Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 639 del 30/11/2011
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PROCACCI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.
PROCACCI (PD). Signora Presidente, il mio vuole essere un gesto, diciamo, emblematico, e sono contento che sia lei, senatrice Bonino, a presiedere il Senato in questo momento.
In quest'Aula sembra tutto edulcorato, come se la procedura Barroso determinasse l'introduzione della democrazia nell'Unione europea: è una presa in giro, una grande presa in giro! L'Unione europea da un lato consulta i 40 Parlamenti nazionali dei 27 Stati, dell'altro nega all'unico vero organo democratico dell'Unione, il Parlamento europeo, di avere più poteri. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).
Noi abbiamo il dovere di denunziare in quest'Aula questa doppia verità e questa falsità. Questa considerazione acquista particolare valore in un momento come questo che stiamo attraversando in cui, dopo anni di crisi dell'Unione europea, la storia sta imponendo alla politica più Europa perché sappiamo che i nostri problemi non sono risolvibili se rimaniamo chiusi nei confini nazionali. Abbiamo bisogno di più Europa e forse, in alcuni aspetti, di più mondialità, per poter, non risolvere, ma cominciare ad affrontare le questioni della nostra quotidianità. Non comprendere questo significa pensare la politica come si è fatto nei decenni passati, cosa oggi non più possibile.
Per questo, auspicavo e auspico che da questo Parlamento, da quest'Aula e da questo Paese non emerga soltanto il Presidente del Consiglio, perché l'Europa non è rappresentata da Monti, Merkel e Sarkozy: i partiti politici europei dove sono? Voglio sottolineare la grave assenza, la latitanza della politica in Europa. Questo è un appello che io rivolgo ad un'Aula parzialmente attenta e parzialmente tranquillamente distratta, un appello a che la politica si renda conto che oggi deve declinare il suo ruolo soprattutto guardando oltre i confini nazionali.
La mia astensione su questa edulcorata risoluzione è un piccolo segno che voglio dare perché il Parlamento e il Paese prendano atto di questa grave emergenza. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).