Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 640 del 30/11/2011

PEDICA - Ai Ministri della salute e dell'interno - Premesso che:

l'Amministrazione capitolina gestisce da molti anni le case di riposo, avvalendosi con affidamenti e appalti, per le attività socio-sanitarie-assistenziali, per i servizi di pulizie, di mensa e di lavanderia, delle prestazioni offerte da cooperative sociali e da aziende, tramite loro personale, che ha progressivamente sostituito quello comunale;

la casa di riposo (Roma 2) sita in via di Casal Boccone 112, sul territorio del IV Municipio, è dell'ENPALS, gestita per suo conto da una Immobiliare, per il cui utilizzo Roma Capitale versa un affitto con contratto di locazione, pari a 1.600.000 euro annui;

la tipologia edilizia della struttura, con grandi spazi interni ed esterni, consente lo sviluppo di ulteriori e diverse attività, con iniziative sociali a carattere residenziale, semiresidenziale e diurno, così come è avvenuto in diverse occasioni;

in detta casa di riposo, con vincolo di destinazione d'uso per tale attività da parte dell'ENPALS stesso, sono attualmente assistiti 79 anziani, molti di loro di età avanzata e superiore agli 80 anni, che considerano la casa di riposo come la loro abitazione, dove dimorare fino al termine dell'esistenza e dove si sono costruiti un sistema di relazioni sociali. Queste persone anziane sono sostenute da personale qualificato e di lunga esperienza;

considerato che:

con deliberazione della Giunta capitolina n. 103/2011 relativa alla "Riorganizzazione dei servizi residenziali rivolti alla popolazione anziana, di Roma capitale. Interventi per dismissione della Casa di riposo Roma 2", si è approvata la dismissione della casa di riposo in questione, per l'eccessiva onerosità del rinnovo del canone di locazione e per i presunti lavori di manutenzione da effettuare;

con un avviso pubblico, Roma Capitale sta avviando il reperimento, tramite privati e società, di locali da poter adibire a strutture residenziali per anziani da utilizzare per coloro che non intendano o non siano in grado di tornare dalla casa di riposo di Roma 2 in famiglia o non abbiano altri alloggi propri o comunque soluzioni alternative;

l'avviso pubblico citato non offre sufficienti garanzie per sviluppare quella necessaria e dovuta rete di protezione sociale e di interventi socio-assistenziali e sanitari, compresa la mensa e i servizi di lavanderia, di relazione e animazione socio-culturale, attività di primo soccorso e segretariato sociale, previsti nei progetti dei servizi residenziali per anziani e indispensabili per l'esistenza dignitosa e, per quanto possibile, serena di chi è già inserito nelle case di riposo e nei servizi residenziali;

tale provvedimento comporta lo spostamento degli anziani alloggiati, con bonus calibrati sulle fasce di reddito: per loro è previsto il ritorno nelle rispettive famiglie o soluzioni alternative di appartamenti in affitto per piccoli gruppi "omogenei", che snaturerebbero un equilibrio di relazioni e di insediamento sul territorio, senza escludere, nel tempo, un aggravio dei costi gestionali;

la società che gestisce per conto dell'ENPALS le relazioni con Roma Capitale e con il Dipartimento competente ha rappresentato che non ha alcuna intenzione di aumentare il canone di locazione, lasciandolo invariato per il rinnovo e ha ottenuto la disponibilità di stanziamenti fino a 2.800.000 euro per i lavori di manutenzione e ristrutturazione che si rendessero necessari, di un immobile dotato di sala teatro per 300 posti, aperto al territorio, di locali ampi per mensa, di sale per riunioni e animazione socio-culturale, di sala bar e ristoro (chiusa da anni), di 53 stanze nei piani della scala A dotati di bagno e doccia, di 88 stanze nella scala B dotate come quelle dell'altra ala;

considerato inoltre che:

la maggioranza degli anziani ultraottantenni ha espresso contrarietà a quella che essi considerano una sorta di "deportazione", verso una condizione sconosciuta, praticata dal proprio Comune di appartenenza;

secondo quanto riferito all'interrogante anche dagli stessi ospiti della casa di riposo, le domande di trasferimento sono state fatte firmare agli anziani previa promessa di alloggi dotati di caratteristiche simili a quelle della struttura in cui attualmente risiedono;

sempre secondo quanto riferito all'interrogante, nella realtà, ex adverso, la struttura dove gli anziani verranno trasferiti non solo non è affatto simile a quella in cui attualmente risiedono, ma è addirittura sprovvista di servizi di primaria importanza, quale, ad esempio, il bagno in camera;

è parere dell'interrogante che la chiusura della casa di riposo sia il risultato di comportamenti illegittimi a danno degli stessi anziani;

ritenuto che:

la dismissione della casa di riposo di Roma 2, prevista entro dicembre 2011, avrà inevitabilmente ripercussioni per gli ospiti e per gli operatori delle altre case di riposo comunali (Roma 1 alla Giustiniana e soprattutto Roma 3 in via Ventura), senza apportare tra l'altro alcun miglioramento né nella gestione attuale, né per lo scorrimento della lista di attesa per l'inserimento di altri anziani nelle strutture esistenti;

tale dismissione, inoltre, provocherà una situazione di grave incertezza occupazionale e salariale per le circa 50 unità lavorative, tra soci lavoratori della cooperativa sociale "Il Cigno" (attività socio-assistenziali e di animazione), della "Vivenda" (servizio mensa e attività connesse), della "Siram" (manutenzione e conduzione centrale termica, assistenza tecnica);

data la congiuntura economica e sociale attuale il reinserimento lavorativo degli operatori è difficilmente percorribile, sia per la mancanza di imprese disponibili, sia per l'età anagrafica degli addetti, mediamente alta, ed anche per una ben nota ed evidente difficoltà gestionale degli enti gestori accreditati con l'amministrazione;

considerato che:

gli enti gestori dei servizi alla persona, molto impegnati nel mantenimento dei bilanci, sono in difficoltà per la riduzione delle risorse pubbliche e di fatto indisponibili ad eventuali percorsi di assorbimento del personale nei cambi di gestione;

il Municipio IV, territorio dove è allocata la struttura di Casal Boccone n. 112, nel mese di maggio 2011, ha adottato una risoluzione nella quale esprime la sua contrarietà alla dismissione della casa di riposo comunale;

le parti sociali sindacali, territoriali ed interne, hanno espresso parere negativo, in considerazione del rischio di perdita di posti di lavoro e della continuità salariale e per la diminuzione dei livelli della qualità assistenziale;

l'Amministrazione capitolina con la deliberazione 103/11 procede ad un'operazione con la quale non si prospetta un preventivo delle spese da sostenere e non si forniscono elementi sull'utilità economica, oltre a non considerare il danno di rilevanza sociale che ne deriverebbe;

in data 23 novembre 2011, data fissata per il primo trasferimento di alcuni anziani ospitati nella struttura in questione, si è svolta una manifestazione per rappresentare la forte contrarietà di tutti, organizzazioni e rappresentanze sindacali, consiglieri e rappresentanze istituzionali, nonché numerosi cittadini e utenti, a tale gravissima situazione;

a parere dell'interrogante la scelta operata dalla Giunta è irragionevole e poco chiara, nonché priva di rispetto per i diritti fondamentali del malato e degli anziani,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se ad essi risulti che gli stessi corrispondano al vero;

se e quali misure urgenti intendano adottare, nell'ambito delle rispettive competenze, per verificare la regolarità e la liceità delle modalità utilizzate per ottenere la firma degli ospiti della casa di cura ai fini del loro trasferimento;

se e quali provvedimenti di competenza si intendano adottare per risolvere la vicenda esposta in premessa a tutela di tutti i soggetti coinvolti e perché siano evitati gravi danni a carico degli anziani e dei lavoratori interessati.

(4-06353)