Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 529 del 30/03/2011

LANNUTTI, MASCITELLI - Ai Ministri della salute e dell'interno - Premesso che:

secondo una ricerca dell'associazione Auser, che ha esaminato nella prima indagine nazionale le irregolarità e la poca trasparenza nelle case di riposo, in Italia ci sarebbero almeno 700 case di risposo fantasma;

le case di riposo in Italia risultano essere 6.715, ma il numero reale è un mistero, così come tutto il settore, una vera e propria "giungla" con prestazioni e tariffe fuori controllo. E almeno 700 strutture sfuggono a ogni regolamentazione e non sono autorizzate. È il quadro fosco che emerge da un'indagine nazionale dell'Auser, la prima di questo tipo in Italia, presentata oggi a Roma dall'associazione. La ricerca, realizzata dall'Istituto di ricerche economiche e sociali, ha incrociato dati di Camere di commercio, elenchi regionali, Pagine gialle, censimento 2008 del Viminale, articoli di stampa e Internet . La regione che ospita il maggior numero di case di riposo è la Sicilia: 900, quasi tutte (94 per cento) private. L'indagine mette a fuoco una situazione critica rispetto alla regolarità e trasparenza: 283 delle 863 strutture controllate dai Nas nel 2010 sono risultate irregolari, tra autorizzazioni mancanti, strutture non adeguate, numero di anziani eccessivo, mancanza di condizioni adeguate, attività infermieristiche esercitate in modo abusivo. "Giungla" anche nelle tariffe, che possono variare moltissimo: si parte da 1.200 per arrivare fino a 4.250 euro al mese, con una media di 1.400-1.500 euro;

quello delle case di riposo private per anziani è un business sempre più fiorente: in quattro anni, dal 2005 al 2009, quelle iscritte agli elenchi della Camera di commercio sono passate da 2.555 a 2.906 unità. E i loro ricavi sono aumentati in un anno del 18 per cento. Nel 2010, secondo stime dell'Auser, 23 anziani ogni mille vivevano in un presidio socio-assistenziale (casa di riposo privata), erano 20 nel 2006. Considerando anche le residenze socio-sanitarie (Rsa) e gli altri presidi, si registrano 32 anziani in istituto ogni mille nel 2010. Valori che crescono fino a 84 anziani su mille in Friuli-Venezia Giulia, mentre in Sicilia, la regione con il più alto tasso di diffusione di strutture socio-assistenziali, gli ospiti non superano le 11 unità ogni 1.000 abitanti di età superiore ai 65 anni. L'analisi dei bilanci di un campione significativo di queste strutture private ha evidenziato, tra il 2008 e il 2009, uno sviluppo rilevante (pari al 18 per cento): i servizi assistenziali residenziali risultano quindi in controtendenza rispetto all'andamento economico e non conoscono crisi. Il settore rappresenta un'opportunità di business interessante, alla luce dell'invecchiamento costante della popolazione italiana. Il campione dell'Auser risulta prevalentemente costituito da società a responsabilità limitata, mentre le società per azioni sono solo tre. Emerge la significativa presenza di gruppi che controllano ben 20 società delle 50 analizzate: il fenomeno interessante che sta vivendo il settore è proprio questa sorta di processo di integrazione orizzontale, con la nascita di gruppi in forte sviluppo e capaci di investimenti e acquisizioni delle strutture meno redditizie. Ed è da evidenziare anche come le società di maggiori dimensioni offrono alle loro controllate svariati servizi, dall'amministrazione del personale alla l'information technology, ai servizi di manutenzione e pulizia,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dell'indagine dell'Auser che ha messo in luce un sistema prevalentemente costituito da società a responsabilità limitata, mentre le società per azioni sono solo tre, con la presenza di gruppi che controllano ben 20 società delle 50 analizzate;

se risponda al vero che la Sicilia sia la regione con il maggior numero di case di riposo, quasi tutte private, e se risulti che 283 delle 863 strutture controllate dai Nas nel 2010 siano risultate irregolari;

quali misure urgenti il Governo intenda attivare per "disboscare" la giungla delle tariffe che variano da 1.200 euro fino a 4.250 euro al mese, con una media di 1.400-1.500 euro.

(4-04890)