Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 639 del 30/11/2011

POLI BORTONE (CN-Io Sud-FS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

POLI BORTONE (CN-Io Sud-FS). Signora Presidente, ringrazio il Ministro, perché ho ascoltato con piacere i cinque impegni del nuovo Governo che egli, con estrema cognizione di causa, ha voluto sottolineare.

Ministro, credo ci sia un fatto fondamentale. Infatti, come abbiamo già detto in altra occasione e in altro momento in quest'Aula, purtroppo in Italia non c'è una coscienza collettiva dell'appartenenza all'Europa. Dico coscienza collettiva, perché già a partire dal nostro Parlamento dobbiamo ammettere onestamente che abbiamo fatto, e probabilmente facciamo ancora, un pochino di fatica a riconoscerci nelle normative europee. D'altro canto, se così non fosse, noi non avremmo, per esempio, quella voce, anche molto pesante, nel bilancio interno del nostro Stato, che attiene alle multe per il mancato recepimento delle direttive europee o per il fatto che le recepiamo molto male o che molto spesso svicoliamo. Diciamocelo chiaramente: qualche volta addirittura denunciamo in Europa più frodi di quante effettivamente se ne facciano in Italia. Sappiamo bene che il comportamento degli altri 26 Paesi non è esattamente uguale a quello dell'Italia. È certamente un problema di trasparenza, di correttezza, di lealtà, ma a volte sarebbe più utile dare un'immagine dell'Italia più rispettosa non solo delle normative strictu sensu, ma anche e soprattutto del rapporto corretto con le istituzioni europee. Questo è fondamentale.

Lei ha ricordato un passaggio che non so quante volte abbiamo affrontato. A mia memoria, non ne abbiamo mai parlato in quest'Aula, ma forse sarebbe utile farlo, anche per l'effetto che può avere a livello di immagine e di impatto una notizia del genere. Credo sempre infatti in un altro concetto fondamentale, che è quello della reciprocità. Se, da una parte, è naturalmente giusto che le istituzioni europee controllino i bilanci interni dei 27 Stati membri e pretendano il rispetto delle norme, ritengo d'altra parte che, proprio per il fatto che ciascuno Stato partecipa al budget comunitario, debba concorrere in maniera attiva non solo alla formazione del bilancio dell'Unione europea, ma anche all'operazione di controllo.

Quante volte abbiamo provato a dire in sede comunitaria che una spesa assolutamente superflua è quella delle due sedi? (Applausi della senatrice Boldi). Credo, signor Ministro, che occorra dire agli italiani che non è che siano soltanto i parlamentari italiani a rappresentare questo enorme carico in termini di dispendio di risorse finanziarie. Prima dei deputati italiani, ciò che costa moltissimo a noi in quanto cittadini europei è l'appartenenza all'Europa, e non solo per il fatto, come lei ha ricordato, che oggi abbiamo molto meno di quanto avevamo in precedenza. (Applausi dal Gruppo PdL).

Per chi ha avuto esperienza europea, viene sempre ricordato il discorso della Thatcher: «Quanto do e quanto ho». Ora, noi abbiamo molto meno di quanto abbiamo già dato. Per carità, lo facciamo nello spirito di solidarietà e di volontà di appartenere all'Unione europea, ma ci auguriamo che, una volta per tutte, si rivedano anche i Trattati, altrimenti è inutile parlare della Banca centrale europea e poi sapere che non c'è una politica economica comune, perché il Trattato è quello che è e non contiene assolutamente niente. È un'altra piccola défaillance.

Quanti di noi sanno - la presidente Bonino lo sa perfettamente - che noi deputati europei, cari colleghi, una volta al mese dovevamo recarci a Strasburgo nella seconda sede? Vi erano 3.000 persone che si muovevano, con i loro assistenti, con tutti i funzionari del Parlamento europeo e con le "cantinette" dei deputati europei. Dovevamo scegliere quali documenti portare a Strasburgo per la sessione di lavoro. Tutto questo enorme trasferimento aveva - e ha tuttora - un ingente costo, per tenere in piedi una sede che, per esempio, d'inverno, solo in termini di riscaldamento, costa quello che costa perché per riscaldare quegli ambienti bisogna cominciare una settimana prima.

Tutto questo riguarda un'Europa che chiede agli Stati la sburocratizzazione, mentre è quanto di più burocratico io riesca ancora ad immaginare (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud-FS e PdL); che chiede di andare a guardare nei bilanci interni degli Stati e non guarda nel suo bilancio interno; che chiede il rispetto delle regole e non rispetta le regole. (Applausi del senatore Garavaglia Massimo). Beh, francamente noi ci vogliamo sentire innanzitutto cittadini della nostra città; quindi cittadini italiani; quindi, naturalmente, anche cittadini europei, rispettosi delle normative europee. Ma, probabilmente, devo dire che il nostro Parlamento è poco attivo nel rapporto con l'Europa, anche perché la stessa Europa non ci dà tantissimi buoni esempi e forse non ci incentiva ad essere particolarmente vivaci come cittadini europei.

In questo senso, credo moltissimo in persone come lei, signor Ministro, che hanno una professionalità unanimemente riconosciuta e quindi possono svolgere ottimamente il loro compito, come d'altra parte ha svolto a suo tempo la presidente Bonino facendo partecipare il Parlamento italiano, e non solo. Infatti, la presidente Bonino faceva partecipare anche le diverse associazioni (non so quante volte adesso venga consultato il Comitato interministeriale per gli affari comunitari europei, ma certamente la presidente Bonino lo faceva partecipare, rendendolo un soggetto attivo nel rapporto con l'Unione europea).

Noi vorremmo sentirci cittadini europei, e vorremmo che il Governo ci aiutasse a partecipare collegialmente alla costruzione di una reale cittadinanza europea. (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud-FS e PdL e della senatrice Boldi).