Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 640 del 30/11/2011

MARINARO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINARO (PD). Signor Presidente, colleghi, signor Ministro, si noterà, dal nostro voto finale, la fase nuova che caratterizza quest'Aula, nel senso che io annuncio qui il voto favorevole del mio Gruppo alla legge comunitaria 2010, senza però trascurare il fatto che questo è un voto sicuramente politico, un voto per quell'impegno nazionale ed europeo che noi abbiamo con il Governo Monti, un voto anche per dare quei segnali importanti e significativi all'Unione europea, per dire che esiste anche qui un modo diverso di concepire l'Europa e, soprattutto, di concepire la trascrizione nell'ordinamento nazionale del diritto europeo.

In questo senso, signor Ministro, lei ha avuto in questa giornata di full immersion, dall'Europa al livello nazionale, conoscenza dei problemi che attendono tutti quanti: lei dal versante Governo e noi dal versante Parlamento, per fare in modo che l'ordinamento nazionale sia sempre più adeguato e conforme all'ordinamento europeo.

Sicuramente lei ha capito che quel sistema di recepimento, frutto di una stagione che fu, non regge più di fronte alle nuove sfide. Noi siamo pronti a misurarci su questo tema, a dare il nostro contributo - come ho detto anche stamattina - e abbiamo anche delle nostre proposte di legge. Queste sicuramente possono essere messe a confronto con quelle che furono le proposte di revisione della cosiddetta legge Buttiglione, che a me piace, però, chiamare legge La Pergola, dal nome di chi la concepì e la volle per far fronte a una stagione molto complessa e molto impegnativa, perché fu la stagione dell'Atto unico e dei preparativi rispetto alla costruzione del mercato interno.

Oggi abbiamo un'altra stagione, quella della democratizzazione, non solo dell'Europa ma anche delle istituzioni nazionali. Quindi, noi riteniamo che, anche da questo punto di vista, occorra fare una seria riflessione sull'adeguamento della nostra legislazione.

Due punti sono stati fortemente dibattuti e anche oggetto di emendamenti del mio Gruppo (emendamenti che responsabilmente abbiamo ritirato per fare in modo che questa legge comunitaria fosse approvata): la questione della direttiva servizi, che non è solo riferita all'infrazione, perché esiste un problema complessivo di applicazione della direttiva servizi nel nostro Paese, e poi la questione della direttiva sul trasferimento dei prodotti per la difesa.

Vorrei a tal riguardo un'attenzione e una sensibilità diverse. Si tratta di due direttive imponenti anche per il Paese. Quella sui servizi richiede una liberalizzazione enorme dei servizi, soprattutto di quelli locali, e quella sui prodotti di difesa tocca anche una legislazione di equilibrio che noi abbiamo raggiunto, con il concorso non solo delle associazioni ma anche della società.

Su questi punti sui quali noi diamo la delega, soprattutto per quanto riguarda i prodotti della difesa, non esistono principi indicativi. Per tale motivo, signor Ministro, io le chiedo un'attenzione particolare, da riferire soprattutto al Ministro competente. Noi diamo una delega, ma vorremmo anche il ritorno. Non è una delega in bianco. Se non un disegno di legge, almeno si facciano dei decreti attuativi che siano sottoposti all'esame del Parlamento.

Soprattutto, si tenga conto di quel richiamo fatto recentemente, anche dal Presidente della Repubblica: c'è un eccesso di delega. Lo dice appunto anche il Presidente della Repubblica, non lo diciamo solo noi. Quindi, su questo punto vada tutta l'attenzione per assicurare al Parlamento un suo ruolo e una funzione.

Da ultimo, voglio sottolineare che qui nessuno chiede, per quanto riguarda la lotta al lavoro nero, delle sanatorie generalizzate.

Vogliamo soltanto il rispetto degli accordi presi e soprattutto dello spirito della direttiva sulla lotta al lavoro nero, nel senso che ci dev'essere una lotta efficace che non deve colpire soltanto chi lo pratica: vanno colpiti coloro che lo utilizzano.

Signor Presidente, confermo il voto favorevole del mio Gruppo sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo PD).