Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 639 del 30/11/2011
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NEGRI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NEGRI (PD). Signora Presidente, con molto pudore, dico la verità, mi permetto di sollevare in quest'Aula - e lo faccio solo perché la notizia è apparsa oggi pubblicamente come appello sul quotidiano «La Stampa» - il caso del signor Walter Bellini, 53 anni, ex responsabile della sicurezza dell'IVECO, gravemente ammalato di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), un figlio di 17 anni e una moglie che lo accudisce. Una famiglia felice.
Il signor Walter Bellini, che pensa di non avere molto tempo da vivere davanti a sé e auspica di poter governare la propria morte, dichiara: «(...) fino a quando posso ancora scrivere e parlare, vorrei andare avanti con dignità». Qual è la dignità che il signor Walter Bellini lamenta di non poter avere? Il signor Walter Bellini non è un uomo povero, perché riceve mensilmente 2.000 euro di pensione. Il Comune di Torino eroga poi 560 euro per la sua malattia, con i quali però egli può pagare un'infermiera soltanto per 25 ore la settimana. La sua famiglia deve dunque integrare quel contributo, con almeno 1.000-1.500 euro al mese, su 2.000 euro di reddito, per pagare altre ore per altre infermiere, anche il sabato e la domenica, e per altri aiuti. Lancia, quindi, uno straziante appello su «La Stampa»: «I soldi non bastano, aiutatemi a morire».
L'ultimo provvedimento "milleproroghe" del 2010, stimando che un malato di SLA costasse circa 2.000 euro al mese alla propria famiglia, stanziò 100 milioni di euro per le Regioni, anche considerando che l'assistenza infermieristica domiciliare del servizio pubblico non può coprire le esigenze di questi malati. Il 27 ottobre 2011 si tenne la Conferenza Stato-Regioni, che ripartì circa 100 milioni di euro alle Regioni. Ci dicono che alla Regione Piemonte furono assegnati circa 7 milioni di euro, al Lazio 9, ma non sono stati erogati.
Quindi, insieme ad altri parlamentari, certamente presenteremo atti ispettivi e altri atti formali per sollecitare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro della salute affinché effettivamente questa erogazione abbia luogo. Tenuto conto che i malati di SLA sono 5.000, non deve avvenire che sui giornali si invochi di poter morire per sollevare la famiglia da un peso insopportabile. (Applausi dal Gruppo PD).