Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 640 del 30/11/2011
Azioni disponibili
CARLINO (IdV). Signora Presidente, signor Ministro, colleghi, la legge comunitaria annuale è uno strumento normativo volto ad assicurare il periodico adeguamento dell'ordinamento nazionale a quello comunitario. La procedura di recepimento della normativa comunitaria prevede la presentazione al Parlamento, entro il 31 gennaio di ogni anno, da parte del Ministro per le politiche comunitarie, di un apposito disegno di legge, e una serie di passaggi a noi noti, che non credo sia necessario ricordare.
Purtroppo devo però sottolineare che il disegno di legge comunitaria per il 2010 ha iniziato il suo iter parlamentare solo nell'agosto 2010 (di fatto nell'ottobre) al Senato della Repubblica, mentre sarebbe dovuto cominciare entro il 31 gennaio. Quindi è stato licenziato dal Senato in prima lettura nel febbraio del 2011. Il provvedimento licenziato dal Senato conteneva solo 18 articoli (originariamente erano 11) e ampliava gli elenchi di direttive contenuti negli allegati A e B. Durante il primo passaggio in Senato, il Gruppo Italia dei Valori, anche in ragione della snellezza del provvedimento originario, ha presentato solo 5 emendamenti (56 in tutto da parte di tutti i Gruppi), un ordine del giorno ed una risoluzione relativa alla relazione che accompagna il provvedimento.
I principali aspetti toccati dai suddetti atti presentati dal mio Gruppo riguardavano principalmente; una correzione per evitare duplicazioni di norme già in vigore; la soppressione dell'articolo 8 su «Roma Capitale», l'individuazione di autorità specifiche circa la competenza per la tutela della sicurezza dello Stato, l'introduzione di modifiche - o la totale soppressione - all'istituto del fiduciario che si voleva introdurre all'articolo 12. L'ordine del giorno riguardava invece l'obbligo, in capo alla pubblica amministrazione, di saldare i debiti con i fornitori entro 30-60 giorni, come previsto dalla direttiva 2011/7/UE. Infine, la risoluzione del Gruppo era tutta incentrata sull'impegno al Governo di rispettare le procedure circa l'approvazione della medesima legge comunitaria e, soprattutto, di nominare il Ministro delle politiche comunitarie, ruolo rimasto vacante dal 17 novembre 2010 al 27 luglio 2011, nessuna delle proposte del Gruppo Italia dei Valori è stata approvata.
Come i colleghi ricorderanno e, come immagino il Ministro saprà, la Camera ha esaminato il provvedimento a partire dal 16 febbraio 2011, oltre un anno dopo la prevista presentazione dello stesso da parte del Governo. Non solo, l'atto è passato, per fortuna solo inizialmente, dai 18 articoli ricevuti dal Senato, a ben 41, riducendoli poi a 24, e oltre a numerosissimi emendamenti presentati anche da tanti parlamentari di maggioranza, il relatore, prima dell'esame dell'Assemblea nell'altro ramo del Parlamento, ha presentato ancora altri emendamenti del tutto estranei all'oggetto del provvedimento, in materia di responsabilità civile dei magistrati e di responsabilità erariale di amministratori di aziende pubbliche. Il provvedimento è quindi dovuto tornare in Commissione, ma l'Assemblea, pur dopo aver stralciato le parti suggerite dalla Commissione, ha respinto l'articolo 1 del provvedimento, mandando sotto il Governo d'allora. Infine, non dopo qualche difficoltà politica, l'esame in Assemblea è ripreso il 26 luglio, data in cui il disegno di legge è stato approvato all'unanimità e trasmesso al Senato, pur con ampie modificazioni rispetto al testo entrato in Aula, conseguenti alla soppressione dell'articolo 1.
Ho voluto fare questo preambolo, signor Ministro, signor Presidente, perché ritengo sia doveroso specificare agli elettori le motivazioni del nostro voto. Il mio Gruppo, già molto prima della necessaria condivisione di intenti alla quale siamo costretti oggi (mi riferisco alle diverse forze politiche che sostengono questo Governo), aveva, pur dall'opposizione, dato prova di grande senso di responsabilità, presentando come detto solo cinque emendamenti. Venendo al contenuto degli articoli del testo tornato dalla Camera, noi dell'Italia dei Valori, pur non essendo entusiasti del provvedimento (oggettivamente auspichiamo che il nuovo Governo ed in particolare l'autorevolissimo nuovo Ministro sappiano fare molto di meglio) voteremo a favore dello stesso.
Saltando, anche per motivi di brevità di tempo, la disamina degli articoli che compongono detto provvedimento, tuttavia vorrei fare una precisazione relativa all'articolo 12. Esso è stato inserito in sede referente dalla 14a Commissione del Senato ed è stato modificato dalla Camera dei deputati (limitatamente ai riferimenti interni ai primi tre articoli del disegno di legge). Come saprete, esso reca una delega al Governo, da esercitarsi in conformità ai principi di cui alla legge n. 185 del 1990, ad adottare uno o più decreti legislativi per dare attuazione alla direttiva 2009/43/CE, che disciplina le modalità e le condizioni dei trasferimenti, all'interno della Comunità, di prodotti per la difesa con l'intento di semplificarne le procedure.
Ribadisco che il mio Gruppo si era schierato con forza contro questo articolo aggiunto durante l'esame in Senato; era stato presentato anche un emendamento a firma del senatore Caforio, ma nonostante ciò la Camera dei deputati ha votato favorevolmente sull'intero provvedimento.
Concludo, quindi, Presidente rivolgendo un sentito in bocca al lupo al Governo, anche e soprattutto in relazione al lavoro che lo attende nell'importantissima politica comunitaria, chiedendo che il procedimento legislativo in futuro sia migliore di quanto non sia accaduto sino ad ora. Chiedo anche che sia permesso a noi parlamentari - intesi sia singolarmente, che per il lavoro che svolgiamo collegialmente in Commissione - di poter lavorare rispettando i tempi ed i contenuti relativi agli atti simili a quello che approveremo oggi. (Applausi del senatore Pedica).