Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008
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D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, in questa dichiarazione di voto io interverrò sulla mozione all'esame e, per economizzare i tempi, anche sulle altre due mozioni, che considero tra loro collegate.
È evidente che il nostro Gruppo parlamentare, avendo sottoscritto questa mozione che propone di istituire una Commissione straordinaria per la verifica dell'andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati, non potrà che votare a favore, ma in maniera convinta.
È chiaro, infatti, che anche le vicende di queste settimane (cioè le vicende che legano la crisi finanziaria dei mercati statunitensi alla crisi presente anche nel nostro continente europeo; crisi che vede atteggiamenti molto preoccupati da parte di tutti i Governi dell'Unione) comportano la necessità che questo Parlamento si attivi, non solo per monitorare, ma anche per comprendere la ragione per la quale alla fine il soggetto debole - cioè le famiglie italiane - sia quello che paga il conto dei fallimenti dei sistemi bancari e dei sistemi sofisticati sotto il profilo dei risparmi e dell'organizzazione del credito e del risparmio. Il fallimento cioè dei sistemi sofisticati attraverso i quali la crescita del prezzo delle materie prime, del petrolio ma anche dei beni di consumo, mediante il circuito della distribuzione, alla fine ha come unica parte lesa la parte più debole della nostra società e, al suo interno, evidentemente le famiglie italiane.
Presidenza della vice presidente MAURO (ore 18,25)
(Segue D'ALIA). In particolar modo, mi limito a segnalare qualche dato che ci dà il senso del fatto che oggi noi dobbiamo affrontare il tema del reddito familiare dovendo utilizzare il termine, che sembrava desueto, di povertà. Secondo l'ultimo rapporto dell'ISTAT sulla povertà, infatti, sono 2.623.000 le famiglie italiane a versare in stato di povertà. Parliamo di oltre 7.500.000 cittadini italiani, del 12,9 per cento della popolazione italiana, due terzi dei quali al Sud. Infatti, nel Mezzogiorno d'Italia il reddito familiare ammonta a circa tre quarti di quello delle famiglie del Centro-Nord, realtà alla quale si accompagna anche una maggiore gravità del disagio sociale.
Se uniamo questi dati a quelli relativi alle coppie anziane (che sono circa il 30 per cento delle famiglie povere), alle donne anziane sole (che sono circa il 20 per cento), alle famiglie con persone in cerca di prima occupazione soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia (che sono circa l'8 per cento) e alle famiglie con lavoratori a basso profilo professionale (che sono circa il 40 per cento), ci rendiamo conto che questi dati sono estremamente inquietanti.
Su questa base poggia la crisi del sistema economico e finanziario anche del nostro Paese. A noi dispiace molto che, nonostante fosse stato promesso che il ministro Tremonti sarebbe venuto in Aula per dirci cosa intende fare il Governo e per parlarci delle interlocuzioni sviluppate in sede di G4 e di governo dell'Unione a proposito delle misure da adottare per la tutela dei risparmiatori, del credito e quant'altro, fino ad oggi non abbiamo ricevuto le risposte che riteniamo necessarie per capire come anche l'opposizione può concorrere, in questa fase difficile per la vita economica e sociale del Paese, a trovare delle soluzioni. Se questa traccia non ci viene indicata è evidente che è difficile anche riuscire a confrontarsi e a dialogare. Non credo che il ministro Tremonti, ad esempio, abbia risposto in maniera esauriente alle stesse domande che i Gruppi di opposizione hanno posto alla Camera qualche giorno fa.
Credo, inoltre, che l'occasione di questa mozione, l'occasione del dibattito sulla Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria - il complemento della manovra economica del Governo - costituisca la sede naturale perché il Governo venga in Aula e comunichi quali misure intende adottare. Da qui viene il nostro sostegno convinto ad una mozione che presenta la firma di tutti i Gruppi parlamentari di maggioranza ed opposizione e il nostro voto di astensione sulle altre due mozioni - quella presentata dai colleghi del Partito Democratico e quella presentata dai colleghi della Lega - che spiego in maniera molto sintetica.
Queste mozioni contengono considerazioni e osservazioni assolutamente condivisibili, ad esempio per quanto riguarda la crisi occupazionale in cui versa il nostro Paese e la criticità delle politiche pubbliche che, anziché andare a sostegno dell'occupazione, smantellano l'apparato della pubblica amministrazione con tagli lineari che non hanno alcun effetto positivo nel Paese.
Siamo inoltre consapevoli che esiste la necessità di politiche di sostegno rispetto ad un eccesso, o meglio ad un abuso, nell'utilizzo dello strumento della flessibilità nel mercato del lavoro. Sono condivisibili anche alcune considerazioni contenute nella mozione con riferimento alla differenziazione del reddito familiare o dei pubblici dipendenti a seconda delle aree territoriali di appartenenza. Tali questioni, però, sono solo una parte del problema, almeno per come lo vediamo noi, perché, dal nostro punto di vista, il soggetto debole che prioritariamente deve essere destinatario di interventi di sostegno e di una politica a 360 gradi è la famiglia.
Che poi la famiglia abbia al suo interno dei disoccupati, o sia al Nord o al Sud del nostro Paese poco importa ai fini di una politica nazionale che, attraverso il recupero di politiche di fiscalità di vantaggio nei confronti delle famiglie e soprattutto di quelle povere che rappresentano il 13 per cento delle famiglie di questo Paese, deve proporre un rilancio dell'azione a sostegno della famiglia, soprattutto in un momento come questo in cui la congiuntura internazionale porta ad una crisi del sistema creditizio, del sistema del risparmio. Il nostro è un Paese di famiglie, di piccoli risparmiatori e anche di piccoli azionisti che si trovano raggirati sotto ogni profilo e che necessitano di una politica specifica, mirata e incisiva, che non può essere solo parziale e non può riguardare solo alcuni aspetti di un problema che è più ampio.
Per queste ragioni riteniamo utile l'istituzione di questa Commissione perché fornisca e aggiorni i dati e ci metta nelle condizioni di tutelare le aree più deboli del nostro Paese, le famiglie soprattutto, che sono il soggetto debole della nostra comunità. Riteniamo che per il resto dobbiamo affrontare il tema in maniera più complessiva e non guardarlo solo da alcuni punti di vista, anche se condivisibili, ma che assolvono ad una logica e ad una visione parziale rispetto ad un problema che, invece, è più grande e più generale. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).