Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 640 del 30/11/2011

BOLDI, relatrice. Signor Presidente, mi scuso anticipatamente se la mia replica potrà sembrare disorganica, ma vorrei provare a dare alcune risposte agli intervenuti.

Per quello che riguarda la senatrice Adamo, che ha toccato, insieme alla senatrice Granaiola, alla senatrice Armato ed al senatore Divina la questione dell'articolo 11, devo dire che effettivamente tale norma ha posto dei problemi, poiché la delega è molto ampia. D'altra parte, bisognava assolutamente chiudere la procedura di infrazione, e devo dire, signor Ministro, che anche noi dobbiamo essere assolutamente fiduciosi e speranzosi che nell'espletamento della delega vengano rispettati i principi previsti nella norma per cercare di tutelare quello che per noi è un settore veramente importante.

Per quanto riguarda l'articolo 21, che contiene deleghe su due importanti direttive concernenti il comitato aziendale europeo e il lavoro dei cittadini di Paesi terzi, sicuramente avremo poi la possibilità di valutare le proposte del Governo e di esprimere dei pareri nelle Commissioni di merito. Mi auguro naturalmente, per quello che riguarda la direttiva 52, che qualunque tipo di soluzione si pensi di adottare questa non possa mai, come peraltro afferma un ordine del giorno che è stato accolto, dare anche lontanamente l'impressione che si voglia fare una sanatoria generalizzata di questi lavoratori qualora, ad esempio, questi denuncino di essere stati assunti in modo irregolare.

L'articolo 4 riguarda le diarie dei funzionari che parteciperanno alle riunioni dei tavoli europei dai quali non possiamo essere assenti. Tale norma è stata introdotta alla Camera e molto probabilmente in Senato l'avremmo considerata inammissibile per materia, perché non c'era assolutamente nulla che la legasse alla legge comunitaria. In ogni caso, è stato approvato in 14 a Commissione un ordine del giorno volto a recepire le indicazioni che sono state espresse dalla 5a e dalla 1a Commissione del Senato.

La senatrice Poli Bortone ha toccato la questione dei NUTS 3, che però è stata espunta dal testo alla Camera, e poi il tema, peraltro già affrontato nel momento in cui abbiamo parlato del Piano nazionale per le riforme, dei grandi problemi dell'Italia: il Sud, le donne, i giovani. Al riguardo, le preoccupazioni nutrite nel momento della stesura del piano nazionale delle riforme, non da questo ma dal precedente Governo, sono le preoccupazioni di tutti.

La senatrice Poli Bortone ha poi proposto l'istituzione di un'autorità per l'alimentazione. Al riguardo invito ad una riflessione, dato che di Authority ne abbiamo in abbondanza, tanto che a volte non se ne capisce esattamente l'utilità. Quindi, esorto a riflettere bene sulla necessità di istituire un'Authority per l'alimentazione.

La senatrice Carlino e il senatore Di Giovan Paolo hanno toccato il tema della delega per la semplificazione della cosiddetta direttiva armi, sulla quale si è molto discusso qui in Senato durante il primo esame. Siamo infine giunti ad un emendamento snello nel quale è scritto molto chiaramente che la delega di semplificazione verrà fatta nel rispetto dei principi della legge n. 185 del 1990, che ritengo sia un'ottima legge. Credo che se nella delega ci si atterrà al paletto fissato, anche le associazioni potranno stare tranquille.

Il senatore Pinzger ha invece toccato il tema delle normative introdotte, poche peraltro, dal Senato e che, a seguito dello stravolgimento che vi è stato, sono state eliminate. Penso però che con la legge comunitaria 2011 potremo fare giustizia e reintrodurre tutte le norme che avevamo ritenuto potessero essere utili.

Quanto all'intervento del senatore Divina, naturalmente concordo pienamente con quanto ha detto riguardo al limite dell'uso del contante, che potrebbe rivelarsi un mezzo per combattere i pagamenti in nero, ma sicuramente anche un mezzo per far guadagnare le banche attraverso le commissioni. Faccio inoltre presente - perché forse a molti sfugge - che ci sono moltissimi cittadini italiani che non posseggono né un conto corrente, né una carta di credito, né un libretto degli assegni. Questo vale specialmente per le persone anziane. Quindi, quando si toccano questi temi bisogna prestare massima attenzione. Concordo anche con quanto affermato circa le vendite allo scoperto.

Per quanto riguarda la direttiva sui rimpatri, senatore Di Giovan Paolo, in effetti è stato dimostrato, per come è andato l'iter della legge 2010, che ha fatto bene il Governo ad estrapolare la direttiva sui rimpatri e ad approvarla, poiché è riuscito ad approvarla durante l'estate.

Mi meraviglio sempre quando sento esprimere delle osservazioni sulla «direttiva rimpatri». Secondo me, c'è infatti un'idea di fondo sbagliata, che vorrei cercare di chiarire. Ad esempio, l'allungamento della permanenza nei centri a 18 mesi, peraltro assolutamente conforme all'articolo 15 della direttiva 2008/115/CE, non so per quale motivo pensiate sia stato introdotto. Forse ritenete per pura cattiveria, ma non è così.

Forse sfugge il fatto che spesso è molto difficile effettuare l'identificazione: innanzitutto perché quasi sempre i documenti di riconoscimento vengono buttati via, inoltre perché si ha a che fare con Paesi che rendono molto difficile l'identificazione. Quindi, le motivazioni non sono dettate dalla cattiveria o dall'odio personale.

Per quanto riguarda il trattenimento nei CIE, che, è vero, non sono degli alberghi (sono dei centri di identificazione ed espulsione), voglio inoltre precisare che al loro interno è prevista l'assistenza socio-psicologica, quella sanitaria, la mediazione linguistico-culturale, l'informazione sulla normativa in materia di immigrazione e sui diritti e doveri degli stranieri. È anche garantita la libertà di corrispondenza sia telefonica che epistolare, la possibilità di ricevere visite, nonché l'assistenza legale anche mediante l'accesso al gratuito patrocinio.

Inoltre, il Ministero dell'interno precisa che è in corso la sesta annualità del processo Praesidium, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, l'Organizzazione internazionale migranti, l'UNHCR e «Save the Children» che prevede, tra i compiti attribuiti convenzionalmente a tali organizzazioni, anche il monitoraggio delle condizioni di accoglienza dei diversi centri per immigrati attraverso la presentazione di resoconti periodici delle criticità riscontrate. Ora, mi rendo conto che ci sono dei problemi, ma si sta cercando in tutti i modi di risolverli.

Concludo ringraziando tutti i Gruppi per la responsabilità dimostrata con riguardo alla presentazione o meno di emendamenti e di pochissimi ordini del giorno per permettere l'approvazione di questo sciagurato provvedimento sul quale tutti noi abbiamo dei dubbi e delle contrarietà. Purtroppo, siamo giunti alla determinazione di farlo passare, perché sarebbe stato scandaloso tenere questa legge ancora nelle Aule parlamentari: ne andava della credibilità del Parlamento e soprattutto sarebbe stato costoso dal punto di vista monetario, poiché avremmo dovuto iniziare a pagare un conto molto salato rispetto alle procedure di infrazione, che con questa legge vengono invece sanate.