Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 529 del 30/03/2011
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PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge n. 2568. Ricorda che nella seduta di ieri ha avuto inizio l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 (Visita al minore infermo).
L'emendamento 2.211 risulta respinto. (Proteste dal Gruppo PD sulla regolarità delle operazioni voto. Su disposizione della Presidenza, i senatori Segretari effettuano verifiche tra i banchi). (Applausi dai Gruppi PdL e LNP all'esito del voto).
PRESIDENTE. A causa dell'eccessivo brusio, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 9,47, è ripresa alle ore 9,53.
DELLA MONICA (PD). Stigmatizzando gli applausi per la reiezione della precedente proposta di modifica sulla tutela dei diritti umani dei minori, chiede l'approvazione dell'emendamento 2.212, di analogo tenore. (Applausi dal Gruppo PD).
L'emendamento 2.212 risulta respinto.
PRESIDENTE. Essendo stata chiesta la votazione mediante procedimento elettronico sugli emendamenti 2.213 e 2.214, sospende la seduta non essendo trascorsi i venti minuti dal preavviso.
La seduta, sospesa alle ore 9,55, è ripresa alle ore 9,58.
Risultano respinti gli emendamenti 2.213, 2.214 e 2.215.
BENEDETTI VALENTINI (PdL). Ritira l'emendamento 2.216.
Risultano respinto e precluso gli emendamenti 2.217 e 2.218.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.219 è stato ritirato.
PERDUCA (PD). La discussione svoltasi sulle norme relative all'assistenza dei minori infermi da parte di genitori reclusi non ha condotto a modifiche migliorative della disciplina vigente (come richiesto anche dall'emendamento 2.220) ma sarà utile in sede di interpretazione per garantirne un'applicazione estensiva. Sono auspicabili ulteriori interventi da parte del Governo per innalzare i limiti di età dei minori previsti nel testo per consentire l'assistenza dei genitori.
L'emendamento 2.220 risulta respinto.
SPADONI URBANI (PdL). Sarebbe opportuno precisare che, per poter assistere il minore infermo, non deve sussistere il pericolo di commissione di ulteriori reati. Tuttavia, condividendo l'esigenza di una rapida approvazione del testo sottolineata dalla relatrice e dalla rappresentante del Governo, ritira l'emendamento 2.221.
PERDUCA (PD). Il disegno di legge in esame è piuttosto vago nel riconoscere ai padri detenuti il diritto a tutelare la prole, per cui con l'emendamento 2.222 si estendono anche ad essi le garanzie riconosciute alle madri sull'assistenza dei minori.
Risultano respinti o preclusi gli emendamenti 2.222, 2.223 e 2.224.
Il Senato approva l'articolo 2.
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli insegnati e gli allievi dell'istituto di istruzione secondaria di primo grado "Michele Granata" di Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, presenti nelle tribune. (Applausi).
Passa all'esame dell'articolo 3 (Detenzione domiciliare).
BENEDETTI VALENTINI (PdL). La legge n. 354 del 1975 prevede che, in presenza di determinate condizioni, le madri possano provvedere all'assistenza dei figli minori di dieci anni nella propria abitazione, o in altro luogo di cura o accoglienza, dopo avere espiato un terzo della pena. Con il disegno di legge in esame cade anche quest'ultima condizione: essendo già previsto dal codice penale l'istituto del differimento della pena, che consentirebbe di garantire la tutela dei minori figli di detenuti senza intaccare il principio della effettività della pena, sarebbe opportuno sopprimere il comma 2 dell'articolo 3, come propone l'emendamento 3.205.
GALLONE, relatrice. Invita a ritirare gli emendamenti 3.205, 3.207 e 3.209 ed esprime parere contrario sulle restanti proposte di modifica.
ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprime parere conforme a quello della relatrice.
BENEDETTI VALENTINI (PdL). Ritira l'emendamento 3.205.
MAZZATORTA (LNP). Ritira gli emendamenti 3.207 e 3.209.
Risultano respinti gli emendamenti da 3.200 a 3.208.
DELLA MONICA (PD). Dichiara voto favorevole all'emendamento 3.210 con il quale si prevede di utilizzare i fondi del piano carceri per accelerare l'istituzione di case famiglia, senza attendere il 2014. (Applausi della senatrice Negri).
Il Senato respinge gli emendamenti da 3.210 a 3.214.
DELLA MONICA (PD). Non comprende le ragioni della contrarietà all'emendamento 3.215 che prevede l'utilizzo del braccialetto elettronico per esigenze di tutela sociale.
Risultano respinti gli emendamenti 3.215 e 3.216.
Il Senato approva l'articolo 3.
DI NARDO, segretario. Dà lettura del nuovo parere trasmesso dalla Commissione bilancio sugli emendamenti. (v. Resoconto stenografico)
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 4 (Individuazione delle case famiglia protette), ricordando che sugli emendamenti 4.206 e 4.0.200 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
GALLONE, relatrice. Invita a trasformare in ordini del giorno gli emendamenti 4.205 e 4.0.210 (testo corretto). Invita a ritirare gli emendamenti 4.206, 4.0.200 e 4.0.201 ed esprime parere contrario sulle restanti proposte di modifica.
ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Condivide il parere della relatrice.
CASSON (PD). Dichiara voto favorevole all'emendamento 4.200 che indica, tra i criteri di funzionamento delle case famiglia protette, la presenza di personale specializzato in materia di infanzia, la formazione specialistica degli operatori penitenziari che lavorano in tali strutture, la previsione di un ambiente adatto alle esigenze del minore. Non prevedendo un'adeguata copertura finanziaria per istituire le case famiglia, il Governo rivela la volontà di approvare una mera legge manifesto. (Applausi dal Gruppo PD).
ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. La volontà di dare attuazione alla legge è dimostrata dalla previsione dell'articolo 4 che indica un termine di sei mesi entro il quale adottare il decreto per determinare le caratteristiche tipologiche delle case famiglia protette.
L'emendamento 4.200 risulta respinto.
SERAFINI Anna Maria (PD). Nel dichiarare voto favorevole all'emendamento 4.150, lamenta la vaghezza della previsione di cui all'articolo 4. Indicare tra i criteri di realizzazione delle case famiglie protette la presenza di personale specializzato e la previsione di un ambiente adatto al minore, significa contemperare le misure di sicurezza con le esigenze di tutela psico-fisica dei figli delle detenute. (Applausi dal Gruppo PD).
BAIO (Misto-ApI). Dichiara voto contrario all'emendamento 4.150 perché estende la possibilità di detenzione in case famiglie protette alle madri condannate per reati di mafia per le quali è preferibile la detenzione in strutture carcerarie adeguate.
Gli emendamenti 4.150 e 4.151 risultano respinti.
PORETTI (PD). Nel dichiarare voto favorevole all'emendamento 4.202, sottolinea che l'articolo 4 conferisce al Governo una delega in bianco, mancando di specificare le tipologie e i criteri di funzionamento delle case famiglia protette. Si profila, così, il rischio che esigenze securitarie prevalgano sulla tutela dei diritti dell'infanzia. (Applausi dei senatori Perduca e Mariapia Garavaglia).
L'emendamento 4.202 risulta respinto.
PERDUCA (PD). Invita la Presidenza a sollecitare la vigilanza sulla regolarità delle operazioni di voto. (Commenti dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. La Presidenza provvederà in tal senso.
Il Senato respinge gli emendamenti 4.203 e 4.204.
DI NARDO, segretario. Dà lettura del testo dell'ordine del giorno G4.205, risultante dalla trasformazione dell'emendamento 4.205, che impegna il Governo a considerare, per l'individuazione di strutture idonee ad ospitare case famiglia protette, edifici demaniali dismessi, confiscati o sequestrati alla criminalità organizzata.
Le senatrici Della Monica, Mariapia Garavaglia, Baio, Incostante e Finocchiaro ed il senatore Perduca comunicano alla Presidenza la sottoscrizione dell'ordine del giorno G4.205.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno G4.205, accolto dal Governo, non viene posto ai voti.
PERDUCA (PD). Anche l'emendamento 4.206, riguardante l'equa distribuzione delle case famiglia protette sul territorio nazionale, potrebbe essere trasformato in ordine del giorno.
GALLONE, relatrice. Conferma il parere contrario sull'emendamento 4.206.
ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Si associa al parere della relatrice. La modifica non appare necessaria vista l'esiguità dei casi in questione.
SPADONI URBANI (PdL). Ritira l'emendamento 4.206.
Il Senato approva l'articolo 4.
MAZZATORTA (LNP). Ritira gli emendamenti 4.0.200 e 4.0.201.
CARLONI (PD). L'emendamento 4.0.202 (testo 2) prevede che il magistrato competente possa, se ritenuto necessario nel superiore interesse del fanciullo, revocare il decreto di espulsione che, in base alla legge Bossi-Fini, automaticamente colpisce la detenuta straniera al termine della detenzione. (Applausi dal Gruppo PD).
Gli emendamenti 4.0.202 (testo 2), 4.0.203 (testo 2) e 4.0.204 risultano respinti.
PERDUCA (PD). L'emendamento 4.0.205 prevede il rilascio di un permesso di soggiorno per le detenute straniere madri pari alla durata della misura cautelare o detentiva. Invita nuovamente a controllare la regolarità delle votazioni.
Risultano respinti gli emendamenti da 4.0.205 a 4.0.209. (Commenti della senatrice Poretti sulla regolarità delle operazioni di voto. Applausi dal Gruppo PdL).
DELLA MONICA (PD). Trasforma l'emendamento 4.0.210 (testo corretto) nell'ordine del giorno G4.0.210 (v. Allegato A).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno G4.0.210, accolto dal Governo, non viene posto ai voti.
Il Senato approva l'articolo 5 (Copertura finanziaria).
PERDUCA (PD). Con l'emendamento al titolo Tit.1 si intende sottolineare il principio della tutela del rapporto tra figli minori e genitori detenuti che avrebbe dovuto informare l'intero provvedimento. In considerazione, poi, della tardiva entrata in vigore prevista, è auspicabile che le misure in esame possano applicarsi già dalla prossima settimana in favore delle detenute madri i cui figli stiano per compiere il terzo anno di età.
GALLONE, relatrice. Esprime parere contrario sull'emendamento Tit.1
ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concorda con la relatrice.
L'emendamento Tit.1 risulta respinto.
MARITATI (PD). Segnala di non essere riuscito a partecipare alla votazione. Anche la senatrice Adamo si trova nella stessa situazione.