Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 529 del 30/03/2011
Azioni disponibili
RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza della vice presidente BONINO
La seduta inizia alle ore 9,33.
Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana del 24 marzo.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B ai Resoconti della seduta.
Avverte che dalle ore 9,38 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Seguito della discussione dei disegni di legge:
(2568) Deputati BRUGGER e ZELLER. - Modifiche al codice di procedura penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e altre disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Brugger e Zeller; Bernardini ed altri; Ferranti ed altri)
(1129) PORETTI ed altri. - Misure per la creazione di «case-famiglia» per detenute con figli minori
(1137) CARLONI ed altri. - Disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori
(Relazione orale)
Approvazione del disegno di legge n. 2568
PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge n. 2568. Ricorda che nella seduta di ieri ha avuto inizio l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 (Visita al minore infermo).
L'emendamento 2.211 risulta respinto. (Proteste dal Gruppo PD sulla regolarità delle operazioni voto. Su disposizione della Presidenza, i senatori Segretari effettuano verifiche tra i banchi). (Applausi dai Gruppi PdL e LNP all'esito del voto).
PRESIDENTE. A causa dell'eccessivo brusio, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 9,47, è ripresa alle ore 9,53.
DELLA MONICA (PD). Stigmatizzando gli applausi per la reiezione della precedente proposta di modifica sulla tutela dei diritti umani dei minori, chiede l'approvazione dell'emendamento 2.212, di analogo tenore. (Applausi dal Gruppo PD).
L'emendamento 2.212 risulta respinto.
PRESIDENTE. Essendo stata chiesta la votazione mediante procedimento elettronico sugli emendamenti 2.213 e 2.214, sospende la seduta non essendo trascorsi i venti minuti dal preavviso.
La seduta, sospesa alle ore 9,55, è ripresa alle ore 9,58.
Risultano respinti gli emendamenti 2.213, 2.214 e 2.215.
BENEDETTI VALENTINI (PdL). Ritira l'emendamento 2.216.
Risultano respinto e precluso gli emendamenti 2.217 e 2.218.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.219 è stato ritirato.
PERDUCA (PD). La discussione svoltasi sulle norme relative all'assistenza dei minori infermi da parte di genitori reclusi non ha condotto a modifiche migliorative della disciplina vigente (come richiesto anche dall'emendamento 2.220) ma sarà utile in sede di interpretazione per garantirne un'applicazione estensiva. Sono auspicabili ulteriori interventi da parte del Governo per innalzare i limiti di età dei minori previsti nel testo per consentire l'assistenza dei genitori.
L'emendamento 2.220 risulta respinto.
SPADONI URBANI (PdL). Sarebbe opportuno precisare che, per poter assistere il minore infermo, non deve sussistere il pericolo di commissione di ulteriori reati. Tuttavia, condividendo l'esigenza di una rapida approvazione del testo sottolineata dalla relatrice e dalla rappresentante del Governo, ritira l'emendamento 2.221.
PERDUCA (PD). Il disegno di legge in esame è piuttosto vago nel riconoscere ai padri detenuti il diritto a tutelare la prole, per cui con l'emendamento 2.222 si estendono anche ad essi le garanzie riconosciute alle madri sull'assistenza dei minori.
Risultano respinti o preclusi gli emendamenti 2.222, 2.223 e 2.224.
Il Senato approva l'articolo 2.
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli insegnati e gli allievi dell'istituto di istruzione secondaria di primo grado "Michele Granata" di Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, presenti nelle tribune. (Applausi).
Passa all'esame dell'articolo 3 (Detenzione domiciliare).
BENEDETTI VALENTINI (PdL). La legge n. 354 del 1975 prevede che, in presenza di determinate condizioni, le madri possano provvedere all'assistenza dei figli minori di dieci anni nella propria abitazione, o in altro luogo di cura o accoglienza, dopo avere espiato un terzo della pena. Con il disegno di legge in esame cade anche quest'ultima condizione: essendo già previsto dal codice penale l'istituto del differimento della pena, che consentirebbe di garantire la tutela dei minori figli di detenuti senza intaccare il principio della effettività della pena, sarebbe opportuno sopprimere il comma 2 dell'articolo 3, come propone l'emendamento 3.205.
GALLONE, relatrice. Invita a ritirare gli emendamenti 3.205, 3.207 e 3.209 ed esprime parere contrario sulle restanti proposte di modifica.
ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprime parere conforme a quello della relatrice.
BENEDETTI VALENTINI (PdL). Ritira l'emendamento 3.205.
MAZZATORTA (LNP). Ritira gli emendamenti 3.207 e 3.209.
Risultano respinti gli emendamenti da 3.200 a 3.208.
DELLA MONICA (PD). Dichiara voto favorevole all'emendamento 3.210 con il quale si prevede di utilizzare i fondi del piano carceri per accelerare l'istituzione di case famiglia, senza attendere il 2014. (Applausi della senatrice Negri).
Il Senato respinge gli emendamenti da 3.210 a 3.214.
DELLA MONICA (PD). Non comprende le ragioni della contrarietà all'emendamento 3.215 che prevede l'utilizzo del braccialetto elettronico per esigenze di tutela sociale.
Risultano respinti gli emendamenti 3.215 e 3.216.
Il Senato approva l'articolo 3.
DI NARDO, segretario. Dà lettura del nuovo parere trasmesso dalla Commissione bilancio sugli emendamenti. (v. Resoconto stenografico)
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 4 (Individuazione delle case famiglia protette), ricordando che sugli emendamenti 4.206 e 4.0.200 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
GALLONE, relatrice. Invita a trasformare in ordini del giorno gli emendamenti 4.205 e 4.0.210 (testo corretto). Invita a ritirare gli emendamenti 4.206, 4.0.200 e 4.0.201 ed esprime parere contrario sulle restanti proposte di modifica.
ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Condivide il parere della relatrice.
CASSON (PD). Dichiara voto favorevole all'emendamento 4.200 che indica, tra i criteri di funzionamento delle case famiglia protette, la presenza di personale specializzato in materia di infanzia, la formazione specialistica degli operatori penitenziari che lavorano in tali strutture, la previsione di un ambiente adatto alle esigenze del minore. Non prevedendo un'adeguata copertura finanziaria per istituire le case famiglia, il Governo rivela la volontà di approvare una mera legge manifesto. (Applausi dal Gruppo PD).
ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. La volontà di dare attuazione alla legge è dimostrata dalla previsione dell'articolo 4 che indica un termine di sei mesi entro il quale adottare il decreto per determinare le caratteristiche tipologiche delle case famiglia protette.
L'emendamento 4.200 risulta respinto.
SERAFINI Anna Maria (PD). Nel dichiarare voto favorevole all'emendamento 4.150, lamenta la vaghezza della previsione di cui all'articolo 4. Indicare tra i criteri di realizzazione delle case famiglie protette la presenza di personale specializzato e la previsione di un ambiente adatto al minore, significa contemperare le misure di sicurezza con le esigenze di tutela psico-fisica dei figli delle detenute. (Applausi dal Gruppo PD).
BAIO (Misto-ApI). Dichiara voto contrario all'emendamento 4.150 perché estende la possibilità di detenzione in case famiglie protette alle madri condannate per reati di mafia per le quali è preferibile la detenzione in strutture carcerarie adeguate.
Gli emendamenti 4.150 e 4.151 risultano respinti.
PORETTI (PD). Nel dichiarare voto favorevole all'emendamento 4.202, sottolinea che l'articolo 4 conferisce al Governo una delega in bianco, mancando di specificare le tipologie e i criteri di funzionamento delle case famiglia protette. Si profila, così, il rischio che esigenze securitarie prevalgano sulla tutela dei diritti dell'infanzia. (Applausi dei senatori Perduca e Mariapia Garavaglia).
L'emendamento 4.202 risulta respinto.
PERDUCA (PD). Invita la Presidenza a sollecitare la vigilanza sulla regolarità delle operazioni di voto. (Commenti dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. La Presidenza provvederà in tal senso.
Il Senato respinge gli emendamenti 4.203 e 4.204.
DI NARDO, segretario. Dà lettura del testo dell'ordine del giorno G4.205, risultante dalla trasformazione dell'emendamento 4.205, che impegna il Governo a considerare, per l'individuazione di strutture idonee ad ospitare case famiglia protette, edifici demaniali dismessi, confiscati o sequestrati alla criminalità organizzata.
Le senatrici Della Monica, Mariapia Garavaglia, Baio, Incostante e Finocchiaro ed il senatore Perduca comunicano alla Presidenza la sottoscrizione dell'ordine del giorno G4.205.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno G4.205, accolto dal Governo, non viene posto ai voti.
PERDUCA (PD). Anche l'emendamento 4.206, riguardante l'equa distribuzione delle case famiglia protette sul territorio nazionale, potrebbe essere trasformato in ordine del giorno.
GALLONE, relatrice. Conferma il parere contrario sull'emendamento 4.206.
ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Si associa al parere della relatrice. La modifica non appare necessaria vista l'esiguità dei casi in questione.
SPADONI URBANI (PdL). Ritira l'emendamento 4.206.
Il Senato approva l'articolo 4.
MAZZATORTA (LNP). Ritira gli emendamenti 4.0.200 e 4.0.201.
CARLONI (PD). L'emendamento 4.0.202 (testo 2) prevede che il magistrato competente possa, se ritenuto necessario nel superiore interesse del fanciullo, revocare il decreto di espulsione che, in base alla legge Bossi-Fini, automaticamente colpisce la detenuta straniera al termine della detenzione. (Applausi dal Gruppo PD).
Gli emendamenti 4.0.202 (testo 2), 4.0.203 (testo 2) e 4.0.204 risultano respinti.
PERDUCA (PD). L'emendamento 4.0.205 prevede il rilascio di un permesso di soggiorno per le detenute straniere madri pari alla durata della misura cautelare o detentiva. Invita nuovamente a controllare la regolarità delle votazioni.
Risultano respinti gli emendamenti da 4.0.205 a 4.0.209. (Commenti della senatrice Poretti sulla regolarità delle operazioni di voto. Applausi dal Gruppo PdL).
DELLA MONICA (PD). Trasforma l'emendamento 4.0.210 (testo corretto) nell'ordine del giorno G4.0.210 (v. Allegato A).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno G4.0.210, accolto dal Governo, non viene posto ai voti.
Il Senato approva l'articolo 5 (Copertura finanziaria).
PERDUCA (PD). Con l'emendamento al titolo Tit.1 si intende sottolineare il principio della tutela del rapporto tra figli minori e genitori detenuti che avrebbe dovuto informare l'intero provvedimento. In considerazione, poi, della tardiva entrata in vigore prevista, è auspicabile che le misure in esame possano applicarsi già dalla prossima settimana in favore delle detenute madri i cui figli stiano per compiere il terzo anno di età.
GALLONE, relatrice. Esprime parere contrario sull'emendamento Tit.1
ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concorda con la relatrice.
L'emendamento Tit.1 risulta respinto.
MARITATI (PD). Segnala di non essere riuscito a partecipare alla votazione. Anche la senatrice Adamo si trova nella stessa situazione.
PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
BAIO (Misto-ApI). Alcuni degli emendamenti presentati al disegno di legge in esame avrebbero potuto migliorare ulteriormente un testo che, comunque, merita il voto favorevole del Gruppo. Il provvedimento apporta indubbi miglioramenti alla legge in vigore, innalzando da tre a sei anni l'età massima in cui è consentito al minore di restare con la madre condannata a pena grave, individuando strutture dove soprattutto le detenute straniere prive di abitazione possano scontare gli arresti domiciliari, sviluppando gli Istituti a custodia attenuata per le madri, di cui un ottimo esempio è rappresentato dall'ICAM di Milano. Nonostante i punti deboli, come l'applicazione prevista solo dal 2014, dovuta ad un atteggiamento di chiusura della maggioranza, e la mancata trasformazione del diritto di visita in diritto di assistenza in caso di malattia grave del minore, quella in esame è una buona legge che traduce giusti principi in misure concrete e che costituisce una svolta significativa nel mondo delle carceri. (Applausi dal Gruppo Misto-ApI e della senatrice Allegrini).
CARDIELLO (CN). Il provvedimento in esame ha l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle detenute madri e dei loro figli, cercando di contemperare il principio della certezza della pena con quelli della tutela della maternità e dell'infanzia e dell'umanità della pena, che deve essere propedeutica al reinserimento sociale. Si tratta di misure dettate dal buonsenso e tese a lenire i gravi disagi in cui versano allo stato attuale le madri detenute e i loro figli incolpevoli. Il provvedimento interviene quindi in materia di custodia cautelare e di detenzione, individuando forme di detenzione alternativa a quella carceraria, consentendo anche ai minori da tre a sei anni di non essere separati dalle madri ed istituendo le strutture a custodia attenuata. Le modifiche alla disciplina del diritto di visita al minore infermo consentono inoltre una migliore e più tempestiva assistenza da parte della madre detenuta al figlio malato. Appaiono pretestuose le accuse mosse dall'opposizione in merito alla data di entrata in vigore delle disposizioni, una scelta che denota al contrario realismo e serietà nel tener conto dei tempi tecnici di realizzazione, anche in armonia con la completa attuazione del piano straordinario penitenziario. (Applausi dei senatori Valentino e Allegrini).
CARLINO (IdV). Il disegno di legge in esame avrebbe necessitato di modifiche migliorative, che ne avrebbero consentito una più ampia condivisione. La preoccupazione maggiore, tuttavia, è che le norme in esso previste in materia di detenzione domiciliare e custodia cautelare delle madri non restino mere enunciazioni di principio a causa della mancanza di risorse finanziarie e umane, nonché di strutture idonee. Per questo, occorre dare priorità all'ampliamento e ammodernamento delle strutture penitenziarie esistenti, aprire quelle completate ma ancora chiuse e realizzare case famiglia protette e istituti a custodia attenuata. Va altresì implementato l'organico degli agenti di polizia penitenziaria, degli educatori, psicologi e puericultrici, atteso che nelle case circondariali femminili e nelle strutture penitenziarie in generale la carenza di questo personale pregiudica il conseguimento del fine rieducativo della pena ed incide negativamente sulla condizione di detenzione, sulla sicurezza interna ed esterna e sulla possibilità di fruizione di servizi previsti dalla normativa. È infine importante che le regole che disciplinano il diritto di visita del figlio minore infermo da parte della madre detenuta siano applicate senza rigidità. Convinti che il mantenimento della relazione familiare sia un diritto fondamentale di ogni bambino, il Gruppo Italia dei Valori voterà a favore del disegno di legge che rappresenta comunque un passo avanti in questa direzione. (Applausi dal Gruppo IdV).
SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Annuncia il voto favorevole del Gruppo sul disegno di legge in esame, uno dei più qualificanti della legislatura, anche se l'irrigidimento del Governo, che non è stato disponibile ad accogliere alcuna proposta migliorativa, non consentirà di procedere ad un'approvazione unanime. Il sovraffollamento delle carceri rende inumana la vita di tutti i detenuti, ma altrettanto gravi sono le carenze nell'organico degli operatori penitenziari: per questo era stato proposto un ordine del giorno per l'assunzione degli psicologi già dichiarati vincitori di concorso, che il Governo non ha voluto accogliere. Tale situazione incide in maniera profondamente negativa sui bambini reclusi, che vivono in una condizione che già di per sé rappresenta un'aberrazione giuridica. Assolutamente condivisibili sono le norme che prevedono l'applicazione della detenzione domiciliare per le madri condannate con bambini di età inferiore ai dieci anni, l'ulteriore limitazione del ricorso alla custodia cautelare per le madri con prole di età inferiore ai sei anni e l'istituzione di case famiglia protette per le madri detenute; particolarmente importanti sono le norme recate all'articolo 2, che prevedono la possibilità per la madre detenuta di assistere il figlio durante le visite mediche specialistiche senza dover sottostare a meccanismi burocratici farraginosi. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-VN-MRE)
Presidenza del vice presidente NANIA
MAZZATORTA (LNP). La finalità del disegno di legge in esame è evitare la presenza in carcere di bambini a causa di reati commessi dalle loro madri. L'ordinamento contiene già previsioni volte ad assicurare delle garanzie in relazione al mantenimento di un rapporto sano tra le madri detenute ed i loro figli che il presente provvedimento rende più avanzate. L'attenzione nei confronti delle madri detenute ha l'obiettivo di tutelare il diritto del minore a crescere in un ambiente sereno e non afflittivo come quello carcerario, a mantenere un corretto rapporto madre-figlio e ad evitare al bambino ulteriori traumi. Il punto di equilibrio raggiunto può non essere soddisfacente per tutti, tuttavia esso tiene conto anche dell'interesse della collettività alla effettività della pena. Il Gruppo Lega Nord Padania voterà dunque a favore del provvedimento in esame, non perché mira alla decarcerizzazione o a sfoltire la popolazione carceraria, ma per migliorare la condizione dei bambini reclusi in carcere con le loro madri. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).
DELLA MONICA (PD). Il disegno di legge in esame era stato rinviato in Commissione, con voto unanime dell'Assemblea, per procedere a miglioramenti che consentissero effettivamente al testo di tutelare i diritti fondamentali dei minori incolpevolmente reclusi in carcere. Tuttavia, dopo aver iniziato un confronto positivo, su invito del Governo la relatrice ha ritirato emendamenti coincidenti con quelli dell'opposizione e la maggioranza ha respinto i rimanenti, tutti tesi a fare in modo che il provvedimento avesse reale effettività e non fosse solo un manifesto. Pur rappresentando il tentativo di realizzare un passo avanti, il disegno di legge in esame crea motivi di insoddisfazione: la nuova legge avrebbe dovuto disporre che l'espiazione della pena e la detenzione della madre con bambino non debba mai avvenire in carcere e per questo avrebbe dovuto essere modificata la legge Cirielli sulla recidiva; avrebbe dovuto anticipare al 1° gennaio 2012 il termine di entrata in vigore della normativa a fronte dello stanziamento delle necessarie risorse finanziarie; avrebbe dovuto consentire l'assistenza del genitore recluso al figlio malato per tutta la durata del ricovero ospedaliero. Tutte le proposte emendative del PD erano volte a stabilire un rapporto equilibrato tra l'esigenza di garantire certezza della pena e quella di tutelare i diritti dei minori: non essendo state accolte, il Partito Democratico si asterrà e vigilerà affinché la normativa sia realmente attuata e migliorata, con l'obiettivo, assunto dal Ministro della giustizia, di non avere più bambini in carcere. (Applausi dal Gruppo PD).
ALLEGRINI (PdL). La legge che il Senato si appresta a votare è un passo avanti nella battaglia di civiltà lanciata dal ministro Alfano all'inizio della legislatura, per evitare che bambini in età prescolare crescano in carcere. Le prime esperienze dell'infanzia sono propedeutiche alla formazione della persona: è importante garantire il diritto alla libera formazione dell'individuo, anche per evitare che i disagi del bambino di oggi si trasformino nelle devianze dell'adulto di domani, considerato che il 30 per cento dei detenuti ha avuto almeno un genitore in carcere. La legge n. 40 del 2001 ha lasciato irrisolti molti problemi, cui si cerca di far fronte con questo nuovo intervento normativo. I benefici già previsti per i figli di madri detenute minori di tre anni vengono estesi ai figli entro i sei anni; inoltre, si prevede l'istituzione, entro il 1° gennaio 2014, di case famiglia protette e di istituti a custodia attenuata, al fine di mantenere un corretto rapporto relazionale tra madre e figlio e consentire al bambino di frequentare il nucleo familiare. Nell'interesse supremo del minore, il Parlamento è riuscito a contemperare l'affermazione della potestà punitiva dello Stato e la previsione di un trattamento speciale per la madre detenuta, che può essere condannata a forme alternative di detenzione, questo anche per favorire una presa di coscienza del suo ruolo materno e concretizzare così la funzione riabilitativa della pena. Per tutti questi motivi, dichiara il voto favorevole del Gruppo sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo PdL e dai banchi del Governo. Congratulazioni).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 2568. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP e della senatrice Baio). I disegni di legge nn. 1129 e 1137 risultano pertanto assorbiti.
Discussione dei disegni di legge:
(1460) MICHELONI. - Disciplina della rappresentanza istituzionale locale degli italiani residenti all'estero
(1478) TOFANI e BEVILACQUA. - Modifiche alla legge 23 ottobre 2003, n. 286, recante norme relative alla disciplina dei Comitati degli italiani all'estero, e alle leggi 6 novembre 1989, n. 368, e 18 giugno 1998, n. 198, in tema di Consiglio generale degli italiani all'estero
(1498) GIAI. - Modifiche alla legge 23 ottobre 2003, n. 286, concernente la disciplina dei Comitati degli italiani all'estero, e alla legge 6 novembre 1989, n. 368, in materia di Consiglio generale degli italiani all'estero
(1545) RANDAZZO e DI GIOVAN PAOLO. - Nuove norme sull'ordinamento del Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE)
(1546) RANDAZZO ed altri. - Nuove norme in materia di ordinamento dei Comitati degli italiani all'estero
(1557) PEDICA. - Abrogazione della legge 6 novembre 1989, n. 368, e modifiche alla legge 23 ottobre 2003, n. 286, in materia di disciplina dei Comitati degli italiani all'estero
(1990) CASELLI. - Abrogazione della legge 6 novembre 1989, n. 368, recante istituzione del Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE)
TOFANI, relatore. Ad integrazione della relazione scritta, informa che la Commissione affari esteri, dopo aver svolto una serie di audizioni, ha preso in esame numerosi disegni di legge presentati in materia di riforma della rappresentanza delle collettività italiane all'estero ed ha elaborato un testo unificato, che disciplina sia i Comitati degli italiani all'estero (COMITES) sia il Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE). I primi 23 articoli sono dedicati all'istituzione e al funzionamento dei Comitati degli italiani all'estero. Questi organi hanno una diversa composizione minima a seconda della consistenza delle collettività italiane nel mondo che rappresentano e sono chiamati a redigere una relazione annuale sugli interventi effettuati da autorità ed enti italiani a favore delle rispettive comunità. Alle sedute dei Comitati possono partecipare, senza diritto di voto, anche i parlamentari italiani. La restante parte del disegno di legge disciplina il CGIE, per adeguare tale organismo alle novità derivanti dall'introduzione della circoscrizione Estero nelle elezioni al Parlamento nazionale e per creare un anello di congiunzione tra istanze centrali e prerogative di Regioni ed enti locali in materia di raccordo con le comunità italiane nel mondo. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
MICHELONI (PD). La riforma della rappresentanza di base degli italiani all'estero si è resa necessaria dopo l'ingresso nel Parlamento italiano dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero. Sebbene in Commissione si sia pervenuti ad un testo unificato, auspica che relatore e Governo possano accogliere gli emendamenti presentati dal Gruppo, al fine di trovare un'intesa concorde sul testo in esame. Anche l'opposizione ritiene indifferibile l'approvazione della riforma, stante la insostenibile situazione dei COMITES, in attesa di rinnovo e già in regime di proroga da due anni e in difficoltà per gravi problemi di bilancio. Non bisogna dimenticare che questi organismi svolgono un importante ruolo di collegamento con le comunità italiane all'estero, ormai formate da individui nati in quei Paesi e destinati a formare la classe dirigente del futuro. È per questo motivo che l'Italia dovrebbe investire nella diffusione della propria lingua e cultura nel mondo, come del resto fanno altri importanti Paesi europei, nonostante la crisi economica. Con il disegno di legge in esame, si riconosce l'importanza del ruolo dei COMITES, che devono svolgere una funzione consultiva nei confronti della politica sulle questioni relative ai connazionali residenti all'estero, e del CGIE, che sarà il luogo di raccordo tra le comunità italiane all'estero e gli enti e le istituzioni centrali, regionali e locali, secondo la logica di organizzazione federalista dello Stato che si va affermando. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto tecnico commerciale e per geometri «Carlo Antonio Pilati» di Cles, in provincia di Trento, presenti nelle tribuna. (Applausi).
PEDICA (IdV). L'Italia dei Valori ha presentato un proprio disegno di legge di riforma, con l'intento di semplificare e rendere più efficienti gli istituti della rappresentanza e quindi di tutelare meglio interessi e diritti degli italiani all'estero. Poiché i Comitati italiani all'estero e il Consiglio generale degli italiani all'estero svolgono sostanzialmente le stesse funzioni, al fine di evitare un'inutile duplicazione e di risparmiare risorse pubbliche, che in tempi di crisi scarseggiano, il Gruppo propone di sopprimere il Consiglio, di trasferire alcune sue competenze ai Comitati e di attribuire compiti di raccordo con le istituzioni centrali ai parlamentari eletti nelle circoscrizione Estero. (Applausi dai Gruppi IdV e PD). Consegna il testo intergale dell'intervento affinché sia pubblicato in allegato al Resoconto della seduta (v. Allegato A)
FILIPPI Alberto (LNP). Si associa all'auspicio, espresso dal senatore Micheloni, che si possa giungere rapidamente all'approvazione di un testo condiviso, obiettivo cui il relatore e il rappresentante del Governo hanno lavorato con impegno. Le proposte di modifica presentate dalla Lega Nord riguardano la razionalizzazione delle risorse e l'adozione di modalità di selezione dei rappresentanti che forniscano maggiori garanzie in ordine alla trasparenza e alla regolarità delle operazioni di voto, in primo luogo per quanto riguarda il voto per corrispondenza. Consegna il testo integrale dell'intervento affinché sia pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
RANDAZZO (PD). E' auspicabile che le proposte di modifica cui ha accennato il senatore Micheloni siano accolte e si pervenga alla composizione delle divergenze che si sono manifestate tra parlamentari eletti nella circoscrizione Estero e parlamentari eletti sul territorio nazionale. Il Gruppo condivide la necessità di una rappresentanza degli italiani all'estero articolata in tre livelli: COMITES, CGIE e parlamentari eletti nella circoscrizione Estero e si opporrà con decisione alla proposta di sopprimere il Consiglio generale. (Applausi dal Gruppo PD).
FANTETTI (PdL). Il disegno di legge in esame riforma due organi di rappresentanza degli italiani all'estero, la cui istituzione, assieme alla concessione agli italiani all'estero dell'elettorato attivo e passivo nelle elezioni al Parlamento nazionale, ha posto fine alla colpevole disattenzione dello Stato italiano nei confronti dei milioni di connazionali allontanatisi dall'Italia a seguito di un imponente fenomeno migratorio. I COMITES non sono un organo consultivo del Ministero degli esteri, bensì i legittimi rappresentanti delle comunità italiane residenti all'estero e come tali vengono sempre più riconosciuti anche dalle amministrazioni statali straniere: per tale motivo è necessario valorizzare il criterio di selezione democratica delle rappresentanze e dovrebbe essere consentita la presentazione di liste collegate ai gruppi politici nazionali. Per la stessa ragione il testo in esame riduce all'essenziale il numero dei membri non elettivi del CGIE: Il giudizio definitivo sul disegno di legge dei senatori del PdL eletti nella circoscrizione Estero dipenderà dall'accoglimento degli emendamenti che mirano a potenziare i principi dell'elettività, della democraticità e della politicità della rappresentanza. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale. Rinvia il seguito dell'esame alla seduta pomeridiana.
Su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
PINOTTI (PD). Alla luce delle risposte discordanti ricevute dal Governo in merito al ridimensionamento dello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, in Liguria, preannuncia la presentazione di una ulteriore interrogazione sul tema. (Applausi dei senatori Biondelli e Tonini).
BIONDELLI (PD). Nell'imminenza di una manifestazione pacifica delle associazioni dei genitori di bambini autistici davanti alla sede del Consiglio regionale a Torino, appare opportuno richiamare l'attenzione sui gravi tagli operati dalla Giunta regionale piemontese sui servizi per le disabilità, che denotano l'approccio incivile dell'attuale Governo a queste problematiche. (Applausi del senatore Garraffa).
GARRAFFA (PD). I 54 operatori del call center della Getek ICT a Palermo, che per dieci anni hanno curato i collegamenti del numero verde dell'INPS, rischiano il posto di lavoro a seguito dell'aggiudicazione dell'appalto da parte della società Transcom. Su questa grave situazione preannuncia che presenterà una interrogazione.
PERDUCA (PD). Il Governo dovrebbe valutare l'opportunità per l'Italia di mantenere gli impegni assunti in accordi bilaterali con la Siria, così come con tutti gli altri Paesi i cui regimi si collocano fuori della legalità internazionale per il mancato rispetto dei diritti umani.
GIARETTA (PD). Invita il Governo a consentire che le modifiche alla legge di contabilità attualmente all'esame della Camera siano integrate, così come richiesto dal PD nel corso dell'esame in Senato, con l'inserimento di una previsione stringente sui vincoli di bilancio. La proposta del Ministro dell'economia di modificare in tal senso l'articolo 81 della Costituzione rischia di procrastinare nel tempo l'introduzione di improrogabili meccanismi di rigore contabile.
PRESIDENTE. Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 13,16.