Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 639 del 30/11/2011

PRESIDENTE. Passa alla votazione del documento.

POLI BORTONE (CN-Io Sud-FS). Le multe inflitte per mancato recepimento o violazione di direttive dimostra che l'Italia stenta a riconoscersi nella normativa europea. Occorre avere dunque rapporti più corretti con le istituzioni europee ma, per rafforzare il sentimento di appartenenza all'Europa, va costruita una reale cittadinanza europea. E' quindi auspicabile una riforma dei Trattati che non si limiti a rivedere il ruolo della Banca centrale europea, ma istituisca una politica economica comune. I rapporti tra istituzione nazionali e istituzioni europee devono essere inoltre improntati alla reciprocità. Se l'Unione rivendica un ruolo di valutazione dei bilanci degli Stati membri, è giusto istituire un controllo anche sulla formazione del bilancio europeo. Se si chiedono risparmi alla politica nazionale, bisogna valutare anche le spese legate alla doppia sede delle istituzioni comunitarie. (Applausi dai Gruppi Gruppo CN-Io Sud-FS e PdL e della senatrice Boldi).

CARLINO (IdV). Consegna alla Presidenza il testo della dichiarazione di voto favorevole del Gruppo Italia dei Valori affinché sia pubblicato in Allegato ai Resoconti della seduta odierna. (v. Allegato B)

GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Il Gruppo voterà a favore della relazione annuale sui rapporti tra la Commissione europea e i Parlamenti nazionali, un'importante strumento di comprensione, partecipazione e verifica del processo legislativo dell'Unione. Con l'accrescimento del ruolo affidato ai Parlamenti nazionali nel processo legislativo europeo si è passati da una visione basata sul Governo quale unico rappresentante dello Stato membro ad una visione più aperta e rappresentativa, che mira a realizzare una maggiore partecipazione. Il Senato italiano si è distinto in tale attività, verificando il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità e la base giuridica degli atti sottoposti alla sua attenzione. La nuova funzione attribuita ai Parlamenti nazionali nel processo di formazione della legislazione europea favorisce una più stretta integrazione, ma anche una tutela più efficace degli interessi nazionali. Il nuovo Governo deve attuare le riforme da tempo richieste dall'Europa, alla cui mancata realizzazione è legata la difficile condizione in cui versa il Paese al momento: una fiscalità più giusta, una riforma del mondo del lavoro, l'innalzamento dell'età pensionabile in linea con il progressivo aumento delle aspettative di vita, liberalizzazioni dei servizi e delle professioni. Occorre infine che anche l'Europa progredisca sulla strada dell'integrazione, con una strategia organica che si traduca in un maggiore coordinamento delle decisioni di politica economica e in un aggiornamento degli strumenti di intervento. (Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo: ApI-FLI e del senatore Bubbico).

BOLDI (LNP). Al fine di aumentare la partecipazione democratica alla vita delle istituzioni europee sono state inserite nel Trattato di Lisbona alcune previsioni, quali l'iniziativa dei cittadini, l'attribuzione al Parlamento europeo del ruolo di colegislatore e il coinvolgimento dei Parlamenti nazionali, che sono chiamati ad analizzare tutte le proposte della Commissione europea nella fase ascendente della produzione della normativa comunitaria. Il Senato italiano si è particolarmente distinto in questa attività e in tale ambito il ruolo della 14a Commissione è stato quello di fungere da organo propulsore nei confronti delle Commissioni di merito: tutto questo lavoro dovrebbe avere ricadute sulla legislazione nazionale che dovrebbero portare, in ultima analisi, ad una maggiore incisività della posizione italiana in sede europea. Spesso la tutela del'interesse nazionale italiano in Europa viene considerato negativamente, ma è opportuno che tale atteggiamento cambi, visto che altri Paesi tutelano a fondo i propri interessi: positivo appare l'impegno del Ministro in questo senso. Molto penalizzante appare il saldo di utilizzo da parte dell'Italia dei fondi europei: dall'Europa, infatti, i cittadini italiani si aspettano anche aiuto e sostegno e non solo sanzioni. Apprezzabile è inoltre il riferimento alla possibilità di coinvolgere la 14a Commissione del Senato nell'individuazione degli indirizzi a cui improntare il comportamento del Governo in sede europea. Bisogna infine utilizzare meglio gli strumenti messi a disposizione dall'Unione europea, dalle cui istituzioni è auspicabile promani maggiore sobrietà nel momento in cui si chiede agli Stati membri di agire con rigore finanziario. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL e della senatrice Poli Bortone).

MARINARO (PD). Oggi il salvataggio dell'euro e dell'economia occidentale è una condizione fondamentale per tutti i Paesi dell'Unione europea: è dunque giunto il momento di agire, di porre fine alle attese e alle tattiche; servono politiche efficaci e istituzioni comunitarie forti, autorevoli e credibili per consolidarle. È giusto introdurre nuove regole, se necessario in un nuovo trattato: la zona dell'euro non può continuare ad avere una moneta unica senza adeguate politiche che la sostengano con strumenti inclusivi; si può individuare un nocciolo duro dell'Europa, ma si deve sempre puntare all'unità dell'Europa a 27. Una tematica di grande attualità concerne il rafforzamento della democrazia partecipata, intesa come cessione di sovranità a favore di organismi europei riconosciuti, partecipati e coinvolgenti. In questo senso il Governo ha intrapreso un giusto cammino di riequilibrio dei rapporti tra Governo e Parlamento in particolare per quanto riguarda la partecipazione all'Unione europea. Occorre pertanto un maggiore interesse del Parlamento verso le questioni europee, che costituiscono le maggiori sfide che il Paese dovrà affrontare, ma anche rafforzare il rapporto esistente tra le istituzioni europee e i Parlamenti nazionali, che dovranno essere investiti di una maggiore centralità. L'Italia, nonostante i risultati positivi registrati sulla partecipazione alla fase ascendente della formazione del diritto comunitario, presenta ancora delle criticità per quanto attiene il recepimento della stessa. In tale ambito occorre sciogliere il nodo principale che consiste nella necessità di ricondurre all'interesse nazionale la molteplicità degli interessi diffusi. Tale obiettivo è perseguibile attraverso una maggiore coerenza della normativa nazionale con quella europea, per facilitare il recepimento ed evitare confusione e ritardi. Al conseguimento di tali obiettivi il Senato può ulteriormente contribuire dotandosi di modalità operative più efficaci attraverso modifiche al suo Regolamento. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto tecnico di istruzione superiore «Domenico Zaccagna» di Carrara, presenti nelle tribune. (Applausi).

SIBILIA (PdL). Annuncia il voto favorevole del Gruppo, apprezzando le modalità con cui il Senato ha interpretato il ruolo che il Trattato di Lisbona attribuisce ai Parlamenti nazionali nella valutazione dei parametri di sussidiarietà delle proposte normative comunitarie. Il Senato italiano non si è infatti limitato al vaglio della sussidiarietà ma è entrato nel merito degli atti, ha sottoposto a scrutinio quasi la totalità dei provvedimenti proposti dalla Commissione europea e ha coinvolto coralmente le Commissioni parlamentari nella verifica dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. È dunque auspicabile che il Governo recepisca con sempre maggior celerità le indicazioni trasmesse dal Parlamento nella fase ascendente di formazione del diritto comunitario, anche al fine di porre in essere una maggiore sinergia nella difesa degli interessi nazionali in sede europea: solo acquisendo preventivamente il punto di vista del Parlamento, infatti, l'Esecutivo potrà essere più assertivo in Europa. Contestualmente, le Camere devono essere messe a conoscenza con maggiore incisività della posizione negoziale governativa e dell'interesse nazionale in gioco su ogni dossier in esame. (Applausi dal Gruppo PdL).

PROCACCI (PD). In realtà l'applicazione della cosiddetta procedura Barroso non garantisce un accrescimento della democraticità del sistema europeo: infatti, mentre si interpellano gli Stati attraverso i loro Parlamenti nazionali, si nega il riconoscimento di maggiori poteri al Parlamento europeo, vero organismo democratico dell'Unione. È questo un atteggiamento ancora più grave in considerazione del momento di forte crisi economico-finanziaria che coinvolge inevitabilmente anche la funzione politica delle istituzioni rappresentative europee, le quali necessiterebbero di essere rafforzate al fine di garantire una migliore amministrazione degli affari interni da parte dei singoli Stati. Il Parlamento ed il Paese intero devono prendere atto della gravità della fase che l'Unione europea sta attraversando e della perdita di legittimità dei partiti politici europei, a tutto vantaggio dei Governi di pochi Stati più determinati, cui viene tacitamente delegata la funzione decisionale comunitaria. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore TORRI (LNP),il Senato approva il Documento XVIII, n. 106.