Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 640 del 30/11/2011
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GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signora Presidente, signor Ministro, il disegno di legge in esame ha avuto, come risulta anche dagli interventi che mi hanno preceduto, un iter che potremmo definire tortuoso se non addirittura rocambolesco. Il testo che è stato varato dal Senato lo scorso febbraio ha subìto grandi variazioni nell'esame della Camera che ne ha stralciato numerose parti, dopo che gli articoli 1 e 2, cioè gli articoli portanti l'intero provvedimento, erano stati bocciati dall'Aula. Così oggi ci troviamo a dover esaminare un provvedimento significativamente diverso da quello che abbiamo licenziato prima in Commissione e poi in Aula circa dieci mesi fa.
Nel merito la legge comunitaria 2010 presenta importanti novità di cui bisogna tenere conto. Mi preme evidenziare alcuni punti, perché credo che anche se nell'esame che facciamo il testo risulta ormai superato dai fatti, dagli eventi e dalla situazione che viviamo, è anche vero che dobbiamo ricordare alcuni passaggi. Per esempio voglio ricordare, perché personalmente ero d'accordo, lo stralcio operato dalla Camera degli articoli 1 e 2, che ha portato di conseguenza all'inserimento delle singole deleghe legislative relative alle direttive comunitarie da recepire all'interno dei diversi articoli. Questo ha determinato alcune omissioni rispetto al testo precedente; omissioni che risultano particolarmente significative per esempio nel caso della mancata introduzione nel nostro ordinamento della disciplina del contratto di fiducia, che era previsto nel testo originario, il cosiddetto trust negli ordinamenti di common low.
Abbiamo avuto un lungo dibattito in Commissione, perché molti ritenevano che non fosse quello il provvedimento idoneo per affrontare quell'argomento. Io personalmente ero d'accordo, perché si trattava di una norma che aveva l'obiettivo di limitare il ricorso aitrust di diritto estero e di aggiornare l'ordinamento interno, adeguandolo ai principi dell'Unione europea. Si tratta di un tentativo già esperito dal legislatore nazionale, ma con scarsi risultati.
Tuttavia, tra le disposizioni aggiunte nel corso dell'esame del provvedimento presso la Camera, credo che si debbano mettere in luce alcune disposizioni apparentemente nuove, ma che in realtà non hanno una portata innovativa sostanziale, in quanto ripresentano, seppur in un'altra forma, disposizioni e direttive già previste dal testo licenziato al Senato. Mi riferisco, ad esempio, agli articoli 6, 7, 8, 9, 11, 15 e 22.
L'articolo 6 prevede efficaci misure di deflazione del contenzioso e di tutela dei creditori per le violazioni delle regole dettate nei confronti delle società di gestione del risparmio (SGR).
L'articolo 7 riguarda il prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari; esso riguarda inoltre l'armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione. Ricordo tutti questi temi, perché sono quelli che stiamo discutendo in questi giorni e che abbiamo discusso nel corso degli incontri avuti la scorsa settimana con il commissario Barnier e con il vice presidente della Commissione europea Rehn.
L'articolo 8 è stato interamente inserito durante l'esame alla Camera e riguarda l'assistenza reciproca in materia di recupero crediti risultanti da dazi, imposte ed altre misure.
L'articolo 9 riguarda le comunicazioni elettroniche, mentre l'articolo 15 detta criteri relativi ad altro tema di grande importanza e rilevanza, cioè le tre nuove autorità di vigilanza europee costituite per il settore bancario, assicurativo e pensionistico e per il settore dei mercati e degli strumenti finanziari.
L'articolo 22 infine modifica due precedenti atti comunitari per quanto riguarda i requisiti patrimoniali per il portafoglio di negoziazione e le ricartolarizzazioni e il riesame delle politiche remunerative da parte delle autorità di vigilanza.
Ho voluto ricordare questi articoli e questi passaggi per mostrare qual è la portata degli argomenti che sono all'interno della legge comunitaria che oggi andiamo ad approvare. Il loro esame in realtà oggi appare superato dal corso degli eventi. Sono completamente cambiate le condizioni politiche all'interno del Parlamento, della Nazione e anche a livello internazionale. In Parlamento la maggioranza di allora - sembra di parlare ormai di tanto tempo fa - alla Camera non è riuscita a licenziare la legge comunitaria 2010 così com'era stata approvata da questo ramo del Parlamento. Quella maggioranza oggi non esiste più. Dopo le dimissioni del precedente Governo, oggi l'Italia ha un Governo nel quale abbiamo riposto e riponiamo la nostra fiducia e che siamo convinti avrà la capacità, la volontà e le competenze per affrontare il grave momento che viviamo.
Il contesto internazionale è drasticamente peggiorato in quest'ultimo anno. A livello europeo, l'aumento degli interessi sul nostro debito pubblico ha provocato delle implicazioni per la tenuta dei conti pubblici e, in prospettiva, per la sua sostenibilità. Ci troviamo a dover affrontare il problema della sostenibilità del debito a causa principalmente della nostra mancata crescita e della mancata realizzazione delle necessarie riforme strutturali, senza le quali ogni provvedimento oggi acquisisce ormai un valore ed un significato assolutamente temporanei. Inoltre, la mancata approvazione dell'annuale legge comunitaria riferita al 2010, proprio per l'importanza e la funzione che svolge nel nostro meccanismo di adeguamento alla normativa comunitaria, pone il tema, che oggi ci troviamo a dover affrontare, dell'adeguamento puntuale e preciso del nostro ordinamento alla legislazione europea.
Così, in questo scenario nazionale e internazionale e sulla scorta dell'oggettiva esigenza di approvare in tempi rapidi un provvedimento necessario per adeguare il nostro ordinamento agli obblighi e alle disposizioni che ci chiede l'Unione europea, abbiamo affrontato l'esame del provvedimento in Commissione che oggi viene qui ripresentato all'esame dell'Aula per la sua, speriamo, definitiva approvazione. (Applausi della senatrice Marinaro).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Armato. Ne ha facoltà.