Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 640 del 30/11/2011
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LANNUTTI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:
tornano alla ribalta le disinvolte spese del direttore del TG1 Augusto Minzolini, proprio nel momento in cui il Tg1, ammiraglia della Rai, perde ascolti e share a favore della concorrenza e del TG3 e viene considerato da alcune ricerche un TG di terz'ordine. Scrive Goffredo De Marchis su "La Repubblica" del 30 novembre 2011, in un pregevole articolo dal titolo "Da Capri a Cortina, 1.500 euro in 5 giorni. Le carte che accusano Minzolini": «"Augusto Minzolini e Mauro Masi la chiamano "incomprensione amministrativa". Un innocuo pasticcio da 74.636,90 euro sperperati in un anno dal "direttorissimo"usando la carta di credito aziendale della Rai. Non ci siamo capiti e finiamola lì. Ma il procuratore aggiunto di Roma Alberto Caperna lo chiama peculato e il Nucleo di polizia tributaria della Capitale addirittura truffa aggravata (reato punibile con la reclusione da 1 a 5 anni). Il quadro probatorio sembra non lasciare scampo a Minzolini. All'"incomprensione amministrativa" è legata la sua sorte di direttore del Tg1. Martedì il giudice delle indagini preliminari decide sulla richiesta di rinvio a giudizio. Se dà il via libera al processo, Minzolini ha le ore contate»;
l'articolo prosegue: in 77 pagine di informativa la Guardia di finanza «ricostruisce dettaglio per dettaglio la vicenda della carta di credito aziendale usata indebitamente dal direttore del Tg1. Un lavoro certosino, che scava nella vita privata del giornalista quando questa è stata foraggiata dai soldi pubblici della Rai. Incrocio di ricevute sequestrate a Roma e Torino, verbali di interrogatorio, corrispondenza interna: su queste basi la procura ha messo sotto indagine Minzolini per peculato escludendo la truffa. Il 6 dicembre sarà un'impresa far passare un vorticoso e invidiabile elenco di località di vacanza, spese allegre, misteriosi informatori, ristoranti e alberghi di extra lusso con i quali si potrebbe scrivere una breve guida Michelin, come un piccolo equivoco senza importanza. "La restituzione è irrilevante" Nel dossier si ritrovano molti particolari già conosciuti. Le mete delle trasferte del direttorissimo: week end a Capri, Barcellona, Ischia, Cortina, Cannes, Sanremo, Venezia, Marrakech, Dubai, Londra, Palma de Majorca, Amburgo, Monaco, Saturnia, Il Cairo. Il totale speso per questi viaggi e addebitato sulla carta di credito aziendale: 74.636,90 euro in poco più di un anno, dal 28 luglio 2009 al 30 novembre 2010, quando scoppia lo scandalo e la Rai ritira la carta a Minzolini. Di questa cifra il giornalista ha restituito 65.341,33 euro in 5 tranche: 2000 trattenuti sullo stipendio di febbraio 2011, 63.330,76 con tre assegni da marzo a maggio dello stesso anno, 1134 versati nel giugno scorso. Ma, precisa la polizia tributaria, ai fini del reato "è irrilevante la successiva avvenuta restituzione in cassa della somma". Il doppio rimborso spese?Il pasticcio dunque si complica. La lettura delle carte offre infatti altri particolari inediti. Le Fiamme gialle segnalano l'ipotesi di truffa aggravata per alcuni casi in cui Minzolini ha ottenuto un doppio rimborso: quello registrato per la carta di credito e quello a forfait, "richiesto e ottenuto dallo stesso Minzolini, per un importo complessivo di 1637,16 euro". In pratica, il direttore pagava il ristorante con il denaro aziendale attraverso la carta ma chiedeva anche il rimborso della diaria. Negli alberghi più belli e nelle località più lussuose, in 12 occasioni Minzolini "ha fruito di pernottamenti per 2 persone" e dieci volte è stato giustificato dall'azienda. Il direttore si portava il lavoro a letto. Ma sull'informatore o l'informatrice che Minzolini ospitava nella sua stanza c'è il buio pesto. Nemmeno la Finanza è riuscita a saperne di più. Le "schede alloggiati", come si chiamano in gergo i verbali delle Questure che registrano le presenze in hotel sulla base dei documenti presentati alla reception, non hanno fornito alcuna risposta. L'identità della Mata Hari è destinata a rimanere un mistero. "Uso quasi quotidiano della carta"?Per legittimi motivi di riservatezza, Minzolini non rivela i nomi degli ospiti dei suoi pranzi o dei suoi aperitivi. Fa una sola eccezione e in questo modo risparmia 3.166,50 euro dalla somma restituita a Viale Mazzini. La cifra, si giustifica il giornalista, è riferita a pasti con il vicedirettore di Libero Franco Bechis. "L'analisi delle spese - scrivono le Fiamme gialle - ha consentito di evidenziare un uso quasi quotidiano della carta di credito in esame". La usava anche quando non lavorava? Dal 28 luglio 2009 al 30 novembre 2010 Minzolini risulta "assente dal servizio" solo 5 giorni: il 29 e 30/8/2009, il 2 giugno, 29 giugno e 1 novembre 2010. In queste giornate spende 1527,70 euro pasteggiando nei ristoranti di Roma La Vecchia pineta, Mirabelle, Flame, Cesare, Harry's Bar, Gallura, Palazzo Manfredi, Girarrosto Fiorentino. "Senza autorizzazione" pranza al ristorante di Fiumicino "Bastianelli al Molo" 14 volte in un anno per una spesa di 2351,70 euro. Paga la Rai.Gli alberghi migliori?I numeri sono un incubo per il direttorissimo. Quelli del Tg1 in caduta libera di spettatori. E quelli delle note spese. Ma nel giro del mondo di Minzolini colpiscono anche gli indirizzi. Un concentrato della migliore tradizione alberghiera planetaria. A Venezia cambia e prova diversi alberghi: Gritti Palace, Bauer il Palazzo, Boscolo. Poi c'è il Cap d'Antibes beach (Cannes), il Carlo IV (Praga), il Four Season (Firenze), il Capri Tiberio Palace, il Principe di Savoia (Milano), Baglioni Hotel (Londra), Atlantis (Dubai), Vier Jahreszeiten Kempinski (Monaco).Dodici volte la carta di credito lo segnala in un luogo di vacanza, ma lui risulta in servizio. Il sistema registra. Dopo le prime notizie sull'inchiesta, "Minzolini rettifica la sua posizione considerandosi a riposo". Tutto questo è solo un pasticcio interno? Incomprensione amministrativa è una formula studiata da Masi e Minzolini con il contributo degli avvocati per tirarsi fuori dai guai.Eppure Minzolini, nello scambio burocratico di lettere, non rinuncia a uno strappo. Scrive il 19 marzo 2011 (e la Finanza annota): "Di questo cortocircuito l'azienda avrebbe potuto avvertirmi prima e non aspettare 18 mesi...". A Masi girano le scatole, si capisce dalla replica: "P. S.: un'amichevole precisazione. È più che evidente che la tua affermazione è sicuramente una semplificazione giornalistica e come tale la intendo". Schermaglie ininfluenti sulla decisione di martedì"»;
considerato che:
sul sito Dagospia, in un articolo del 30 novembre 2011 intitolato: "Dagoreport. La sera del tracollo del tg1 al 16% avrebbe dovuto condurre Romita, ma era a Belluno a presentare la mostra dei gelatai" si legge: «Dopo l'edizione straordinaria del Tg1 per promuovere i pannolini Angelini, un'altra presentazione particolare vede protagonista di nuovo Attilione Romita. Domenica scorsa, infatti, nel giorno del tracollo del Tg1 finito al 16% con quasi cinque punti di distacco dal Tg5 di Clementone Mimun (colpa del traino, ha detto Minzo), il popolare conduttore del tg dell'ammiraglia Rai è planato niente meno che a Longarone, in provincia di Belluno, per presentare la Mostra internazionale del gelato artigianale. Il "Corriere delle Alpi" riporta anche le sue parole pronunciate all'inaugurazione dell'evento: "Una manifestazione prestigiosa, la più antica fiera del settore, che farà di Longarone per i prossimi giorni la capitale mondiale del gelato". Per poter presenziare dai gelatai, si sussurra a Saxa Rubra, Romita si è fatto spostare il turno di conduzione: per l'edizione delle 20 di domenica, infatti, ci sarebbe dovuto essere lui, invece è andata in video in sostituzione la giovane Mariasilvia Santilli. Chissà se il vice direttore responsabile dell'edizione impallinata, Gennaro Sangiuliano, si è mangiato un gelato per far passare l'i arrabbiatura del minimo storico»;
in un lancio dell'Agenzia Ansa del 30 novembre 2011, dal titolo: Minzolini, mie trasferte autorizzate dall'Azienda", si legge: «A Cortina sono andato per un confronto con Enrico Mentana nell'ambito della rassegna Cortina incontra; a Marrakech per il festival del cinema invitato dal governo marocchino; a Capri per incontrare un noto imprenditore. Tutte trasferte autorizzate dall'azienda". Lo precisa Augusto Minzolini in una nota in cui replica all'inchiesta di oggi de 'La Repubblica' in cui si parla del rapporto della Guardia di Finanza sulle carte di credito aziendali usate dal direttore del Tg1. Minzolini spiega: "Si mettono tre località che nell'immaginario collettivo sono considerate esotiche o di lusso per dimostrare che il sottoscritto ha sperperato soldi pubblici omettendo di dire il motivo". "Leggo oggi su La Repubblica - prosegue il direttore del Tg1 - il solito esempio di giornalismo che usa il meccanismo mediatico-giudiziario per liquidare quello che viene ritenuto un avversario. Con il tono scandalistico dei soliti noti vengono riportate notizie trite e ritrite da due anni sui giornali in vista di un appuntamento processuale che interessa il sottoscritto. Non perdo tempo per stare appresso al copia-incolla dell'intera informativa giudiziaria (naturalmente questo è un giornalismo che nella tradizione dà voce solo all'accusa), ma mi limito a fare un commento sul titolo" che cita appunto le tre località: Capri, Cortina e Marrakech. Oltre a dire che sono "tutte trasferte autorizzate dell'azienda" Minzolini aggiunge: "probabilmente il direttore de La Repubblica in questi anni ha girato più di me ma sono affari suoi". "Nell'articolo - continua - si afferma che la Finanza ipotizzava la 'truffa' senza spiegare che un'ipotesi del genere era talmente campata in aria che neppure il Pm l'ha presa in considerazione"."Infine, si dice - afferma Minzolini - che è stata irrilevante la restituzione delle somme fatta non perché quelle spese non siano giustificate ma perché per una prassi presente in Rai (ma se La Repubblica leggesse le carte della difesa si accorgerebbe che tale procedura tra i direttori del Tg1 è stata applicata solo al sottoscritto) veniva richiesto il nome dell'ospite nei pranzi di rappresentanza, contravvenendo ad ogni esigenza di privacy e di riservatezza delle fonti". "Di questa prassi - spiega ancora il direttore del Tg1 - per due anni non ne sono stato informato e appena sono stato messo al corrente della procedura ho messo mano al portafoglio restituendo quasi 70 mila euro". Infine, "visto che l'aria è quella del processo mediatico e l'altro giorno sono stato processato per aver perso con il Tg5 grazie all'handicap fornitomi come traino da Rai1, dato che la Repubblica non lo fa, riporto i dati di ieri che sono uguali anche a quelli del giorno prima: il Tg1 ha vinto con il diretto concorrente sia nell'edizione delle 13,30 che in quella delle 20»;
considerato che a giudizio dell'interrogante:
dopo le inchieste giornalistiche, le indagini della Guardia di finanza e la richiesta della Procura di Roma di rinvio a giudizio sulle disinvolte spese del direttore del TG1 Minzolini, quest'ultimo dovrebbe essere rimosso dalla del TG1 della Rai, che sta perdendo appeal, share, ascolti e credibilità, proprio a causa di una gestione attenta ad occultare le notizie scomode al potere, ma molto solerte nell'assecondare alcune pubblicità occulte a favore di alcune aziende, specie nel settore turistico, che ne ricambiano i favori;
l'Ordine nazionale dei giornalisti o l'Ordine regionale al quale è iscritto il direttore del TG1, Augusto Minzolini, ha il dovere di aprire un'inchiesta tesa a verificare la deontologia professionale di un giornalista che, oltre a fare strame delle regole di correttezza e trasparenza della pubblica informazione, è accusato dai magistrati di aver approfittato della carta di credito aziendale per disinvolte spese a carico degli utenti che pagano un salato canone e che pretendono una informazione obiettiva e trasparente dei fatti e degli accadimenti riportati dal TG1;
è inquietante che lo storico Tg1 Economia, in onda nei giorni feriali dopo il TG1 delle 13,30, che in passato dedicava importanti servizi ai consumatori-utenti, specie nel delicato settore di frodi, truffe ed abusi, distruzione del risparmio anche ospitando il parere delle associazioni dei consumatori e degli altri soggetti delegati non solo della società civile, sotto la direzione di Minzolini abbia appaltato divulgazioni di notizie senza alcun contraddittorio ad alcuni soggetti delle solite compagnie di giro, con la finalità di effettuare un vero e proprio lavaggio del cervello, fiaccando in tal modo il senso critico degli ascoltatori indottrinati dall'ideologia del debito e della spesa facile;
occorre restituire al servizio pubblico Rai, specie al TG1, prestigio e dignità, lesi da un direttore nominato dal precedente Governo, non per esplicare le capacità critiche e di narrazione insite nel giornalismo e nella deontologia professionale di un giornalista equidistante con il potere, con tutti i poteri economici e politici, ma per "addormentare" le coscienze, occultare la realtà, addolcire la pillola delle fatiche quotidiane delle famiglie vittime della crisi sistemica, passare le veline del potere e del Governo di turno facendo ritenere che la crisi non c'è mai stata, che i ristoranti sono sempre pieni e le famiglie sono molto contente di andare in vacanza e di fare la fila sulle autostrade nei weekend, in un formidabile lavaggio del cervello a memoria d'uomo dai tempi dell'agenzia Stefani,
si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché la Rai si faccia carico di dar seguito agli impegni in tema di pluralità di informazione ed efficienza gestionale, previsti dal vigente contratto di servizio, che la gestione di Minzolini ha sino ad ora disatteso.
(4-06357)