti il timore che, per adempiere ad ulteriori prescrizioni, il Parlamento dovrà rimettere mano all'articolo 81. E' lecito, inoltre, dubitare dell'adeguatezza di un testo che lega l'equilibrio fra entrate e spese alle fasi del ciclo economico. La storia della finanza pubblica italiana dimostra infatti che la compensazione tra avanzi e disavanzi è una chimera: la correzione ciclica si presta a scelte discrezionali, indebolisce la funzione disciplinare del vincolo di pareggio e attenua la credibilità degli impegni assunti. Desta perplessità anche la formulazione dell'articolo 5, che difetta di chiarezza e di precisione. Infine, l'affidamento di funzioni di controllo sull'equilibrio dei conti pubblici ad un organismo indipendente può produrre conflitti istituzionali con gli attuali organi di controllo. Sarebbe preferibile potenziare il supporto informativo necessario al controllo parlamentare attraverso un riordino dei Servizi di bilancio delle Camere. (Applausi dai Gruppi PdL e CN-Io Sud-FS).