Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 529 del 30/03/2011
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PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
BAIO (Misto-ApI). Alcuni degli emendamenti presentati al disegno di legge in esame avrebbero potuto migliorare ulteriormente un testo che, comunque, merita il voto favorevole del Gruppo. Il provvedimento apporta indubbi miglioramenti alla legge in vigore, innalzando da tre a sei anni l'età massima in cui è consentito al minore di restare con la madre condannata a pena grave, individuando strutture dove soprattutto le detenute straniere prive di abitazione possano scontare gli arresti domiciliari, sviluppando gli Istituti a custodia attenuata per le madri, di cui un ottimo esempio è rappresentato dall'ICAM di Milano. Nonostante i punti deboli, come l'applicazione prevista solo dal 2014, dovuta ad un atteggiamento di chiusura della maggioranza, e la mancata trasformazione del diritto di visita in diritto di assistenza in caso di malattia grave del minore, quella in esame è una buona legge che traduce giusti principi in misure concrete e che costituisce una svolta significativa nel mondo delle carceri. (Applausi dal Gruppo Misto-ApI e della senatrice Allegrini).
CARDIELLO (CN). Il provvedimento in esame ha l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle detenute madri e dei loro figli, cercando di contemperare il principio della certezza della pena con quelli della tutela della maternità e dell'infanzia e dell'umanità della pena, che deve essere propedeutica al reinserimento sociale. Si tratta di misure dettate dal buonsenso e tese a lenire i gravi disagi in cui versano allo stato attuale le madri detenute e i loro figli incolpevoli. Il provvedimento interviene quindi in materia di custodia cautelare e di detenzione, individuando forme di detenzione alternativa a quella carceraria, consentendo anche ai minori da tre a sei anni di non essere separati dalle madri ed istituendo le strutture a custodia attenuata. Le modifiche alla disciplina del diritto di visita al minore infermo consentono inoltre una migliore e più tempestiva assistenza da parte della madre detenuta al figlio malato. Appaiono pretestuose le accuse mosse dall'opposizione in merito alla data di entrata in vigore delle disposizioni, una scelta che denota al contrario realismo e serietà nel tener conto dei tempi tecnici di realizzazione, anche in armonia con la completa attuazione del piano straordinario penitenziario. (Applausi dei senatori Valentino e Allegrini).
CARLINO (IdV). Il disegno di legge in esame avrebbe necessitato di modifiche migliorative, che ne avrebbero consentito una più ampia condivisione. La preoccupazione maggiore, tuttavia, è che le norme in esso previste in materia di detenzione domiciliare e custodia cautelare delle madri non restino mere enunciazioni di principio a causa della mancanza di risorse finanziarie e umane, nonché di strutture idonee. Per questo, occorre dare priorità all'ampliamento e ammodernamento delle strutture penitenziarie esistenti, aprire quelle completate ma ancora chiuse e realizzare case famiglia protette e istituti a custodia attenuata. Va altresì implementato l'organico degli agenti di polizia penitenziaria, degli educatori, psicologi e puericultrici, atteso che nelle case circondariali femminili e nelle strutture penitenziarie in generale la carenza di questo personale pregiudica il conseguimento del fine rieducativo della pena ed incide negativamente sulla condizione di detenzione, sulla sicurezza interna ed esterna e sulla possibilità di fruizione di servizi previsti dalla normativa. È infine importante che le regole che disciplinano il diritto di visita del figlio minore infermo da parte della madre detenuta siano applicate senza rigidità. Convinti che il mantenimento della relazione familiare sia un diritto fondamentale di ogni bambino, il Gruppo Italia dei Valori voterà a favore del disegno di legge che rappresenta comunque un passo avanti in questa direzione. (Applausi dal Gruppo IdV).
SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Annuncia il voto favorevole del Gruppo sul disegno di legge in esame, uno dei più qualificanti della legislatura, anche se l'irrigidimento del Governo, che non è stato disponibile ad accogliere alcuna proposta migliorativa, non consentirà di procedere ad un'approvazione unanime. Il sovraffollamento delle carceri rende inumana la vita di tutti i detenuti, ma altrettanto gravi sono le carenze nell'organico degli operatori penitenziari: per questo era stato proposto un ordine del giorno per l'assunzione degli psicologi già dichiarati vincitori di concorso, che il Governo non ha voluto accogliere. Tale situazione incide in maniera profondamente negativa sui bambini reclusi, che vivono in una condizione che già di per sé rappresenta un'aberrazione giuridica. Assolutamente condivisibili sono le norme che prevedono l'applicazione della detenzione domiciliare per le madri condannate con bambini di età inferiore ai dieci anni, l'ulteriore limitazione del ricorso alla custodia cautelare per le madri con prole di età inferiore ai sei anni e l'istituzione di case famiglia protette per le madri detenute; particolarmente importanti sono le norme recate all'articolo 2, che prevedono la possibilità per la madre detenuta di assistere il figlio durante le visite mediche specialistiche senza dover sottostare a meccanismi burocratici farraginosi. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-VN-MRE)
Presidenza del vice presidente NANIA
MAZZATORTA (LNP). La finalità del disegno di legge in esame è evitare la presenza in carcere di bambini a causa di reati commessi dalle loro madri. L'ordinamento contiene già previsioni volte ad assicurare delle garanzie in relazione al mantenimento di un rapporto sano tra le madri detenute ed i loro figli che il presente provvedimento rende più avanzate. L'attenzione nei confronti delle madri detenute ha l'obiettivo di tutelare il diritto del minore a crescere in un ambiente sereno e non afflittivo come quello carcerario, a mantenere un corretto rapporto madre-figlio e ad evitare al bambino ulteriori traumi. Il punto di equilibrio raggiunto può non essere soddisfacente per tutti, tuttavia esso tiene conto anche dell'interesse della collettività alla effettività della pena. Il Gruppo Lega Nord Padania voterà dunque a favore del provvedimento in esame, non perché mira alla decarcerizzazione o a sfoltire la popolazione carceraria, ma per migliorare la condizione dei bambini reclusi in carcere con le loro madri. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).
DELLA MONICA (PD). Il disegno di legge in esame era stato rinviato in Commissione, con voto unanime dell'Assemblea, per procedere a miglioramenti che consentissero effettivamente al testo di tutelare i diritti fondamentali dei minori incolpevolmente reclusi in carcere. Tuttavia, dopo aver iniziato un confronto positivo, su invito del Governo la relatrice ha ritirato emendamenti coincidenti con quelli dell'opposizione e la maggioranza ha respinto i rimanenti, tutti tesi a fare in modo che il provvedimento avesse reale effettività e non fosse solo un manifesto. Pur rappresentando il tentativo di realizzare un passo avanti, il disegno di legge in esame crea motivi di insoddisfazione: la nuova legge avrebbe dovuto disporre che l'espiazione della pena e la detenzione della madre con bambino non debba mai avvenire in carcere e per questo avrebbe dovuto essere modificata la legge Cirielli sulla recidiva; avrebbe dovuto anticipare al 1° gennaio 2012 il termine di entrata in vigore della normativa a fronte dello stanziamento delle necessarie risorse finanziarie; avrebbe dovuto consentire l'assistenza del genitore recluso al figlio malato per tutta la durata del ricovero ospedaliero. Tutte le proposte emendative del PD erano volte a stabilire un rapporto equilibrato tra l'esigenza di garantire certezza della pena e quella di tutelare i diritti dei minori: non essendo state accolte, il Partito Democratico si asterrà e vigilerà affinché la normativa sia realmente attuata e migliorata, con l'obiettivo, assunto dal Ministro della giustizia, di non avere più bambini in carcere. (Applausi dal Gruppo PD).
ALLEGRINI (PdL). La legge che il Senato si appresta a votare è un passo avanti nella battaglia di civiltà lanciata dal ministro Alfano all'inizio della legislatura, per evitare che bambini in età prescolare crescano in carcere. Le prime esperienze dell'infanzia sono propedeutiche alla formazione della persona: è importante garantire il diritto alla libera formazione dell'individuo, anche per evitare che i disagi del bambino di oggi si trasformino nelle devianze dell'adulto di domani, considerato che il 30 per cento dei detenuti ha avuto almeno un genitore in carcere. La legge n. 40 del 2001 ha lasciato irrisolti molti problemi, cui si cerca di far fronte con questo nuovo intervento normativo. I benefici già previsti per i figli di madri detenute minori di tre anni vengono estesi ai figli entro i sei anni; inoltre, si prevede l'istituzione, entro il 1° gennaio 2014, di case famiglia protette e di istituti a custodia attenuata, al fine di mantenere un corretto rapporto relazionale tra madre e figlio e consentire al bambino di frequentare il nucleo familiare. Nell'interesse supremo del minore, il Parlamento è riuscito a contemperare l'affermazione della potestà punitiva dello Stato e la previsione di un trattamento speciale per la madre detenuta, che può essere condannata a forme alternative di detenzione, questo anche per favorire una presa di coscienza del suo ruolo materno e concretizzare così la funzione riabilitativa della pena. Per tutti questi motivi, dichiara il voto favorevole del Gruppo sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo PdL e dai banchi del Governo. Congratulazioni).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 2568. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP e della senatrice Baio). I disegni di legge nn. 1129 e 1137 risultano pertanto assorbiti.