Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 529 del 30/03/2011

MAZZATORTA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAZZATORTA (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge sul quale ci accingiamo a votare, già approvato - com'è stato detto - all'unanimità dalla Camera dei deputati, vuole affrontare, e possibilmente risolvere, il triste fenomeno dei bambini detenuti in carcere. Parafrasando un detto popolare, possiamo dire che le colpe delle madri, condannate o imputate, non possono ricadere sui figli minori, bambini innocenti detenuti in carcere: la vera - e per noi unica - finalità di questo disegno di legge è proteggere e aiutare i bambini.

Dal 1975 in poi - basti pensare alle riforme del 1986, del 1993, del 1998 e, da ultimo, del 2001 - il nostro ordinamento ha fatto in modo che una madre che ha commesso un reato per il quale è stata condannata ad una pena detentiva possa e debba essere messa in condizione di assolvere al proprio ruolo di madre, e ciò nell'interesse preminente del bambino. In fondo, la nostra Costituzione, all'articolo 31, ci dice: «La Repubblica protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo».

In questa direzione, il nostro ordinamento contiene una serie di istituti importanti: basti pensare al differimento dell'esecuzione della pena detentiva, alla detenzione domiciliare speciale - sulla quale con questo provvedimento interveniamo ulteriormente - e all'assistenza all'esterno dei figli minori, con riferimento alla quale in questo provvedimento introduciamo la visita al minore in ospedale, istituto che oggi non è disciplinato dall'ordinamento penitenziario.

Con questo disegno di legge compiamo quindi un ulteriore passo in avanti nel nostro ordinamento, tramite un'evoluzione della disciplina di favore, che - lo ribadisco - ha come unico obiettivo l'interesse dei bambini. Dobbiamo tutelare il diritto del bambino figlio di una madre detenuta non solo a stare con lei - cosa che è stata comunque garantita attraverso l'istituzione degli asili nido nelle carceri, in modo da permettergli di non essere privato della figura materna - ma soprattutto a crescere in un ambiente sano, e non in quello carcerario, per definizione afflittivo. Per un adeguato sviluppo psicologico del bambino, il rapporto madre-figlio è di primaria importanza, ma lo è altrettanto fare in modo che questo rapporto con la figura materna si sviluppi in un ambiente sano e pulito, al fine di evitare ulteriori traumi o ferite al bambino stesso.

In questa direzione, abbiamo istituito e disciplinato meglio il tema delle case-famiglia protette: il nostro ordine del giorno, riferito all'articolo 4 del disegno di legge in esame, consentirà di utilizzare a questi fini anche edifici demaniali dismessi o sequestrati alla criminalità organizzata.

Quella che può apparire come una maggiore clemenza nei confronti delle donne detenute è quindi dovuta alla necessità di salvaguardare lo sviluppo armonico della personalità dei bambini, anche se nati da madri delinquenti.

Mai più bambini innocenti in carcere, è stato detto. Oggi sono circa 50 i bambini in carcere. Questa legge ci consentirà di aiutarli a crescere sani e in ambienti sani. Certo - è stato detto - questo obiettivo viene raggiunto attraverso l'equilibrio tra l'esigenza di tutelare i bambini figli di madri detenute e l'esigenza di sicurezza di tutti i cittadini nei confronti delle madri che abbiano commesso delitti efferati e di maggior allarme sociale. Questo punto di equilibrio può non piacere a qualcuno che ha demagogicamente, con eccesso di clemenzialismo, parlato di una legge spot, o di una legge inutile, priva di reale portata innovativa, ma il punto di equilibrio che un legislatore saggio deve sempre prefiggersi è questo: esistono Caino e i figli di Caino, ma esistono anche Abele e i suoi figli, spesso orfani. Non dimentichiamo che la popolazione femminile detenuta è caratterizzata soprattutto da straniere e da tossicodipendenti. Quindi, occorre trovare una sintesi intelligente tra gli interessi dei singoli e quelli della comunità, evitando che i figli possano essere usati come schermo di protezione per delinquenti incallite o pericolose.

Il Gruppo della Lega Nord voterà quindi a favore di questo provvedimento, non perché espressione di quella tendenza politico-criminale che mira a creare delle forme alternative di esecuzione della pena detentiva e a raggiungere sostanzialmente l'obiettivo della cosiddetta decarcerizzazione (tendenza politico-criminale che noi contrastiamo fermamente), o, peggio, per perseguire un mero sfoltimento della popolazione carceraria, ma perché vogliamo proteggere e aiutare quei bambini sfortunati, costretti a crescere non come i loro coetanei in una casa confortevole, ma in un ambiente inadatto ad un bambino qual è un istituto penitenziario. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).