Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 067 del 07/10/2008

Seguito della discussione e approvazione della mozione n. 25 sull'istituzione di una Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi (ore 18,23)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della mozione 1-00025, presentata dal senatore Bricolo e da altri senatori, sull'istituzione di una Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi.

Ricordo che nella seduta antimeridiana hanno avuto luogo l'illustrazione della mozione e la discussione.

Passiamo alla votazione della mozione.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, in questa dichiarazione di voto io interverrò sulla mozione all'esame e, per economizzare i tempi, anche sulle altre due mozioni, che considero tra loro collegate.

È evidente che il nostro Gruppo parlamentare, avendo sottoscritto questa mozione che propone di istituire una Commissione straordinaria per la verifica dell'andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati, non potrà che votare a favore, ma in maniera convinta.

È chiaro, infatti, che anche le vicende di queste settimane (cioè le vicende che legano la crisi finanziaria dei mercati statunitensi alla crisi presente anche nel nostro continente europeo; crisi che vede atteggiamenti molto preoccupati da parte di tutti i Governi dell'Unione) comportano la necessità che questo Parlamento si attivi, non solo per monitorare, ma anche per comprendere la ragione per la quale alla fine il soggetto debole - cioè le famiglie italiane - sia quello che paga il conto dei fallimenti dei sistemi bancari e dei sistemi sofisticati sotto il profilo dei risparmi e dell'organizzazione del credito e del risparmio. Il fallimento cioè dei sistemi sofisticati attraverso i quali la crescita del prezzo delle materie prime, del petrolio ma anche dei beni di consumo, mediante il circuito della distribuzione, alla fine ha come unica parte lesa la parte più debole della nostra società e, al suo interno, evidentemente le famiglie italiane.

 

Presidenza della vice presidente MAURO (ore 18,25)

 

(Segue D'ALIA). In particolar modo, mi limito a segnalare qualche dato che ci dà il senso del fatto che oggi noi dobbiamo affrontare il tema del reddito familiare dovendo utilizzare il termine, che sembrava desueto, di povertà. Secondo l'ultimo rapporto dell'ISTAT sulla povertà, infatti, sono 2.623.000 le famiglie italiane a versare in stato di povertà. Parliamo di oltre 7.500.000 cittadini italiani, del 12,9 per cento della popolazione italiana, due terzi dei quali al Sud. Infatti, nel Mezzogiorno d'Italia il reddito familiare ammonta a circa tre quarti di quello delle famiglie del Centro-Nord, realtà alla quale si accompagna anche una maggiore gravità del disagio sociale.

Se uniamo questi dati a quelli relativi alle coppie anziane (che sono circa il 30 per cento delle famiglie povere), alle donne anziane sole (che sono circa il 20 per cento), alle famiglie con persone in cerca di prima occupazione soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia (che sono circa l'8 per cento) e alle famiglie con lavoratori a basso profilo professionale (che sono circa il 40 per cento), ci rendiamo conto che questi dati sono estremamente inquietanti.

Su questa base poggia la crisi del sistema economico e finanziario anche del nostro Paese. A noi dispiace molto che, nonostante fosse stato promesso che il ministro Tremonti sarebbe venuto in Aula per dirci cosa intende fare il Governo e per parlarci delle interlocuzioni sviluppate in sede di G4 e di governo dell'Unione a proposito delle misure da adottare per la tutela dei risparmiatori, del credito e quant'altro, fino ad oggi non abbiamo ricevuto le risposte che riteniamo necessarie per capire come anche l'opposizione può concorrere, in questa fase difficile per la vita economica e sociale del Paese, a trovare delle soluzioni. Se questa traccia non ci viene indicata è evidente che è difficile anche riuscire a confrontarsi e a dialogare. Non credo che il ministro Tremonti, ad esempio, abbia risposto in maniera esauriente alle stesse domande che i Gruppi di opposizione hanno posto alla Camera qualche giorno fa.

Credo, inoltre, che l'occasione di questa mozione, l'occasione del dibattito sulla Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria - il complemento della manovra economica del Governo - costituisca la sede naturale perché il Governo venga in Aula e comunichi quali misure intende adottare. Da qui viene il nostro sostegno convinto ad una mozione che presenta la firma di tutti i Gruppi parlamentari di maggioranza ed opposizione e il nostro voto di astensione sulle altre due mozioni - quella presentata dai colleghi del Partito Democratico e quella presentata dai colleghi della Lega - che spiego in maniera molto sintetica.

Queste mozioni contengono considerazioni e osservazioni assolutamente condivisibili, ad esempio per quanto riguarda la crisi occupazionale in cui versa il nostro Paese e la criticità delle politiche pubbliche che, anziché andare a sostegno dell'occupazione, smantellano l'apparato della pubblica amministrazione con tagli lineari che non hanno alcun effetto positivo nel Paese.

Siamo inoltre consapevoli che esiste la necessità di politiche di sostegno rispetto ad un eccesso, o meglio ad un abuso, nell'utilizzo dello strumento della flessibilità nel mercato del lavoro. Sono condivisibili anche alcune considerazioni contenute nella mozione con riferimento alla differenziazione del reddito familiare o dei pubblici dipendenti a seconda delle aree territoriali di appartenenza. Tali questioni, però, sono solo una parte del problema, almeno per come lo vediamo noi, perché, dal nostro punto di vista, il soggetto debole che prioritariamente deve essere destinatario di interventi di sostegno e di una politica a 360 gradi è la famiglia.

Che poi la famiglia abbia al suo interno dei disoccupati, o sia al Nord o al Sud del nostro Paese poco importa ai fini di una politica nazionale che, attraverso il recupero di politiche di fiscalità di vantaggio nei confronti delle famiglie e soprattutto di quelle povere che rappresentano il 13 per cento delle famiglie di questo Paese, deve proporre un rilancio dell'azione a sostegno della famiglia, soprattutto in un momento come questo in cui la congiuntura internazionale porta ad una crisi del sistema creditizio, del sistema del risparmio. Il nostro è un Paese di famiglie, di piccoli risparmiatori e anche di piccoli azionisti che si trovano raggirati sotto ogni profilo e che necessitano di una politica specifica, mirata e incisiva, che non può essere solo parziale e non può riguardare solo alcuni aspetti di un problema che è più ampio.

Per queste ragioni riteniamo utile l'istituzione di questa Commissione perché fornisca e aggiorni i dati e ci metta nelle condizioni di tutelare le aree più deboli del nostro Paese, le famiglie soprattutto, che sono il soggetto debole della nostra comunità. Riteniamo che per il resto dobbiamo affrontare il tema in maniera più complessiva e non guardarlo solo da alcuni punti di vista, anche se condivisibili, ma che assolvono ad una logica e ad una visione parziale rispetto ad un problema che, invece, è più grande e più generale. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).

FRANCO Paolo (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

FRANCO Paolo (LNP). Signora Presidente, sono felice, naturalmente, di dichiarare il voto favorevole del mio Gruppo su questa mozione, ma anche di vedere la grande adesione, praticamente di tutti i Gruppi che si sono espressi in Senato, alla finalità che questa mozione intende perseguire.

Dai tempi in cui è stata presentata (intorno al 20 di settembre) ad oggi, la situazione finanziaria internazionale si è aggravata, anche se il tema di questa mozione attiene specificatamente alla verifica dell'andamento generale dei prezzi dei beni di consumo e del controllo della trasparenza dei mercati. È però altrettanto vero che, mai come in questi giorni, il cittadino lavoratore e risparmiatore vede messo a rischio il proprio patrimonio e i propri investimenti, sia sotto il profilo del potere d'acquisto, sia sul versante della conservazione finanziaria.

Per questo motivo, l'istituzione di una Commissione con il compito di indagare sui fattori congiunturali e strutturali che sono all'origine dei rincari dei prezzi dei prodotti intermedi e finali, di acquisire elementi informativi, di elaborare proposte volte ad attenuare queste conseguenze, e di svolgere indagini sull'andamento in borsa del prezzo del petrolio le conferisce un ruolo e un'importanza che forse solo qualche giorno fa non le erano riconosciuti.

È altrettanto importante rilevare che tra le potestà attribuite a questa Commissione esiste anche il contatto, la collaborazione e la ricerca di interscambio di dati e di informazioni con istituzioni analoghe in altri Paesi e con organismi internazionali. È evidente, a questo punto, che l'aumento dei prezzi delle materie prime o dei prodotti energetici, da che era una questione specifica che riguardava prevalentemente i nostri cittadini, ha assunto, come ben sappiamo, un rilievo internazionale molto consistente.

Quindi, nell'esprimere il voto favorevole all'istituzione di questa Commissione, il Gruppo della Lega Nord insiste nel sottolineare quanto importante dovrà essere il lavoro della Commissione perché i redditi e i risparmi dei cittadini non siano messi a repentaglio, da un lato, da aumenti indiscriminati dovuti alle speculazioni dei prezzi delle materie prime (per arrivare, come sappiamo, al costo della pasta, del latte, eccetera) e, dall'altro, dalle speculazioni finanziarie internazionali che hanno generato quello che ben conosciamo, ossia un sistema creditizio fragile e debole, che mette quindi a repentaglio anche il risparmio. Le due questioni messe insieme sono davvero esplosive e questa Commissione dovrà lavorare per portare alla valutazione e all'approvazione di questa Camera dei documenti che fattivamente possano poi essere anche strumento di indicazione al Governo affinché, insieme ai Governi internazionali, il potere di acquisto dei nostri cittadini e il potere di risparmio delle nostre famiglie vengano tutelati.

Oggi non è così e credo che rispetto ai tre anni, rinnovabili, che sono stati concessi a questa Commissione (ben venga che siano tre anni e che siano rinnovabili), i tempi di azione debbano essere molto più contenuti e rapidi visto che le risposte servono addirittura nell'arco di mesi e non di anni. Capiamo che è impossibile, però questo lavoro è importante e credo che ci possano essere delle considerevoli aspettative da parte nostra dietro al lavoro di questa Commissione: è pertanto auspicabile che questi tempi vengano sensibilmente accorciati con delle proposte fattive, in potestà, per carità, della Commissione stessa. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. Invito i colleghi che volessero continuare le loro discussioni ad accomodarsi fuori e a consentire a chi sta intervenendo di poter parlare, perché c'è veramente un brusìo che dà fastidio. Grazie.

SANGALLI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SANGALLI (PD). Signora Presidente, onorevoli senatori, esprimo, a nome del Partito Democratico, la dichiarazione di voto favorevole alla costituzione della Commissione per la verifica dell'andamento generale dei prezzi al consumo e il controllo della trasparenza dei mercati. Tuttavia mi preme sottolineare, per onestà intellettuale, che non credo nella sicura efficacia di strutture di questo tipo.

È però evidente che sul mercato dei prezzi al consumo e sul mercato in generale, che coinvolge i consumatori, la situazione non sta andando bene. Ciò avviene essenzialmente perché i mercati non funzionano, a causa della mancanza di ogni elementare forma di trasparenza che tuteli, di fatto, la libera concorrenza e del manifestarsi su ogni mercato di pesanti asimmetrie informative che rendono quasi pleonastico l'agire delle diverse Autorità che operano sui diversi aspetti del mercato. Mi riferisco all'Autorità dell'energia, all'Autorità delle comunicazioni, ed alla stessa Autorità di tutela della concorrenza. Credo che sia giunto il momento di fare il punto sugli scarsi poteri di intervento e spesso sull'inefficacia delle sanzioni erogate dalle suddette Autorità a chi opera in logiche di controllo del mercato, quasi monopolistico, abusando della propria posizione di dominanza economica.

Ciò che sta avvenendo sui mercati e sui prezzi si verifica perché non sta operando al meglio la concorrenza tra i diversi operatori economici. Negli esempi presenti nella relazione che propone la costituzione della Commissione, che fanno riferimento ad alcuni settori, come quello petrolifero ed agroalimentare, appaiono evidenti problematiche gravi del funzionamento dei mercati a monte dell'offerta, che attengono ad operatori economici che possono approfittarne stabilmente, qualunque sia l'andamento del mercato.

Il caso del petrolio è evidente al riguardo. Prima dell'estate - vorrei che ce lo ricordassimo - il petrolio costava 160 dollari al barile, mentre oggi costa tra 83 ed 84 dollari al barile. L'effetto sul mercato dei consumi è stato drammaticamente rialzistico nella fase verso i 160 dollari al barile ed è stato quasi impercettibile nella fase di calo del costo del petrolio al barile. È successo che i petrolieri hanno venduto a prezzi alti pur avendo scorte che avevano pagato meno, poi hanno venduto in linea con quanto stavano pagando, e adesso vendono a prezzi enormemente più alti di quelli che dovrebbero, nonostante i ribassi sul mercato del petrolio.

Il Governo afferma nel decreto-legge n. 112 del 2008 che interverrà sul surplus di guadagni dei petrolieri; intanto i petrolieri mettono, come si dice dalle mie parti, il grano in cascina: stanno recuperando sui consumatori con largo anticipo, attraverso un comportamento di cartello, quanto dovranno pagare. Siccome l'ottovolante del greggio continuerà, il consumatore rischia di seguirne tutte le salite, ma di non percepirne mai le discese.

Nel settore agroalimentare avviene qualcosa che, se vogliamo, è ancora più grave; i problemi sono però analoghi. Il produttore spunta prezzi relativamente bassi, il consumatore paga prezzi altissimi ed è evidente che ci sono parti della filiera che determinano un'alterazione del mercato a proprio vantaggio. Intendo sostenere che è il non funzionamento dei mercati a determinare i guai per il consumatore ed insufficienti appaiono le funzioni delle diverse Autorità. Del resto, il fatto che si proponga una Commissione come questa mi pare la più evidente denuncia dell'inefficacia di tutti gli strumenti posti al controllo dei prezzi nel corso di questi anni e delle diverse Autorità che, a livello territoriale così come a livello regionale e centrale, sono state messe in campo, tutte con compiti di rilevazione, lo dico testualmente...

 

PRESIDENTE. Scusi, senatore Sangalli. Chiedo per cortesia ai colleghi di lasciare svolgere gli interventi e, a chi non è interessato alla discussione, di lasciare l'Aula.

 

SANGALLI (PD). Grazie, Presidente. Questi protagonisti del controllo sulle dinamiche dei prezzi hanno compiti di rilevazione, di denuncia, di verifica e di controllo.

Si dovrebbe ricordare l'epoca dell'euro. Sia chiaro: per fortuna che c'è l'euro, date le perturbazioni che ci sono adesso sui mercati internazionali! Ma quando entrò in vigore l'euro, cosa si è fatto da parte del Governo e di tutti coloro che sono stati messi in campo, a partire dai comitati dell'euro, per intervenire realmente sulle dinamiche dei prezzi al consumo?

Non si è fatto nulla: qualche frase ad effetto dell'allora - che poi è anche l'attuale - Ministro dell'economia e niente di più; eppure si sono spostate in quel periodo delle ingenti quantità di reddito nazionale da una quota della popolazione (i consumatori, le famiglie, i lavoratori, i pensionati e - perché non dirlo? - i produttori) agli intermediari economici e finanziari, nell'assoluta assenza d'intervento da parte di ogni autorità dello Stato. Ebbene, nel voto a favore di questa Commissione c'è un voto meno favorevole per quanti dovevano, dovrebbero e devono occuparsi di tali questioni e c'è una speranza, che deve derivare dalla convinzione che non è il mercato il nemico ma è la sua mancanza, che non c'è bisogno di statalismo con tariffe amministrate, ma di regole ed autorità che le facciano rispettare.

Se questa Commissione serve a stimolare la ricerca di una strada comune e diversa dal mercatismo suicida o dal neostatalismo protezionista a vantaggio della povera gente, che oggi sta pagando i conti elevatissimi della Lehman Brothers, così come sta pagando i conti elevatissimi dell'intermediazione commerciale, dei grossisti commerciali e delle azioni speculative dello stoccaggio dei petrolieri, ebbene quella povera gente, quella gente che sta pagando i conti per tutti, forse da questa Commissione, se è una Commissione che ha intenzione davvero di funzionare con un'operatività di natura fortemente politica, si aspetta qualcosa di più serio di quanto ha ottenuto da tutti coloro che nel corso di questi anni sono intervenuti sulla trasparenza dei mercati e, apparentemente, sono intervenuti sulla trasparenza dei prezzi. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Metto ai voti la mozione n. 25, presentata dal senatore Bricolo e da altri senatori.

È approvata.

Presidenza del vice presidente CHITI (ore 18,43)

 

Prego i senatori di prestare un momento di attenzione e di non utilizzare l'emiciclo per delle riunioni, altrimenti, se lo preferite, come ha detto il presidente Schifani, possiamo sospendere e riprendere i lavori tra un po' di tempo.

 

MORANDO (PD). Andiamo avanti!

 

PRESIDENTE. Andiamo avanti, senatore Morando, se le condizioni di agibilità dell'Aula lo permetteranno, io lo auspico quanto lei.