Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 529 del 30/03/2011

Sulla necessità di introdurre norme di maggior rigore nella legge di contabilità

GIARETTA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIARETTA (PD). Signor Presidente, vorrei cogliere l'occasione per sollevare un problema di grande rilievo per i conti pubblici del nostro Paese.

Abbiamo appena approvato qui al Senato il testo di una nuova legge di contabilità, che recepisce una parte degli indirizzi emersi in sede comunitaria in relazione al piano straordinario seguito alle tensioni finanziarie che si sono verificate.

Invano, nel corso di questi lavori, abbiamo cercato di convincere Governo e maggioranza ad inserire nel testo della legge di contabilità un punto già oggetto d'intesa a livello comunitario, cioè quello che prevedeva l'impegno per tutti gli Stati dell'area euro di inserire delle norme specifiche a maggior tutela degli equilibri di bilancio, per via costituzionale o con legge ordinaria ma di carattere organico. Ora, il ministro Tremonti, nel corso di un'audizione ieri alla Camera, ha precisato che è assolutamente necessario inserire nella Costituzione, come già fatto da altri partner europei, una norma blocca-debito, recependo l'indicazione del nuovo Trattato per superare le crisi emerse in Europa e superare così l'articolo 81 della Costituzione, che non ha impedito la formazione del terzo debito del mondo. Ora (a parte che si potrebbe contestare questa affermazione del Ministro, perché l'articolo 81 non ha impedito la formazione del terzo debito del mondo solo perché il Governo, particolarmente nell'ultimo periodo, ha consentito che esso fosse di fatto violato, producendo delle ipotesi di copertura assolutamente non conformi alle previsioni e consentendo alla maggioranza della Commissione bilancio di dare come buone coperture che erano in sua violazione), l'articolo 81 è un articolo importante, che certo può essere riformato, però - e concludo - sarei a rappresentare al Governo che le lunghe procedure di modifica di un articolo costituzionale espongono comunque il nostro Paese a non avere subito una disciplina più rigorosa di governo. Non vorrei che tale proposta di modifica facesse la stessa fine delle proposte di modifica dell'articolo 41 della Costituzione, cioè chiacchiere lasciate al vento. Qui non ci servono le chiacchiere: la sede ottima è la legge di contabilità, attualmente all'esame alla Camera. Sono pertanto a raccomandare al Governo di prevedere l'inserimento in quella normativa di questa più stringente previsione; un breve passaggio al Senato consentirebbe poi alla legge di entrare in vigore; dopodiché si potrebbe impostare eventualmente la modifica di carattere costituzionale.