Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 639 del 30/11/2011

MARINO Mauro Maria, relatore. Signora Presidente, signor Ministro, onorevoli senatori, farò una replica davvero breve, che non avrei nemmeno svolto se non ci trovassimo - come ha già ricordato il senatore Di Giovan Paolo - in una situazione in un certo senso anomala, essendosi svolto il dibattito con due diversi Ministri. Sono sicuro che il Ministro oggi presente si sarà fatto carico di andare ad esaminare quanto ci siamo detti nella seduta precedente, per cui evito di ripetere quelle considerazioni. Questa è l'occasione per considerare l'attuale momento come un buon viatico per iniziare un percorso insieme, nell'interesse comune del nostro Paese.

Innanzitutto, intendo ringraziare tutti gli intervenuti per i contributi dati nel corso del dibattito e per gli stimoli che sono stati a noi forniti: contributi e stimoli che riflettono il buon clima presente all'interno della 14a Commissione, grazie alla volontà di tutti quanti di operare nel maggiore e più importante interesse del Paese, superando la logica di contrapposizione tra maggioranza e minoranza. Di questo, che è un risultato che si è già ottenuto prima dell'attuale nuovo momento politico, sicuramente il merito va alla presidente Boldi, ai membri dell'Ufficio di Presidenza e a tutti quanti hanno costruito un clima estremamente positivo.

Permettetemi di rivolgere il secondo ringraziamento, in maniera non formale, agli uffici della 14a Commissione, che hanno dimostrato una competenza, una capacità di vision e, molte volte, uno spirito di sacrificio nel far sì che fossimo sempre informati e documentati sui problemi, andando molte volte al di là del mero dovere di ufficio. Mi piace fare in modo che ciò diventi patrimonio di tutta l'Aula.

La discussione, però, era stata promossa fondamentalmente dopo l'approvazione della risoluzione all'unanimità, proprio perché diventasse patrimonio comune e venisse quindi socializzato il fatto che la Commissione europea ha espresso un apprezzamento nei confronti dei lavori del Senato, e perché ci fosse anche la possibilità di interrogarsi sul nostro ruolo, di approfondirlo, di cogliere tutte le potenzialità dateci dal Trattato di Lisbona e perché questa condivisione andasse al di là dei ristretti limiti della 14a Commissione.

Come già detto dal senatore Di Giovan Paolo e da molti altri colleghi intervenuti, il Senato della Repubblica ha l'onore di essere al secondo posto tra le Camere per la quantità di pareri espressi. Permettetemi al riguardo una annotazione. Si è trattato di un lavoro notevole dal punto di vista non solo quantitativo ma anche qualitativo, attraverso il quale è stata espressa una certa attenzione ai particolari e la volontà di interpretare fino in fondo il proprio ruolo, che penso abbia fatto onore a tutti coloro che hanno dato un valido contributo in questo senso.

Siamo stati facilitati, da questo punto di vista, dal Regolamento del Senato della Repubblica, il quale permette la possibilità di un intervento - lo citavo l'altra volta - anche da parte della Commissione di merito nel meccanismo della cosiddetta seconda deliberazione. Questo ci ha aiutato anche per esprimere i pareri che ci venivano richiesti. Coglierei questa occasione, che reputo la più congrua, per sollecitare la Presidenza del Senato. È stata presentata una proposta di modifica del Regolamento per apportare, tenendo conto delle potenzialità nuove che nascono soprattutto in fase ascendente, alcune modifiche... (Brusìo).