Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 639 del 30/11/2011

Ripresa della discussione del documento XVIII, n. 106(ore 11,26)

SIBILIA (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIBILIA (PdL). Signora Presidente, signor Ministro, onorevoli senatori, desidero esprimere il mio convinto apprezzamento per il documento in esame che si concreta tra l'altro in una risoluzione approvata dalla 14ª Commissione del Senato il 14 settembre scorso. Come enunciato nella relazione del senatore Marino, il mio apprezzamento si riferisce in modo particolare alle modalità con le quali il Senato ha interpretato il ruolo che il Trattato di Lisbona attribuisce ai Parlamenti nazionali nella valutazione dei parametri di sussidiarietà delle proposte legislative e comunitarie.

La parte politica che rappresento, il Popolo della Libertà, condivide in toto tale approccio, caratterizzato in sintesi da tre punti: in primo luogo, il controllo nella fase ascendente non si limita al solo vaglio della sussidiarietà, ma va a sindacare anche il merito delle proposte dell'Unione europea, andando a soppesare a volte anche i profili riguardanti la base giuridica di tali proposte; in secondo luogo, la decisione di sottoporre a scrutinio praticamente tutti i progetti legislativi trasmessi alle Camere nazionali, ai sensi del Protocollo n. 2 del Trattato di Lisbona, con ciò pervenendo ad esprimere un parere positivo anche quando dagli atti comunitari non risultino particolari criticità o incongruenze; in terzo luogo, il coinvolgimento corale di tutte le Commissione permanenti del Senato nella disamina della sussidiarietà e della proporzionalità con specifico conferimento alla Commissione politiche dell'Unione europea, come previsto dal Regolamento, di una funzione sostitutiva nell'elaborazione dei suddetti pareri, qualora le Commissioni permanenti non siano interessate a pronunciarsi.

Se tale metodo ha poi comportato, come effetto collaterale, che il Senato della Repubblica venga annoverato per il secondo anno consecutivo come la seconda Camera tra le 40 totali per numero di pareri espressi ai sensi del nuovo Trattato, ciò costituisce a mio avviso un risultato che deve rallegrarci, ma che rappresenta appunto un effetto secondario del lavoro fin qui realizzato dal Senato. Ciò che rileva, infatti, è che al raggiungimento di tale obiettivo quantitativo è corrisposto il parallelo conseguimento di un obiettivo qualitativo: i pareri formulati sono sempre più articolati e contenenti rilievi di sostanza, fruibili in maniera utile sia dal versante delle istituzioni comunitarie che da quello del Governo nazionale.

Da questo ultimo punto di vista, mi auguro che l'Esecutivo recepisca sempre più celermente gli input che il Parlamento gli trasmette in merito ai vari dossier in fase ascendente, non solo per realizzare un utile raccordo con il contesto parlamentare, ma anche per esprimere un gioco di squadra, comunque indispensabile al Governo per operare al meglio durante i relativi negoziati a Bruxelles.

In proposito, l'Esecutivo deve acquisire piena consapevolezza che potrà essere più assertivo in Europa, nella trattativa permanente che si svolge su ogni singolo progetto legislativo, se avrà preliminarmente giocato di sponda con il Parlamento acquisendone il preventivo e ponderato punto di vista. Contestualmente dovrà essere resa più incisiva l'applicazione dell'articolo 4-quater della legge n. 11 del 2005. Le Camere, infatti, devono essere portate a conoscenza, in modo tempestivo, di quali siano la posizione negoziale governativa e il relativo interesse nazionale in gioco in merito ad un determinato dossier.

Solo mediante un'azione sinergica, com'è noto, il sistema Paese potrà agire più incisivamente nel contesto istituzionale dell'Unione europea dove l'Italia si trova a competere con partner agguerriti e che molto spesso hanno definito con largo anticipo la loro posizione sui vari provvedimenti europei.

Con tale precisazione e considerazione, posso quindi dichiarare, a nome del Gruppo Il Popolo della Libertà, il voto favorevole al documento in esame. (Applausi dal Gruppo PdL).

PROCACCI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

PROCACCI (PD). Signora Presidente, il mio vuole essere un gesto, diciamo, emblematico, e sono contento che sia lei, senatrice Bonino, a presiedere il Senato in questo momento.

In quest'Aula sembra tutto edulcorato, come se la procedura Barroso determinasse l'introduzione della democrazia nell'Unione europea: è una presa in giro, una grande presa in giro! L'Unione europea da un lato consulta i 40 Parlamenti nazionali dei 27 Stati, dell'altro nega all'unico vero organo democratico dell'Unione, il Parlamento europeo, di avere più poteri. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).

Noi abbiamo il dovere di denunziare in quest'Aula questa doppia verità e questa falsità. Questa considerazione acquista particolare valore in un momento come questo che stiamo attraversando in cui, dopo anni di crisi dell'Unione europea, la storia sta imponendo alla politica più Europa perché sappiamo che i nostri problemi non sono risolvibili se rimaniamo chiusi nei confini nazionali. Abbiamo bisogno di più Europa e forse, in alcuni aspetti, di più mondialità, per poter, non risolvere, ma cominciare ad affrontare le questioni della nostra quotidianità. Non comprendere questo significa pensare la politica come si è fatto nei decenni passati, cosa oggi non più possibile.

Per questo, auspicavo e auspico che da questo Parlamento, da quest'Aula e da questo Paese non emerga soltanto il Presidente del Consiglio, perché l'Europa non è rappresentata da Monti, Merkel e Sarkozy: i partiti politici europei dove sono? Voglio sottolineare la grave assenza, la latitanza della politica in Europa. Questo è un appello che io rivolgo ad un'Aula parzialmente attenta e parzialmente tranquillamente distratta, un appello a che la politica si renda conto che oggi deve declinare il suo ruolo soprattutto guardando oltre i confini nazionali.

La mia astensione su questa edulcorata risoluzione è un piccolo segno che voglio dare perché il Parlamento e il Paese prendano atto di questa grave emergenza. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).

TORRI (LNP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TORRI (LNP). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Torri, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del documento XVIII, n. 106.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).