Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 646 del 14/12/2011

CABRAS (PD). Le attuali difficoltà del Paese hanno origine nell'intreccio esplosivo tra una crisi finanziaria di natura globale e una crisi politica nazionale che ha investito la maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni del 2008. L'incrocio delle due crisi ha rischiato di distruggere la capacità dello Stato di onorare i suoi impegni. E' vero che la crisi del debito sovrano riguarda tutto l'Occidente, perfino gli USA, ma in Europa assume una particolare virulenza a causa di alcune debolezze istituzionali. Sebbene da lungo tempo una parte della classe politica sia sensibile ai temi del rigore e della revisione della spesa, ridurre il debito è impresa difficile: basti pensare che, nonostante gli sforzi profusi dal Paese, il rapporto tra debito e PIL è più del doppio del limite europeo ed è allo stesso livello del 1992. Occorrerà dunque stimolare la crescita e diffondere, a tutti i livelli di governo locale, la piena consapevolezza degli obiettivi da raggiungere. Il rigore finanziario non è un valore di destra e non implica la rinuncia al federalismo, che si sposa bene anche con una maggiore integrazione europea. Sebbene non sarà sufficiente a tranquillizzare i mercati finanziari, l'approvazione del disegno di legge costituzionale sul pareggio di bilancio è un passo nella giusta direzione. L'Italia infatti deve recuperare credibilità attraverso comportamenti coerenti con gli impegni assunti. In ogni caso il Consiglio europeo della scorsa settimana non è stato un fallimento: sullo sfondo delle decisioni prese in quella sede vi sono l'istituzione degli eurobond e il potenziamento della Banca centrale europea. (Applausi dal Gruppo PD).