Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 640 del 30/11/2011

ADERENTI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ADERENTI (LNP). Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, con il disegno di legge comunitaria il Governo adempie l'obbligo, previsto dalla legge 4 febbraio 2005, n. 11, di proporre annualmente al Parlamento un testo legislativo recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea.

Il testo che abbiamo discusso e che ci accingiamo ad approvare è, per così dire "essenziale" poiché contiene l'attuazione di direttive che sono o già scadute o che scadranno entro l'anno. Com'è noto, è attualmente in corso un processo di riforma della legge n. 11 del 2005 e tra le finalità che il progetto di riforma si pone vi è proprio quella di accelerare i tempi di approvazione della legge comunitaria.

La riforma della legge n. 11 del 2005 mira ad adeguare la normativa nazionale alle modifiche intervenute nell'assetto dell'Unione europea a seguito dell'entrata in vigore del Trattato di Lisbona e della crescente importanza delle politiche di origine europea. La riforma tiene conto di riorganizzare il processo di recepimento della normativa europea, prevedendo, in particolare, lo sdoppiamento dell'attuale legge comunitaria, in due distinti provvedimenti: la legge di delegazione europea, il cui contenuto sarà limitato alle disposizioni di delega necessarie per il recepimento delle direttive comunitarie e la legge europea che, più in generale, conterrà disposizioni volte a garantire l'adeguamento dell'ordinamento interno all'ordinamento europeo.

Il Gruppo della Lega Nord prende atto del contenuto del disegno di legge comunitaria 2010, che adegua il nostro ordinamento ad importanti disposizioni comunitarie.

Prima di andare ad esaminare gli articoli che ritengo di maggiore interesse in questa legge comunitaria, vorrei soffermarmi su un articolo che era presente nel testo governativo e che poi è stato soppresso durante l'esame alla Camera dei deputati, ovvero il riordino normativo della disciplina della professione di guida turistica. Tale articolo prevedeva importanti innovazioni nel settore ovvero che l'esercizio della delega dovesse avvenire nel rispetto degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale e delle relative norme di attuazione e che le amministrazioni locali potevano avvalersi, per la promozione del proprio territorio e dei siti museali, di associazioni di volontariato, costitute e formate con finalità di promozione storico, culturale, paesaggistico e ambientale locale.

Il riordino della professione di guida turistica non va a compromettere i percorsi formativi relativi alla conoscenza di specifiche aree del territorio nazionale particolarmente ricche e complesse sotto il profilo storico-artistico, culturale e ambientale. Pertanto, la Lega Nord attenzionerà il Governo ed il Parlamento affinché si introduca questa importante riforma nella prossima legge comunitaria 2011.

Tornando al testo in esame, vorrei soffermarmi su alcuni articoli che ritengo degni di nota.

L'articolo 5 interviene sulla disciplina del codice del consumo e prevede alcune modifiche al decreto legislativo n. 206 del 2005, nella parte in cui regola la commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori. Il testo prevede, infatti, che i termini per l'effettuazione di rimborsi e restituzioni tra fornitore e consumatore, conseguenti all'esercizio del diritto di recesso, deve avvenire "entro e non oltre i trenta giorni". Sono ricondotti nell'ambito applicativo del diritto di recesso anche i contratti di assicurazione obbligatoria RC per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti. Tutto ciò è a tutela dei consumatori.

L'articolo 10 è volto a semplificare la materia del confezionamento delle acque destinate al consumo umano. Tale articolo prevede che i valori di parametro per misurare la salubrità dell'acqua siano misurabili solo nel punto in cui sono imbottigliate o introdotte nei contenitori, non anche nel punto della commercializzazione e messa a disposizione per il consumo. Questa abrogazione permette di risolvere una procedura di infrazione nata dal fatto che la Commissione europea ha ritenuto che questo secondo punto di verifica dia luogo ad una nuova procedura di controllo, non prevista dalla disciplina comunitaria in materia e suscettibile di limitare la distribuzione commerciale delle acque in bottiglia imponendo restrizioni ingiustificate.

Infine, l'articolo 17 riguarda l'attuazione della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea relativa all'utilizzo della denominazione «cioccolato puro». Secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria, non è più consentito utilizzare la denominazione "cioccolato puro", attualmente utilizzata in Italia, per i prodotti nella cui preparazione non siano stati utilizzati altri grassi vegetali oltre il burro di cacao. La sentenza non ha ritenuto quindi più accettabile tale denominazione, poiché non rientrante tra quelle di vendita obbligatorie e tassative.

A seguito della sentenza, l'articolo in questione abroga le disposizioni che consentono la denominazione citata, ma prevedendo anche un periodo di 24 mesi per lo smaltimento delle scorte delle etichette e delle confezioni di prodotti riportanti la denominazione in oggetto. Ciò è a dimostrazione che l'Europa spesso è troppo invadente su questioni tecniche di minore importanza.

Noi della Lega Nord vorremmo invece che i nostri artigiani e i nostri imprenditori cioccolatai potessero usare ancora la dicitura «cioccolato puro», perché oggettivamente fa bene non solo al palato ma anche alle orecchie del consumatore, ed è pure buono.

Essendo già iniziato alla Camera dei deputati l'iter della legge comunitaria 2011, e secondo quanto disposto dalla legge n. 11 del 2005, la legge comunitaria 2012 dovrebbe essere emanata nei prossimi mesi. Ci troviamo nella condizione di dover concludere al più presto l'esame della legge comunitaria 2010, al fine di non appesantirne ulteriormente l'iter e soprattutto per non incorrere nell'apertura di nuove ulteriori procedure di infrazione, in particolare per mancato recepimento delle direttive.

Vorremmo ringraziare molto la senatrice Rossana Boldi che, in qualità di presidente della 14a Commissione affari europei, è stata davvero in grado di gestire l'iter di questa legge in maniera chiara, corretta e trasparente in Commissione.

Solo per un forte senso di responsabilità, ma soprattutto per salvaguardare il prezioso e laborioso lavoro fatto dal precedente Governo, la Lega Nord voterà a favore di questa legge comunitaria, prestando grande attenzione verso la prossima legge comunitaria 2011 e in modo particolare al futuro decreto legislativo di attuazione delle direttiva n. 52 del 2009, contenuta in questa legge, affinché nessuno pensi di insinuarvi sanatorie di clandestini, che staneremmo facilmente. Su questo saremo inflessibili (Applausi dal Gruppo LNP e dei senatori Caruso e Rizzotti. Congratulazioni).