Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 639 del 30/11/2011

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

BAIO - Ai Ministri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il piano investimenti della SEA, società che gestisce lo scalo aeroportuale di Malpensa e Linate, prevede la realizzazione di una terza pista, di una serie di capannoni per la logistica, il commerciale e il direzionale per una superficie di 200.000 metri quadri, nonché di alberghi e di altre strutture in previsione di una espansione del traffico aereo, riferita ai dati di esercizio aereoportuale dell'anno 2007, pari a 23.685.000 passeggeri;

per i fini di cui sopra, è prevista l'acquisizione di aree per complessivi 437 ettari;

la realizzazione della terza pista comporterà la cancellazione fisica di alcune aree urbanizzate e di notevole pregio storico-naturalistico-ambientale. Trattasi, nello specifico, della frazione Tornavento di Lonate Pozzolo (composta da 500 persone); di 330 ettari di brughiera lombarda (la più grande di tutto il sud Europa) in pieno parco della Valle del Ticino che, insieme al vicino parco piemontese, è stato dichiarato nel 2002 dall'Unesco "riserva della biosfera e patrimonio dell'Umanità (MAB Man and Biosphere)"; di Via Gaggio, una pista ciclopedonale che costituisce un museo all'aperto grazie alla presenza, lungo i 3 chilometri di lunghezza, di manufatti risalenti al 1800 della storia contadina di Lonate Pozzolo, e di manufatti relativi alla seconda guerra mondiale;

considerato che:

la realizzazione della terza pista comporterebbe l'interruzione della rete ecologica sopra indicata, compromettendo l'esistenza stessa del Parco del Ticino;

l'impossibilità di poter ripristinare, nel futuro, il suddetto corridoio ecologico potrà avere conseguenze di danno irreversibile, anche per le specie forestali;

l'area oggetto dell'espansione del sedime aeroportuale è individuata dal progetto Malpensa 2000 come zona di mitigazione, oggetto di interventi di riforestazione, in concreto mai eseguiti;

la SEA è stata parte del contenzioso nella vertenza cosiddetta Quintavalle avanti il Tribunale di Milano, il quale, con sentenza n. 11169/08, ha acclarato il devasto ecologico del sito di interesse comunitario (SIC) Brughiera del Dosso, dato successivamente confermato dal Corpo forestale con propria relazione datata agosto 2010, in cui si parla esplicitamente di disastro ambientale nella zona di Malpensa;

la presenza e l'operatività dell'aeroporto hanno già provocato seri pregiudizi alla popolazione delle aree circostanti, sia per ragioni legate alle emissioni acustiche, che hanno portato alla delocalizzazione di alcuni quartieri di Lonate Pozzolo, Ferno e Somma Lombardo, sia per altri profili connessi alla salubrità dell'ambiente;

la proposta di ampliamento del sedime aeroportuale contenuta nel nuovo master plan, a notizia dell'interrogante, risulterebbe in contrasto con le previsioni di cui alla legge regionale della Lombardia n. 24 del 2006, recante "Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell'ambiente", e con le previsioni di cui alla successiva delibera della Giunta regionale n. 5290 del 2 agosto 2007, recante "Suddivisione del territorio regionale in zone e agglomerati per l'attuazione delle misure finalizzate al conseguimento degli obiettivi di qualità dell'aria ambiente e ottimizzazione della rete di monitoraggio dell'inquinamento atmosferico";

le disposizioni appena richiamate qualificano i territori comunali di Nosate, Turbigo, Robecchetto con Induno, Castano Primo e Vanzaghello, come zone A2 (zone di risanamento), che, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale n. 24 del 2006, dovrebbero essere oggetto di riduzione delle emissioni in atmosfera nonché di interventi di miglioramento della qualità dell'aria;

le indagini emerse sulla qualità dell'aria (da quelle connesse alla sentenza del Tribunale civile di Milano n. 11169/2008, allo studio del Comune di Casorate Sempione, allo studio del Parco Lombardo del Ticino) presentano dati preoccupanti e al limite della tollerabilità per la salute dei cittadini, con particolare riguardo agli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) rilasciati dagli aerei principalmente nelle fasi di decollo;

l'aumento del traffico aereo, in previsione della realizzazione della terza pista, provocherà maggiori emissioni di ossido di azoto, di monossido di carbonio e di polveri sottili, sostanze altamente inquinanti e nocive per la salute umana;

il previsto ampliamento aeroportuale provocherà, inoltre, un aumento in maniera esponenziale sia dell'inquinamento acustico, sia di quello da gas di scarico degli aerei, oltre che un incremento delle patologie cardiovascolari e ipertensive derivanti dal rumore aeroportuale notturno, come dimostrato dallo studio Hyena, commissionato dalla Commissione europea su 10 aeroporti europei, tra cui Malpensa;

l'attuazione della terza pista comporterà, altresì, un aumento del numero delle persone direttamente interessate dall'inquinamento acustico e dall'inquinamento da gas di scarico degli aerei, modificando il piano urbanistico precedentemente previsto e in aperto contrasto con l'obiettivo di attenuazione delle emissioni acustiche contenuto nel master plan;

il master plan predisposto dalla SEA nel novembre 2009 non prevede interventi di mitigazione per il rumore prodotto dagli aereomobili, né interventi connessi alla tutela della salute pubblica, né misure in ordine allo scarico dei reflui;

riguardo agli scarichi idrici, SEA intende far confluire i propri reflui nel depuratore consortile S. Antonino, nonostante il sequestro del predetto depuratore da parte del Tribunale di Busto Arsizio a causa del superamento dei limiti tabellari previsti dalla normativa vigente e nonostante i rilievi dell'agenzia regionale di protezione ambientale della Lombardia abbiano evidenziato il superamento dei predetti limiti anche in epoca successiva alle opere di adeguamento ordinate dal Tribunale;

considerato altresì che:

la previsione di strumenti non reversibili in un territorio altamente urbanizzato impone una pianificazione preliminare che tenga conto dell'impatto sul territorio dell'intervento e delle infrastrutture connesse, attualmente escluse dallo studio, e della sostenibilità complessiva dell'intervento, sia in termini economico-sociali che ambientali;

nel senso di cui sopra si segnala che, a notizia dell'interrogante, in ordine ad alcune infrastrutture ferroviarie in fase di realizzazione nei territori di Turbigo, Robecchetto con Induno e Castano Primo, non sono state eseguite valutazioni di impatto in coerenza con il master plan, né risulta che sia stata eseguita una valutazione da parte della Protezione civile, atteso che, in funzione della realizzazione della terza pista di Malpensa, si prevede il passaggio di treni merce all'interno del centro abitato di alcuni Comuni, quali Turbigo e Castano Primo;

per la costruzione della terza pista di Malpensa, la SEA si pone l'obiettivo di sottoporre il master plan esclusivamente a valutazione di impatto ambientale (VIA), senza attendere i risultati della valutazione ambientale strategica (VAS) sul piano d'area Malpensa della Regione Lombardia, che è il solo strumento che permette di valutare la convivenza tra sviluppo e ambiente su vasta area;

il nuovo master plan modifica e sostituisce il precedente piano regolatore aeroportuale del 1985: si configura, quindi, come un nuovo atto di pianificazione che, in quanto tale, deve essere assoggettato alla procedura di valutazione di impatto strategico ai sensi e per gli effetti delle previsioni di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006;

la natura pianificatoria del suddetto documento sarebbe confermata dai riferimenti programmatici rinvenibili nello studio di impatto ambientale, che prevedono uno sviluppo temporale dell'opera in un arco di venti anni, e nel fatto che la SEA intende procedere non solo alla realizzazione di un terzo scalo aeroportuale, ma anche alla costruzione di un polo logistico, denominato Cargo city, di due alberghi, nonché alla completa modifica della viabilità comunale e provinciale di accesso a tali aree;

lo studio delle alternative predisposto dalla SEA nel master plan datato novembre 2009 si incentra, esclusivamente, sull'inquinamento acustico, vale a dire solo su uno dei principali impatti connessi a tale opera, e sono tralasciati altri fattori inquinanti quali consumi energetici, consumi idrici, consumi di materie prime e prodotti ausiliari, scarichi idrici, rifiuti, odori, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, rilasci nel suolo, vibrazioni, amianto, sostanze lesive dello strato di ozono, intrusione visiva, aumento del traffico veicolare, rendendo, di fatto, impossibile un monitoraggio e un confronto degli impatti connessi alla soluzione da realizzare;

in particolare, la cosiddetta alternativa zero, cioè quella che esclude la realizzazione della terza pista, non è stata considerata in via autonoma, bensì in comparazione con il piano di ampliamento, sebbene proprio tale tipo di alternativa consentirebbe di sfruttare in maniera più efficiente le infrastrutture esistenti, alla luce dell'attuale capacità di passeggeri pari a complessivi 38.000.000 passeggeri (di cui, rispettivamente, 30.000.000 sopportabili dal terminal 1, e i restanti 8.000.000 dal terminal 2), nonché alla luce del fatto che il numero attuale di passeggeri è di 18.000.000 l'anno;

la cosiddetta valutazione di incidenza, necessaria ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 152 del 2006 per verificare gli impatti del progetto sull'ambiente, è stata predisposta dalla società SEA prima della sentenza del Tribunale civile di Milano sopra richiamata e, pertanto, dovrebbe essere rinnovata;

considerato infine che:

la realizzazione della terza pista, prevista in funzione dell'aumento del traffico aereo, risulterebbe non più rispondente allo stato attuale, atteso che, come riportato anche da SEA nel master plan la diminuzione della quota di mercato su Malpensa è certamente significativa: le compagnie aree del gruppo CAI (Alitalia, Airone, Volare) sono infatti passate dal 49,3 per cento del 2007 (circa 11,7 milioni di passeggeri su 23,7 totali) ad un valore pari a circa il 25,7 per cento nel 2008 (circa 4,9 milioni di passeggeri su 19,01 totali);

come evidenziato da organi di stampa nel maggio 2011, anche il vettore tedesco ha abbandonato lo scalo di Malpensa a fine ottobre 2011, comportando un decremento del numero di passeggeri pari a 1,2 milioni rispetto ai 18,7 milioni registrati nel 2010;

a partire dal 1 novembre 2011, inoltre, tutti i voli Air France saranno spostati da Malpensa a Linate e, nel corso del 2012, anche Air France e Klm abbandoneranno Malpensa, mentre British Airways e Iberia hanno prospettato una dismissione della loro presenza da Malpensa,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario ed urgente intervenire, con gli strumenti a disposizione e per quanto di rispettiva competenza, affinché il progetto della SEA venga sottoposto alla VAS;

quali urgenti provvedimenti di rispettiva competenza intendano adottare per verificare che il progetto di realizzazione della terza pista di Malpensa sia rispettoso dei limiti imposti dalla legge in materia di emissioni di ossido di ozono e monossido di carbonio, nonché per verificare l'eventuale produzione di ozono, l'emissione di polveri sottili e, in generale, la produzione di sostanze nocive e inquinanti, al fine di non arrecare pregiudizi alla salute dei cittadini;

se non ritengano necessario, alla luce delle circostanze indicate in premessa, che la SEA fornisca chiarimenti e precisazioni ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 25, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006, nell'ambito della procedura di VIA;

se non ritengano necessario che la società SEA, alla luce della sentenza del Tribunale di Milano n. 11169/08 e della relazione predisposta dal Corpo forestale dello Stato nell'agosto 2010, provveda a rinnovare lo studio di incidenza sulla base dei dati attuali;

se siano a conoscenza del fatto che il gruppo SEA SpA intenda porre in essere un'attività di monitoraggio acustico e, in caso affermativo, se essa risulti in linea con quanto svolto da altri aeroporti europei e se non ritengano opportuno accertare che le risultanze del predetto monitoraggio risultino conformi, in punto di suddivisione in classi di zonizzazione acustica, alle previsioni di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 novembre 1997, nonché a quelle di cui alla legge della regione Lombardia n. 13/2001;

quali urgenti misure di rispettiva competenza si intendano adottare al fine di preservare il patrimonio naturalistico e ambientale che insiste sull'area di sedime interessata dall'ipotizzata realizzazione della terza pista di Malpensa;

quali urgenti misure di rispettiva competenza intendano adottare al fine di tutelare la salute dei cittadini dai rischi di inquinamento acustico, atmosferico e ambientale connessi alla costruzione della terza pista di Malpensa e delle infrastrutture gravanti sul territorio dell'alto milanese.

(4-06340)

FERRANTE - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle politiche agricole alimentari e forestali, dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 128, di attuazione della direttiva 2003/30/CE, relativa alla promozione dell'uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili nei trasporti, ha incluso l'olio vegetale puro tra i prodotti classificati come biocarburanti e, a tale titolo, riportati nell'Allegato I di cui all'articolo 2, comma 2, dello stesso decreto legislativo n. 128 del 2005;

successivamente, il decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26, di attuazione della direttiva 2003/96/CE che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità, ha previsto, tra l'altro, l'equiparazione dell'olio vegetale puro al gasolio agricolo, introducendo la possibilità di esenzione dall'accisa per diverse forme di impiego di tale prodotto;

in specie, il suddetto decreto legislativo n. 26 del 2007 prevede l'esenzione dall'accisa per l'olio vegetale puro immesso nei motori agricoli, per quello utilizzato nel riscaldamento delle serre, nonché per quello impiegato negli impianti che producono energia elettrica;

l'efficacia delle disposizioni che prevedono l'esenzione dall'accisa per l'impiego di olio vegetale non modificato chimicamente in motori agricoli impiegati in lavori agricoli, orticoli, in allevamento, nella silvicoltura e piscicoltura e nella florovivaistica, per quanto disposto dallo stesso decreto legislativo n. 26 del 2007, all'art. 1, comma 2, è subordinata alla preventiva approvazione da parte della Commissione europea ai sensi delle vigenti norme comunitarie in materia di aiuti di Stato (articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea);

il relativo provvedimento è stato notificato con lettera del 23 ottobre 2008, protocollata lo stesso giorno, alla Commissione europea, quindi ben un anno e otto mesi dopo l'approvazione del decreto legislativo n. 26 del 2007. A tale lettera la Commissione europea - Direzione generale dell'agricoltura e dello sviluppo rurale, ha risposto, il 12 settembre 2011 (C (2011) 6466), comunicando al Ministro degli affari esteri che la misura di aiuto è compatibile con il mercato interno in quanto soddisfa le condizioni della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente. La suddetta nota in sostanza dispone l'esenzione dall'accisa per l'olio vegetale puro qualora utilizzato nei motori agricoli;

il grave ritardo accumulato per avere il via libera dalla Commissione europea, al fine dell'attuazione delle agevolazioni previste dal decreto legislativo n. 26 del 2007, sta comportando il rischio di far definitivamente perdere interesse nei confronti di scelte produttive assolutamente strategiche, quali indubbiamente sono quelle legate alla produzione di biocarburanti;

dopo ben tre mesi dal ricevimento del parere favorevole della Commissione europea il Governo non ha ancora incomprensibilmente dato alcuna evidenza pubblica della decisione della Commissione;

è importante sottolineare che l'interrogante è venuto a conoscenza di suddetta risposta leggendo le denunce, riportate dagli organi di stampa, dell'Aiel - associazione italiana energie agroforestali - che si è battuta in questi anni per ottenere questo risultato;

dopo la nota della Commissione europea, i problemi, come sopra evidenziato, non sono ancora tutti risolti; anzi a breve si potrebbe passare dal rischio alla certezza di perdere questa importante decisione, perché ora è necessario che l'Agenzia delle dogane provveda a emanare disposizioni applicative affinché l'uso di olio vegetale esente da accisa sia concretamente autorizzato all'uso nei motori agricoli attraverso il meccanismo della assegnazione di carburante agevolato (ex libretto dell'UMA utenti macchine agricole). Ma tutto questo non è stato ancora fatto,

si chiede di conoscere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quale sia il motivo per cui, dopo quasi tre mesi dal pronunciamento della Commissione europea, l'Agenzia delle dogane non ha provveduto ad emanare gli atti normativi di competenza, mettendo a rischio di fatto qualsiasi investimento e sviluppo nei settori legati alla produzione di biocarburanti, rischiando di fatto di bloccare qualsiasi investimento e sviluppo nel settore delle fonti energetiche rinnovabili (FER).

(4-06341)

FLERES - Ai Ministri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

alcuni abitanti del Rione San Giacomo del centro storico di Caltagirone (Catania) hanno avanzato la proposta di inserire alcune strade in un programma di risanamento urbanistico;

tra le strade da inserire nel piano di risanamento c'è anche via Carcere che vanta il triste primato di essere una via spopolata: su dieci abitazioni ormai in rovina, una soltanto è abitata da una coppia di anziani;

in via Carcere puntualmente gli interventi per la disinfestazione e per la scerbatura delle erbe infestanti sono stati effettuati, ma il problema di fondo è che i ruderi ormai pericolanti sono abbandonati e di accesso libero a chiunque e da ciò derivano pericoli per la pubblica incolumità;

l'interrogante chiede di sapere:

se il Governo non intenda attivarsi per quanto di competenza affinché anche le vie adiacenti al rione San Giacomo vengano inserite nell'ambito dei piani di recupero e risanamento come è stato già fatto per altri rioni sempre del centro storico di Caltagirone (CT);

se non ritenga urgente promulgare nuovi bandi per la Regione Sicilia offrendo così concrete possibilità di utilizzo di nuove risorse predisposte per il piano di recupero.

(4-06342)

FLERES - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

alla chiusura dei "manicomi" sono state istituite comunità-alloggio per disagio psichico; in particolare, in Sicilia sono presenti 220 comunità, dove lavorano 1.800 operatori;

le cooperative erogano servizi pubblici e sono finanziate a livello locale; tuttavia, da alcuni mesi, i Comuni siciliani non pagano le rette dovute alle circa 120 cooperative e assicurazioni che gestiscono le strutture, rendendo inefficienti ed inadeguati i servizi;

a Palermo, sono già state chiuse 6 comunità su 10 presenti nel territorio, creando una lista d'attesa di ben 50 pazienti;

la grave situazione è stata prospettata alla Regione Sicilia e le richieste sono state precise: il riconoscimento alle comunità del ruolo socio-sanitario, conforme al resto d'Italia; il completamento dell'iter di cambiamento, attraverso il passaggio di competenza sulle comunità-alloggio dall'assessorato della famiglia e delle politiche sociali all'assessorato alla salute; infine l'elaborazione di una legge che stabilisca regole, standard e servizi innovativi, nonché l'auspicabile distinzione delle comunità-alloggio ad alta protezione e a bassa protezione;

nonostante la grave emergenza, in quanto oltre 2.200 disabili mentali siciliani rischiano di essere "sfrattati" dalle comunità-alloggio dove sono ospiti, la Regione nulla ha ancora fatto, se non prospettare diverse soluzioni, lungi da un reale e concreto intervento,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire per quanto di competenza per: a) supportare la battaglia delle cooperative provvedendo alla predisposizione di un provvedimento in grado di superare la criticità; b) predisporre un finanziamento ai Comuni, vincolandoli al pagamento per il servizio sanitario obbligatorio offerto dalle cooperative; c) elaborare un'adeguata disciplina per il riordino dell'intera materia.

(4-06343)

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

il contratto collettivo nazionale di lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico, attualmente vigente, all'art.32, relativo alla retribuzione e al prospetto paga, stabilisce che "il datore di lavoro, a richiesta del lavoratore, è tenuto a rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti l'ammontare complessivo delle somme erogate nell'anno";

sono giunte all'interrogante numerose segnalazioni relative alla prassi per cui badanti e colf straniere, regolarmente assicurate da datori di lavoro privati, non presenterebbero la dichiarazione dei redditi;

considerato che:

tutti questi lavoratori a cui le famiglie italiane versano anche i contributi previdenziali (deducili dalle imposte fino ad euro 1.549,37) sarebbero per la maggior parte degli evasori totali, senza contare il fatto che i redditi finiscono in Paesi stranieri dove si trovano le loro famiglie e le loro case di proprietà;

dato che i contributi dei lavoratori in questione vengono versati all'INPS, l'Agenzia delle entrate non dovrebbe avere difficoltà a scoprire le suddette posizioni,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di questa sacca di evasione e, in caso affermativo, quali iniziative abbia intrapreso per contrastarla;

quali iniziative di competenza intenda assumere affinché l'INPS, che gestisce i rapporti di lavoro domestico, provveda a comunicarli all'Agenzia delle entrate in modo da far pagare le tasse anche ai lavoratori domestici.

(4-06344)

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il 22 novembre 2011 "Il Sole 24 Ore" riferisce la notizia che: «Massimo Garbini è il nuovo amministratore unico dell'Enav. Lo rende noto il ministero dell'Economia spiegando che, "essendo decaduto l'intero consiglio di amministrazione di Enav per le intervenute dimissioni della maggioranza degli amministratori a suo tempo nominati dall'assemblea" lo stesso dicastero ha provveduto a nominare Garbini, attuale direttore generale della società, amministratore unico per il triennio 2011-2013. Garbini, spiega il ministero dell'Economia, è stato nominato del corso dell'assemblea totalitaria della società, che è stata convocata per "ricostituire con la massima tempestività l'organo di gestione, avuta in particolare presente la delicatezza delle funzioni essenziali per la garanzia della sicurezza della navigazione aerea svolta da Enav". I vertici Enav sono stati coinvolti nell'inchiesta sugli appalti aperta dalla procura di Roma, inchiesta del 19 novembre scorso che ha portato all'arresto dell'ad Guido Pugliesi»;

un articolo pubblicato su "Il Fatto quotidiano" del 26 novembre 2011 riporta un'informativa del Ros dei Carabinieri relativamente ad una conversazione telefonica tra Massimo Garbini, attuale amministratore delegato di Enav, allora direttore generale, e Guido Pugliesi, da poco arrestato per lo scandalo di Finmeccanica. Testualmente: «"C'è un ammanco di 4 milioni di euro e dobbiamo fatturare con Enav o con Selex". (...) "Non c'è niente di strano, parlavamo di budget", spiega Garbini al Fatto, ma la trascrizione della telefonata fa sorgere qualche dubbio sull'opportunità della nomina di Monti. Il debutto nel mondo delle partecipazioni statali, il primo intervento del premier e ministro dell'economia nel cuore dello scandalo Finmeccanica ha lanciato un messaggio di continuità e non certo di rottura. Nonostante quello che era già emerso sulla gestione dell'Enav: appalti affidati senza gara agli amici dei politici, costi gonfiati, false fatturazioni, accuse di valigette piene di denaro, Monti ha puntato sulla soluzione interna. Per fare pulizia su un ente che controllava anche traffici poco aerei, il premier non ha scelto un uomo nuovo ma il direttore generale della vecchia gestione. Garbini, 54 anni, è da 25 anni in Enav, dove è entrato da assistente di volo e poi ha fatto carriera nel settore tecnico. Pur non avendo nulla a che fare con i fatti criminosi, ha lavorato fianco a fianco con l'amministratore Guido Pugliesi, fino al giorno degli arresti domiciliari per le mazzette portate insieme all' imprenditore Tommaso Di Lernia nella sede dell'Udc. Un manager che aveva con Pugliesi un rapporto di fiducia, come testimonia la telefonata che pubblichiamo. Pugliesi chiama Garbini un mese e mezzo dopo il suo ingresso in Techno Sky al posto del vecchio amministratore delegato Antonio Iozzino. Scrivono i Carabinieri del Ros nella loro informativa, "I due parlavano di un ammanco di 'quattro milioni' dal bilancio della Techno Sky e della necessità di fatturare, entro dicembre, un importo tale da ritornare in pareggio". (...) "A giugno c'era stato il cambio del vertice e nel luglio 2010 era esploso con l'arresto di Lorenzo Cola lo scandalo Finmeccanica-Enav che coinvolgeva la controllata Techno Sky, dopo anni di allegre fatturazioni. "Noi avevamo bloccato tutte le attività per non rischiare. Io sono stato mandato lì per ripulire tutto e ho messo in ordine le cose come farò ora all'Enav". Sarà vero. Resta però quella frase in cui si parla di fatturare con modalità poco in linea con una normale conduzione di un business. Sembra quasi che Enav permetta a Techno Sky di fatturarle lavori e servizi solo per chiudere in attivo il bilancio della controllata. Spiega Garbini:" C'erano dei contratti in atto che stavo analizzando poi non ricordo come abbiamo chiuso e cosa abbiamo fatturato". Il Fatto ha acquisito il bilancio del 2010 di Techno Sky in Camera di commercio e ha scoperto una coincidenza inquietante: i crediti di Techno Sky verso la controllante Enav (da cui proviene it 95 per cento del fatturato di 84 milioni di euro) sono aumentati da 2,6 milioni del 2009 a 8,1 milioni. Spiegano gli amministratori della società nella loro relazione al bilancio che l'incremento di 5 milioni e mezzo " è composto per il 70 per cento da fatture di vendita emesse a fine esercizio, non compensate con la controllante e si riferiscono alla realizzazione di reti impiantistiche e alle infrastrutture di alcuni aeroporti italiani". Ecco come è stato possibile fare uscire i 4 milioni che servivano a Pugliesi e Garbini per permettere a Techno Sky, amministrata allora da Garbini, di chiudere con un attivo di 147 mila euro. Chissà se quelle opere fatturate in fretta e furia (a spese di Enav, cioè del Tesoro, cioè dei cittadini) per lavori non meglio precisati negli aeroporti fossero più utili per la sicurezza del volo o per la sicurezza dei manager»,

si chiede di sapere quali siano, alla luce dei fatti esposti in premessa, le valutazioni del Governo e se non ritenga necessario vigilare sull'operato di persone che ricoprono posizioni di vertice nell'ambito di aziende pubbliche.

(4-06345)

CASSON, ZANDA, FILIPPI Marco, VITA, NEROZZI, GRANAIOLA - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

in data 29 giugno 2009 si è verificato a Viareggio un gravissimo incidente, a causa del quale 32 persone sono morte e diverse decine sono rimaste ferite, oltre al fatto che il territorio circostante ha subito un notevole inquinamento i cui effetti potrebbero portare danni alla salute della popolazione anche a distanza di anni,

considerato che:

a seguito di questo evento i familiari delle vittime e molti altri cittadini si sono costituiti nelle associazioni "Il mondo che vorrei" e "Assemblea 29 giugno", altre associazioni hanno fornito la loro solidarietà e il loro apporto fattivo, come, ad esempio, la Cgil e Medicina democratica; lo scopo complessivo è la ricerca e la richiesta di verità e giustizia, ovvero quello di conoscere quali sono state le cause della strage di quel tragico 29 giugno, di chi sono le responsabilità, non ultimo come operare perché tali fatti non abbiano altrimenti a verificarsi e, ancora, chiedere che le vittime (sia i singoli che la comunità) siano risarcite;

si è aperto un procedimento giudiziario sempre per accertare quali siano state le cause e a chi attribuire le responsabilità, procedimento tuttora in corso e la cui istruttoria, da informazioni conosciute, è prossima alla conclusione;

non essendosi trattato di un atto terroristico o comunque di un'azione esterna, è indubbio che le Ferrovie dello Stato (FS), quale datore di lavoro (ai sensi del decreto legislativo n. 81 del 2008 relativo alla sicurezza nei luoghi di lavoro), non possono essere esenti da responsabilità, anche se dovrà essere ovviamente il Tribunale a chiarire i diversi aspetti e, se del caso, le ulteriori responsabilità connesse;

l'opera di verità e giustizia coinvolge sì gli apparati giudiziari, ma anche le vittime e i cittadini organizzati in associazioni, sindacati e movimenti, che sono direttamente interessati e possono testimoniare, informare e, in relazione alle loro conoscenze, competenze ed esperienza, contribuire efficacemente alla ricerca della verità;

il signor Riccardo Antonini, quale cittadino, oltre che lavoratore delle FS, nonché membro delle associazioni (Assemblea 29 giugno e Medicina democratica) e del sindacato Cgil e in nome e per loro conto, si è reso disponibile per la ricerca delle cause che hanno determinato la strage e il disastro ambientale ed è intervenuto come consulente di parte nel corso dell'"incidente probatorio" fissato dalla magistratura del Tribunale di Lucca; a seguito di ciò ha subito tre provvedimenti disciplinari preceduti da una diffida (1° luglio 2011) da parte del proprio datore di lavoro (FS), precisamente: 10 agosto 2011 (sospensione di 10 giorni dal lavoro senza retribuzione); 8 ottobre 2011 (contestazione disciplinare); ed infine 7 novembre 2011: licenziamento senza preavviso per giusta causa, giustificato da un presunto conflitto di interessi (di cui all'articolo 2105 del codice civile) con l'azienda e per offese al suo amministratore delegato (ingegner Mario Moretti);

non ultimo, oltre 10.000 cittadini mediante una petizione presentata in Parlamento in maggio 2010, hanno, al contrario, chiesto le dimissioni dell'amministratore delegato delle FS;

tale attività di contributo di ricerca della verità e giustizia da parte di Antonini è prestata nell'ambito di un procedimento penale,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano: a) che debba essere considerato meritorio lo sforzo di un lavoratore che si è messo a disposizione per ricercare le cause della strage, nell'ambito dell'opera di verità e giustizia che dovrebbe contraddistinguere lo sforzo di tutte le parti sociali e politiche, oltre che giudiziarie; b) che la lettera e lo spirito dell'articolo 2105 del codice civile spiegano cosa sia il conflitto di interesse in tutt'altri termini rispetto a come lo intende il responsabile della direzione del personale delle FS; c) che il licenziamento di Riccardo Antonini sia stato annunciato con mesi di anticipo (fin da settembre 2009) e scientemente predisposto; d) di adoperarsi affinché FS ritirino il licenziamento di Riccardo Antonini.

(4-06346)

ZANOLETTI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

ormai da molti anni i treni diretti verso il Sud d'Italia presentano difficili prestazioni ed interminabili rallentamenti a causa degli scarsi investimenti e della non sufficiente manutenzione;

in particolare la tratta tirrenica Salerno-Villa San Giovanni versa in uno stato di elevata trascuratezza;

si parla inoltre della riduzione o addirittura della cancellazione anche dei servizi notturni da Roma e da altre Regioni del Centro Nord verso il Sud e viceversa, con conseguenti disagi e perdita di molti posti di lavoro;

ritenuto che in tal modo non si garantisce il diritto costituzionale alla mobilità fra varie regioni e il Sud del Paese, mentre investimenti nel sistema ferroviario calabrese rappresenterebbero una risorsa importante contro la grave crisi economica che in quella regione è più consistente che in altre parti d'Italia,

si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, non ritenga utile assumere iniziative: a) per incrementare e regolamentare i servizi in un settore strategico come quello dei trasporti in Calabria che ha riflessi su molti comparti economici e sociali; b) perché vengano utilizzati nuovi e più confortevoli treni anche per il trasporto regionale evitando la cancellazione dei servizi notturni per le lunghe percorrenze; c) per evitare la soppressione dei treni da Roma e da altre regioni del Centro Nord verso il Sud e viceversa.

(4-06347)

D'ALIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per gli affari europei, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

è in corso un'indagine che vede coinvolte persone, società sportive dilettantistiche ed organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), con sede nell'isola de La Maddalena, nelle province del nord della Sardegna ed anche nel resto dell'isola;

nel periodo tra il 2004 ed il 2010 diverse Onlus ed associazioni sportive dilettantistiche sarde sono state create ed utilizzate al fine di emettere false fatture per sponsorizzazioni che consentivano agli imprenditori indagati di creare costi fittizi per le proprie aziende al fine di abbattere il proprio reddito e, conseguentemente, diminuire le imposte da versare;

i finanzieri del gruppo di Olbia e della Tenenza di Palau hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti in questo vasto giro di fatture false scoperto in Gallura. Uno dei 3 arrestati è anche indagato per diversi casi di truffa ai danni di enti pubblici (nel caso di specie la Provincia di Olbia-Tempio) per aver indebitamente ottenuto vari finanziamenti pubblici mediante artifizi e raggiri;

tra essi c'è anche l'armatore della società Delcomar che collega La Maddalena a Palau cui si contesta l'accusa di truffa ed emissione di fatture false;

premesso inoltre che:

con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 17 settembre 2010, la Siremar è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria;

con avviso pubblicato su vari organi di stampa, il commissario straordinario della procedura invitava chiunque fosse in grado di garantire la continuità del servizio pubblico di trasporto marittimo a presentare manifestazioni di interesse per l'acquisto del ramo di azienda di Siremar preposto all'erogazione in regime convenzionale del servizio di collegamento con le isole;

nel termine indicato dalla procedura, presentavano offerta: la società Navigazione siciliana SpA e la Compagnia delle isole SpA, con sede a Palermo, presso l'assessorato regionale all'economia, costituita da Mediterranea Holding di navigazione SpA, anche essa con sede a Palermo presso il medesimo assessorato, e, tra le altre, da Isolemar Srl;

la Regione Siciliana risulta essere il socio maggioritario della società Mediterranea Holding di navigazione SpA che, a sua volta, possiede la maggioranza del capitale sociale della società Compagnia delle isole SpA che si è proposta l'acquisto del ramo di azienda;

con atto di sindacato ispettivo 4-06107, pubblicato il 18 ottobre 2011, l'interrogante evidenziava, nell'ambito del suddetto procedimento, alcune iniziative assunte dalla regione Sicilia che appariva opportuno segnalare all'attenzione dei Ministri interessati;

tra le altre, come si evince da organi di stampa e da atti di sindacato ispettivo indirizzati alla Presidenza della Regione Siciliana e all'assessore all'economia da alcuni componenti l'Assemblea regionale siciliana, pare che, nell'ambito dell'offerta di acquisto presentata dalla Compagnia delle isole SpA, UniCredit abbia manifestato disponibilità a garantire i pagamenti dilazionati ivi previsti in ragione di una promessa di controgaranzia in suo favore formulata direttamente dalla Regione Siciliana sotto forma di lettera di patronage;

ne deriva, pertanto, che la Regione ha assunto nella vicenda della privatizzazione della Siremar un ruolo primario ed essenziale, divenendone nei fatti la principale protagonista, e ciò tanto per l'entità dell'apporto economico operato quanto per gli impegni assunti al fine di garantire il pagamento del prezzo di acquisto offerto;

inoltre, suscita perplessità il fatto che per la costituzione della Mediterranea Holding SpA l'individuazione dei soci privati risulti essere avvenuta con procedura conclusasi in appena quattro giorni, previa la pubblicazione di un avviso per manifestazione di interesse a prendere parte alla suddetta società pubblicato in data 11 febbraio 2011 nel sito Internet dell'assessorato regionale all'economia e sui quotidiani "Giornale di Sicilia" e "Il Sole-24 ore", di cui è dato conto nelle deliberazioni della Giunta regionale n. 39 del 9 febbraio 2010 e n. 48 del 15 febbraio 2010;

a tal riguardo, si deve ricordare che la lettera b) del comma 2 dell'articolo 23-bis del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, (ora abrogato) prevedeva invece espressamente che il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali potesse avvenire a favore di società a partecipazione mista pubblica e privata «a condizione che la selezione del socio avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) [ovvero economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità] le quali abbiano ad oggetto, allo stesso tempo, la qualità di socio e l'attribuzione di specifici compiti operativi connessi alla gestione del servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento»; non sembra che tali principi siano stati rispettati nel caso di specie;

tenuto inoltre conto che tra coloro che negli scorsi giorni sono risultati destinatari di ordinanze di custodia cautelare c'è chi, gestendo il traghettamento tra la Sardegna e diverse isole minori con linee sovvenzionate dalla Regione medesima, è uno dei soci della società controllata dalla Regione Siciliana, per mezzo dell'impresa Delcomar Srl che è socia della Isolemar Srl che a sua volta partecipa Mediterranea Holding,

si chiede di sapere se alla luce di quanto sopra il Governo non intenda verificare l'affidabilità della società che ha manifestato interesse per l'acquisto del ramo di azienda di Siremar, legata per relazioni societarie con chi risulta coinvolto nei gravi fatti in premessa e se non intendano accertare quanto denunciato nell'atto di sindacato ispettivo citato, i cui contenuti sono richiamati in premessa.

(4-06348)

LANNUTTI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

a fine aprile 2011, in assenza dell'interrogante, ignoti si introducevano nella sua residenza di Montecchio (Terni), ben recintata ed inaccessibile agli estranei, devastando beni immobili (tetto di una casetta adibita a legnaia) e piante di notevole valore economico oltre che estetico ed affettivo (un pino mediterraneo ad alto fusto ed un noce secolare addirittura decapitato), insistenti nel giardino retrostante l'abitazione;

l'interrogante apprendeva che nei giorni antecedenti alla scoperta, una ditta incaricata da ENEL SpA aveva svolto lavori di manutenzione nella cabina elettrica distante circa 50 metri dalla abitazione e sulla linea aerea passante sopra il suddetto giardino. Anche altri proprietari limitrofi lamentavano danni;

da scambio e-mail con l'ingegnere Davide Balzini di ENEL, su intercessione della dottoressa Marina Migliorato, l'interrogante apprendeva che i suddetti lavori sarebbero stati svolti per conto di ENEL dalla ditta Ecosfera Srl di Gualdo Cattaneo (Perugia). L'ingegnere Balzini, scusandosi a nome dell'azienda dell'accaduto, assicurava all'interrogante l'impegno per un rapido ripristino dello status quo ante;

tanto induceva l'interrogante a soprassedere dallo sporgere denuncia alla locale autorità giudiziaria per danneggiamento e violazione di domicilio;

lo stesso Balzini partecipava l'interrogante dell'esistenza di una copertura assicurativa per danni di questo tipo, facendosi carico di girare la sua denuncia alla Reale Mutua Assicurazioni;

la compagnia, di seguito, tramite un suo incaricato, provvedeva ad un sopralluogo, constatava i danni patiti a causa dell'attività illecita, limitando tuttavia il risarcimento alla somma di appena 963 euro giacché - come sostenuto in una comunicazione della compagnia - la polizza assicurativa stipulata con ENEL non era comprensiva di danni materiali;

a giudizio dell'interrogante trattasi di motivazione invero grottesca e stupefacente perché manifestamente incongruente. È legittimo domandarsi quali danni copra la polizza se sono esclusi i danni materiali. In ogni caso la suddetta somma, liquidata con assegno circolare non trasferibile veniva incassata dall'interrogante solo a titolo di mera anticipazione. Infatti solo per i lavori di muratura finalizzati al ripristino del manufatto (legnaia) l'interrogante ha sofferto l'esborso di 1.000 euro. Restano ancora da risarcire i danni derivanti dal grave danneggiamento del pino e del noce per le cui sostituzioni l'interrogante ha ricevuto preventivi ammontanti a 9.000 euro, comprensivi della rimozione dei tronchi mediante escavazione;

le comunicazioni nelle more intercorse non hanno sortito esito alcuno, venendo meno così la parola e la fiducia accordata ad ENEL nella persona dell'ingegner Balzini,

si chiede di sapere:

se al Governo risultino i criteri con i quali l'Enel affida ed appalta a talune aziende, come Ecosfera, lavori di manutenzione delle linee e della rete elettrica senza accertarsi preventivamente se l'azienda abbia stipulato idonea copertura assicurativa a ristoro dei danni causati a terzi;

se il rinvio di responsabilità tra Enel, Ecosfera e Reale Mutua Assicurazioni non costituisca l'ennesimo stratagemma per evitare di ristorare i danni causati agli utenti ed ai consumatori e se, a fronte dei fatti descritti in premessa, l'Enel non abbia il dovere di risolvere con effetto immediato il contratto stipulato a suo tempo con Ecosfera Srl, essendo venuto meno il rapporto di fiducia ed essendo in presenza di una giusta causa;

se risulti che le aziende alle quali Enel affida i lavori di manutenzione sono solite praticare, come nel caso di specie, violazione di domicilio e devastare a proprio piacimento beni, alberi ed oggetti all'interno di proprietà private e quali misure urgenti il Governo intenda adottare, nell'ambito della propria competenza, per imporre sia il risarcimento dei danni causati agli ignari cittadini che subiscono veri e propri atti vandalici che scelte più idonee tra le aziende alle quali affidare la manutenzione.

(4-06349)

GRAMAZIO, CALIGIURI, PARAVIA - Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il quotidiano "Il Giornale" di mercoledì 30 novembre, nel servizio L'Italia degli sprechi sulle spese folli delle Province, riporta l'articolo dal titolo "Così il PD taglia le Province: nuova sede da 263 milioni", in cui il giornalista, Andrea Cuomo, descrive come il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, si regali una megatorre nonostante gli 880 milioni di debiti dell'Ente da lui presieduto;

l'Amministrazione provinciale ha deciso di far cassa con i suoi gioielli, gli antichi palazzi del centro di Roma. Tutte le organizzazioni sindacali dei dipendenti della Provincia sono in rivolta contro la proposta del presidente Zingaretti, dal momento che questa operazione mette a rischio i bilanci della Provincia stessa, considerando che la manovra di bilancio varata nel 2010 è di 597 milioni di euro;

sono tremila i dipendenti che in base ai progetti di Zingaretti verrebbero trasferiti nella nuova sede, una torre super moderna nel quadrante EUR-Torrino, con un'ampiezza di 50.000 metri quadri, per ospitare tutti gli uffici dell'ente Provincia;

il presidente Zingaretti ha più volte dichiarato che questa operazione è la più importante decisione strategica in campo patrimoniale compiuta dall'amministrazione provinciale;

il consiglio provinciale di Roma ha approvato la proposta di Zingaretti con 28 voti a favore e 9 contrari. Con questa delibera si autorizza quindi l'avvio della procedura che porterà al trasferimento della Provincia di Roma dalla storica sede di Palazzo Valentini alla nuova torre dell'EUR-Torrino,

si chiede di conoscere se al Governo risultino le ragioni che hanno indotto ad approvare un'operazione a giudizio degli interroganti faraonica e costosissima da parte del Presidente della Provincia e quali iniziative di competenza intenda assumere per assicurare una gestione oculata del patrimonio degli enti territoriali.

(4-06350)

BLAZINA, PEGORER, PERTOLDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

la minoranza linguistica slovena nel Friuli-Venezia Giulia è riconosciuta e tutelata dalla legge n. 482 del 1999, dalla legge 23 febbraio 2001, n. 38 nonché da diversi accordi e convenzioni internazionali;

per la tutela della suddetta minoranza linguistica un ruolo fondamentale svolge la sede regionale RAI del Friuli-Venezia Giulia attraverso le diverse trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua slovena;

con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 aprile 2010 è stata approvata la convenzione stipulata in data 28 dicembre 2009 tra la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria e la RAI - Radiotelevisione italiana SpA, con cui la RAI si impegna a continuare la produzione e la diffusione delle trasmissioni di programmi radiofonici e televisivi in lingua slovena, nonché radiofonici in lingua italiana per la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia;

nell'ambito della medesima convenzione, è stato previsto un contributo di 6.619.267,78 euro finalizzato: alla diffusione delle trasmissioni televisive in lingua slovena attraverso un'autonoma redazione giornalistica slovena e una struttura programmi per un totale di 208 ore di trasmissioni, alla diffusione di trasmissioni radiofoniche in lingua slovena, realizzate dalle due strutture di cui sopra, per un totale di 4.517 ore annue, e alla diffusione dei trasmissioni radiofoniche in lingua italiana, realizzate dalla redazione giornalistica italiana e dalla struttura programmi italiana, per un totale di 1.667 ore di trasmissioni;

la stessa convenzione RAI per il Friuli-Venezia Giulia prevede, inoltre, anche un rafforzamento della programmazione radiofonica in lingua italiana dedicata alla minoranza italiana in Istria;

considerato che:

il sottosegretario pro tempore alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'editoria, on. Bonaiuti, nel corso dell'audizione presso la VII Commissione (Cultura) della Camera in data 19 ottobre 2011 ha annunciato un taglio del 50 per cento dei finanziamenti relativi alle convenzioni RAI per le minoranze linguistiche e a Rai International;

ciò significherebbe compromettere in maniera pesante l'effettiva tutela delle minoranze linguistiche riconosciute dall'articolo 6 della Costituzione e dalla legge 15 dicembre 1999, n. 482, e dalla legge 23 febbraio 2001, n. 38 per quanto riguarda la minoranza slovena;

i tagli annunciati andrebbero inoltre ad indebolire in maniera significativa la sede Rai del Friuli-Venezia Giulia, che in questi anni ha acquisito competenze professionali eccellenti ed ha svolto un ruolo fondamentale anche rispetto ad una proficua collaborazione con le emittenti delle regioni e degli Stati contermini;

tale ruolo dovrebbe essere ulteriormente valorizzato estendendo la programmazione televisiva anche alla lingua friulana,

si chiede di sapere:

se il Governo relativamente ai finanziamenti relativi alle convenzioni RAI per le minoranze linguistiche intenda proseguire con i tagli annunciati dal precedente Governo;

se, al contrario, non ritenga doveroso attivarsi per garantire la piena osservanza delle condizioni e delle modalità previste nella convenzione richiamata in premessa fino al termine della rinegoziazione della stessa previsto per la fine del 2012, salvaguardando, in tal modo, i diritti sanciti dalla Costituzione a favore della minoranza linguistica slovena.

(4-06351)

GRAMAZIO - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

è notizia di rilevanza mondiale l'assalto portato ieri contro l'Ambasciata britannica di Teheran che ricorda da vicino quello compiuto, sempre nella capitale iraniana, il 4 novembre 1979 contro l'Ambasciata americana;

è necessario che i Governi europei ed occidentali facciano sentire la loro voce contro l'inverosimile oltraggio compiuto dagli studenti iraniani, istigati dal Governo degli Ayatollah, contro una sede diplomatica occidentale regolarmente accreditata,

l'interrogante chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere a livello europeo e delle Nazioni unite, nei confronti del Governo iraniano degli Ayatollah, affinché simili atti di terrore non abbiano più a perpetrarsi contro sedi diplomatiche di Paesi che non condividono gli orientamenti politici del Governo iraniano.

(4-06352)