Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 646 del 14/12/2011

Allegato B

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Aderenti, Chiti dalle 18,30, Ciampi, Colombo, Conti, De Gregorio, Dell'Utri, Fantetti, Fazzone, Filippi Alberto, Marini, Messina, Micheloni, Oliva, Pera, Sacconi e Spadoni.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: D'Ali', per attività della 4a Commissione permanente; Caforio, Carrara, Costa, Ferrante, Galperti, Granaiola e Scanu, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito; Nessa, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

Affari assegnati

E' stato deferito alla 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare), ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare relativo alla problematica attinente all'utilizzo degli effluenti zootecnici negli impianti a biogas connessi ad attività agricole (Atto 732).

Governo, trasmissione di documenti

Il Ministro della salute, con lettera in data 12 dicembre 2011, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della legge 23 febbraio 1978, n. 833, la relazione sullo stato sanitario del Paese, relativa agli anni 2009 e 2010 (Doc. L, n. 2).

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12a Commissione permanente.

Il Ministro degli affari esteri, con lettera in data 7 dicembre 2011, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera g), della legge 22 dicembre 1990, n. 401, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2010 per la riforma degli Istituti italiani di cultura e gli interventi per la promozione della cultura e della lingua italiane all'estero.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3a e alla 7a Commissione permanente (Doc. LXXX, n. 4).

Il Ministro degli affari esteri, con lettera in data 7 dicembre 2011, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19, comma 3, della legge 15 dicembre 1999, n. 482, la relazione - per l'anno 2010 - concernente l'attuazione degli interventi relativi alla promozione dello sviluppo delle lingue indicate all'articolo 2 della predetta legge diffuse all'estero e alla diffusione all'estero della lingua e della cultura italiane.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3a e alla 7a Commissione permanente (Doc. LXXX-bis, n. 4).

Corte costituzionale, Presidenza

Il Presidente della Corte costituzionale, avvocato Alfonso Quaranta, con lettera in data 6 dicembre 2011, ha comunicato di aver nominato Vice Presidente della Corte stessa il professor Franco Gallo.

Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti

Sono pervenuti al Senato i seguenti voti regionali:

risoluzione della regione Veneto concernente osservazioni sulle proposte di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recanti il quadro legislativo della politica agricola comune (PAC) per il periodo 2014-2020 (proposte nn. COM (2011) 625, 626, 627, 628, 629, 630, 631 definitivi) e sulla proposta di regolamento del Parlamento e del Consiglio recante disposizioni comuni relative ai fondi strutturali compresi nel quadro strategico comune (COM (2011) 615 definitivo). Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138 del Regolamento, alla 5a, alla 9a e alla 14a Commissione permanente (n. 85);

risoluzione della regione Marche concernente osservazioni sulla proposta di regolamento del Parlamento e del Consiglio recante disposizioni comuni relative ai fondi strutturali compresi nel quadro strategico comune (COM (2011) 615 definitivo), sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un programma dell'Unione europea per il cambiamento e l'innovazione sociale (COM (2011) 609 definitivo), sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (COM (2011) 627 definitivo), nonché sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo (COM (2011) 607 definitivo). Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138 del Regolamento, alla 5a, alla 11a e alla 14a Commissione permanente (n. 86);

risoluzione della regione Sardegna concernente osservazioni sulle proposte di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recanti il quadro legislativo della politica agricola comune (PAC) per il periodo 2014-2020 (proposte nn. COM (2011) 625, 626, 627, 628, 629, 630, 631 definitivi). Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138 del Regolamento, alla 9a e alla 14a Commissione permanente (n. 87);

risoluzione della regione Sardegna concernente osservazioni sulle proposte di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recanti il quadro legislativo della politica di coesione per il periodo 2014-2020 (proposte nn. COM (2011) 615, 627, 614, 612, 607 definitivi). Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138 del Regolamento, alla 5a, alla 11a e alla 14a Commissione permanente (n. 88).

Mozioni

MARINARO, BIONDELLI, CARLONI, CHIAROMONTE, DELLA MONICA, FIORONI, GHEDINI, INCOSTANTE, MAGISTRELLI, MAZZUCONI, PERDUCA, PORETTI - Il Senato,

premesso che:

gli obiettivi di sviluppo del millennio, sottoscritti nel settembre 2000 dai 191 membri delle Nazioni Unite, tra cui l'Italia, sono 8 obiettivi che l'intera comunità internazionale si è impegnata a raggiungere entro l'anno 2015;

in particolare, gli obiettivi n. 4, 5 e 6 prevedono: la riduzione di due terzi della mortalità dei bambini al di sotto dei 5 anni, la riduzione di tre quarti del tasso di mortalità materna, l'accesso universale ai servizi per la salute riproduttiva, l'accesso universale alle cure contro l'Hiv/Aids, il blocco della propagazione dell'Hiv/Aids e dell'incidenza della malaria e di altre malattie importanti;

i 3 obiettivi di sviluppo del millennio per la salute sono tra quelli che registrano un maggiore ritardo rispetto ai traguardi prefissati;

secondo i dati forniti dall'Organizzazione mondiale della sanità, ogni giorno circa 21.000 bambini muoiono prima di aver raggiunto il quinto anno di età; 1.000 donne al giorno muoiono per cause collegate alla gravidanza e al parto, 4 milioni di persone ogni anno sono destinate a morire di Hiv/Aids, tubercolosi e malaria;

a differenza dei dati negativi in campo sanitario che si registrano nei Paesi in via di sviluppo, in quasi tutta l'Europa la probabilità che un bambino muoia prima di aver compiuto cinque anni è minore dell'1 per cento, mentre le morti per cause collegate alla gravidanza e al parto, per tubercolosi, malaria e, ad eccezione dell'Europa dell'Est, anche per l'AIDS, sono molto rare;

secondo le statistiche fornite dall'Unicef e dall'Organizzazione mondiale della sanità, nonostante il tasso di mortalità sotto i 5 anni sia diminuito di oltre un terzo tra il 1990 e il 2010, questo progresso è ancora insufficiente a raggiungere il quarto obiettivo di sviluppo del millennio; ancora oggi, in Africa sub-sahariana, un bambino su 8 muore prima dei 5 anni - un evento 17 volte più frequente rispetto alla media delle regioni sviluppate (una su 143) - e in Asia meridionale, un bambino su 15 muore prima dei 5 anni. In realtà, la maggior parte dei bambini sotto i 5 anni che muoiono ogni anno potrebbe essere salvata con misure semplici e molto spesso poco costose, come soluzioni reidratanti, vaccini, antibiotici e zanzariere;

nonostante recenti progressi, tra tutti gli obiettivi di sviluppo del millennio quello più lontano dai traguardi individuati nel 2000 resta quello relativo al miglioramento della salute materna. Come evidenziato da UNFPA, il fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, per ogni donna che muore almeno altre 20 sono vittime di infermità. Secondo una ricerca congiunta dell'Organizzazione mondiale della sanità, Unicef e UNFPA, in Africa sub-sahariana, il tasso di mortalità materna ha registrato parziali progressi negli ultimi due decenni e, in alcune aree, è addirittura aumentato. In Africa la probabilità che una ragazza di 15 anni muoia per cause legate alla maternità è oggi di una su 31, contro uno su 120 in Asia e solo uno su 4.300 nei Paesi più industrializzati. Quanto all'accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, solo il 60 per cento delle donne incinte nei Paesi in via di sviluppo ha accesso all'assistenza di personale qualificato durante il parto e solo una donna su 4 nell'Africa sub-sahariana ha accesso alla contraccezione;

nonostante alcuni passi avanti compiuti negli anni nella lotta contro la malaria, nei Paesi in via di sviluppo a causa di questa malattia muore ancora un bambino ogni 30 secondi. Nonostante i recenti progressi contro la tubercolosi, nel 2010, sono stati registrati 8,2 milioni di nuovi casi segnalati;

nel frattempo, l'obiettivo di garantire entro il 2010 l'accesso universale alle cure contro l'Hiv/Aids è stato palesemente disatteso: solo 6,6 milioni dei 15 milioni di persone che ne hanno bisogno hanno accesso alla terapia antiretrovirale. La pandemia sta sopravanzando gli sforzi fatti per la prevenzione: per ogni persona che inizia la cura antiretrovirale ve ne sono due che contraggono il virus dell'HIV; ogni giorno si registrano 7.000 nuovi casi di infezione (di cui il 97 per cento avviene nei Paesi a reddito medio e basso);

la crisi del personale sanitario nei Paesi in via di sviluppo, sprovvisti di medici, infermieri, personale sanitario di comunità, aggrava le disuguaglianze in merito alla salute e priva un miliardo di persone dell'accesso all'assistenza sanitaria;

il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon nella prefazione al rapporto del 2009 sugli obiettivi di sviluppo del millennio ha scritto: «Non possiamo permettere che un clima economico sfavorevole ci ostacoli nella realizzazione degli impegni assunti nel 2000. Al contrario, i nostri sforzi volti a far ripartire la crescita economica devono essere considerati come un'opportunità per prendere alcune delle difficili decisioni necessarie alla creazione di un futuro più equo e sostenibile»;

secondo previsioni fornite dall'Unesco, nell'Africa sub-sahariana il rallentamento della crescita economica causato dalla crisi finanziaria globale costerà ai 390 milioni di persone che già vivono in condizione di estrema povertà 18 miliardi di dollari, pari ad una riduzione del 20 per cento del reddito di ogni singolo individuo. Questa flessione sta avendo un impatto diretto sugli sforzi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio: secondo l'UNAIDS, le organizzazioni non governative (ONG) che forniscono assistenza sanitaria a orfani e bambini vulnerabili, vedranno ridursi il volume dei loro finanziamenti e saranno costrette a un drastico ridimensionamento delle loro attività e della loro copertura;

nell'attuale congiuntura economica sfavorevole prodotta dalla crisi finanziaria globale degli ultimi anni, investire negli obiettivi di sviluppo del millennio può rappresentare un incentivo utile alla ripresa economica dell'intera comunità internazionale, e non solo una misura di sostegno ai Paesi più poveri;

a sostegno di tale opinione, un'analisi svolta dall'Organizzazione mondiale della sanità sui costi della scarsa o pessima qualità della salute materna e infantile ha messo in luce, come diretta conseguenza di tale stato di cose, una perdita annua di produttività pari a 95 milioni di dollari in Etiopia e a circa 85 milioni di dollari in Uganda. L'Aids, da solo, è responsabile di una flessione annua nella crescita economica del 0,5 per cento-1,2 per cento del prodotto interno lordo (PIL) di metà degli Stati dell'Africa sub-sahariana;

la commissione su macroeconomia e salute dell'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che maggiori investimenti nel campo della salute, che costerebbero ai paesi donatori approssimativamente un decimo dell'1 per cento del loro reddito, verrebbero ripagati ampiamente in termini di milioni di vite salvate ogni anno, di crescita economica e di rafforzamento della sicurezza globale,

impegna il Governo:

a contribuire a migliorare la salute infantile, la salute riproduttiva e materna e a rafforzare la lotta contro Hiv/Aids, tubercolosi e malaria, promuovendo a livello internazionale servizi integrati per la prevenzione dell'Hiv/Aids e fornendo accesso universale ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, alle cure ostetriche, neonatali e infantili;

a rispettare gli impegni economici già assunti in sede europea e internazionale in materia di risorse pubbliche da destinare all'aiuto allo sviluppo e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite, in particolare, con riferimento al fondo globale per la lotta contro l'Aids, la tubercolosi e la malaria (GFATM), versando al più presto i contributi per gli anni 2009 e 2010 e rinnovando un impegno finanziario preciso e verificabile per il triennio 2011-2013;

a sostenere in sede europea e internazionale l'applicazione di una tassa sulle transazioni finanziarie, al fine di destinare la metà del gettito al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, inclusi quelli sulla salute globale;

a sostenere i Paesi in via di sviluppo nella realizzazione di servizi sanitari primari, strutturati in maniera efficiente e in grado di rispondere ai bisogni dell'intera popolazione, contrastando la carenza di personale medico, infermieristico e ostetrico, anche con una regolamentazione dei flussi migratori di operatori sanitari dai Paesi poveri verso quelli più ricchi volta ad incentivare la permanenza di figure professionali qualificate nelle regioni più bisognose;

a sviluppare nelle sedi multilaterali competenti un piano d'azione globale per la salute materna e infantile, per garantire l'accesso universale ai servizi sanitari di base, inclusi i servizi per la salute sessuale e riproduttiva, per madri e figli nei Paesi in via di sviluppo;

a promuovere, in seno al Fondo monetario internazionale, politiche di espansione dello spazio fiscale che permettano ai Paesi in via di sviluppo di aumentare la spesa sanitaria;

a sostenere gli Stati che intendono abolire i ticket sanitari, soprattutto quelli che gravano sui più poveri e i più vulnerabili, promuovendo l'accesso gratuito ai servizi sanitari, in particolare per la salute materna e infantile e per le popolazioni vulnerabili, le partnership tra pubblico e privato sociale (non profit organization, NPO) e la partecipazione della società civile;

a garantire il coinvolgimento delle organizzazioni della società civile, e in particolare delle organizzazioni di donne, nelle decisioni che interessano la vita delle loro comunità, coinvolgendo i rappresentanti della società civile nell'identificazione dei settori prioritari sui quali agire e per i quali fornire servizi, attraverso la comunicazione dettagliata degli impegni specifici e del ritmo e volume dei fondi che verranno destinati a tali progetti;

a migliorare l'efficacia degli aiuti per assicurare il diritto alla salute delle donne, delle madri e bambini, come sollecitato dal Forum sull'efficacia tenutosi a Busan (Corea del Sud) dal 29 novembre al 1° dicembre 2011;

ad assumere iniziative per finanziare i piani nazionali di formazione per il personale sanitario con funzioni apicali, per il personale di livello intermedio e per gli operatori sanitari di comunità con investimenti sufficienti, prevedibili e di lungo periodo, legati ad obiettivi concreti e a indicatori di progresso misurabili, che prevedano anche la crescita delle istituzioni di formazione locali;

ad applicare il codice di condotta per le migrazioni internazionali di personale sanitario dell'Organizzazione mondiale della sanità attraverso un adeguato finanziamento del personale sanitario operante nei sistemi sanitari locali, riducendo la dipendenza di questi ultimi da personale sanitario migrante;

ad assicurare comunicazioni periodiche al Parlamento in materia di aiuto pubblico allo sviluppo, attraverso una definizione degli indirizzi strategici e delle priorità di azione, una programmazione pluriennale degli investimenti, un puntuale rendiconto delle risorse stanziate e dei risultati operativi conseguiti, così da garantire una valutazione della coerenza e dell'efficacia delle politiche in materia di cooperazione allo sviluppo e, più in generale, di promozione degli obiettivi di sviluppo del millennio.

(1-00512)

Interrogazioni

PASSONI - Ai Ministri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

i Nuovi cantieri navali apuani (Nca) costituiscono un centro produttivo essenziale per il territorio di Massa e Carrara che occupa oggi 150 lavoratori diretti e quasi il doppio nell'indotto;

la chiusura dello stabilimento andrebbe ad aggravare di ulteriori costi sociali una provincia che sta subendo pesantemente gli effetti della deindustrializzazione prodotti dalla crisi economica;

ancora fino al prossimo giugno 2012, Nca ha in produzione la nave di Ferrovie dello Stato commissionata un anno fa. Tuttavia a partire da marzo 2012 gran parte dei lavoratori torneranno in regime di cassa integrazione in deroga, dato che sono già stati esauriti gli altri strumenti di ammortizzazione sociale;

in un recente incontro con le rappresentanze sindacali unitarie, l'Amministratore delegato di Nca ha chiarito che si allontana la possibilità che venga confermata la costruzione della nave gemella prevista, e che la crisi finanziaria e la concorrenza internazionale non lasciano molte prospettive di nuove commesse indispensabili per il futuro dello stabilimento e del mantenimento degli attuali livelli occupazionali;

la mancanza di certezze in merito al futuro assetto societario (attualmente 100 per cento Invitalia) e il protocollo sull'accordo di programma che impone la liquidazione in mancanza di un soggetto industriale privato, lasciano i lavoratori in una condizione di insopportabile precarietà e assenza di prospettive per il loro futuro,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga necessario intervenire affinché sia assicurata la commessa riguardante la seconda nave di Ferrovie dello Stato;

se intenda convocare un tavolo di discussione nazionale con la proprietà di Invitalia e le rappresentanze dei lavoratori per delineare eventuali strategie di salvataggio e rilancio dello stabilimento compatibili con la salvaguardia dell'occupazione e del territorio di Massa e Carrara.

(3-02545)

FASANO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali -

(3-02546)

(Già 4-06416)

PASSONI, PARDI, BLAZINA, CARLINO, CHITI, DELLA MONICA, FILIPPI Marco, FRANCO Vittoria, GHEDINI, GRANAIOLA, ICHINO, LIVI BACCI, MARCUCCI, NEROZZI, ROILO, TREU - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

il primo firmatario della presente interrogazione ha già presentato in precedenza altri due atti di sindacato ispettivo (3-01633 e 4-04135) sulla situazione riguardante i lavoratori della multinazionale americana Eaton con sede a Massa;

il 15 dicembre 2011 è prevista la scadenza del periodo di mobilità per molti dei lavoratori della multinazionale. È dunque prioritario cercare rapidamente soluzioni condivise, di concerto con le istituzioni, i privati investitori e i lavoratori stessi che possano garantire la tutela di un reddito accettabile per permettere alle famiglie coinvolte una vita dignitosa;

la Regione Toscana intende proseguire un percorso che la vede soggetto attivo per la ricerca di una soluzione. La Regione si è detta favorevole a offrire un sostegno economico ai lavoratori e a confermare il proprio impegno per tutelare lo sviluppo economico e industriale del territorio;

resta tuttora irrisolto il problema della bonifica dell'area Eaton, requisito fondamentale per rilanciare uno sviluppo industriale credibile del sito che, pur essendo di competenza privata, è intrinsecamente connesso alla bonifica complessiva del sito di interesse nazionale di Massa-Carrara a cura del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,

si chiede di sapere:

quali azioni il Governo intenda intraprendere per favorire una rapida sottoscrizione dell'accordo di programma per le "aree di crisi industriale complessa" della provincia di Massa e Carrara, già oggetto di apposito protocollo d'intesa sottoscritto nell'aprile scorso tra il Ministero dello sviluppo economico, la Regione Toscana e le istituzioni locali, nonché di apposito decreto direttoriale di approvazione dello stato di crisi complessa avente valore nazionale. L'accordo, una volta sottoscritto, potrà determinare concrete misure volte allo sviluppo dei processi produttivi ed occupazionali locali;

quali siano le azioni, nell'ambito dell'accordo, finalizzate ad approfondire la conoscenza e la promozione (scouting ed azioni di marketing territoriale per attrazione investimenti) di soggetti imprenditoriali seri ed interessati a un progetto di reindustrializzazione dell'area della Eaton e delle altre aree disponibili, anche grazie alla strumentazione agevolativa dell'accordo;

quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, in accordo con il Ministero dell'ambiente, per sollecitare la necessaria bonifica dell'area Eaton all'interno del sito di interesse nazionale di Massa Carrara, che altrimenti rischia di diventare un ulteriore ostacolo a ogni progetto di rilancio dell'area.

(3-02547)

BASSOLI, ADAMO, BIONDELLI, GRANAIOLA, BOSONE, COSENTINO, PORETTI, FONTANA, MERCATALI, VIMERCATI, ANTEZZA, TREU, CERUTI, GIARETTA, ROILO, ROSSI Paolo, PERTOLDI, DONAGGIO, AMATI - Al Ministro della salute -

(3-02548)

(Già 4-06405)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

MARCUCCI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

nel giugno 2010 sono state bandite dal Ministero per i beni e le attività culturali, attraverso le singole Direzioni regionali e le Soprintendenze speciali, le gare per l'affidamento in concessione della gestione integrata dei servizi di accoglienza presso siti culturali e musei statali;

malgrado il lungo periodo trascorso dal momento di indizione delle procedure, le singole gare sono, per la maggior parte, ancora lontane dalla conclusione e soprattutto appaiono falcidiate da pronunce giurisprudenziali di annullamento o di sospensione e da una scarsissima partecipazione dei concorrenti;

nello specifico, risultano, allo stato, annullate o sospese le gare del Polo museale di Roma, quelle presso i siti della Calabria, la gara per la ristorazione del Polo museale fiorentino, quelle presso la Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei ed infine la gara per i servizi aggiuntivi per i musei pugliesi. Ovvero le procedure più importanti tra quelle attivate;

inoltre, istruttorie su tali procedure di gara risultano aperte sia dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato che dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici;

a ciò si aggiunga che le procedure attivate e le pochissime concluse hanno registrato, per quanto è dato sapere, una scarsissima partecipazione. In sostanza, le imprese appartenenti al settore o che si affacciano al mercato ritengono, supportate da tale variegato ed uniforme vaglio giurisprudenziale, che le gare, così come sono strutturate, presentano vizi di legittimità ed una scarsa sostenibilità economica;

al riguardo, ad esempio, risulta pressoché inattuato l'istituto del project finacing, per quanto espressamente previsto dal codice degli appalti non solo per il restauro e recupero dei beni culturali ma anche per gli stessi servizi al pubblico; inoltre, appare consigliabile operare una differente modulazione delle condizioni di gestione delle concessioni, tenendo conto dell'apporto richiesto al privato (in termini di investimento) e delle differenti realtà locali (territoriali, di afflusso, climatiche, eccetera),

si chiede di sapere quale sia l'orientamento del Ministro in indirizzo rispetto a tali procedure e, in particolare, se intenda attivarsi al fine di rimuovere, nell'interesse pubblico del tempestivo rinnovo delle concessioni e della maggiore efficienza dei servizi, le suddette ragioni di illegittimità e di non convenienza delle gare, anche rivedendo le condizioni di base della valorizzazione dei beni culturali.

(4-06435)

PORETTI, PERDUCA, DELLA SETA - Al Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che;

secondo il regolamento del 2008 di Trenitalia possono viaggiare sui treni Eurostar Italia effettuati con materiale ETR 460, ETR480 e ETR500, Eurostar alta velocità, treno TBiz: cani guida delle persone non vedenti, anche se accompagnate, e piccoli animali racchiusi nell'apposito contenitore delle dimensioni non superiori a 32x32x50 centimetri;

sempre secondo tale regolamento cani di piccola, media e grossa taglia possono viaggiare sui treni Intercity purché con guinzaglio e museruola e nell'ultima carrozza di seconda classe; mentre sui treni regionali i cani possono viaggiare sulla piattaforma o vestibolo dell'ultima carrozza, con la sola esclusione dell'orario dalle 7 alle 9 del mattino dei giorni feriali dal lunedì al venerdì, la cosiddetta fascia oraria dei pendolari;

nel rispondere ad un'interrogazione del 2008 (4-00116) della prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti pro tempore Altero Matteoli attestava come Trenitalia aveva recentemente modificato la normativa per garantire il trasporto di animali, dopo un primo tentativo di vietarne l'accesso, e ricordava che ogni anno oltre 150.000 animali viaggiano sul treno;

considerato inoltre che:

il nuovo orario in vigore dall'11 dicembre 2011 prevede un taglio dei treni Intercity, gli unici che garantivano, anche se fra mille difficoltà e tempi di percorrenza lunghissimi, la possibilità di viaggiare anche per tratte lunghe con il cane al seguito;

la posizione di Trenitalia è riportata in un articolo pubblicato su "Il Corriere della Sera" del 2 dicembre 2011 in cui si legge: «"Semplicemente - spiegano all'ufficio stampa - gli intercity sono coperti dai contributi statali. E i tagli effettuati dal Governo comportano l'impossibilità di garantire lo stesso numero di convogli. Che questo porti a minori possibilità di viaggiare con il proprio cane è una conseguenza possibile, ma non voluta da noi". L'alta velocità, invece, è coperta direttamente dal mercato. E quanto al regolamento, dicono a Trenitalia, non ci sono variazioni in vista: "Dobbiamo tenere conto delle richieste della nostra clientela. E la maggior parte di chi viaggia sulle Frecce ha espresso il desiderio di non condividere il viaggio con animali"»;

Trenitalia, società controllata al 100 per cento da Ferrovie dello Stato Italiane SpA, e che vede la partecipazione del Ministero dell'economia e delle finanze, gestisce in regime pressoché di monopolio il trasporto su rotaia, effettuando così un servizio pubblico non potendo scegliersi la clientela, tantomeno definirla propria. I clienti di Trenitalia sono in realtà i cittadini italiani utenti del servizio su rotaia. Impedire ad un viaggiatore con il proprio cane (o gatto) di prendere il treno è un venire meno al compito di servizio pubblico. Gli interroganti non sono a conoscenza di quale indagine di mercato sia stata compiuta e mirata in merito al fatto che possa essere gradita la presenza dei cani a bordo dei treni, e se ne siano state fatte di simili sulla presenza ad esempio di bambini;

considerato inoltre che:

Italo treno è la nuova compagnia che dovrebbe effettuare un servizio sempre su rotaia con treni alta velocità a partire dal gennaio 2012 con collegamenti tra 12 stazioni e 49 treni al giorno. Nel suo sito Internetsi legge: «A bordo di Italo potrai trasportare - negli appositi contenitori da viaggio - animali domestici, quali cani di piccola taglia, gatti e altri piccoli animali da compagnia, purché di peso non superiore ai 10 kg. Gli animali devono essere trasportati negli appositi contenitori ("trasportini"), che - nella misura di uno a Viaggiatore - potranno essere alloggiati a bordo treno nelle bagagliere o nelle immediate vicinanze del tuo posto»;

non è comprensibile la motivazione della discriminazione dei cani più grandi rispetto a quelli più piccoli, considerato anche che in altri Paesi europei è normale portare nei treni ad alta velocità cani di qualunque taglia;

le persone e le famiglie che hanno un cane sono sempre più numerose e considerano l'animale d'affezione come un componente della famiglia stessa. Lo portano con sé in tutti gli spostamenti, ma l'obbligo di sottoporlo a questi viaggi massacranti non favorisce certo l'uso del treno, a vantaggio dell'auto privata. Una situazione che contrasta con la volontà del Governo, associazioni ambientaliste e non solo, di promuovere cioè l'uso del mezzo pubblico a svantaggio di quello privato, più inquinante e con una gestione più problematica soprattutto nelle aree urbane;

durante i periodi festivi, in particolare in estate, il fenomeno dell'abbandono dei cani ha il suo culmine proprio e anche per le difficoltà logistiche che si riscontrano nel trasporto. Secondo il Ministero della salute (sulla base di dati gennaio 2007) a fronte di quasi 5 milioni e mezzo di cani di proprietà, circa mezzo milione sono quelli ospitati nei canili, recuperati dopo essere stati abbandonati,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi, per quanto di propria competenza, al fine di sollecitare Trenitalia e Italo treno a rivedere i regolamenti rendendo accessibili tutti i treni a tutti i cani, senza discriminazione di taglia.

(4-06436)

TOTARO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

in data 13 dicembre 2011, a Firenze, Gianluca Casseri, cinquantenne pistoiese, ha aperto il fuoco contro alcuni venditori senegalesi, prima al mercato di piazza Dalmazia, dove ha ucciso sul colpo Samb Modou e Diop Mor, poi in piazza san Lorenzo, dove ha ferito Sougou Mor e Mbenghe Cheike;

Gianluca Casseri era in possesso di una pistola 357 Magnum Smith&Wesson a tamburo,

l'interrogante chiede di sapere:

se corrisponda al vero il fatto che il signor Casseri detenesse un regolare porto d'armi e in che modo ne sia venuto in possesso e per quali motivi;

se il Ministro in indirizzo ritenga che sarebbe opportuno procedere a verificare in maniera più accurata i requisiti psico-fisici e le motivazioni per la detenzione di armi dei privati cittadini.

(4-06437)

FASANO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il Cilento è un'area montuosa della Campania che si protende tra i golfi di Salerno e di Policastro, nella zona meridionale della regione, dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità. La zona conta circa 225.000 abitanti;

dal 1991, in seguito all'istituzione del Parco nazionale del Cilento e vallo di Diano, gran parte del territorio del Cilento è protetto. Rientrano nell'area protetta circa 181.000 ettari di territorio, 8 comunità montane e 80 comuni;

in virtù delle ormai riconosciute bellezze naturali e paesaggistiche della zona, delle sue spiagge puntualmente insignite della bandiera blu, della sua importanza da un punto di vista mitologico, storico e filosofico, delle sue tradizioni, della sua ricchezza di specialità enogastronomiche, il Cilento è sempre di più meta privilegiata di turisti, sia dall'Italia che dall'estero;

considerato che:

l'aeroporto più vicino è quello di Salerno-Costa d'Amalfi, di fatto scalo di modestissime dimensioni, per cui il vero riferimento rimane l'aeroporto di Napoli Capodichino;

il sistema viario che collega il Cilento con il resto della nazione non è dei più efficienti, e non solo per gli eterni lavori in corso dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, ma anche per problemi di viabilità interna;

considerato ancora che:

tale problematica situazione si è aggravata con il taglio di Trenitalia dei convogli notturni;

tale taglio ha notevolmente penalizzato il basso Cilento rendendo difficoltosi i collegamenti tra il Nord e il Sud Italia. Di fatto, di notte non c'è più nessun treno a collegare Torino, Milano e Venezia con la provincia di Salerno. In particolare, i tagli di Trenitalia riguardano l'espresso in partenza da Milano alle ore 20.45 e in arrivo a Sapri alle ore 6.44 e il treno in partenza da Torino alle ore 20.05 e in arrivo a Sapri alle ore 8.32;

tenuto infine conto che, dovendo fare scalo a Roma per poi proseguire verso il Sud del Paese, non solo i tempi di percorrenza si sono allungati ma sono aumentati anche i costi dei biglietti (oggi un viaggio da Milano a Sapri può costare anche 116 euro, 53 in più rispetto ai 63 necessari per un viaggio in cuccetta e 69 in più rispetto ai 47 euro per un viaggio con posto a sedere),

l'interrogante chiede di conoscere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta in premessa;

se e quali azioni di competenza intenda promuovere per scongiurare l'ulteriore isolamento di una zona, quale quella cilentana, che se maggiormente tutelata potrebbe diventare una sempre più ambita meta turistica e dunque un vero e proprio volano di sviluppo per la provincia di Salerno e per l'intera regione Campania.

(4-06438)

BRUNO, RUSSO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

il nostro Paese è uno dei maggiori produttori ed esportatori al mondo di olio extravergine d'oliva, un importante prodotto agricolo che contraddistingue e nobilita "l'italianità" sui mercati alimentari internazionali;

i produttori di extravergine d'oliva hanno lamentato ingenti danni economici derivanti dall'immissione senza freni sul mercato degli oli deodorati;

la presenza in commercio di oli di pessima qualità e dubbia purezza profila una reale fattispecie di concorrenza sleale che danneggia sia produttori che consumatori a vantaggio di aziende che operano ai limiti della legalità;

il regolamento (CE) n. 61/2011 introduce limiti e metodi d'analisi volti alla lotta agli imbottigliatori "furbetti";

gli esperti chimici europei hanno ritenuto che il contenuto di etil esteri degli acidi grassi (EEAG) e di metil esteri degli acidi grassi (MEAG) costituisca un utile parametro di qualità, in quanto la presenza in eccesso di tali sostanze è infatti indicatrice di scarsa qualità del prodotto;

numerose associazioni di produttori e studiosi agroalimentari hanno sollevato perplessità circostanziate circa l'inadeguatezza degli attuali parametri di legge previsti dalla normativa europea,

gli interroganti chiedono di sapere:

se il Governo non intenda impegnarsi per la tutela dell'olio extravergine d'oliva contro la frode degli oli "deodorati", affinché l'Unione europea attui l'abbassamento dei parametri degli alchil esteri e metil alchil esteri, la cui soglia attuale è di 75 milligrammi per chilo, a 30 milligrammi per chilo;

se non ritenga opportuno impegnarsi per inserire il comparto dell'olicoltura tra le colture da includere nel regime accoppiato nella nuova Politica agricola comune;

se non ritenga di attivarsi affinché attraverso una tutela legislativa efficiente si faciliti la competitività sul mercato dei prodotti nazionali ed in particolare dell'olio extravergine d'oliva, un prodotto simbolo del made in Italy, riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.

(4-06439)