Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 640 del 30/11/2011
Azioni disponibili
Calendario dei lavori dell'Assemblea
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi questa mattina, con la presenza dei Vice presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 7 dicembre 2011:
| Mercoledì | 30 | novembre | pom. | h. 16,30-20 | - Seguito disegno di legge n. 2322-B - Legge comunitaria 2010 (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Voto finale con la presenza del numero legale) - Documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari |
| Giovedì | 1° | dicembre | ant. | h. 9,30-13 |
| Martedì | 6 | dicembre | pom. | h. 16,30-20 | - Mozione 452, Bianconi, sulla valorizzazione dei prodotti vitivinicoli e olivicoli italiani - Mozione 428 Baio, sul carcinoma ovarico |
| Mercoledì | 7 | " | ant. | h. 9,30-13 |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2322-B
(Legge comunitaria 2010)
(5 ore e 30 minuti, escluse dichiarazioni di voto)
| Relatore |
| 30' |
| Governo |
| 30' |
| Votazioni |
| 30' |
| Gruppi 4 ore, di cui : |
| |
| PdL | 1 h. | 02' |
| PD |
| 54' |
| LNP |
| 25' |
| UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI |
| 21' |
| Per il Terzo Polo (ApI-FLI) |
| 20' |
| IdV |
| 20' |
| CN-Io Sud-FS |
| 20' |
| Misto |
| 20' |
| Dissenzienti |
| 5' |
BODEGA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BODEGA (LNP). Signora Presidente, vorrei spiegare all'Aula le ragioni per le quali la Lega Nord non ha votato questo calendario dei lavori. Siamo tutti a conoscenza del fatto che il momento è particolare: la gente è preoccupata dei risparmi che ha in banca, se ne ha, e si chiede come farà a tirare sino alla fine del mese. Già dalla scorsa settimana abbiamo chiesto, e lo abbiamo fatto anche nell'ultima Conferenza dei Capigruppo, che il Presidente del Consiglio venga in Aula a riferire sulle intenzioni sue e del suo Governo relativamente ai provvedimenti dei quali quotidianamente leggiamo sui giornali, ma che a noi direttamente non è dato conoscere. Non c'è stata data alcuna risposta.
In alternativa, abbiamo chiesto la presenza del Vice Ministro o di un Sottosegretario per illustrare le intenzioni dell'Esecutivo. Poi, visto e considerato che uno dei problemi principali è quello delle pensioni, abbiamo chiesto la presenza del Ministro del lavoro per capire cosa hanno in testa in relazione a quanto scritto sui giornali. Nulla di tutto questo c'é dato sapere.
Riteniamo che non sia una strada corretta quella intrapresa dal Governo Monti, anche se posso ben capire che i problemi sono tanti e tanto è il lavoro da fare. Questo è il motivo per cui siamo contrari alla programmazione del calendario approvata in Conferenza dei Capigruppo: perché non abbiamo avuto alcuna risposta alle nostre richieste, che credo possano riflettere le legittime aspettative di tutti. Abbiamo chiesto poi la calendarizzazione della mozione Calderoli, fissata per il 13 dicembre. Scusate, ma con tutto il rispetto per le materie che verranno trattate la prossima settimana, vale a dire due mozioni, una della senatrice Bianconi sulla valorizzazione dei prodotti vitivinicoli e olivicoli italiani e una della senatrice Baio sul carcinoma ovarico, riteniamo che la mozione a firma del senatore Calderoli sulla riduzione del numero dei parlamentari e sul trasferimento agli enti locali dei fondi ai Comuni virtuosi - tenete presente, com'è stato detto da tutti, che i sindaci protestano in continuazione - siano argomenti forse più importanti in un contesto generale di crisi economica, e che quindi quest'Aula li dovrebbe trattare prioritariamente.
Questa è la ragione per la quale il nostro voto sul calendario è stato contrario. Rinnoviamo comunque tutte le nostre richieste nella speranza che prima o poi vengano accolte. (Applausi dal Gruppo LNP).
FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD). Signora Presidente, rispondo alle osservazioni del senatore Bodega, che peraltro non era presente alla Conferenza dei Capigruppo, ma che non dubito sarà stato informato minutamente dal suo Capogruppo sulla conduzione di tale Conferenz, che è durata circa due ore proprio sulla base delle richieste della Lega. C'è stata quindi una manifestazione di grande ascolto, disponibilità e compiacenza da parte di tutti i Gruppi rappresentati, nonché da parte della Presidenza del Senato, nei confronti dell'unica opposizione esistente in Aula in questo momento, che è appunto costituita dalla Lega.
Ma l'essere opposizione ovviamente non autorizza a riferire i fatti in maniera non esattamente rispondente alla verità, né soprattutto a ritenersi già immersi e già usciti in un lavacro rigeneratore che cancella ogni segno del passato. (Applausi dal Gruppo PD). Vorrei su questo cominciare a mettere in fila alcuni fatti.
Il primo fatto è che la richiesta del senatore Bricolo è stata quella di calendarizzazione (ciò è avvenuto nella precedente Conferenza dei Capigruppo) di una mozione che il mio Gruppo trova molto interessante. È una mozione che ha due punti essenziali: il primo riguarda gli obblighi del Governo in adempimento delle finalità di alcune manovre finanziarie che riguardano appunto l'autonomia finanziaria degli enti locali (materia sulla quale, come tutti sanno, noi siamo stati - credo - tra i Gruppi più sensibili durante tutta la legislatura, quindi è un punto di grande interesse per noi); il secondo riguarda la riduzione del numero dei parlamentari.
Qualcuno dovrà ricordare alla Lega che eravamo in dirittura d'arrivo con una proposta che era già stata approvata con larghissimo consenso in 1a Commissione e, se il procedimento si è arrestato, è stato perché la Lega ha tirato fuori la necessità che si discutesse insieme tutto, e si è arenato in 1a Commissione e anche in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi)
Quest'Aula, che aveva approvato una mozione perché venisse data corsia privilegiata alla riduzione del numero dei parlamentari, ha trovato una seconda occasione per prendere tempo, su iniziativa della Lega - questo per comprenderci - e ciò è avvenuto con il ritiro della proposta della Lega di riduzione del numero dei parlamentari. Questo per dire che la storia spesso fa giustizia delle posizioni politiche rispetto alla propaganda.
Seconda questione: noi siamo non solo assolutamente disponibili a discutere la mozione Calderoli, ma abbiamo anche fatto un'offerta alla Lega dicendo che è una mozione interessante, ci sono impegni seri; i Gruppi, a cominciare dal mio, potrebbero rinunciare a presentare una mozione sugli stessi temi, così dando la prova della più ampia disponibilità, che è solo interrotta da un impegno istituzionale importante come il congresso del PPE, al quale alcuni Gruppi di quest'Aula devono partecipare per ragioni che sono ovvie.
Quindi è sulla calendarizzazione della mozione che si pone la questione. Sulle richieste subordinate, cioè che la prossima settimana venga il Ministro dell'economia o il ministro Fornero, a me pare di poter dire due cose. In primo luogo, questo Governo ha circa dieci giorni di vita; se togliamo le domeniche sono meno. Per chi ha atteso tre anni e mezzo, dieci giorni mi sembrano francamente pochini. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).
In secondo luogo, i colleghi della Lega hanno certamente l'intelligenza politica, la prudenza istituzionale e l'accortezza istituzionale per sapere che ragionare in quest'Aula dei diversi step prima che il procedimento europeo - chiamiamolo così - sia concluso può avere un'influenza in una fase così difficile per l'economia europea, per l'euro, per cui la richiesta del Ministro di attendere la fine del procedimento (non sarà fra sei anni, bensì il 9 dicembre) perché il Ministro dell'economia nonché Presidente del Consiglio venga a riferire, a me pare assolutamente legittima. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, non comprendiamo il senso della polemica dei colleghi della Lega (lo dico con tutta onestà e con grande serenità), perché noi ci atteniamo ad un metodo di lavoro che è stato quello deciso in precedenza dalla Lega e dai Gruppi parlamentari che hanno svolto, fino a qualche settimana fa, la funzione di Gruppi parlamentari di maggioranza.
Si tratta di un metodo che noi non abbiamo condiviso, ma che abbiamo rispettato, perché introdotto dalla maggioranza del Senato.
Questo metodo si è così tradotto nella nostra discussione parlamentare degli ultimi mesi. Innanzitutto, attraverso il fatto che, quando viene richiesto, giustamente e legittimamente, a un Ministro o al Presidente del Consiglio di venire in Parlamento a rendere un'informativa su alcuni argomenti, questo lo si è fatto coincidere, nel 95 per cento dei casi, con i provvedimenti che il Governo ha sottoposto al Parlamento. Ricordo ai colleghi della Lega che noi abbiamo chiesto più volte, in diverse occasioni, che il ministro Tremonti venisse in quest'Aula e rendere informative sui contenuti dell'azione di politica economica del Governo in Italia e nei rapporti con gli altri partner europei. E in ogni occasione ci è stato risposto che il Ministro dell'economia sarebbe venuto in Aula solo in coincidenza e in occasione della discussione di provvedimenti approvati dal Governo e che, in quella sede, anzi in sede di discussione generale su quei provvedimenti, si sarebbe conosciuta l'opinione del Governo.
Noi abbiamo fatto quindi la stessa identica cosa. Il Governo ha annunziato che lunedì varerà un primo pacchetto di norme e che verrà ad informare e a discutere con il Parlamento sui provvedimenti che riguardano le questioni economiche. Il Governo ha detto, con molta onestà, che, prima di rendere un'informativa completa sulle questioni che bollono in pentola a livello europeo, deve completare il giro di interlocuzioni, che sta svolgendo e che si completerà con altri incontri che il presidente Monti avrà dal 6 al 9 dicembre in Europa; esso sarà quindi in condizione di fornire al Parlamento un'informativa compiuta e dettagliata su tutto questo lavoro all'esito di questo giro.
Sinceramente, non capisco la ragione per la quale si stia facendo strumentalmente questa polemica e non capisco la ragione per la quale questo metodo, che - ripeto - noi non abbiamo condiviso, ma abbiamo accettato perché voluto della maggioranza, oggi non vada più bene. Inviterei pertanto i colleghi della Lega a votare il calendario. Quest'ultimo prevede che già da lunedì noi avremo la possibilità di discutere in Parlamento i provvedimenti del Governo e sapremo se saranno presentati prima qui o alla Camera, cosa che verrà concordata tra i due rami del Parlamento. Avremo la possibilità di avere qui il Governo, dopo che avrà concluso questo giro di consultazioni europee; il Presidente del Consiglio potrà dirci cosa sta succedendo e in che termini. Tutto questo mi sembra normale e giusto; magari lo si fosse fatto in precedenza, così come oggi lo si sta garantendo!
Chiederei pertanto ai colleghi della Lega, senza alcuna polemica e con grande serenità, di accettare la proposta avanzata da tutti noi di discutere la mozione nella settimana successiva (quella del 13 dicembre), perché ci sarà la possibilità che ciascun Gruppo parlamentare dia il proprio contributo a questa mozione, presentando mozioni proprie o confluendo sul testo della Lega.
Ricordo a me stesso che questa mozione contiene due punti. Il primo punto riguarda la riduzione del numero dei parlamentari, su cui quest'Aula si è già pronunciata con la dichiarazione d'urgenza per l'esame dei relativi provvedimenti. L'accelerazione è già stata disposta e non è pertanto necessario approvare una nuova mozione in merito; cerchiamo di concludere l'esame in Commissione e calendarizziamo quei provvedimenti in Aula, altrimenti vi prendete in giro e ci prendiamo in giro. Il secondo punto oggetto della mozione attiene al riparto delle risorse tra i Comuni, le Province e il sistema delle autonomie. Questo potrà essere oggetto di una discussione di merito più approfondita, su cui anche noi non siamo in linea di principio contrari, nel momento in cui sapremo cosa il Governo ha previsto in questo primo pacchetto di provvedimenti in materia economica.
Insomma, se veramente volete fare un'opposizione costruttiva, fatela. Confrontiamoci, facciamolo con serenità utilizzando le regole che avete imposto voi e che noi abbiamo subito. Pertanto, oggi vi diciamo: se vi stavano bene allora, vi devono stare bene anche oggi. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI ePD).
BRICOLO (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRICOLO (LNP). Signora Presidente, rispondo alla senatrice Finocchiaro e al senatore D'Alia. Le cose non stanno proprio così, caro collega D'Alia. Questo è un Governo che a differenza dell'altro - visto che si accusa di adottare atteggiamenti diversi in momenti diversi - non è stato votato dal popolo: questo è un Governo che nasce attraverso una manovra di Palazzo. (Commenti del Gruppo PD). Questo è un Governo che non ha un programma legittimato dal voto popolare. Questo Governo, attraverso le conferenze stampa del presidente del consiglio Monti - ne ha fatta una anche oggi - decide di esternare al pubblico quello che intende fare e nei limiti che lui definisce, nel senso che non approfondisce certi temi, non ne affronta altri, magari per non scontentare una parte della maggioranza che in questo momento lo sta appoggiando piuttosto che un'altra.
Noi crediamo che in un momento come questo il confronto non debba avvenire nelle conferenze stampa, ma debba avvenire in Parlamento. Questo credo sia nell'interesse di tutti, senatore D'Alia. Eravate voi a fare le richieste di voto sul calendario assumendo in più occasioni un atteggiamento ostruzionistico per cercare di bloccare i lavori d'Aula. Noi oggi non abbiamo fatto questo: abbiamo semplicemente motivato il nostro voto contrario. Non abbiamo richiesto modifiche al calendario, considerato che tanto, visti i numeri, sarebbero state tutte bocciate, per non allungare ulteriormente i tempi di questa seduta.
Non c'è volontà ostruzionistica. Semplicemente si vuole avere un confronto chiaro in Parlamento con il Governo, che ci è negato. Per lunedì è stato annunciato un decreto; il Governo martedì può venire a riferire non solo dei contenuti di questo decreto, ma circa intenzione di emanare nuovi provvedimenti, su cosa vuole fare per risolvere i problemi di questo Paese. Il Governo si nasconde e dice no e questo è inaccettabile.
Non solo: abbiamo chiesto di far lavorare il Parlamento. Abbiamo chiesto la calendarizzazione della mozione presentata dal senatore Calderoli per la prossima settimana, ma ci è stato risposto di no perché c'è il congresso del Partito popolare europeo cui si dovrà partecipare. Ci è stato detto che c'è la necessità di approfondire, quando la nostra richiesta risale alla settimana scorsa per questa settimana. C'era stato detto di no, perché era una settimana con lavori parlamentari molto importanti, ma sappiamo bene che la seduta odierna concluderà anche la settimana dei lavori. Domani, infatti, non ci sarà seduta, perché non c'è niente da fare. Domani non si lavora e in tutta la prossima settimana esamineremo due mozioni dai contenuti sicuramente importanti, come diceva il collega Bodega, ma che non vanno a intervenire sui reali problemi del Paese.
Quanto alla mozione presentata dal senatore Calderoli che parla della riduzione del numero dei parlamentari, senatrice Finocchiaro, su questo tema ci eravamo dati dei tempi; avevamo accantonato anche la sua mozione: avevamo detto che entro due mesi si sarebbero dovuti affrontare gli argomenti in Commissione per portare avanti il disegno di legge, che era del Governo, ma quello che ora non c'è più, e quindi, di fatto, il provvedimento non ha più un nome perché non ha più un Governo che lo appoggia. Visto che i tempi sono passati - lo abbiamo detto in Aula e oggi non diciamo una cosa diversa - diciamo allora: affrontiamo seriamente il tema della riduzione del numero dei parlamentari e, allo stesso tempo, affrontiamo la questione importantissima e molto sentita sul territorio del riparto dei fondi a favore degli enti locali, tenendo conto dei Comuni virtuosi, cosa che il Governo deve fare al più presto perché previsto dalle manovre che tutti insieme abbiamo votato in questo Parlamento.
Diciamo le cose come stanno: noi stiamo facendo seriamente il nostro lavoro d'opposizione; voi state difendendo l'operato di un Governo che sta in tutti i modi nascondendosi, evitando il confronto in Parlamento. Ricordo che il presidente Monti nel suo intervento sulla fiducia aveva detto che i suoi Ministri si sarebbero recati in Commissione per riferire sul loro operato, su cosa vogliono fare in questa fine di legislatura. Finora non si è visto un Ministro, non è stato calendarizzato un incontro con nessun Ministro di questo Governo. (Commenti dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Ho chiesto di prestare attenzione quando parlavano altri Presidenti di Gruppo: vale lo stesso discorso anche adesso.
BRICOLO (LNP). Abbiamo semplicemente chiesto di lavorare e di confrontarci con gli altri, senza imporre niente a nessuno e senza nessuna intenzione ostruzionistica. Ci è stato detto di no. Ne prendiamo atto. (Applausi dal Gruppo LNP).
*QUAGLIARIELLO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
QUAGLIARIELLO (PdL). Signora Presidente, vorrei provare a dare un contributo per ritrovare un po' di serenità su questo tema.
Desidero innanzi tutto rassicurare il senatore Bricolo e la Lega: se la sollecitazione, in sostanza, è affinché i provvedimenti che il Governo intenderà assumere arrivino in Parlamento e che su di essi si sviluppi un dibattito approfondito, noi siamo pronti a dare ogni tipo di rassicurazioni. Se c'è stato un limite nel dibattito di questi giorni è che ci si è fermati ai titoli dei paragrafi. Ad esempio, parlare di patrimoniale non vuol dire nulla. Chi conosce la materia sa che sotto il titolo di quel paragrafo vi può essere scritto di tutto e che molto probabilmente, mai come in questo caso, il lavoro che noi dovremo fare in Parlamento è quello di badare ai particolari.
Il nostro Gruppo sarà dunque assolutamente vigile affinché tutto passi dal Parlamento. Siamo in una fase nella quale la politica ha compiuto un passo di lato. L'ha fatto per responsabilità nazionale, perché l'Italia si trova in una crisi globale della quale rischiava di diventare il capro espiatorio così come lo è stato il Governo che fino a qualche settimana fa la rappresentava. Oggi le cose sono più chiare. Coloro i quali ritenevano che un semplice cambio di Esecutivo avrebbe risolto ogni problema hanno avuto la dimostrazione dai fatti che non è così e che le difficoltà sono diverse. (Applausi dal Gruppo PdL). Possiamo dirlo perché c'è stato un atto di responsabilità. Se questo atto non fosse stato compiuto, non si sarebbe avuta la prova della realtà e essa non sarebbe diventata consapevolezza collettiva.
Ebbene, questo atto di responsabilità della politica non è un atto di resa. Non significa alzare le mani di fronte al potere dei tecnici, tra virgolette. Resta un atto di responsabilità politica che, anzi, va rivendicato.
Vorrei aggiungere un'ulteriore considerazione nel merito e, anche in questo caso, di ordine sostanziale. Mi rifersco alla mozione Calderoli, che non solo rispettiamo, ma che vogliamo anche discutere. Riteniamo anche che nel dispositivo quella mozione riprenda un lavoro comune che è stato fatto e che, per quel che ci riguarda, intendiamo difendere. C'è un aspetto particolare della mozione sul quale vogliamo assumere ancora alcuni giorni di tempo, anche perché le informazioni in mio possesso non sono del tutto coincidenti con quelle che sono state riferite qui dagli altri colleghi Capigruppo. A me non risulta che il lavoro in Commissione si sia impantanato e che l'iniziativa di riforma più complessiva possa essere catalogata come dilatoria, finalizzata a non discutere di un tema che dovremmo avere tutti quanti a cuore: quello della riduzione dei parlamentari. Mi risulta anzi che si sia giunti alla conclusione della discussione generale e che sia possibile passare alla fase emendativa.
Perché dico questo? Perché rivendico quanto ho sostenuto in quest'Aula assieme ai colleghi della Lega. Ben venga la semplice riduzione del numero dei parlamentari che tiene fermo questo assetto bicamerale, se viene praticata come ultima ratio. Ma dobbiamo renderci conto che questa sarebbe una sconfitta della politica e del parlamentarismo. (Applausi dal Gruppo PdL). È un modo demagogico di declinare il tema dei costi della politica. Il vero costo della politica, colleghi senatori, è il fatto che in Italia, per approvare una legge, occorrono 850 giorni contro i 450 giorni che ci vogliono nel resto d'Europa. (Applausi dal Gruppo PdLe della senatrice Mariapia Garavaglia). É il fatto che in Italia c'è un sistema di navetta che, di fatto, è assolutamente non idoneo alle novità introdotte dalla modernità e dalla tecnica.
Noi dobbiamo provare fino in fondo a salvare il bicameralismo, a renderlo funzionale, e in questo contesto produrre quella riduzione del numero dei parlamentari che non deve essere un osso che gettiamo ai tanti detrattori della politica, che non si soddisferanno mai di qualunque pezzo di carne daremo loro a disposizione. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).
Allora, colleghi della Lega, se possiamo salvare questa impostazione, che è di tutti quanti noi, se possiamo salvare un discorso che vada oltre e metta in discussione il bicameralismo, il suo funzionamento, e lo accordi anche con le proposte sul federalismo da noi avanzate, dobbiamo sostenere fino in fondo tutti gli sforzi.
Probabilmente l'odierno contesto politico può essere un'opportunità in tale senso. Vi sono infatti alcuni provvedimenti da cui passa la salvezza del nostro Paese nella crisi economica mondiale. Per il resto, il Parlamento dovrebbe mettere mano all'assetto istituzionale e fare in modo che, dalla prossima legislatura, non ci sia mai più la necessità che la politica faccia un passo indietro o un passo di lato. Questo è anche un problema di funzionamento istituzionale ed è quanto dovremmo discutere in queste Aule nell'anno che ci separa dalle prossime elezioni. (Applausi dai Gruppi PdL, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI e dei senatori Sangalli e Biondelli. Congratulazioni).
LI GOTTI (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Signora Presidente, onorevoli colleghi, non ho ben chiaro il motivo per cui è stata sollevata questa questione. Oggi, in tarda mattinata, alla Conferenza dei Capigruppo è stata avanzata la proposta di discutere la risoluzione presentata dal senatore Calderoli la prossima settimana, nei giorni 6 o 7 dicembre. Questa è stata la proposta del presidente del Senato. Alcuni Gruppi, però, hanno fatto presente la loro assenza, a livello di vertice, per la partecipazione al congresso del Partito Popolare Europeo che si svolgerà a Marsiglia. Pertanto, hanno chiesto lo slittamento della discussione della proposta di una settimana.
Il Capogruppo della Lega si è mostrato d'accordo al rinvio alla settimana successiva, ossia al 13 dicembre, ma ha avanzato la richiesta di ottenere in cambio la presenza del Ministro. Quando gli è stato risposto che il Ministro non sarebbe stato presente in Italia, ha chiesto la presenza del Vice Ministro e, alla risposta negativa (il Vice Ministro sarà al seguito del Ministro), ha chiesto un Sottosegretario. Devo dire che alla fine sembrava di stare al mercato. Si è detto che, all'esaurimento dello svolgimento delle procedure europee, si verrà a rispondere in questa sede.
Non si tratta di una richiesta di modifica del calendario, bensì di un capriccio infantile. (Applausi dal Gruppo IdV e della senatrice Biondelli).
PRESIDENTE. Se ho ben capito, anche a seguito dell'intervento del presidente Bricolo, non esiste ad oggi la formalizzazione di una modifica del calendario, ma solo una motivazione di voto contrario.
Su questo lascio la parola al presidente Viespoli che ha chiesto di intervenire.
VIESPOLI (CN-Io Sud-FS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIESPOLI (CN-Io Sud-FS). Signora Presidente, io non avevo chiesto la parola perché ritengo che non sia un buon esercizio di parlamentarismo quello di determinare le condizioni per cui, a torto o ragione, la Conferenza dei Capigruppo non esaurisce il confronto al suo interno, ma diventa il primo tempo del dibattito in Aula. Ritengo che ciò non sia utile ai lavori e al dibattito parlamentare e quindi pensavo di non prendere la parola, tuttavia, se la Conferenza dei Capigruppo deve diventare una sorta di esercitazione sulle grandi questioni o sulle piccole questioni, tra l'altro con versioni che non sempre sono puntuali, allora io dico con grande chiarezza che pensavo fossimo usciti dalla logica del berlusconismo e dell'antiberlusconismo: non vorrei che, invece, ora entrassimo nella logica del leghismo e dell'antileghismo, che diventi una sorta di confronto all'interno di questa Aula parlamentare per fare una rincorsa a di chi è più zelante da una parte, e a chi è più zelante dall'altra.
La questione è semplice: la Lega ha legittimamente posto il problema di ascoltare il Presidente del Consiglio, tra l'altro in una condizione parlamentare nella quale finora non vi è stata neanche la possibilità di ascoltare i Ministri, ai quali spetta, come una sorta di atto dovuto, di riferire alle Commissioni di merito le linee programmatiche del proprio Ministero. Tale fatto ancora non si è realizzato in alcune Commissioni: richiedere un adempimento del genere non sembra una questione intoccabile.
Ci sono problemi che il Governo legittimamente ha posto, la Lega legittimamente svolge la sua parte e noi, anziché esercitarci nel secondo tempo, faremmo bene a prendere atto del fatto che, nel ruolo parlamentare, ciascuno ha una posizione e un atteggiamento e andare al dunque delle questioni. Noi stiamo discutendo del calendario; non stiamo parlando di altre questioni e di altri problemi: affrontiamoli in maniera responsabile, attenta, comprensiva del ruolo e delle funzioni di tutti. Altrimenti, ritengo che bisognerà fare una modifica del Regolamento e determinare - ma non voglio avanzare una provocazione - il fatto che, per evitare il secondo tempo, la Conferenza dei Capigruppo si svolga direttamente in Aula. Recupereremmo così in termini di tempo e di trasparenza. (Applausi dal Gruppo CN-Io Sud-FS e del senatore Mazzatorta).
MURA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MURA (LNP). Signora Presidente, sottraggo solo pochi secondi a lei e ai colleghi, esclusivamente per ribadire quanto ella ha già detto e che ritengo importante precisare per tutti.
In questa fase non capisco, francamente, quale sia la ratio del dibattito che si è aperto, dal momento che non è stata richiesta alcuna modifica del calendario. Non capiamo perché ci mettiamo tutti a discutere, come diceva giustamente il collega Viespoli, di questo eventuale primo tempo. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Infatti, senatore Mura, come avevo già detto, non essendo state formalizzate proposte alternative, perché la Lega ha voluto solo motivare il suo voto contrario al calendario dei lavori, il calendario si intende definitivo.