Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 639 del 30/11/2011
Azioni disponibili
MOAVERO MILANESI, ministro per gli affari europei. Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, non posso nascondervi che è con emozione - credo comprensibile - che mi rivolgo a voi per il mio esordio, al di là del voto di fiducia, in quest'Aula alla quale, da cittadino quale sono sempre stato e sono, ho guardato con fiducia e grandissimo rispetto. Da Ministro, nello svolgimento delle funzioni a cui sono stato chiamato, manterrò questo tipo di impegno e questo tipo di rispetto nei confronti del nostro Parlamento, del Senato e della Camera dei deputati. È quindi in questo spirito che sarò presente ai lavori delle Commissioni quando intenderanno invitarmi e ascoltarmi, oltre che, evidentemente, ai lavori dell'Aula quando sarà necessario.
Vorrei salutare anch'io i ragazzi che sono presenti, perché voi siete i cittadini di domani e non siete solo italiani ma, secondo il Trattato sull'Unione europea, siete anche cittadini europei, dunque per voi questo scampolo di dibattito parlamentare può essere interessante in questa prospettiva. (Applausi dai Gruppi PD, IdV, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI e Per il Terzo Polo:ApI-FLI e dei senatori Pastore e De Feo).
Il parere del Governo nei confronti del lavoro svolto dalla Commissione con questa relazione è estremamente positivo. Salutiamo l'unanimità con cui la risoluzione è stata adottata e la qualità del dibattito che l'ha preceduta. La risoluzione fa anche stato e la relazione della Commissione è alla base di un lavoro non solo quantitativo ma anche qualitativo - com'è stato giustamente sottolineato - che il Parlamento italiano, e segnatamente il Senato della Repubblica, ha svolto rispetto alla partecipazione prevista dal Trattato di Lisbona al momento legislativo europeo.
A questo proposito voglio aggiungere due considerazioni. La prima è stata già sottolineata e, alla luce dell'esperienza pluridecennale che ho avuto la ventura di avere nelle istituzioni europee, non posso che associarmi interamente alle affermazioni sull'importanza di rafforzare la legittimità democratica dell'Unione europea non solo attraverso l'azione del Parlamento europeo, eletto a suffragio universale, ma anche attraverso la partecipazione, per lungo tempo domandata dagli europeisti, dei Parlamenti nazionali al processo legislativo. È un punto fondamentale per la credibilità e la vicinanza dell'Unione a tutti i cittadini degli Stati membri e anche per la comprensione del suo significato, in particolare da parte di coloro che hanno vissuto epoche in cui l'Unione europea già esisteva e che troppo facilmente danno per acquisite determinate situazioni, dimenticando il lungimirante sforzo che è stato compiuto al momento della costituzione della Comunità europea e del rafforzamento delle sue istituzioni nell'ambito dell'Unione europea, quale diventata successivamente. Quindi, è fondamentale questa partecipazione vera e viva al processo legislativo attraverso gli elementi che troviamo nella risoluzione.
La seconda considerazione riguarda l'impegno del Governo e mio personale, durante il mandato che voi senatrici e senatori e i deputati ci consentirete di svolgere, per fare il possibile per agevolare lo svolgimento di questo ruolo dei Parlamenti nell'ambito aperto dal Trattato di Lisbona, ripreso in modo estremamente puntuale dalla risoluzione che stiamo discutendo oggi. Sulla base di tale assunto declinerei brevemente cinque elementi, che potete considerare come caratterizzanti l'impegno mio e del Governo.
Il primo è quello di accogliere l'invito, che troviamo nella risoluzione, ad operare tale compartecipazione al processo legislativo alla luce di una direi saggia selettività. Ormai i rivoli nei quali opera l'attività legislativa e la successiva attività esecutiva dell'Unione europea sono infatti innumerevoli, alcuni dei quali di interesse indubbio, ma probabilmente più focalizzato, altri di interesse più generale. Ecco, è molto importante che quel controllo di sussidiarietà e di proporzionalità rispetto ai quali viene richiesta la partecipazione vigile dei Parlamenti nazionali sia svolto veramente sui grandi progetti. Sono stati nominati poco fa il bilancio e le prospettive finanziarie dell'Unione europea che sono un elemento chiave della nostra partecipazione all'Unione. Credo siamo tutti coscienti di essere quello che nel gergo europeo viene chiamato un contribuente netto dell'Unione; il saldo, se vogliamo metterla in questi termini, di dare e avere della partecipazione italiana all'Unione europea, dopo svariati decenni in cui abbiamo sostanzialmente ricevuto nella redistribuzione del bilancio europeo più di quanto contribuivamo, ormai, da svariati anni, si è invertito. Tale inversione, da un lato, a mio umile modo di vedere, dovrebbe darci la coscienza proprio di quel ruolo importante che l'Italia ha il dovere e l'opportunità di svolgere nell'ambito dell'Unione e, dall'altro, dovrebbe darci naturalmente anche la coscienza che per la partecipazione all'Unione europea stiamo domandando ai nostri cittadini contribuenti un contributo reale. Quindi, le normative di bilancio europee dovrebbero formare senz'altro oggetto di grande attenzione da parte del nostro Parlamento, in particolare del Senato. Pensiamo alle altre grandi direttive adottate e discusse in sede europea, e che ormai riguardano settori che vanno ben la di là dell'economia, e che toccano la vita quotidiana di tutti noi, come cittadini italiani, e della stessa Unione. Quindi, la selettività è molto importante per l'efficacia di risultato del compito attribuito al Parlamento nazionale.
Il secondo profilo riguarda il contributo che noi possiamo dare, che nel mio incarico posso dare in prima persona, e che il Governo e le sue amministrazioni intendono dare. In particolare, vorrei citare lo sforzo sotto questo profilo del Dipartimento per il coordinamento delle politiche europee, che collabora evidentemente in primis con il Ministro per gli affari europei di questo Governo: un ruolo a disposizione dell'attività parlamentare, oltre che nella doverosa disposizione dell'attività di governo. In questo senso, faremo di tutto per agevolare quel flusso di informazioni cui si è fatto riferimento e per essere a disposizione, ad adiuvandum, anche se io sono sempre stato un grande ammiratore della ragguardevole capacità e qualità di lavoro degli Uffici dei due rami del Parlamento.
Il terzo punto in cui declinerei il nostro tipo di impegno riguarda la possibilità di utilizzare strumenti oramai di vasta applicazione a livello di svariati Stati dell'Unione e nell'attività della Commissione stessa per le grandi consultazioni pubbliche. Faccio riferimento alle tecnologie legate a Internet, e quant'altro, su cui è inutile dilungarsi, che consentono soprattutto, lo dico volentieri di fronte ai ragazzi della scuola che sono qui con noi oggi, un dialogo con le giovani generazioni, che le utilizzano correntemente. Questo è molto importante per il rafforzamento del principio di legittimità democratica.
Quarto elemento. Lo sforzo del Dipartimento europeo e del Ministro per gli affari europei sarà volto a far sì che anche i miei colleghi Ministri siano solerti nella partecipazione, per quanto riguarda la loro competenza di interfaccia con l'Unione, ai lavori parlamentari. Come voi sapete, esiste una fase che, usando il latino, definirei ex ante, in cui può essere utile anche per gli esponenti del Governo, che poi partecipano ai Consigli in sede di Unione europea, raccogliere indicazioni dal Parlamento prima di recarvisi, così come potrebbe essere opportuno considerare condizioni per permettere di riferire e di spiegare quanto è venuto, come risultato, nelle sedi europee. Molto dipenderà dalla reciproca capacità di organizzazione.
Quinto e ultimo punto. Naturalmente esiste una conferma di impegno da parte mia per quanto riguarda la relazione programmatica del Governo rispetto al programma dei lavori della Commissione, non solo a livello di relazione consultiva, ma anche, come già fatto, a livello di relazione programmatica.
Questo è lo spirito con il quale noi esprimiamo un parere favorevole, un apprezzamento e un ringraziamento ai lavori della Commissione e a quanto sarà deciso dall'Aula.
Mi permetto di assumere questo impegno, non solo di fronte all'Assemblea, ma anche, consentitemi, di fronte ad un predecessore tra i più illustri, quale la presidente Bonino, che ha operato qualche anno fa nella stessa funzione e che io mi auguro di essere in grado quanto meno di cercare di emulare. (Applausi dai Gruppi PdL, PD, IdV, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-FLI-PSI e Per il Terzo Polo:ApI-FLI).