Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 529 del 30/03/2011
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PORETTI, PERDUCA - Al Ministro della salute - Premesso che:
il Consiglio superiore di sanità (CSS), su richiesta del Ministro in indirizzo, si è espresso il 25 febbraio 2011 su "Insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (CCSVI) e sclerosi multipla (SM)";
detto parere del CSS è stato successivamente trasmesso con circolare del Ministro agli Assessori regionali alla Sanità in data 4 marzo 2011, "affinché se ne tenga conto nella predisposizione delle connesse attività di studio e assistenza";
con tale parere il CSS ritiene: 1) che la CCSVI non possa essere riconosciuta come entità nosologica; 2) che, ad oggi, non sia dimostrata la sua correlazione epidemiologica con la SM e, pertanto, l'intervento di correzione vascolare non può essere indicato nei pazienti affetti da tale patologia; 3) che sia necessaria, invece, un'indicazione clinica chiara e netta, indipendentemente dalla presenza o meno di SM, per l'erogazione di misure atte a diagnosticare, monitorare e correggere anomalie dell'apparato vascolare venoso, qualora indicato, a causa di condizioni patologiche ad esse sicuramente riferibili;
altresì, ritiene necessario che eventuali procedure di correzione di patologia venosa in pazienti con SM siano effettuate solo ed esclusivamente nell'ambito di studi clinici controllati e randomizzati, approvati da Comitati etici;
inoltre, il Consiglio superiore della Sanità ritiene opportuno: che sia contrastata ogni finalità puramente speculativa ed economica; che debba essere fatto tutto il possibile per proteggere i pazienti da facili entusiasmi, da speculazioni economiche e dai rischi connessi al trattamento stesso;
considerato che:
tenuto conto di tali indicazioni, un medico del Servizio sanitario nazionale, se non nell'ambito di detti studi clinici, sarebbe dissuaso dal diagnosticare a qualsiasi paziente già diagnosticato con SM un'affezione da CCSVI, né prescrivere alcun intervento atto a correggere la CCSVI, patologia circa la cui esistenza il CSS dichiara che "l'esistenza della CCSVI e le correlazioni etiopatogeniche collegate alla stessa sono ancora controverse e, pertanto, risultano necessari ulteriori studi";
tuttavia, non sono pochi, su circa 58.000 pazienti affetti da SM in Italia, quelli che, soprattutto nei casi più gravi, chiedono di poter accedere quanto prima alla diagnosi e all'eventuale trattamento della CCSVI secondo le metodologie messe a punto dal professor Zamboni dell'Università di Ferrara, circostanza che spinge alcuni di questi a ricorrere alla sanità privata o a dispendiose e incerte trasferte in Paesi in cui queste metodologie sono riconosciute e praticate,
si chiede di sapere:
che cosa intenda disporre il Ministro in indirizzo, nella circolare citata con la quale trasmette il parere del CSS su CCSVI e SM agli Assessori regionali alla sanità, quando indica che di tale parere si "tenga conto nella predisposizione delle connesse attività di studio e assistenza";
quanti studi clinici approvati dai Comitati etici su CCSVI e SM siano ad oggi attivati sul territorio nazionale, a chi siano affidati e presso quali strutture, quale sia il numero di pazienti preso in esame e quando se ne prevede il compimento;
se si abbia notizia che sia al vaglio da parte di Assessori regionali alla sanità, o se sia comunque in previsione, la prossima attivazione di nuovi studi clinici su CCSVI e SM;
che cosa intenda fare per promuovere sul territorio la conduzione di ulteriori studi clinici sul CCSVI e SM e se non ritenga opportuno che sia ampliato il numero complessivo di pazienti presi in esame da tali studi.
(4-04889)