Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 640 del 30/11/2011
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GRANAIOLA (PD). Signora Presidente, signor Ministro, cari colleghi, la senatrice Adamo ha già delineato un quadro molto chiaro dell'iter di questo disegno di legge, per cui concentrerò il mio intervento soltanto sull'articolo 11, soffermandomi sulla questione delle concessioni demaniali marittime per uso turistico-ricreativo che, come ben sappiamo, riguarda 30.000 piccole e piccolissime imprese esistenti sul territorio nazionale, con un numero di occupati che, se si considera l'indotto, sfiora i tre milioni di persone.
Su questo argomento è stato detto tutto ed il contrario di tutto, pur nella diffusa scarsa conoscenza dei reali termini della questione. Sono state trovate soluzioni assurde da parte di Ministri del Governo precedente, che hanno gettato discredito sulla categoria e creato fratture tra sindacati e movimenti, facendo perdere di vista quella che era l'unica, vera e legittima richiesta degli imprenditori balneari, vale a dire la tutela delle proprie imprese, del lavoro di una vita di intere famiglie, degli investimenti effettuati grazie anche a mutui consistenti e pesanti, dei quali purtroppo le banche cominciano a chiedere il rientro, vista la grave situazione di incertezza normativa che grava su dette aziende.
Nessuna liberalizzazione ha sostituito gli imprenditori esistenti, penso ad esempio ad ENEL e ai distributori di carburanti. In questi casi si è passati addirittura da un regime concessorio ad uno autorizzatorio, permettendo agli imprenditori di continuare le loro imprese, e sono bastate autocertificazioni attestanti i requisiti per la continuazione delle imprese. Nessuna liberalizzazione prevista dall'Europa ha mai avuto l'intenzione di distruggere un sistema economico che funziona, e questo ce lo ha confermato il commissario Barnier nella sua audizione del 24 novembre scorso qui in Senato.
Perché, allora, distruggere un settore che non ha mai chiesto sostegni economici, che paga l'aliquota IVA più alta del comparto turistico, che potrebbe accrescere notevolmente le entrate dello Stato se fossero applicati i giusti canoni concessori, previsti dall'accordo con il precedente ministro Brambilla, accordo mai applicato e non certo per volontà degli imprenditori balneari?
Come ci è stato ricordato a Bruxelles il 21 novembre scorso - in occasione di un'audizione con il vice capo unità della Commissione competente per la questione dei balneari, il dottor Frohn, ed il funzionario competente per le questioni legali, il dottor Daniel Kramer - è compito dei Governi nazionali trovare la giusta applicazione delle direttive, e questo deve valere anche per la direttiva Bolkestein. Entro il 28 dicembre 2011 dovrà essere presentato il piano di monitoraggio sullo stato di applicazione della stessa e gli eventuali effetti negativi per individuare gli eventuali correttivi necessari. Spero che questo avvenga al più presto.
Quindi, seppure a malincuore, voterò questa legge comunitaria per chiudere definitivamente la procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, che si dice causata dal rinnovo automatico delle concessioni e dal diritto di insistenza, ma mi aspetto che la delega concessa al Governo dallo stesso articolo 11 ci porti davvero all'emanazione di una legge che metta ordine e faccia chiarezza sulla materia, che definisca puntualmente cos'è l'arenile e che restituisca stabilità e serenità alle imprese italiane che operano nella balneazione e che si trovano attualmente a dover affrontare, oltre alle difficoltà imposte dalla crisi, un'insopportabile incertezza normativa che, mettendo a repentaglio la loro sopravvivenza, ha di fatto bloccato tutto l'indotto ed ha messo in ginocchio tutte le imprese fornitrici.
Con 8.500 chilometri di costa, di cui 6.000 balneabili, solo 2.500 sono dati in concessione, per cui non esiste né limitatezza delle risorse, né impedimento alla libertà di stabilimento, né limitazione della concorrenza. Aste pubbliche che affiderebbero le imprese esistenti a chi offre un euro in più, senza pretendere dal nuovo assegnatario quelle garanzie di sicurezza, di rispetto dell'ambiente, di professionalità che hanno consentito il consolidarsi di un'identità culturale e di uno stile di accoglienza non anonimo, ma personalizzato, tale da fidelizzare la frequentazione del turista, sarebbe come cancellare quel modello di balneazione attrezzata, che è diventato un fondamentale punto di forza della nostra competitività nel mercato nazionale e internazionale delle vacanze.
Signora Presidente, poiché non ho concluso e ho esaurito il tempo a mia disposizione, chiedo di poter allegare la restante parte del mio intervento al Resoconto stenografico della seduta odierna. (Applausi dal Gruppo PD).