Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 529 del 30/03/2011
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BAIO (Misto-ApI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAIO (Misto-ApI). Signora Presidente, credo che, anche se frammentata fra l'8 marzo, ieri ed oggi, si sia compiuta, prima in Commissione e ora in Aula, una buona discussione sul disegno di legge in esame, discussione che ha anche scaldato le nostre menti e i nostri cuori, e credo che questo sia corretto, perché è una assunzione di responsabilità di fronte ad una condanna ingiusta, che è quella alla carcerazione obbligata per i bambini a causa di un fatto commesso dalla mamma.
Abbiamo votato a favore di molti degli emendamenti presentati ad eccezione di alcuni, perché riteniamo che il testo così come formulato avrebbe potuto essere migliorato ulteriormente dall'Assemblea ma la maggioranza ha deciso di non farlo.
Ora cercherò di spiegare perché questo comportamento, ovvero il fatto che oggi voteremo a favore del disegno di legge, è coerente anche con tale atteggiamento. Voteremo a favore perché in termini di principi questa è una legge giusta e umana, che esprime un atteggiamento di civiltà da parte del nostro Paese e lo rafforza. Voteremo a favore anche perché il disegno di legge migliora la legge oggi in vigore, la cosiddetta legge Finocchiaro: anche se non è stato ulteriormente perfezionato dall'Assemblea, il testo porta un miglioramento alla situazione oggi esistente.
Innanzitutto, è previsto il passaggio da tre a sei anni dell'età massima dei bambini costretti a vivere in carcere con la mamma condannata ad una pena grave. Portare l'età da tre a sei anni è giusto, perché si tratta di un'età importante per lo sviluppo psicologico del bambino, per la sua crescita, non solo fisica ma anche psichica, per la sua impronta relazionale. Questo è dunque un punto qualificante del disegno di legge. Oggi i bambini possono restare in carcere con la mamma solo fino all'età di tre anni: da domani potranno restare con la mamma anche dai tre ai sei anni. Questo è il primo punto, che determina il nostro atteggiamento di favore.
Inoltre questo disegno di legge, che oggi diventerà legge, prevede la predisposizione di strutture apposite. Oggi invece le donne detenute, soprattutto se straniere - le audizioni svolte anche qui in Senato, in Commissione giustizia, hanno dimostrato che le poche persone che vivono questa fattispecie sono al 99 per cento donne straniere, che hanno commesso reati minori, che si trovano in carcere e che sono incinte o hanno già un figlio - purtroppo spesso non sono proprietarie di una casa e non hanno una casa in affitto, e quindi non hanno la possibilità di scontare la detenzione insieme ai loro figli. Il fatto di creare delle strutture apposite offre una possibilità proprio a questa tipologia di detenute, ed è questo il secondo punto a favore del disegno di legge.
Dopo quello del passaggio dell'età da tre a sei anni, in assoluto il punto altamente qualificante di questa legge è l'istituzione degli ICAM, gli istituti a custodia attenuata per le madri. Mi sembra che, dagli interventi ascoltati in Aula, tutti riteniamo che la struttura ICAM realizzata a Milano sia positiva e risponda correttamente al bisogno di queste donne. La struttura oggi esistente a Milano è stata realizzata per la buona volontà di alcune istituzioni. Dichiaro con orgoglio che tale struttura è stata iniziata quando ero assessore alle politiche sociali della Provincia di Milano, ma non perché c'era una legge che lo imponesse. Oggi invece, fortunatamente, grazie a questo disegno di legge, istituiremo gli ICAM sul territorio nazionale, all'interno di diverse strutture: questo è un altro degli elementi a favore del disegno di legge.
Dove sono dunque i punti deboli di questo provvedimento, che abbiamo voluto evidenziare anche votando a favore di molti emendamenti? Uno di questi, innanzitutto, riguarda l'applicazione della normativa: per un atteggiamento di chiusura da parte della maggioranza è infatti prevista l'applicazione della normativa a partire dal 2014, e non invece a partire da domani, come sarebbe stato corretto, anche magari con un'applicazione graduale. Il secondo elemento di dubbio riguarda il fatto di non avere inserito, invece della visita, l'assistenza della madre al figlio ammalato, soprattutto in una situazione di malattia grave e conclamata. L'interpretazione quindi potrà essere diversa sul territorio.
Tuttavia, pur in presenza di questi due elementi di debolezza, i nuovi elementi positivi (il passaggio da tre a sei anni, l'istituzione degli ICAM, la presenza di strutture protette e apposite all'interno del carcere) ci portano a dire che questa sia una buona legge, che non contiene solo dei principi ma anche l'applicazione concreta degli stessi. È un cambiamento all'interno del carcere.
Termino il mio breve intervento citando una frase di Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura, quando, ne «La chiesa della solitudine» si pone il seguente interrogativo: «Possibile che non si possa vivere senza far male agli innocenti?». Rispondiamo oggi a questa domanda, scritta alla fine dell'800, anche attraverso questa legge, cercando di ferire il meno possibile degli innocenti. Forse anche loro, questi pochi bambini, adolescenti e giovani, rimanendo di più e in condizioni migliori con le loro madri, da domani potranno sperare di sognare. (Applausi dal Gruppo Misto-ApI e della senatrice Allegrini).