Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 640 del 30/11/2011
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PEDICA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
l'Agenzia delle entrate, una delle quattro agenzie fiscali nate dalla riorganizzazione dell'amministrazione finanziaria a seguito del decreto legislativo n. 300 del 1999, nonché il suo direttore, il dottor Attilio Befera, hanno, tra l'altro, il compito di garantire l'interesse generale e l'uguaglianza di trattamento verso tutti i contribuenti;
Equitalia, la società per azioni a totale capitale pubblico (51 per cento in mano all'Agenzia delle entrate e 49 per cento all'INPS), incaricata dell'esercizio dell'attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi, il cui fine è quello di contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale, dando impulso all'efficacia della riscossione attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato e la semplificazione del rapporto con il contribuente, è presieduta sempre dal dottor Attilio Befera;
è noto che le procedure esecutive di vendita da parte di Equitalia degli immobili ipotecati si caratterizzano per l'assenza totale di modalità che tengano conto delle situazione personali e/o economiche del contribuente-debitore, anche in riferimento a casi di soggetti portatori di handicap molto gravi;
la problematica relativa al malfunzionamento del sistema di riscossione italiano, all'inidoneità della normativa di riferimento, nonché alla necessità urgente di un cambiamento legislativo, è già stata, tra l'altro, sollevata dall'interrogante con gli atti di sindacato ispettivo 4-05283 del 26 maggio 2011 e 4-06209 del 3 novembre 2011, ancora in attesa di risposta;
considerato che:
in data 22 novembre 2011 il quotidiano "La Stampa" pubblicava sul suo sito on line un articolo intitolato "Finmeccanica, spuntano i verbali: Tangenti, Guarguaglini sapeva", in cui si narra quanto dichiarato dall'imprenditore Tommaso Di Lernia in riferimento ad un presunto trattamento di favore da lui ottenuto in occasione di un accertamento fiscale grazie all'intercessione di un noto politico con il dottor Befera. Si legge infatti nell'articolo citato: «Dissi contestualmente al (…) che avevo bisogno di un favore. Due giorni dopo vidi il (…) portando con me tutto un incartamento riguardante un accertamento da parte dell'Agenzia delle entrate... [Chiedevo] una buona parola ai fini di una verifica fiscale "serena"... Tre giorni dopo il (…), dandomi appuntamento a piazza del Parlamento, mi dice di stare tranquillo perché il noto politico aveva interceduto con il Befera (Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate, ndr) e mi assicurava: nessun accanimento»;
in data 11 novembre 2011 il quotidiano "Il Corriere della sera" in un articolo intitolato "Un favore dopo l'ottenimento degli appalti Sogei e un occhio di riguardo dalle entrate. L'affitto di Tremonti e le carte sugli appalti", sempre in riferimento allo stesso presunto favore, scrive di «Rivelazioni clamorose che i magistrati stanno adesso verificando, tenendo conto che Di Lernia sostiene pure di aver evitato una verifica fiscale grazie "all'intervento di un noto politico su Befera", il direttore dell'Agenzia delle entrate»;
di presunti favoritismi parla anche il giornale "Il Fatto quotidiano", in un articolo del 24 novembre 2011 intitolato "Equitalia forte coi deboli debole coi forti. La strategia anti-evasione nella seconda Repubblica", in cui si legge: «Ecco, l'impietosa fotografia della realtà di questi ultimi anni del ventennio berlusconiano ci regala l'immagine di una macchina fiscale che per precisa scelta politica preferisce colpire il Comune cittadino ma non andare a mettere mani, occhi e orecchi della Guardia di finanza, nelle tasche e nei conti di imprenditori (grandi e piccoli), faccendieri, politici e banchieri (…) Insomma, c'è un Paese di serie A e uno di serie B anche per il fisco, come ha testimoniato prima un'inchiesta di Report e dopo del Fatto, che ha mostrato un elenco di politici di An, Pd ed ex Forza Italia ai quali era stato dispensato un trattamento "di favore"»;
dagli articoli sopraddetti sembrano emergere gravi irregolarità che, ad avviso dell'interrogante, necessitano di attente verifiche a tutela di tutti i contribuenti e delle stesse finanze pubbliche;
i presunti favoritismi che emergono dagli articoli citati, laddove corrispondessero al vero, appaiono ancora più vergognosi con un sistema della riscossione come quello attuale, improntato all'indifferenza assoluta nei confronti delle situazioni personali e/o economiche del contribuente-debitore, anche in casi molto difficili come quelli caratterizzati dalla presenza di malattie invalidanti gravissime,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se gli stessi corrispondano al vero;
se e quali misure urgenti, nell'ambito delle proprie competenze, intenda adottare per far luce sulla vicenda richiamata, in particolare accertando l'esistenza di comportamenti di favore, le modalità degli stessi, nonché la liceità della condotta di tutti i soggetti coinvolti;
se in particolare si intenda verificare la bontà dell'operato del dottor Attilio Befera, al fine di garantire la regolarità del sistema di riscossione a tutela della collettività e dello Stato;
se infine si ritenga opportuno e utile, al fine del buon funzionamento dell'attuale sistema di riscossione, che il dottor Attilio Befera ricopra contemporaneamente la carica di direttore dell'Agenzia dell'entrate e quella di Presidente della Equitalia SpA.
(4-06355)