Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 639 del 30/11/2011
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BOLDI, relatrice. Signora, Presidente, il disegno di legge comunitaria 2010 è stato presentato dal Governo in data 5 agosto 2009, con un testo di 11 articoli che era stato approvato dal Senato in prima lettura il 2 febbraio 2010, in un articolato diventato poi di 18 articoli in virtù del fatto che, su spinta dell'Aula e della Commissione, ci eravamo impegnati ad essere molto rigidi rispetto all'ammissibilità degli emendamenti e dei contenuti da introdurre nella legge comunitaria, che si voleva evitare diventasse una specie di legge omnibus (effettivamente uno dei rischi e uno dei problemi di questo genere di provvedimenti).
Poi, presso la Camera dei deputati, l'iter di tale legge è stato molto tormentato (e ciò è stato un po' dovuto al Regolamento della Camera dei deputati, che non lascia la responsabilità della legge comunitaria interamente alla XIV Commissione permanente, ma, argomento per argomento, la fa "girare" su tutte le Commissioni: quindi viene meno, se vogliamo, un certo controllo unitario), per cui si è arrivati addirittura a 41 articoli.
Il disastro si è però verificato quando l'Assemblea della Camera, direi con un atto inconsulto, ha bocciato gli articoli 1 e 2, il che significava distruggere praticamente la legge. Dopodiché, riesaminato il provvedimento in Commissione, si è trovato un accordo che, fatte salve la veste e l'attinenza alle norme costituzionali, ha permesso alla Camera dei deputati di approvare un testo, che poi è quello in esame, di 24 articoli rimaneggiati. È una comunitaria, insomma, molto diversa da quella che avevamo mandato alla Camera dei deputati.
Ciò detto, siccome all'interno di questa legge ci sono anche articoli che sanano procedure di infrazione (e sappiamo che non è più come una volta, nel senso che adesso, volendo, potrebbero portarci a pagare praticamente immediatamente sanzioni pecuniarie molto pesanti) e che era dal 5 agosto del 2009 che questa comunitaria 2010 girava per le Commissioni e le Aule parlamentari, i membri della 14a Commissione, ma devo dire tutti i membri del Senato, dando prova di grande responsabilità, hanno tacitamente convenuto di cercare di chiudere questo provvedimento in maniera tale da non doverlo - emendandolo - rimandare all'altro ramo del Parlamento, facendo in modo di lavorare poi su quelle norme che la Camera dei deputati ha stralciato rispetto al testo approvato dal Senato e cercando di reintrodurle nella comunitaria 2011, peraltro già assegnata alla Camera dei deputati. Inoltre, non chiudere con la legge comunitaria 2010 significherebbe dare luogo anche ad una sovrapposizione legislativa.
Non illustro, articolo per articolo, ciò che è cambiato è ciò che è stato introdotto, chiedendo di poter allegare integralmente la relazione, che poi è la stessa che ho presentato in Commissione.
Voglio puntualizzare che la scelta di chiudere definitivamente questo capitolo un po' periglioso della legge comunitaria 2010 ci porterà a concentrare la nostra attenzione sull'allestimento del disegno di legge relativo al 2011 e sui provvedimenti di riforma della legge ordinamentale n. 11 del 2005, già calendarizzati in 1a Commissione.
Prima di consegnare il testo, voglio anche dire che all'interno di questo disegno di legge - di ciò sono consapevole - sono presenti norme fortemente penalizzanti per alcuni settori della nostra economia, di cui credo parleranno alcuni colleghi in discussione generale. Mi auguro che, a fronte del testo che sana l'infrazione (parlo ad esempio delle concessioni demaniali), possa poi essere individuata una soluzione con un accordo che sappia essere congruo con le disposizioni del libero mercato e del mercato unico europeo senza essere penalizzante per questa categoria.
Ci sarebbero anche altri argomenti da toccare. Mi riservo però di farlo successivamente, articolo per articolo, aggiungendo delle osservazioni. (Applausi dal Gruppo PdL).