Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 639 del 30/11/2011

PARAVIA (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PARAVIA (PdL). Signora Presidente, questa mattina sono rimasto estremamente sorpreso dalle informazioni a cui ha fatto già cenno il collega Lusi relativamente alla questione dei vitalizi, perché il messaggio che è arrivato agli italiani, in un periodo già di forte antipolitica, è stato quello che un membro del Governo è venuto a commissariare il Senato e la Camera, quindi in qualche modo ha annullato l'autodichia (tutti noi sappiamo cos'è: l'autogoverno), per imporre una soluzione di cui molti di noi - come ben ha detto il senatore Lusi - erano già profondamente convinti e che, credo, era già all'attenzione di entrambi i Consigli di Presidenza. Sapere che il Ministro del lavoro di fatto ha imposto finalmente la caduta di un'ingiustizia certamente credo che squalifichi ognuno di noi, e quindi mi rammarico di ciò con il presidente Schifani e il presidente della Camera Fini, che, essendo le massime istituzioni dello Stato, dovrebbero avere coscienza che viviamo in un Paese con una qualità dell'informazione scarsissima e molto politicizzata (e ipocrita, aggiungo, giusto per essere moderato nei giudizi): sono francamente sconcertato.

Chiedo a lei, quindi, di riferire al presidente Schifani un imbarazzo che non credo sia solo mio, perché ho ascoltato tanti colleghi che la pensano allo stesso modo. Non accettiamo diktat da membri del Governo. È il Parlamento che decide in modo autonomo. Nel momento in cui nel Paese sono necessari ulteriori sacrifici, è giusto che un argomento già trattato altre volte e non risolto come molti desideravano venga affrontato, come lo sarà, nella prossima riunione del Consiglio di Presidenza, ma non certo per un diktat, un diktat che forse non esiste neanche da parte del ministro Fornero, che è un'ottima professionista. Tuttavia questo messaggio è passato.

La seconda osservazione, sempre sull'informazione, è quella, che non mancherò di ribadire in Aula alla presenza del Presidente del Consiglio, relativa al messaggio trasmesso da tutte le reti televisive e dai giornali sul discorso fatto ieri dopo il giuramento dei Sottosegretari in cui il premier Prodi - scusate, Monti, ma il lapsus freudiano nasce dalla considerazione che ora espliciterò - ha fatto una comparazione in termini di contabilità tra il Governo Monti e quello Berlusconi, mettendo in risalto i 15 Sottosegretari in meno e gli 11 Ministri, credo, in meno. Francamente, signora Presidente, lei lo sa bene, e del resto potremmo chiederlo al sottosegretario D'Andrea, già sottosegretario del Governo Prodi, che quest'ultimo ha raggiunto il record storico di 104 tra Ministri e Sottosegretari. È stato quindi indelicato da parte del presidente Monti fare una dichiarazione di quel genere, portare cioè all'attenzione dell'opinione pubblica italiana un'aritmetica particolare, facendo un confronto solo con il premier Berlusconi e non con il precedente Governo Prodi, che toccò davvero il fondo.